La formazione australiana al Trofeo Almar: Jai Hindley è il secondo da sinistra, Storer l'ultimo atleta a destra © Cycling Australia
La formazione australiana al Trofeo Almar: Jai Hindley è il secondo da sinistra, Storer l'ultimo atleta a destra © Cycling Australia

Classiche di ferragosto, gli Aussie tornano in Italia

Dopo aver saltato le classiche di primavera, nuovo ciclo con Michael Storer e Jay Hindley capofila. Salvador, Zaccanti e Rocchetti gli azzurri più brillanti

La loro assenza si era sentita in questa primavera. Dopo aver caratterizzato diverse edizioni di Palio del Recioto, Trofeo Piva e Giro del Belvedere, con un grande ciclo culminato coi talenti Caleb Ewan, Robert Power (appena guarito dai suoi malanni alle ossa, questo mese esordirà tra i professionisti) e Alexander Edmondson, quest’anno i ragazzi diretti da James Victor sono stati dirottati verso il centro europa, per partecipare a diverse corse a tappe in Belgio, Francia e Olanda. Un’assenza forse dovuta alla gioventù del nuovo gruppo, non ritenuto ancora pronto per essere competitivo in corse individuali così dure; ma in questo ferragosto italiano, quest’anno culminato in ben 3 classiche (la Stars Combat di Poggiana, il Gp Capodarco e l’inedita, almeno per i dilettanti, Coppa Città di Offida), gli australiani si sono presentati in grande spolvero, umiliando gli avversari italiani e internazionali nelle 2 delle 3 prove, non partecipando tra l’altro ad Offida. Abbiamo dunque ancora molto da aspettarci da questa fornace di atleti, che spesso tra i professionisti non riescono a confermarsi ad altissimo livello, ma restano espressione di un potenziale temibile.

 

Poggiana, la più dura. Michael Storer rifila minuti alla concorrenza
Il Gp Sportivi di Poggiana è una corsa durissima sul piano altimetrico, resa ancor più dura dal caldo stagionale. Trattasi di una gara di 177 km, con una fase centrale sulle brevi ma arcigne salite delle colline asolane: si inaugura e si conclude con lo scollinamento della Forcella Mostaccin, quest’anno affrontata al giro nella tappa di Asolo (ma nel senso inverso); nel mezzo, il circutino scosceso tra Cavaso del Tomba e Monfumo. L’ultima salita è a 30 km dal traguardo, ma la corsa viene fatta ben prima dai big.
Nella prima fase prende il largo una fuga di 22 elementi, che sorprende gli australiani: impegnati in forze gli Zalf, con Andreoletti e Borso a supportare Filippo Rocchetti, e gli americani, con Geoffrey Curran, Barta e Oien, e c’è anche un altro uomo temibile come Riabushenko, l’alfiere della Palazzago che aveva vinto nell’ultimo weekend il Gp Felino e il Trofeo Sportivi di Briga. Nel primo dei 4 giri del circuito di Cavaso del Tomba avviene però il ricongiungimento, con gli australiani Storer, Hamilton e Hindley già in prima fila per lanciare un contropiede, che vedrà protagonisti diversi fuggitivi della prima ora come Curran, Rocchetti, Bais (Friuli) e Koberniak (Russia), e poi  l’australiano Storer e due dei ragazzi azzurri più in forma in questo periodo: Enrico Salvador (Unieuro) e Filippo Zaccanti (Colpack). Le fasi centrali della gara sono molto calde e selezionano nettamente la corsa (verrà terminata da soli 23 atleti!), decide l’esito il secondo scollinamento alla Forcella Mostaccin, al quale Michael Storer si presenta in compagnia di Edward Ravasi e Zaccanti (Colpack), Riabushenko, Rocchetti e Salvador, i più forti in salita insomma. Ed il giovane australiano, pur essendo l’unico primo anno presente, gli schianta tutti con un attacco senza appello all’ultimo chilometro della salita.
Il giovane australiano però non è solo forte in salita: a Ponferrada fu bronzo nei mondiali a cronometro juniores. E così, dopo avendo scollinato con una ventina di secondi, costruisce il divario sui rivali nel tratto pianeggiante, caricando minuti sulle spalle degli inseguitori e dimostrando una maturità invidabile per l’età. Arriverà a Poggiana con 3’05” di vantaggio su Salvador, e 3’10” su Rochetti, Riabushenko, Fiorelli (bravo a rientrare) e Ravasi, 3’15” su Zaccanti. Bisognerà aspettare 5 minuti e mezzo per vedere arrivare Andrea Vendrame (Zalf) ed il danese Emil Vinjebo (Giant Scatto), 5’57” per un generoso Mattia Bais, presente già nella fuga del mattino.

