La Movistar al completo tira il gruppo verso Le Lioran © Bettiniphoto
La Movistar al completo tira il gruppo verso Le Lioran © Bettiniphoto

La Movistar mette i primi puntini sulle i

La squadra di Quintana desta una migliore impressione rispetto alla Sky. Astana migliorabile, Tinkoff disastrosa

Dopo quattro frazioni interlocutorie, con la parziale eccezione della seconda tappa, il Tour de France 2016 è arrivato alle prime vere salite. Al di là del successo di Greg Van Avermaet, in fuga sin dal mattino, sono arrivate indicazioni importanti per quanto riguarda la condizione e lo stato dei salute dei protagonisti più attesi in ottica maglia gialla e le relative squadre.

 

Tra Movistar e Sky il primo round se lo aggiudicano gli iberici
La palma di MVT (Most Valuable Team) va senz’ombra di dubbio alla Movistar, probabilmente memore della cocente sconfitta patita lo scorso quando con un po’ di coraggio in più avrebbe seriamente potuto scucire dalle spalle di Chris Froome una maglia gialla che sembrava già assegnata. La formazione iberica, per restare in tema geografico, ha preso il toro per le corna dalla prima occasione e non appena le pendenze si sono fatte più impegnative ha schierato una batteria di uomini a fare il ritmo in testa al gruppo, selezionando il drappello dei migliori fino a ridurlo ad una ventina di unità.

A sobbarcarsi il grosso del lavoro, specialmente nelle prime fasi di corsa dura, è stato Imanol Erviti seguito da Winner Anacona, Jesús Herrada, Ion Izagirre e Daniel Moreno a rifinire con Alejandro Valverde e Nairo Quintana, di cui parleremo dopo, coperti fino agli ultimi tre chilometri. Ha impressionato, in particolare modo, come i numeri Movistar abbiano avuto la meglio su quelli del Team Sky, rimasto con soli 3 uomini a proteggere Chris Froome ad una ventina di chilometri dal traguardo.

In questo caso deludenti Mikel Landa e Wout Poels, staccati quasi subito dal ritmo degli avversari nonostante ad inizio Tour fossero considerati pedine fondamentali tra i nerazzurri di Gran Bretagna. A seguito delle prime apparenti difficoltà gli uomini Sky hanno provato a reagire impostando il ritmo sull’ascesa finale, la più facile del trittico conclusivo di giornata con pendenze costanti tra il 5 e il 6%, con Mikel Nieve scortato da Sergio Henao e Geraint Thomas prima di rinculare a seguito dell’attacco di Romain Bardet.

 

Valverde è sempre il personaggio centrale del team
Proprio in questo frangente, mentre un Alberto Contador totalmente abbandonato dalla Tinkoff si lasciava sfilare, è emersa ancora la superiorità Movistar con Alejandro Valverde prontissimo nel rispondere al giovane transalpino portando con sé Nairo Quintana, brillante alla sua ruota. Nello scontro diretto tra luogotenenti, Valverde si è preso tutta la scena a discapito di un Thomas molto remissivo e spesso distante da Froome anche nei momenti chiave delle tappe, quella di oggi in particolare. La sensazione è che anche G, come lo chiamano oltremanica, sia lontano dal livello dei giorni migliori. E questo sarebbe un duro colpo per Froome sin dalla tappa di venerdì caratterizzata dal Col d’Aspin.

A Valverde va riconosciuta la solita costanza di rendimento ad altissimi livelli: dopo aver vinto la Freccia Vallone e aver corso una Liegi da protagonista ha chiuso sul terzo gradino del podio il Giro d’Italia (vincendo una tappa) ed è ancora competitivo alla Grande Boucle pur con l’obiettivo prefissato delle Olimpiadi nel mese di agosto.

 

L’Astana non esalta, la Tinkoff è un disastro
Proprio la prova a Cinque Cerchi di Rio 2016 offre l’assist perfetto per parlare dell’Astana. Se Fabio Aru non desta preoccupazioni per la sagacia e la tranquillità con cui si muove in gruppo, lo stesso non si può dire dei compagni in turchese. Vincenzo Nibali si è staccato apparentemente senza lottare non appena la situazione è degenerata dopo l’affondo della Movistar e il sardo, ormai capitano unico, è rimasto con il solo Diego Rosa in aiuto mentre lo stesso Jakob Fuglsang si è staccato prima che la selezione si facesse netta.

Per un Aru che non esulta, appare persino peggiore la situazione di Alberto Contador. Già acciaccato dalle cadute dei primi due giorni, la Tinkoff non gli ha fornito il supporto necessario per superare le naturali difficoltà che lo affliggono. Già mandando Rafal Majka, attardato di 15′ nella generale, in fuga dalla mattina la squadra russa ha ridotto il suo potenziale appoggio al capitano, affiancato dal solo Roman Kreuziger. Il ceco, però, ha lasciato naufragare Contador negli ultimi 3 chilometri, senza dargli manforte nel rispondere agli attacchi di Valverde e Bardet.

Un errore quasi troppo banale, specialmente dopo la pugnalata della seconda frazione quando il lavoro dello stesso Kreuziger in favore di Peter Sagan aveva fatto perdere una quarantina di secondi a Contador: il Pistolero è ancora il capitano della Tinkoff o il suo compagno trentenne l’ha soppiantato nelle gerarchie in un’ipotesi fantasiosa ma riscontrabile nelle realtà dei fatti in attesa di riscontri definitivi?

Già venerdì avremo le idee più chiare, in primis sulla condizione di Alberto. Nel frattempo, fa fede un tweet di Nicki Sørensen, ex corridore del sodalizio che evidentemente sa riconoscere bene la situazione interna al team: “La squadra sta chiudendo, ognuno corre per sé e nessuno crede che Contador possa vincere. Cattiva atmosfera nel team”. Alla faccia della foglia di fico rappresentata dalle vittorie di Sagan.

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