Marcel Kittel (Etixx-Quick Step) al Tour de France 2016 © Bettiniphoto
Marcel Kittel (Etixx-Quick Step) al Tour de France 2016 © Bettiniphoto

Ciclisti piagnoni: Kittel se la prende con i paesini e il vento, Quintana gli dà man forte

Giornata elettrizzante ed elettrizzata al Tour, e non possono certo mancare le lamentele di prammatica, quelle che si alzano dal gruppo non appena si verificano condizioni fuori dalla consuetudine. In prima fila (su Twitter) è uno dei corridori più impressionabili, Marcel Kittel (Etixx-Quick Step), il quale si è lamentato del fatto che “la corsa ciclista più grande vuole maggiore sicurezza e manda i suoi corridori nei villaggi più piccoli della Francia del sud, col maestrale che soffia a tutta”.

Quella che sembra un’uscita esagerata trova però riscontro in altri corridori. Nairo Quintana (Movistar) si è lamentato con l’Équipe sostenendo di aver vissuto il giorno più pericoloso al Tour: “Con quel vento e passando da certi villaggetti abbiamo rischiato tantissimo. L’organizzazione va in cerca di passaggi complicati per favorire la bagarre”. E messaggi di questo tenore sono giunti anche da Marcel Sieberg (Lotto Soudal), Grégory Rast (Trek-Segafredo) e Simon Gerrans (Orica-BikeExchange).

In pratica, ormai neanche una giornata mediamente (e non a livelli insostenibili) ventosa attraverso i percorsi classici del Tour de France è al riparo da critiche. Se questi corridori sognano un ciclismo che si svolge in autostrada e al riparo da qualsiasi variabile ambientale, dimostrano di non aver capito nulla del senso dello sport che essi stessi praticano. Più che compatirli, cosa dovremmo fare?

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