Tim Wellens centra a Roccaraso la sua seconda vittoria stagionale @ Bettiniphoto
Tim Wellens centra a Roccaraso la sua seconda vittoria stagionale @ Bettiniphoto

E all’arrivo in salita Tim vince anche più di Tom

Wellens, fuga con tempi perfetti e primo successo in un grande giro

Come l’anno scorso il primo arrivo in salita del Giro d’Italia ha premiato il coraggio di un corridore andato all’attaccato da lontano e che nel finale ha staccato tutti i compagni di fuga riuscendo a resistere bene all’inseguimento del gruppo dei favoriti per la vittoria finale: nel 2015 all’Abetone era toccato allo sloveno Jan Polanc, oggi sul traguardo in quota di Roccaraso a trionfare è stato il talentuoso belga Tim Wellens, portacolori della Lotto Soudal che ha conquistato la sua seconda vittoria in stagione dopo l’ultima tappa della Parigi-Nizza.

Passato professionista a luglio del 2012 sempre con la Lotto, Tim Wellens già dalla categoria Under 23 aveva dimostrato grandissime potenzialità anche se è mai stato un corridore particolarmente vincente: questa caratteristica se l’è portata dietro anche nelle corse del World Tour dove spesso si è ritrovato a dare spettacolo o ad animare le gare con attacchi a ripetizione che però gli hanno fruttato poco in termini di risultati (ha vinto due Eneco Tour e un GP de Montréal) e qualche rimprovero da parte dei suoi tecnici. Al Giro d’Italia aveva fatto il suo esordio in un grande giro nel 2014 e aveva subito fatto vedere di cosa era capace: 2° sia a Montecassino che a Vittorio Veneto, quest’anno invece è arriva la vittoria dopo i minuti persi in Olanda ed una prima fuga verso Praia a Mare.

La fuga va al secondo tentativo
Il percorso della tappa sembrava molto favorevole per il buon esito di una fuga da lontano e le intenzioni sembravano molto serie visto che il gruppo non ha lasciato andare via la prima fuga: subito al chilometro 0, infatti, aveva attaccato il russo Artem Ovechkin (Gazprom) a cui si sono poi accordati Przemyslaw Niemiec (Lampre), Giacomo Berlato (Nippo), Marco Coledan (Trek) e Daniel Martínez (Wilier) ma questi cinque corridori sono arrivati ad avere un vantaggio di appena 15″ e così dopo dieci chilometri di battaglia il gruppo s’è ricompattato. Le tre squadre Professional già protagoniste della prima breve fuga non si sono date per vinte e hanno portato via un nuovo gruppetto che stavolta è riuscito a prendere il largo: Alexandr Kolobnev (Gazprom), Alessandro Bisolti (Nippo) ed Eugert Zhupa (Wilier) avevano già quasi due minuti e mezzo di vantaggio al chilometro 18 di corsa ed hanno toccato un vantaggio massimo di quasi sette minuti sulle rampe della salita di Bocca delle Selva.

Sulla prima ascesa di giornata, caratterizzata anche da un forte vento contrario, il gruppo ha iniziato a recuperare terreno e al gran premio della montagna è transitato con un ritardo di 4’11” dal terzetto di battistrada. Proprio in quel momento si è scatenato sulla corsa un improvviso e violento acquazzone che ha sorpreso molti corridori senza mantelline o altre protezioni del caso: la Movistar si è portata davanti al gruppo con Rojas per non correre rischi, ma al tempo stesso ha tenuto un’andatura abbastanza sostenuta per mettere un po’ di pressione ai rivali. In questi chilometri la situazione è cambiata molto ed in fondo alla discesa, quando già aveva smesso di piovere, l’albanese Zhupa si è ritrovato in testa da solo con 20″ di vantaggio su Bisolti ed il gruppo principale che aveva riassorbito Kolobnev a meno di un minuto e con tanti corridori che erano rimasti staccati nei vari frazionamenti per la strada bagnata.

Dopo pioggia e discesa la Lotto fa la sua mossa
Nessun pezzo grosso si è fatto sorprendere in questa fase di corsa e così il gruppo maglia rosa si è rialzato dando modo a Zhupa e Bisolti, che nel frattempo si erano riuniti, di tornare a guadagnare parecchio terreno. A 72 chilometri dall’arrivo, poco prima del rifornimento fisso, la Lotto Soudal ha fatto la propria mossa lanciando l’attacco contemporaneamente Pim Ligthart e Tim Wellens a cui si è accodato il lussemburghese Laurent Didier della Trek: il gruppo tirato in tutta tranquillità dalla Giant-Alpecin non ha reagito ed il terzetto ha impiegato meno di 10 chilometri per annullare i 2’50” di svantaggio dalla coppia al comando della corsa e così a 63 chilometri dall’arrivo in testa alla corsa c’erano ormai cinque uomini con i primi inseguitori distanti più di cinque minuti.

