Vincenzo Nibali mostra a Peter Sagan il prossimo stipendio? © Bettiniphoto
Vincenzo Nibali mostra a Peter Sagan il prossimo stipendio? © Bettiniphoto

Agosto, squadra mia (forse) ti conosco

Domani l’apertura del ciclomercato: da Nibali a Sagan, da Contador a Degenkolb, tanti sono i big che cambieranno squadra

Tante parole dette e scritte in questi mesi, ma valide solo sulla carta. Da domani si parte ufficialmente con il ciclomercato per la stagione 2017, e sin dalle prime ore sono attesi annunci di un certo rilievo. Raramente l’avvio di una sessione di trasferimento è stato atteso in maniera così trepidante come quello attuale; questo considerato il folto gruppo di nuovi progetti che vedranno l’alba e la presenza contemporanea sul mercato di plurivincitori di Grandi Giri, di Classiche Monumento e di Campionati del Mondo.

Dal Golfo le maggiori novità: Bahrein, Doha e non solo
Sono pieni di petrolio e sono altrettanti pieni di soldi; hanno iniziato a spenderli, e in molti casi a spanderli, in diverse attività economiche, acquistando e facendo loro aziende della vecchia Europa. Si sono mossi anche nel mondo dello sport, favorendo soprattutto l’equitazione, i motori e il calcio. All’alba del primo mondiale nella zona i Paesi del Golfo Persico sembrano essersi messi d’accordo (o, a seconda dei punti di vista, hanno deciso di farsi la guerra) per far diventare anche il ciclismo un terreno dove ostentare le proprie faraoniche possibilità economiche. Se negli anni scorsi i vari emiri si davano battaglia a livello di corse, ora l’obiettivo si è spostato verso le squadre che maggiormente fanno conoscere il nome di questo o quel sultanato alle grandi platee.

In ordine di tempo il primo, grande progetto annunciato è quello del Bahrain Cycling Team. Nelle passate settimane le voci sul progetto ideato da Nasser bin Hamad Al Khalifa si sono diradate, facendo temere un rinvio al 2018 se non addirittura una sua cancellazione; mercoledì è però giunta la conferma della nascita della formazione, che puntualizzerà meglio il proprio avvenire nella giornata di domani. Più nebulosa è anche la situazione relativa al nome di chi effettivamente gestirà la squadra: si è passati da Milan Erzen a Vladimir Miholjevic, da Alex Carera a Brent Copeland, con il sudafricano ormai quasi certo del rango di primo dirigente.

Più definita pare l’identità del ciclista faro: Vincenzo Nibali viene indicato come capofila del progetto sin dalla primavera, e così dovrebbe essere. Al siciliano verrebbe ovviamente garantita una formazione di alto livello della quale non saranno però parte Jakob Fuglsang, Tanel Kangert e Michele Scarponi, tutti forti di un contratto con l’Astana. Per l’équipe bahreinita si fanno i nomi già emersi durante il Giro, come Daniele Bennati (che però è stato recentemente accostato al Movistar Team), Manuele Boaro, Eros Capecchi, Matteo TrentinDiego Ulissi e Giovanni Visconti o chi può liberarsi come Sonny Colbrelli, mentre tra gli stranieri sono in calo le quotazioni di Nicolas Roche, dato come vicino al BMC Racing Team (che perderà Marcus Burghardt e farà passare pro’ il vincitore del Valle d’Aosta Kilian Frankiny).

Da meno di due settimane è nota la decisione del Qatar di creare una formazione di alto livello, il Doha Cycling Team; anche in tal caso la matrice della compagine presenta forti tinte tricolori, con il probabile responsabile del progetto che risponde al nome di Nadia Taousi, importante tramite nella Penisola degli interessi dello stato del Golfo. L’impegno previsto è di durata quinquennale e, stando alle indiscrezioni, almeno un atleta di primo piano del ciclismo internazionale pare si sia legato già nei mesi passati. Per tutti i particolari come l’identità del responsabile tecnico (che potrebbe essere una vecchia conoscenza di altre formazioni) basterà attendere domani, con la conferenza stampa annunciata dal neonato ed ambizioso sodalizio.

Non bisogna poi dimenticare l’ambizione più volte espressa dalla SkyDive Dubai di salire di grado e di diventare dal 2017 una formazione Professional: sul team diretto da Alberto Volpi paiono però essersi diradate le voci, complice anche il periodo di riposo forzato dall’attività dettato dal Ramadan. Da vedere quindi se loro o se i cugini del Nasr-Dubai tenteranno di far parte nell’affollatissimo secondo livello del ciclismo internazionale. Anche a loro i soldi non mancherebbero; qui a fare la differenza c’è la diversa volontà di chi governa l’entità statale.

