Ion Izagirre taglia il traguardo di Davos © Tour de Suisse
Ion Izagirre taglia il traguardo di Davos © Tour de Suisse

Izagirre furore di Dio

Ion vince la cronometro di Davos al Tour de Suisse, sorprendentemente secondo e leader il colombiano López dell’Astana

Continuano le sorprese in questa edizione numero 80 del Tour de Suisse dove per il quarto giorno consecutivo abbiamo un capoclassifica diverso senza che questi sia riuscito a vincere una tappa: prima era toccato al francesino Pierre Latour, poi all’olandese Wilcon Kelderman, quindi di nuovo Francia con Warren Barguil e oggi al termine della cronometro di Davis si è vestito di giallo il talento colombiano Miguel Ángel López che ha stupito tutto con una prestazione assolutamente maiuscola. López, 22 anni ed in forza all’Astana dal 2015, ha vinto il Tour de l’Avenir nel 2014 e proprio l’anno scorso al Tour de Suisse aveva colto il suo miglior risultato nel World Tour chiudendo al settimo posto in classifica generale.

Ion Izagirre vince di nuovo in terra elvetica
Ma domani nella dura tappa conclusiva con partenza e arrivo sempre a Davos e le scalate dell’Albulapass e soprattutto del Flüelapass, tutto potrà succedere perché la cronometro odierna ha reso ancora più equilibrata ed incerta la situazione di classifica con quattro corridori racchiusi in meno di venti secondi. Miguel Ángel López oggi ha conquistato la leadership grazie al secondo posto, ma la vittoria è andata ad uno scatenato Ion Izagirre che è rientrato prepotentemente in classifica e ha confermato le sue ottime attitudini per le corse a tappe di una settimana: su un percorso estremamente tecnico, lo spagnolo della Movistar è riuscito a fare la differenza soprattutto nella seconda parte scatenandosi nel tratto in salita e poi volando a più di 100km/h nel velocissimo tratto di discesa che seguiva.

Ion Izagirre ha fermato il cronometro in 21’31” a poco meno di 47 km/h di media, un tempo che gli è valso il terzo successo stagionale, il secondo in una cronometro in territorio svizzero dato che ad aprile si era già imposto nel prologo del Tour de Romandie, prova dal chilometraggio nettamente inferiore ma anche quella caratterizzata da un tracciato molto tecnico con una salita ed un discesa tortuosa. Al momento del suo arrivo, il tempo di Izagirre ha destato grande impressione e s’è capito subito che sarebbe stato quello vincente: pochi corridori dovevano ancora concludere la loro prova, ma a stupire era stato anche il distacco di 19″ rifilato a Fabian Cancellara che era resistito al comando fino a quel momento e che sta ormai sognando la doppietta dopo aver già conquistato il prologo di questo Tour de Suisse.

López davanti anche a Cancellara
Alla fine Cancellara si è visto scalzato anche dal secondo posto che è andato appuunto al colombiano López che nel tratto in salita ha pareggiato la prestazione di Izagirre recuperando circa 25″ all’elvetico della Trek, ma al traguardo il corridore dell’Astana ha chiuso con un distacco di 18″ senza che il povero Andrew Talansky avesse la possibilità di sognare la possibilità di vestire almeno per un giorno la maglia di leader. Alla partenza, infatti, Talansky aveva solo 3″ di ritardo in classifica rispetto a López e l’essere arrivato appena 4″ dietro a Cancellara sembrava poter bastare a conquistare la testa: e invece i 5″ che il capitano della Cannondale aveva di ritardo da López all’intermedio dei 12.4 chilometri sono rimasti tali negli 4200 metri finali fino al traguardo.

Lotta a quattro nell’ultima tappa
Domani quindi López e Talansky affronteranno l’ultima tappa distanziati di appena 8″ uno dall’altro in classifica mentre la cronometro ha rilanciato le ambizioni di Izagirre che ora è terzo a 16″. In lizza per il successo finale però c’è anche il francese Warren Barguil che ha affrontato la cronometro in maglia gialla realizzando però una prestazione abbastanza in linea con quelle che potevano essere le aspettative: il corridore della Giant-Alpecin ha fatto segnare il 21° tempo a 57″ da Izagirre ed in classifica generale è scivolato indietro fino alla quarta posizione, ma il ritardo di 18″ dalla testa tiene tutto apertissimo in vista di domani quando importante sarà anche il rendimento in corsa dei vari compagni di squadra visto che dall’ultimo gran premio della montagna all’arrivo ci saranno poco più di 17 chilometri.

Un’altra bella sorpresa di giornata porta la forma di un altro corridore colombiano, Jarlison Pantano: lo scalatore della IAM Cycling infatti si è superato nella cronometro realizzando il settimo tempo a 25″ da Izagirre lasciandosi alle gente come Geraint Thomas, Tejay Van Garderen o il campione del mondo della specialità Vasil Kiryienka che forse ha un po’ pagato il grande sforzo di ieri e che avrebbe preferito un chilometraggio maggiore per far emergere tutte le sue doti migliori. Pantano è riuscito a difendere quindi la sua quinta posizione in classifica generale ma con il distacco di 52″ dal connazionale riesce difficile immaginarlo vincitore domani, anche se potrebbe provare ad approfittare di una marcatura stretta tra i primi quattro per avvicinare almeno il podio.

Grandi rimpianti per Kelderman
Chi invece deve mangiarsi le mani per l’andamento di questo Tour de Suisse è la coppia formata da Wilco Kelderman e Tejay Van Garderen: entrambi hanno pagato a carissimo prezzo una giornata no in salita, probabilmente dovuta al freddo e alla tanta pioggia presa in queste giornate, ed in classifica ora si trovato rispettivamente sesto a 1’21” e settimo a 1’26”. In particolare l’olandese della LottoNL-Jumbo oggi si è ripreso subito dalla batosta subita ieri verso il ghiacciaio di Sölden e nella cronometro ha chiuso in quarta posizione chiudendo a meno di 2″ da Cancellara: a 25 anni il ragazzo può avere ancora margini di miglioramento, ma le qualità ha dimostrato più volte di averle e ora deve solo trovare la giusta continuità di rendimento perché al momento i passaggi a vuoto sono ancora troppo numerosi.

Thomas, Spilak e Rui Costa deludono
Chiudiamo con ultimi tre corridori che compongono la top10 parziale di questo Giro di Svizzera, anche perché poi dal decimo all’undicesimo c’è un balzo di tre minuti. Curiosamente in questo terzetto troviamo due terzi del podio del 2015 (Spilak e Thomas) ed il vincitore di tre edizioni consecutive della corsa dal 2012 al 2014 (Rui Costa): nessuno di loro ha mai convinto in questi otto giorni per essendo tutti uomini che finora in carriera nelle gare a tappe hanno dato il loro meglio proprio sulla singola settimana e mai nei grandi giri. Dei tre l’unico a salvarsi nella cronometro è stato il gallese Geraint Thomas con una nona posizione che comunque non può renderlo soddisfatto, Rui Costa invece ha chiuso la sua prova staccato di 53″ da Izagirre mentre chi è stato assolutamente irriconoscibile è lo sloveno Simon Spilak che è finito addirittura dietro a Barguil perdendo 1’03” nonostante fino a ieri fosse ancora in piena corsa per un posto sul podio finale.

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