Letizia Paternoster con le sue tre medaglie d'oro @ UEC
Letizia Paternoster con le sue tre medaglie d'oro @ UEC

Chiamatela Letizia PaTrernoster

Terza medaglia d’oro agli Europei per la giovane trentina che vince anche la Corsa a Punti. Medaglia d’argento per Matteo Donegà

La reginetta di questa edizione dei Campionati Europei su Pista per le categorie Juniores e Under23 è senza dubbio la strepitosa trentina Letizia Paternoster, atleta quasi 17enne (li compirà il prossimo 22 luglio) al primo anno nella categoria juniores che nelle prime tre giornate di questa rassegna continentale è stata capace la bellezza di tre medaglie d’oro: ai titoli nell’Inseguimento a Squadre e nello Scratch, il talento della Vecchia Fontana ha aggiunto oggi quello della Corsa a Punti con una prestazione strepitosa in cui ha letteralmente annichilito tutte le avversarie.

Nell’anello di Montichiari oggi Letizia Paternoster ha corso da padrona assoluta guadagnando un giro e vincendo tutti i primi cinque sprint: dopo un secondo ed una volata non disputata, la trentina ormai cerca del successo ha comunque voluto chiudere in bellezza vincendo l’ottavo ed ultimo sprint portando il totale dei punti conquistati in gara a quota 53. L’olandese Marit Raaijmakers, l’unica altra atleta capace di guadagnare il giro, è riuscita per un soffio a non essere doppiata nel punteggio: per lei un totale di 27 punti e una medaglia d’argento che contro questa Paternoster era assolutamente il massimo possibile che si poteva ottenere. Il podio è stato completato dalla britannica Rebecca Raybould, un anno più grande delle prime due, che ha totalizzato 12 punti.

Medaglia anche per Matteo Donegà
Quella di Letizia Paternoster non è stata comunque l’unica medaglia conquistata oggi dall’Italia. Sempre nella Corsa a Punti Juniores, ma stavolta tra i maschi, è arrivato infatti l’argento del 18enne Matteo Donegà al termine di una gara condotta di grande attenzione e che l’ha visto attivo dai primi agli ultimi giri. Il giovane azzurro è stato uno degli atleti che si è preso i 20 punti per il giro guadagnato e si è piazzato in sei sprint su dieci: a fare la differenza è stato l’ottimo spunto del polacco Dawid Czubak che di volate ne ha vinte ben cinque contro le zero di Donegà. Alla fine tra i due sono stati 13 i punti di differenza (49 contro 36) ma l’azzurro è stato molto bravo a controllare anche i rivali alle sue spalle con belga Gerben Thijssen finito terzo staccato di quattro lunghezze.

Dibben e Kopecky, titoli e spettacolo
Grande spettacolo c’è stato anche nelle due Corse a Punti per la categoria Under 23, sebbene non siano arrivate medaglie per l’Italia. In campo maschile abbiamo avuto una gara assolutamente anarchica in cui a spuntarla è stato il campione del mondo in carica Jonathan Dibben. Il 22enne britannico, forse deluso per l’esclusione dai Giochi Olimpici dove per l’Omnium gli è stato preferito Mark Cavendish, alla lunga ha fatto valere la sua classe ma per spuntarla ha avuto bisogno di guadagnare addirittura cinque giri, tanti quanti il 20enne irlandese Mark Downey che però ha totalizzato 111 punti contro il 125 di Dibben. Con quattro giri guadagnati invece s’è piazzato sul podio il bielorusso Raman Ramanau che ha chiuso con 101. In un contesto simile bisogna applaudire anche il sesto posto di Riccardo Donato che anche lui ha marcato 80 punti grazie ai giri, ma si è fermato poi a quota 92 venendo preceduto anche dal francese Thomas e dall’ucraino Hryniv, entrambi con 94 punti.

