Fabian Cancellara (Trek) sul podio di Baar © Bettiniphoto
Fabian Cancellara (Trek) sul podio di Baar © Bettiniphoto

Fabian I di Svizzera non vuole ancora abdicare

Cancellara vince la crono d’apertura del Tour de Suisse. Roelandts e Durbridge sul podio di giornata

Schiacciato tra un Delfinato che attira la maggior parte dei prossimi protagonisti del Tour de France, e – per strano che possa sembrare a qualcuno – una Route du Sud che, essendo più breve, è identificata da altri grossi personaggi come un ideale “spuntino” per tenere calda la gamba in vista della Grande Boucle, il Giro di Svizzera non vive la fase più fulgida di una lunga storia giunta quest’anno all’80esima edizione della corsa.

Pur in assenza dei big da GT, qualche bel nome comunque c’è, soprattutto uomini di classifica di seconda schiera sulle cui possibilità di fare il salto di qualità si può indagare lungo le 9 tappe della corsa elvetica.

La pioggia frena Van Garderen, bene Kelderman e Thomas
Uno di questi, forse il favorito sulla carta per questo Tour de Suisse 2016, è Tejay Van Garderen; ma l’americano della BMC oggi non ha trovato la migliore delle condizioni per gareggiare nel cronoprologo di 6.4 km a Baar. TJ è sceso in strada molto prima rispetto ad altri contendenti e ha trovato una forte pioggia che ne ha inevitabilmente condizionato in negativo la prestazione.

Stessa cosa successa ad Alberto Rui Costa, che del Tour de Suisse è un dominus, avendolo vinto tre volte di seguito (dal 2012 al 2014), impresa mai riuscita a nessuno. L’ordine d’arrivo dice che il portoghese della Lampre ha pagato alla fine 38″ al vincitore di giornata, chiudendo in 98esima posizione.

Il citato Van Garderen ha fatto 10″ meglio rispetto all’ex iridato, chiudendo in 53esima posizione, un secondo peggio di Michele Scarponi (Astana).

Tra gli uomini di classifica il migliore è stato Wilco Kelderman (LottoNL), decimo a 10″; degna di nota la prova di Geraint Thomas (Sky), 14esimo a 12″; senza infamia e senza lode Robert Gesink (LottoNL), 34esimo a 22″; più attardati Leopold König della Sky (63esimo a 31″), Samuel Sánchez della BMC (84esimo a 36″), Mathias Fränk della IAM (86esimo a 36″) e Warren Barguil della Giant (93esimo a 37″).

Cancellara, un’altra vittoria nell’anno delle celebrazioni
Abbiamo parlato degli uomini di classifica e abbiamo lasciato per il gran finale l’omaggio – l’ennesimo di questa stagione – per Fabian Cancellara, colui che la frazione d’apertura del TDS 2016 l’ha vinta. Lo svizzero della Trek-Segafredo sta facendo quest’anno il giro dei luoghi dell’anima, nel senso che non si sta facendo mancare tutte le gare che per lui hanno rappresentato tappe importanti in una carriera alla quale mancano pochi mesi prima dell’annunciato stop.

Quel che poco più di un mese fa non gli era riuscito al Giro d’Italia (dove affrontò la crono iniziale in condizioni fisiche menomate), è riuscito oggi a Fabian: i 7’38” con cui ha completato la sua prova (con una media di 50.306 km/h) gli hanno permesso di conquistare la maglia gialla di leader, e domani potrà gironzolare per la corsa vestendo ancora una volta i panni del numero uno; quei panni che, nell’arco della sua carriera, ha dimostrato tante e tante volte di meritare alla grande.

Cancellara si è imposto sul filo di lana su Jurgen Roelandts (Lotto Soudal), secondo a 1″, e su Luke Durbridge (Orica), terzo a 2″. Alle spalle del podio di giornata, piazzamenti per Martin Elmiger (IAM) e Ion Izagirre (Movistar), entrambi a 6″, per Tim Wellens (Lotto Soudal), Johan Le Bon (FDJ) e Silvan Dillier (BMC), tutti a 7″, e – a completare la top ten – per l’altro Izagirre, Gorka (Movistar) e il citato Kelderman, a 10″. Primo italiano, Manuele Boaro (Tinkoff), 19esimo a 14″.

Domani con la seconda tappa si resterà sempre in zona Baar, nel senso che partenza e arrivo saranno nella stessa località di oggi; in compenso nel mezzo ci sarà un circuito abbastanza impegnativo di quasi 47 km, da ripetere quattro volte (per uno sviluppo complessivo di 187,6 km). Sarà una giornata di saliscendi, non è escluso l’arrivo in volata (ma a gruppo parecchio ristretto), e c’è da scommettere che uno come Peter Sagan (oggi 30esimo a 19″ da Fabian) quel traguardo l’abbia messo nel mirino.

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