Il tornado Sagan sposa l’ambiziosa Bora. La Trek-Segafredo si rinnova
All’inizio era sembrata una voce senza fondamento, quasi una boutade. Rapidamente ha però preso piede per poi divenire praticamente una certezza: l’avvenire di Peter Sagan si chiama Bora-Hansgrohe, squadra che punta decisa al salto nel World Tour (che, giova ricordarlo, l’anno prossimo consterà di 17 formazioni anziché 18). Il campione del mondo è da solo il biglietto da visita per l’attico del ciclismo internazionale; se in più gli faranno compagnia, come sembra, due corridori di assoluto valore come Rafal Majka (e il fido Pawel Poljanski) e Tony Martin (ma per Panzerwagen occhio al corteggiamento del Team Katusha) e il cavallo di ritorno Leopold König, ecco che le ambizioni si fanno decisamente importanti. Ovviamente con il talento di Zilina, che è il corridore attualmente più pagato del gruppo, arriverebbero (o arriveranno, meglio) il fratello Juraj e i connazionali Erik Baska e Michael Kolar, senza dimenticare qualche altro possibile elemento di garanzia per il ventiseienne. Tra chi dovrebbe andare a rinfoltire le fila del team dovrebbe esserci anche Roger Kluge, vincitore della tappa di Brescia al Giro 2016.

Perderà per ritiro il totem Fabian Cancellara ma la Trek-Segafredo non lascia; anzi, raddoppia. Come sostituto dell’elvetico il ballottaggio sarebbe ristretto a John Degenkolb e Sep Vanmarcke, con il primo (che si porterebbe anche Koen De Kort e forse qualche altro elemento) leggermente favorito. Nonostante il buon Tour di Bauke Mollema il general manager Luca Guercilena avrebbe individuato in Alberto Contador il capitano per le grandi corse a tappe; il contratto con lo spagnolo sarebbe, stando alle voci, di durata biennale (con tanto di Jesús Hernández a supporto) e mancherebbe solo l’annuncio a confermare il matrimonio. Nella squadra statunitense continueranno ad essere numerosi gli atleti italiani, il cui numero potrebbe venire incrementato da qualche giovane neopro’, settore nel quale potranno rientrare il promettente cileno José Luis Rodríguez e il portoghese Rubén Guerreiro, con il probabile scippo compiuto ai danni del Team Sky. Dovrebbe far parte del team anche il talentuoso danese Mads Pedersen mentre si può già dare per certo l’approdo del versatile Jarlinson Pantano: la squadra a stelle strisce ha vinto l’agguerrita concorrenza fra le altre di Astana e Orica.

Astana si ridimensiona, Sky no. Tutti vogliono Rosa
Il momento difficile che sta vivendo il settore energetico ha colpito duramente il Kazakistan, con la moneta locale (tenge kazako) svalutatosi pesantemente nel corso del 2015. Questo fatto ha provocato una riduzione dei fondi che il paese asiatico riserva alle società sportive (molte delle quali parastatali), ivi compresa la perla del firmamento, ossia l’Astana Pro Team. Detto della sicura partenza di Nibali, Alexandre Vinokourov sarà alle prese con una diminuzione (non radicale ma comunque sostanziale) del budget a disposizione, motivo per cui non dovrebbero arrivare corridori di primissimo piano. Ad una maggior presenza di corridori kazaki dovrebbero affiancarsi due interessanti danesi in uscita forzata dalla Tinkoff, ossia Jesper Hansen e Michael Valgren che potrebbe occupare il ruolo di capitano per le corse di un giorno. Il “filone” italiano potrebbe comunque continuare con altri elementi: si è fatto ad esempio in tempi non sospetti il nome di Moreno Moser. Oltre alla partenza del siciliano ci sarà quella del deludente (e costoso) Lars Boom mentre sono probabili quelle di Andrea Guardini (direzione Lampre?) e di Diego Rosa.

