Maxi Richeze esulta a Champagne © Tour de Suisse
Maxi Richeze esulta a Champagne © Tour de Suisse

Richeze-Gaviria, è Etixx-Champagne!

L’argentino vince la quarta tappa del Tour de Suisse davanti al compagno di squadra; terzo Sagan, da domani si sale

Non vinceva una corsa dal 17 settembre 2012, ma in questi ultimi tre anni e nove mesi sono tante quelle che ha fatto vincere ai compagni di squadra prima alla Lampre-Merida e poi da quest’anno alla Etixx-QuickStep: oggi Maximiliano Richeze è riuscito finalmente a ritrovare il successo nella quarta tappa del Tour de Suisse, un vittoria meritatissima che arriva dopo un secondo ed un quarto posto nelle due precedenti frazioni in linea della corsa elvetica. Nelle ultime stagioni il 33enne argentino è diventato un ottimo ultimo uomo per i velocisti, tanto che la Etixx lo ha voluto appositamente per metterlo vicino all’astro nascente Fernando Gaviria: oggi proprio questo nuovo ruolo è stato decisivo per cogliere il successo perché Richeze ha potuto affrontare in piena l’ultima curva e una volta capito che nessun rivale lo avrebbe potuto impensierire sul breve rettilineo finale, Gaviria si è rialzato e ha applaudito il compagno in anticipo come già aveva fatto quest’anno in Francia con il nostro Davide Martinelli su un traguardo simile a questo.

Tappa a ritmo blando per vento e tattica
Prima del finale questa quarta tappa del Giro di Svizzera ha offerto per poche emozioni con il gruppo che, anche a causa del vento contrario per buona parte del percorso, è arrivato al traguardo con quasi mezzora di ritardo sulla tabella di marcia più lenta. Subito in avvia è partita la fuga che è poi stata annullata solo nel finale in preparazione allo sprint: gli attaccanti erano Matthew Brammeier (Dimension Data), Jérémy Maison (FDJ), Lukas Jaun (Roth) e Nick Van der Lijke (Roompot) ma il plotone guidato dagli uomini della Tinkoff e della Etixx non ha mai lasciato loro più di quattro minuti di vantaggio. Oltre al vento, a tenere basso il ritmo ci ha pensato anche l’atteggiamento tattico dei corridori: i fuggitivi non hanno spinto a tutta per tenersi energie per il finale e dietro il gruppo si è regolato di conseguenza per non spremersi e non andare a riprendere i battistrada troppo presto.

La fuga accelera nel finale ma non basta
A 80 chilometri dall’arrivo di Champagne il vantaggio di Brammeier, Jaun, Maison e Van der Lijke era già sceso a 2’45” e più avanti è crollato addirittura sotto al minuto e mezzo: a questo punto arrivati negli ultimi 25 chilometri c’è stato finalmente l’atteso cambio di ritmo in corsa ed i quattro fuggitivi sono riusciti a riportarsi sopra ai due minuti di vantaggio sugli inseguitori. L’elvetico Lukas Jaun è stato il primo a cedere tra i battistrada poco prima del lieve strappo di terza categoria che era previsto a circa 11 chilometri dal traguardo: qui la Tinkoff si è spostata ma sono state la Orica e la Lotto NL-Jumbo a farsi carico del lavoro in gruppo con un piccolo forcing aveva come difficile obiettivo quello di affaticare le gambe dei velocisti, ma la salitella era oggettivamente poca cosa.

Tra i tre superstiti in testa alla corsa il più brillante è stato il giovane neoprofessionista francese Jérémy Maison che è sembrato molto a suo agio nel tortuoso tratto in discesa dopo il gran premio della montagna: la sua iniziativa, seguita a fatica da Van der Lijke e Brammeier, quest’ultimo già al limite lungo la salita, ha prolungato la vita alla fuga ma non è bastata per impedire l’inevitabile ricongiungimento prima del traguardo, avvenuto ai meno 3700 metri sotto il forcing deciso di Orica GreenEDGE ed Etixx-QuickStep.

Richeze in testa all’ultima curva e poi scappa via
All’ultimo chilometro la Etixx ha preso in mano le operazioni con i cechi Zdenek Stybar e Petr Vakoc che hanno lanciato alla perfezione i compagni di squadra Richeze e Gaviria, sulla cui ruota s’era posizionato il campione del mondo Peter Sagan. Dopo una leggera semicurva verso sinistra, il punto chiave della volata era una secca curva verso destra posta a circa 150 metri dal traguardo. La volata è quindi partita presto con Maxi Richeze che è riuscito a prendere la curva in testa mentre alle sue spalle Peter Sagan ha tentato di superare Fernando Gaviria all’interno: lo slovacco della Tinkoff ci era quasi riuscito, ma la carreggiata stretta ha fatto sì che i due venissero leggermente in contatto ed entrambi hanno perso veloci in uscita, Sagan di più avendo scelto una traiettoria più chiusa.

Dopo la curva Maxi Richeze è quindi scappato via, Fernando Gaviria ha dato qualche pedalata controllando la situazione alle proprie spalle e poi s’è rialzato applaudendo il compagno di squadra lanciato verso il successo e rischiando di farsi superare da Peter Sagan che solo per un soffia non è riuscito ad impedire la doppietta agli uomini della Etixx. Proprio dietro ai primi tre s’è formato un buco di 2″ a causa di una traiettoria in curva troppo azzardata da parte di Danny Van Poppel: il giovane olandese della Sky era subito a ruota di Sagan, ma ha sbandato incredibilmente in frenata e solo grazie ad un grande numero di tecnica e coordinazione è riuscito ad evitare di schiantarsi rovinosamente contro le transenne maritrovandosi praticamente fermo. La quarta posizione è quindi andata al belga Tom Van Asbroeck mentre in ottava posizione s’è piazzato Andrea Pasqualon, il migliore degli italiani.

Sagan leader ma domani arrivano le montagne
Grazie all’abbuono ed il piccolo gap al traguardo, Peter Sagan ha incrementato il proprio vantaggio in classifica generale che ora è di 9″ Jurgen Roelandts e Silvan Dillier e 17″ su Maximiliano Richeze che grazie alla vittoria ha fatto un bel balzo in avanti. La classifica generale però verrà completamente riscritta domani perché la quinta tappa sarà la prima di montagna di questo Tour de Suisse: nel menù c’è un arrivo in salita a Carì dopo aver scalato in precedenza il Passo della Furka ed il Passo del San Gottardo in una tappa lunga appena 126.4 chilometri e che promette spettacolo.

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