Megan Guarnier con la maglia di leader del Women's World Tour @ Ezra Shaw/Getty Images
Megan Guarnier con la maglia di leader del Women's World Tour @ Ezra Shaw/Getty Images

Women’s World Tour, un punto della situazione a metà cammino

Le ultime corse hanno lanciato la statunitense Megan Guarnier, Elisa Longo Borghini è quinta

La campagna statunitense del Women’s World Tour che si è conclusa ieri a Philadelphia ha portato a Megan Guarnier i primi successi della carriera nel massimo circuito internazionale: quello della 31enne proveniente dallo Stato di New York è un talento sbocciato tardi, ma da un paio di stagioni è costantemente nelle prime posizioni degli ordini d’arrivo che contano e nelle ultime settimane sono arrivate anche quelle vittorie che non era mai riuscita ad ottenere con la vecchia Coppa del Mondo. Ma il doppio trionfo al Tour of California e alla Philadelphia Cycling Classic ha regalato anche qualcosa di più a Megan Guarnier: la portacolori della Boels-Dolmans, infatti, ha conquistato la testa della classifica del Women’s World Tour e con un vantaggio notevole sulla prima rivale.

Con nove gare alle spalle e otto ancora da disputare è ancora presto per dire se quello che non è mai successo in 18 anni di Coppa del Mondo, una ciclista americana sul gradino più alto del podio finale, potrà accadere al primo anno del Women’s World Tour. Certo è che la Guarnier ha saputo sfruttare al meglio le defezioni di alcune big europee in questo doppio appuntamento che sembrava comunque disegnato apposta per lei: a ottime doti da scalatrice, riesce infatti ad abbinare una grande esplosività che le permette di esprimersi al meglio quando trova arrivi posizionati in cima a delle brevi rampe, ma riesce a difendersi bene anche quando si trovata a disputare sprint non molto affollati.

Guarnier domina sulle rampe americane
Al Women’s Tour of California ha subito sbaragliato la concorrenza nella prima tappa a South Lake Tahoe proprio approfittando di un arrivo in pendenza: in quell’occasione lasciò Emma Johansson a 4″, Kristin Armstrong, Evelyn Stevens e Marianne Vos a 10″ e nelle successive tre tappe completò l’opera con il secondo posto nella cronometro a squadre e con svariati abbuoni conquistati ai traguardi volanti. Ieri a Philadelphia lo stesso copione, a parte il fatto che si trattava di una gara di un giorno: sul famigerato muro di Manayunk, Guarnier è stata lanciata alla perfezione dalle compagne e poi ha sbriciolato la resistenza di Alena Amialiusik ed Elisa Longo Borghini che avevano provato a tenerle la ruota alla prima violenta accelerazione.

Elisa Longo Borghini è quinta nel ranking
Nel ranking del Women’s World Tour adesso Megan Guarnier è in testa con 624 punti ed un vantaggio di 226 punti sulla svedese Emma Johansson, che a sua volta deve guardarsi le spalle da altre due atlete della Boels-Dolmans, l’iridata Lizzie Armitstead e la britannica Chantal Blaak che hanno un ritardo di 30 e 49 punti rispettivamente: da notare come la campionessa del mondo abbia saltato tutta la trasferta americana, mentre Johansson e Blaak non era presenti a Philadelphia. Sul podio ieri ma assente in California, invece, la nostra Elisa Longo Borghini che occupa il quinto posto del ranking con 302, tallonata a sole due lunghezze dall’olandese Anna Van der Breggen, prima atleta della RaboLiv, che nell’ultimo periodo ha preferito non farsi vedere in gruppo per prepararsi al meglio per la seconda parte di stagione.

Nell’ordine troviamo poi in top10 Evelyn Stevens, Katarzyna Niewiadoma, Leah Kirchmann (unica di queste a correre in Cina al Chongming Island) e Alena Amialiusik. Da segnalare anche i progressivo ritorno di Marianne Vos che dopo l’anno di stop ha centellinato le proprie apparizioni nelle gare più prestigiose: la fuoriclasse olandese ha debuttato alla Freccia Vallone chiudendo nona, poi è volata in California dove ha vinto una tappa piazzandosi quarta in classifica e adesso nel ranking Women’s World Tour occupa la 13esima posizione con 157 punti. Per trovare la seconda delle dodici italiane a punti invece dobbiamo scendere al 24° posto di Annalisa Cucinotta con 92 punti conquistati tutti nella trasferta cinese.

A luglio appuntamento clou al Giro Rosa
Il prossimo appuntamento sarà nel Regno Unito per la terza edizione dell’Aviva Women’s Tour, gara a tappe molto giovane ma che subito è stata capace di conquistarsi grande considerazione e popolarità: rispetto a 2014 e 2015 il percorso è stato un po’ indurito, ma per forza di cose non potrà essere selettivo più di tanto. Per vedere finalmente una corsa del Women’s World Tour di più giorni e con grandi contenuti tecnici bisognerà aspettare il Giro Rosa, in programma dall’1 al 10 di luglio, e chissà che la Guarnier non venga in Italia puntando a consolidare il proprio primato in classifica memore del terzo posto dell’anno passato con sei giorni in maglia rosa, una tappa vinta e ben quattro secondi posti parziali.

Dopo il Giro ci sarà spazio quindi solo per le gare di un giorno: accanto agli appuntamenti classici di Vargarda in Svezia e Plouay in Francia, ci sarà spazio per quello che potremmo definire il trittico delle capitali europee, La Course by Le Tour a Parigi il 24 luglio, Prudential Ride a Londra la settimana successiva e quindi la Challenge by La Vuelta a Madrid l’11 settembre. Per una scalatrice come Megan Guarnier non sarà facile difendere il proprio vantaggio nel Women’s World Tour fino alla fine, ma il 2016 sembra per lei un anno di grazia e con la grande superiorità dimostrata da tutta la Boels-Dolmans non bisognerà dare per scontate anche le gare altimetricamente più facili.

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