Ecco, proprio il piemontese è uno dei pezzi pregiati del ciclomercato: se non dovesse rinnovare il rapporto con il sodalizio kazako la chance principale (e che ha assunto sempre più consistenza nelle settimane del Tour, nonostante la corte anche di BMC Racing Team, Etixx-Quick Step e Orica-BikeExchange) è quella di un suo passaggio al Team Sky, squadra nella quale sarebbe l’ennesimo pezzo di un trenino extralusso. Dalla formazione britannica è in scadenza Wout Poels: per colui che ha vinto l’ultima Liegi e si è rivelato il miglior gregario di Chris Froome ci sarà sicuramente un forte aumento di stipendio, da vedere però da parte di quale team manager. Dave Brailsford vorrebbe intanto aumentare lo scarso appeal con il pubblico francese provando ad ingaggiare almeno uno dei tanti talenti transalpini, ma quelli che, si dice, vorrebbe far suoi sono sotto contratto con le rispettive formazioni (vale a dire Julian Alaphilippe e Warren Barguil). Chi, invece, è in scadenza di contratto ed è stato avvicinato agli albionici è Wilco Kelderman, che quest’anno ha compiuto qualche passaggio a vuoto di troppo. Starebbe per arrivare un terzo polacco, ossia Lukasz Wisniowski che andrebbe a raggiungere con un anno di ritardo gli ex compagni in Etixx Golas e Kwiatkowski. Come anticipato a giugno dovrebbero far parte del team anche i promettenti Owain Doull e Tao Geoghegan Hart.

Tra Belgio, Paesi Bassi e Germania c’è fermento. Attesa per il Team Katusha
Ad aver già annunciato tre innesti è la Etixx-Quick Step che si è accaparrata i giovani talenti del proprio team satellite: faranno il grande salto nel World Tour il francese Rémi Cavagna, lo spagnolo Enric Mas e il tedesco Maximilian Schachmann. Nella formazione di Patrick Lefévère non dovrebbero esserci, a differenza del recente passato, grandi nomi in arrivo se si eccettua il quasi certo arrivo di un “vecchietto” del ciclismo belga: dovrebbe arrivare come (ennesimo) uomo per le classiche delle Ardenne nientemeno che Philippe Gilbert, sicuro partente dal BMC Racing Team. Il vallone è stato inseguito anche da Astana Pro Team, Orica-BikeExchange e dall’ambiziosa Fortuneo-Vital Concept (che dovrebbe puntare come leader per le corse a tappe su Arnold Jeannesson ed è in lotta con la Cofidis per Dimitri Claeys), ma pare proprio che il team fiammingo abbia la meglio.

Il Team LottoNl-Jumbo avrà delle difficili scelte da effettuare: rifirmerà (a cifre più elevate) Sep Vanmarcke o il ventottenne proverà una nuova esperienza (magari alla Orica-BikeExchange, che ieri ha accolto lo spagnolo Carlos Verona)? Se il belga partisse basterà il probabile ritorno di Lars Boom a garantire competitività sulle pietre o servirà almeno un altro elemento (fari puntati su Dries Devenyns) per sopperire al suo addio? Che ne sarà di Moreno Hofland, visto che il nuovo “primo violino” delle volate risponde al nome di Dylan Groenewegen: per l’omonimo di Argentin rinnovo o esperienza altrove? Inoltre, come detto sopra, anche Wilco Kelderman è a scadenza e le sirene per lui (Sky e anche Sunweb-Giant) di certo non mancano. Meno visibile come spesso accade è la Lotto Soudal che potrebbe muoversi prendendo Nikolas Maes (Etixx-Quick Step) e pescando soprattutto nel mercato dei giovani: in pole position c’è il ventunenne Rémy Mertz (Color Code-Arden Beef).

In Germania la Sunweb-Giant è pronta ad un mercato da protagonista: sicuro partente Degenkolb, il suo sostituto risponderà al nome di Michael Matthews. E Bling non sarebbe l’unico aussie a sbarcare tra i teutonici, visto che sarebbe ad un passo l’arrivo del giovane Lucas Hamilton. Sempre in tema di giovani la folta colonia olandese dovrebbe venir rinforzata dal promettente Lennard Hofstede. Detto dell’interesse per Kelderman, l’anima tedesca potrebbe vedere l’approdo del diciannovenne cronoman Lennard Kämna. Chiamato ad un restyling è il Team Katusha: perso per ritiro Joaquim Rodríguez (seguito dai fedelissimi Alberto Losada e Ángel Vicioso?) Viatcheslav Ekimov dovrebbe promuovere Ilnur Zakarin come vedette per la classifica a cui, stando a rumors russi ma non del tutto confermati, aggiungere Roman Kreuziger, elemento buono per tutte le stagioni. La già folta colonia scandinava dovrebbe venir rinforzata dal danese Mads Würtz Schmidt, iridato della crono under 23.

