Gianluca Brambilla può dirsi soddisfatto della sua maglia rosa @ Bettiniphoto
Gianluca Brambilla può dirsi soddisfatto della sua maglia rosa @ Bettiniphoto

Una rivincita Eroica per Gianluca Brambilla

Tappa e maglia rosa: il vicentino sublima un grande inizio di stagione

Siena, 5 marzo 2016. Alla fine della Strade Bianche, il primo a transitare dalla porta alla parte alta della città è un uomo della Etixx. È a tutta, l’andamento non è granché elegante, ma dà una certa idea di potenza. Non troppo lontani, passano 3 mostri sacri, tutti campioni del mondo in diverse categorie: Cancellara, Sagan e Stybar. Il passo di Gianluca Brambilla è ancora buono, sul muro che porta al Campo di Siena, e a tratti da l’idea che possa farcela: ma dietro c’è un Cancellara troppo forte, troppo grande, troppo motivato. Lo riprenderà, lo supererà in tronco e lo relegherà al terzo posto. Una beffa che è rimasta un po’ sul gozzo di Gianluca, sebbene vincere in quell’occasione sarebbe stata un’impresa memorabile, che meritava una rivincita.

 

Quei sanpietrini che ricordano la Strade Bianche
«Quando ho ripreso i sampietrini mi è tornata alla mente la Strade Bianche, il momento nel quale mi han superato due aerei, uno a sinistra e uno a destra»: queste sono le parole di Brambilla all’arrivo, quando descrive il suo unico momento di debolezza in una giornata gloriosa; giusto per precisare che il richiamo a 2 mesi fa non è mera montatura giornalistica. Oggi, 14 maggio 2016, Brambilla ha chiuso il conto ad Arezzo con una giornata perfetta, nella quale ha avviato egli stesso la fuga da lontano, attaccando in discesa da Assisi; il team gli è stato vicino sia col compagno Matteo Trentin, motore della fuga, sia col resto della squadra, che ha anche cercato di tenere basso il ritmo del gruppo quando ha capito che anche la maglia rosa poteva diventare realtà. Ha tenuto il giusto margine, è scattato nel tratto più duro dell’Alpe di Poti e gli altri rivali, non proprio delle mezze calzette, non hanno potuto che constatare la superiorità. Il 28enne, anche grazie alla debacle di Tom Dumoulin, è il primo vicentino ad indossare la maglia rosa dopo 20 anni: al 1996 risale il successo di Davide Rebellin sul Monte Sirino, uno dei primi exploit da professionista del 44enne di Lonigo, che lo portò a vestire il simbolo del primato per 6 giorni.

 

Il miglior scalatore di un ottimo vivaio Zalf
Il successo di oggi è il coronamento di una carriera da outsider e onesto pedalatore, la conferma delle buone qualità emerse da dilettante in Zalf. Brambilla apparteneva a un gruppo dei più forti negli ultimi anni del gruppo sportivo trevigiano: Simone Ponzi, Manuele Boaro, Davide Malacarne, Daniel Oss, Sacha Modolo, Enrico Battaglin, Sonny Colbrelli, molti di loro presenti a questo Giro d’Italia. Brambilla era l’unico ad avere ottime qualità in salita, tanto da vincere un Palio del Recioto e un Giro del Friuli. Come molti di loro, passa professionista nella Bardiani e fa vedere buone cose, tipo la vittoria alla Coppa Papà Carlo da neoprofessionista ed il 13esimo posto al Giro d’Italia 2012. Passa così 4 stagioni fa in quella che oggi è la Etixx, accusando nelle prime due una certa fatica: il fondo lo tocca alla Vuelta 2014, dove viene espulso alla 16esima tappa dopo aver messo le mani addosso a Ivan Rovny mentre era in fuga. Nel finale della scorsa stagione, i segnali della rinascita di quest’anno, culminati nel Lombardia terminato 10°.

 

Le dichiarazioni a caldo di Brambilla
«È difficile da descrivere questa gioia, sono contentissimo perché la fuga lo creata io. Pochi ci credevano perché ero a 2′ in classifica e dietro non ci lasciavano tanto spazio. Un ringraziamento speciale a Matteo Trentin, si è fatto un “cosiddetto” per portarci sotto in fondo alla salita. Ho visto che è partito subito Montaguti ma ho aspettato perché il pezzo duro sapevo veniva dopo, a quel punto sono partito e non ho più guardato in faccia a nessuno. Quest’anno sto andando veramente forte, le motivazioni me le danno la mia ragazza e la mia bimba Asia, che è appena nata (poco prima della Liegi alla quale ha rinunciato per questo motivo, NDR), e questa vittoria è tutta per loro». Domani, quasi certamente, Brambilla dovrà lasciare la maglia rosa a chi a cronometro va decisamente più forte di lui. Non potrà gustare la soddisfazione di indossarla in gruppo, ma immaginiamo che per lui sarà comunque una grande gioia. Una gioia che ripaga anni e anni di sacrifici, pioggia, sudore e dà un senso alla carriera, e- vogliamo esagerare -alla vita di un atleta.

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