In quel momento il pronostico sull’esito della tappa era ancora apertissimo perché c’era ancora il margine per andare a riprendere i fuggitivi ma, ad eccezione di una breve tirata della Lampre, nessuna squadra ha preso seriamente in mano le operazioni e la Giant-Alpecin ha continuato con il suo ritmo tranquillo mentre davanti Ligthart si spremeva a fondo per il compagno di squadra Wellens. Nel giro di venti chilometri il vantaggio dei battistrada è balzato da cinque fino a nove minuti ed a quel punto Wellens ha cominciato seriamente ad assaporare la possibilità di fare sua la tappa essendo il corridore più forte in salita tra quelli di testa.

A inizio salita gli scatti Wellens e Fuglsang
A 17 chilometri dall’arrivo, all’inizio della salita finale verso Roccaraso, Ligthart ha subito perso contatto dai fuggitivi ed il primo a scattare è stato Laurent Didier che preso qualche decina di metri di vantaggio: Wellens ha sapientemente sfruttato il lavoro di Bisolti e Zhupa per chiudere il gap senza forzare troppo e poi esattamente a 15 chilometri dall’arrivo è scattato secco in contropiede e nessuno l’ha visto. Una tattica perfetta da parte della Lotto Soudal che ha scelto bene i tempi e poi al 25enne fiammingo è bastato un solo affondo deciso per lanciarsi verso la vittoria di giornata.

Da dietro intanto il gruppo aveva iniziato a recuperare terreno grazie al tardivo lavoro della Orica GreenEDGE e all’imbocco delle prime rampe di salite, quelle caratterizzate dalle pendenze più impegnative, il distacco dalla testa era di 5’40” con l’Astana che ha messo tutti i suoi uomini davanti in blocco a dettare il ritmo. Il forcing della squadra kazaka si è concretizzato a poco più di 15 chilometri dall’arrivo con uno scatto del danese Jakob Fuglsang che già nella tappa di Praia a Mare aveva dato segnali di grande brillantezza in salita: a ruota del danese si è portato il bielorusso Kanstantsin Siutsou (Dimension Data) ma gli altri uomini di classifica sono rimasti coperti nel gruppo tirato da Ludvigsson e Preidler per la Giant. Fuglsang, che alla partenza aveva 35″ di ritardo nella generale da Dumoulin, è stato per qualche minuto anche maglia rosa virtuale, ma il vantaggio dei due attaccati è rimasto quasi sempre tra i 20″ ed i 30″ e nell’inseguimento la Giant-Alpecin ha ricevuto un po’ di aiuto da parte della Movistar.

Nibali attacca, Dumoulin risponde
A quattro chilometri dal traguardo, sul finire del secondo troncone un po’ duro di salita e proprio quando sembrava che dovessimo assistere ad una sorta di arrivo in volata tra gli uomini di classifica, è scattato dal gruppo Vincenzo Nibali, una mossa che ha spiazzato quasi tutti visto che nessuno ha anche solo provato a prendergli la scia: in piano originale di andare a riprendere Fuglsang e usarlo come punto d’appoggio però è fallito, Landa ha fatto lavorare la squadra e lo Squalo dello Stretto non è andato molto lontano.

Proprio quando Nibali stava per essere ripreso, da dietro è partito fortissimo Tom Dumoulin che con a ruota Domenico Pozzovivo e Ilnur Zakarin si è riportato rapidamente su Fuglsang e Siutsou sul falsopiano. Mentre Wellens andava a tagliare vittorioso la linea del traguardo, i cinque inseguitori si sono giocati gli abbuoni restati sulla rampa al 7% all’ultimo chilometro: con un’azione tutta di testa Fuglsang si è preso la seconda posizione ed i 6″ di bonus, anticipando il russo Zakarin, Dumoulin ha chiuso quarto staccato di 3″ dalla strana coppia, mentre di 5″ è stato il distacco patito da Siutsou e Pozzovivo.

Maglia rosa rafforzata, e i distacchi aumentano…
Nel gruppo comprendente tutti gli altri favoriti, il più brillante è stato il colombiano Esteban Chaves che di forza ha staccato tutti arrivando a soli 10″ da Fuglsang e rifilando a sua volta 4″ a Urán e Majka e 7″ a Valverde e Kruijswijk. Nibali è arrivato al traguardo molto affaticato, con Scarponi al suo fianco, in un gruppetto di corridori che comprendeva anche Mikel Landa: il distacco da Dumoulin è stato di 21″, sicuramente non poco in relazione alle caratteristiche della salita finale. In classifica generale Dumoulin ha rafforzato la propria maglia rosa sia dal punto di vista cronometrico che soprattutto per la maggior fiducia nei propri mezzi: l’olandese adesso ha 26″ su Fuglsang e 28″ su Zakarin, rispettivamente secondo e terzo e unici che gli hanno recuperato qualcosa oggi; a seguire troviamo ancora Bob Jungels a 35″ che ha aumentato il vantaggio sui rivali per la maglia bianca, poi ci sono Kruijswijk a 38″, Valverde e Ulissi a 41″, Chaves a 44″, Nibali a 47″, Siutsou a 49″, Urán a 51″, Majka e Pozzovivo a 56″ ed ultimo dei big Mikel Landa si trova a dover recuperare 1’08” e che spera che le Alpi arrivino il prima possibile.

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