AG2R attivissima, Cannondale-Drapac sempre attenta ai giovani (complice il budget)
Pur con il secondo posto al Tour ottenuto dal leader Romain Bardet l’AG2R La Mondiale sarà una delle squadre più attive; rimarrà ancora Domenico Pozzovivo, il cui ruolo di capitano per il Giro potrebbe venire insidiato da Alexandre Geniez, in uscita dalla FDJ. Proprio con i cugini potrebbe verificarsi una sfida per accaparrarsi il belga Jonas Vangenechten; quest’ultimo non è l’unico corridore della IAM Cycling nel mirino del team savoiardo, che vorrebbe aggiungere lo svizzero Mathias Fränk come supporto per Bardet, allargare il parco delle ruote veloci con Sondre Holst Enger e quello delle classiche con Oliver Naesen, senza contare eventuali altri nomi. Per il pavé l’altro nome che circola, sempre belga ma più attempato e più blasonato, è quello di Stijn Vandenbergh, mentre per le volate potrebbe arrivare come rinforzo Rudy Barbier attualmente tra le Continental con la Roubaix Lille Métropole.

Andando oltre oceano la “nuova” Cannondale-Drapac incorporerà alcuni elementi provenienti dalla formazione Professional australiana: tra di loro ci sarà sicuramente il promettente scalatore Brendan Canty, settimo in Oman e ottavo in Austria quest’anno. Buone possibilità anche per il velocista Brenton Jones e lo statunitense Gavin Mannion; per gli altri tutto da definire. Potrebbero cambiare tre dei cinque azzurri alle dipendenze di Jonathan Vaughters: sono in scadenza di contratto Davide Formolo, Alan Marangoni (il ravennate va alla Nippo?) e, come riportato qualche riga più in alto, Moreno Moser. Più defilata la Dimension Data, che avrà sempre nella coppia Boasson Hagen-Cavendish il baricentro; potrebbe esserci un nuovo albionico a rimpolpare le fila del già ampio lotto di sprinter, ossia chi (Adam Blythe) a fine giugno batté il mannese nel campionato nazionale.

Fermento in Italia, ma non al livello più elevato
Meglio iniziare subito con le brutte notizie: il 2017 sarà assai verosimilmente il primo anno nella storia del World Tour senza una formazione di affiliazione italiana nel massimo circuito. La Lampre, stando alle notizie emerse nelle ultime settimane, cederà (in cambio di cospicuo conguaglio) la propria licenza al Bahrain Cycling Team e chiederà di venire inserita tra le Professional. Questo, complice anche il minor budget con l’assai probabile partenza di Merida, comporterà un cambiamento importante a livello di organico. Dunque probabilmente un saluto a Rui Costa (continuerà a correre con il fornitore taiwanese?) che è in scadenza di contratto; da non escludere un buyout per Louis Meintjes da parte di qualche formazione maggiormente danarosa. Spazio ad atleti italiani: sicuri i passaggi tra i grandi di Simone Consonni e Edward Ravasi, per Filippo Ganna c’è da non sottovalutare l’ipotesi di qualche sirena del World Tour.

Continuerà nel solco dei giovani la Bardiani CSF, con gli effettivi confermati quasi in toto: a loro si aggiungeranno sicuramente il talento emergente Vincenzo Albanese e lo sprinter Marco Maronese. Nel team emiliano-romagnolo resta sempre pendente il dilemma Colbrelli: il bresciano pare proprio destinato al World Tour (in Bahrain) ma, in caso di mancato accordo con i nuovi arrivati mediorientali, farebbe ancora parte della squadra italiana. La Nippo-Vini Fantini punta su Nicola Bagioli, che debutterà come stagista al Tour of Utah, e sul giapponese Marino Kobayashi mentre potrebbe far tornare in patria Marco Canola, attualmente negli USA con la UnitedHealthcare. Per la Wilier Triestina-Southeast porte aperte al moldavo Cristian Raileanu, tra gli under 23 più costanti del panorama azzurro. Più nascosta sino ad ora la Androni Giocattoli-Sidermec che pare voler tornare a cavalcare il filone colombiano. A livello di formazioni Professional previste sicure novità fra Belgio, Irlanda e Israele, senza dimenticare qualche altra possibile opportunità tra Vecchio Continente e aree più esotiche. Da non escludere infine qualche nuova (e gradita) sorpresa nostrana, ma per esse c’è sempre tempo: da domani il via alle danze con i primi botti, che si protrarranno per le prossime settimane senza soluzione di continuità.

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