La gioia di Baptiste Planckaert per la vittoria © La Manche Libre
La gioia di Baptiste Planckaert per la vittoria © La Manche Libre

La Polynormande, per il terzo anno è dominio belga: la vittoria a Planckaert

Per il terzo anno consecutivo, la vittoria de La Polynormande, corsa di categoria 1.1, 12ª prova della Coupe de France-PMU, è andata a un ciclista belga. Quest’anno è stato Baptiste Planckaert, corridore della Wallonie Bruxelles, ad aggiudicarsi la prova, nella volata finale che ha portato il gruppo al traguardo di Saint-Martin-de-Landelles. Ryan Anderson (Direct Énergie) ha dovuto accontentarsi del secondo gradino del podio, mentre sul terzo è salito Julien Duval (Armée de Terre).

Dopo la partenza da Avranches, la corsa è stata animata da una fuga a 4, composta da Pierre Gouault (HP BTP-Auber 93), Johan Le Bon (FDJ), Tom Dernies (Wallonie Bruxelles), Daniel Díaz (Delko Marseille Provence KTM) partiti al km 31, a cui si è aggiunto al km 50 Kévin Lebreton (Armée de Terre). Il vantaggio massimo dei battistrada non ha superato i 3’20” del km 70 e la loro avventura si è conclusa ai -23 km al traguardo, quando un gruppo sgranato, in seguito all’accelerazione dell’AG2R La Mondiale, li ha riassorbiti al suo interno. Nei 20 km finali svariati tentativi di attacco sono stati rintuzzati dalle squadre dei velocisti in testa al plotone, in primis la Cofidis, fino a giungere alla volata finale vinta appunto da Planckaert davanti ad Anderson e Duval.

Al quarto posto si è piazzato Samuel Dumoulin (AG2R La Mondiale) davanti a Kevin Ista (Wallonie Bruxelles) quinto, Tony Hurel (Direct Énergie) sesto, Rudy Barbier (Roubaix Lille Métropole) settimo, Maxime Vantomme (Roubaix Lille Métropole) ottavo, Dimitri Claeys (Wanty-Groupe Goubert) nono e Anthony Maldonado (HP BTP-Auber 93) che chiude la top ten.

Samuel Dumoulin guida la classifica della Coppa di Francia con 253 punti e ha 9 punti di vantaggio su Planckaert che, con la vittoria di oggi, raggiunge quota 244, quando mancano ancora quattro prove da disputare.

Archivio

La vignetta di Pellegrini