Tra le donne il successo è andato alla belga Lotte Kopecky, già campionessa europea della Corsa a Punti nel 2013 quando era Juniores. La 20enne fiamminga ha scelto di badare poco ai punti delle volate intermedie, ma è stata assolutamente letale al momento di andare in caccia: Kopecky è stata l’unica a concludere la prova con due giri guadagnati e per l’ha portata alla medaglia d’oro con 44 punti, 6 in più della britannica Emily Nelson che ha conquistato un bel bottino con gli sprint. Nel finale è stata bellissima la lotta per la medaglia d’argento con sei atlete ancora in lotta all’ultima volata: tre addirittura erano in parità a quota 33 e la Nelson è riuscita a prendersi in 5 punti in palio davanti alla tedesca Tatjana Paller (poi bronzo) e alla bielorussa Iva Savenka che ha raggiunto quota 33 scalzando dal quarto posto la spagnola Sheyla Gutiérrez. Nella mischia c’era anche l’azzurra Arianna Fidanza che si è dovuta accontentare della settima posizione con 29 punti.

Martina Fidanza sfiora il bronzo
Una medaglia l’Italia l’ha sfiorata anche nella Velocità Donne Juniores con Martina Fidanza che dopo aver brillantemente superato i turni di qualificazione nella giornata di ieri, oggi è stata alle prese con la semifinale e la finale. Nel primo duello la giovanissima bergamasca è stata battuta per 2-0 dalla francese Mathilde Gros e purtroppo l’esito della finale per il bronzo non è stato migliore: Martina Fidanza ha vinto sì la prima sfida contro la ceca Sara Kankowska, ma quest’ultima s’è rifatta nelle successive due prove chiudendo con una vittoria per 2-1. C’è voluta la “bella” anche per assegnare la medaglia d’oro con la francese Mathilde Gros che ha battuto 2-1 in rimonta l’olandese Hetty Van de Wouw.

Dornbach è il re del Chilometro
Nella sesta ed ultima finale odierna (che in ordine temporale è stata però la prima) c’è stata la vittoria di Maximilian Dornbach nel Chilometro Uomini Under 23: il tedesco è una autentico specialista della distanza essendo stato campione del mondo juniores nel 2013 e campione europeo Under 23 già nel 2015; lo scorso mese di marzo Dornbach ha fatto il proprio esordio anche ai Campionati del Mondo élite dove, sempre nel Chilometro, si è piazzato decimo. Con il tempo di 1’01″315 fatto segnare oggi, Dornbach a Londra sarebbe stato medaglia di bronzo, anche se è impossibile fare paragoni tra piste e condizioni ambientali differenti: tra l’altro la vittoria del tedesco è arrivata con un margine clamorosamente risicato visto che il ceco Jiri Janosek, più giovane di 1 anno e 3 mesi, gli è arrivato a soli 13 millesimi di secondo (0″013) grazie ad un portentoso recupero nei secondi 500 metri. Medaglia di bronzo per il britannico Joseph Truman, partito fortissimo e calato nel finale. L’unico italiano in gara era Stefano Moro, 19enne al primo anno nella categoria: per lui decima posizione finale con il tempo di 1’04″098.

Moreno Marchetti ben messo a metà Omnium
Chiudiamo il resoconto di questa terza giornata dei Campionati Europei su Pista con tre prove che hanno preso in via per poi concludersi nella giornata di domani. Nell’Omnium Uomini Juniores l’azzurro Moreno Marchetti è quarto (a pari merito con il terzo) dopo tre prove con 94 punti: guida il polacco Szymon Krawczyk che ha vinto Scratch ed Eliminazione e ha fatto secondo nell’Inseguimento totalizzando 118 punti.

Gli Juniores hanno iniziato anche il torneo della Velocità con Paolo Castelli e Michael Minali che sono stati eliminati ai sedicesimi di finale rispettivamente dal polacco Milek e dal belga De Pauw. Proprio Milek e De Pauw saranno protagonisti domani di una delle due semifinali, l’altra vedrà sfidarsi Martin Cechman e Alexander Joliffe: questi sono i anche velocisti che hanno fatto segnare i quattro migliori tempi in batteria. Stessa situazione anche la Velocità Donne Under 23 dove le più forti in qualifica sono avanzate fino alle semifinali: la favoritissima olandese Elis Ligtlee si batterà contro la belga Nicky Degrendele, dall’altra parte del tabellone invece duello tra la russa Tatiana Kiseleva e la francese Melissandre Pain. L’unica italiana in gara, Maila Andreotti non è riuscita a qualificarsi per gli scontri diretti venendo eliminata in batteria per meno di due decimi di secondo.

Archivio

La vignetta di Pellegrini