Il quartetto azzurro juniores ai Mondiali su Pista di Aigle © UCI
Il quartetto azzurro juniores ai Mondiali su Pista di Aigle © UCI

Oro delle inseguitrici azzurre ai Mondiali Juniores, bronzo Marchetti nello Scratch

Dopo lo splendido inizio di ieri, con i titoli mondiali di Letizia Paternoster nella Corsa a Punti e l’argento di Gloria Manzoni e Martina Fidanza nella Velocità a squadre, proseguono nel migliore dei modi per l’Italia i Campionati del Mondo su pista juniores in corso di svolgimento ad Aigle, con altre due medaglie conquistate. La grande attesa era tutta per l’Inseguimento a squadre femminile, in cui l’Italia si presentava al via forte del titolo europeo appena conquistato a Montichiari, in cui le azzurre erano riuscite a stabilire anche il nuovo primato mondiale.

Dopo aver fatto segnare il miglior tempo in assoluto nella giornata di ieri, Elisa Balsamo, Letizia Paternoster, Chiara Consonni e Martina Stefani hanno battuto agevolmente il Canada nel secondo turno, guadagnandosi così l’accesso alla finale per l’oro dove ad attenderle c’erano le campionesse mondiali in carica della Nuova Zelanda. L’inizio è stato abbastanza equilibrato ma ancor prima di giungere a metà prova si è verificato un colpo di scena, con le neozelandesi costrette a proseguire in tre per via della caduta di una propria atleta. La prova è proseguita con un testa a testa tra i due quartetti fino all’ultimo chilometro, dove l’Italia è uscita prepotentemente alla ribalta mentre le atlete oceaniche accusavano la fatica dell’aver condotto gran parte della prova con un’atleta in meno. Vittoria quindi per il quartetto azzurro, che conquista così per la prima volta il titolo mondiale di specialità, col tempo di 4’31”157, argento alla Nuova Zelanda mentre la medaglia di bronzo è andata alla Francia, che ha prevalso sul Canada nella finalina.

Più tardi è arrivata la seconda medaglia di giornata per merito di Moreno Marchetti, capace di conquistare il bronzo nello Scratch Uomini. La gara, caratterizzata da vari tentativi di caccia, si è risolta a poco meno di dieci giri dal termine regalando una clamorosa sorpresa: ad allungare dal gruppo è stato infatti Batsaikhan Tegshbayar, atleta della Mongolia, che ha cercato di conquistare il giro di vantaggio riuscendo a resistere fin sul traguardo al ritorno del gruppo e regalando così un oro storico al proprio Paese. Argento per il ceco Daniel Babor mentre il bronzo è andato a Marchetti, attivo per gran parte della gara e che ha cercato anch’egli di uscire in caccia per conquistare il giro di vantaggio, senza riuscire nell’intento.

Nelle altre finali di giornata la Nuova Zelanda ha conquistato il titolo mondiale nell’Inseguimento a Squadre maschile, battendo nella finale per l’oro la Danimarca e realizzando il nuovo record del mondo col tempo di 4’01”321. Bronzo per la Gran Bretagna che ha avuto la meglio sulla Svizzera nella finale per il terzo posto mentre il quartetto azzurro composto da Stefano Oldani, Michele Gazzoli, Filippo Ferronato e Giulio Masotto ha concluso in ottava posizione, perdendo con la Germania la finale per il settimo posto, dopo che in precedenza era stata la Francia ad avere la meglio sugli azzurri nel secondo turno.

Oro e record del mondo anche per la tedesca Pauline Grabosch, che si è aggiudicata il titolo mondiale nei 500 metri col tempo di 34”023, battendo la cinese Yufang Guo (che aveva battuto in precedenza il vecchio primato detenuto dalla Grabosch col tempo di 34”571) mentre il bronzo è andato alla sudcoreana Soohyun Kim. Di scena anche le azzurre Martina Fidanza e Gloria Manzoni, classificatesi rispettivamente in decima e quattordicesima posizione. Vittoria australiana infine nel Keirin Uomini, dove a conquistare il titolo mondiale è stato Conor Rowley che ha preceduto il ceco Martin Cechman e lo spagnolo David Orgambide. Eliminato nel secondo turno Michael Minali, unico azzurro al via.

Archivio

La vignetta di Pellegrini