 

Capodarco, la Freccia Vallone marchigiana. Il più forte è Hindley
Storia e percorso differente il 16 agosto al Gp Capodarco, appuntamento molto simile a una Freccia Vallone, col muro in pavè della località marchigiana da ripetere 8 volte che di solito decide la corsa, compresa in questa edizione. Per fortuna l’interpretazione dei dilettanti è un po’ più fantasiosa, e vedrà un drappello di 12 corridori a prendere d’anticipo gli altri e giocarsi la corsa. Prima però, una fuga mattutina di 16 atleti che vede gli australiani ancora assenti e attendisti; a tre giri dal termine poi, Hindley è il primo a muoversi per cominciare  a colmare il gap. Al terz’ultimo scollinamento avviene il rimescolamento che porta alla formazione del gruppo che andrà a giocarsi il successo. Stringono i denti alcuni protagonisti della fuga come Edoardo Affini (Selle Italia), Oliver Wood (Gran Bretagna) e Sergey Luchsenko (Astana City), sui quali si riporta tutto il terzetto di uomini forti australiani, Hamilton, Hindley e Storer, ma anche Umberto Orsini e Ravasi (Colpack), ancora Curran e Alexander Riaubshenko, Giovanni Carboni (Unieuro) e Alexander Vlasov (Viris). Stavolta gli australiani fanno gioco di squadra: Storer si sacrifica tirando fino a 2 km dalla fine, poi  Lucas Hamilton affonda il primo colpo. Sul tratto più duro, Jai Hindley finalizza, rimontando sul russo Vlasov che aveva tentato l’anticipo, e staccando tutti fuorchè Edward Ravasi, battuto poi allo sprint.
Terzo posto stavolta per Riabushenko a 12″, poi il bravo Hamilton a 18″, Carboni (uno dei nostri uomini di punta per il Tour de l’Avenir) a 20″, Vlasov a 39″, Luchsenko a 52″, Orsini e Curran a 1’02”, Affini  e l’appagato Storer a 1’54”, Wood a 2’14”.

 

La novità di Offida. Salvador vince il duello con Rocchetti e Zaccanti
L’assenza degli australiani al Trofeo Beato Bernardo – Coppa Città di Offida del giorno dopo apre le porte al riscatto per i team italiani. È un altro percorso estremamente duro, teatro dell’europeo under 23 del 2011, un circuito di 19 km da ripetere 8 volte per un totale di 152 km, con pochissima pianura. Due le salite, Villa Chiarini dopo 6 km, e l’ultimo chilometro e mezzo, con arrivo nel centro città a Piazza del Popolo. La corsa si fa subito estremamente selettiva, con la Colpack che cerca di fare la differenza portando Filippo Zaccanti già nel primo attacco corposo, nel corso del secondo giro; è poi Seid Lizde, come in altre occasioni, a fare da pesce pilota per l’attacco decisivo. Che avverrà nel corso del sesto giro, con Rocchetti, Salvador e Zaccanti che vanno via di comune accordo, fiaccando la resistenza di tutti gli altri, ultimo il polacco Szymon Rekita (Altopack).
Salvador fa valere la sua esperienza, e fiacca Zaccanti negli ultimi metri, andando a conseguire la seconda internazionale dell’anno dopo la Berner Rundfhart a maggio. Terzo posto a 29″, il quale teneva particolarmente a queste gare, essendo marchigiano. Gli altri arrivano a distanze siderali: Rekita giunge dopo 4’01”, poi a quattro minuti e mezzo arrivano uno dietro l’altro Alessandro Fedeli (General Store), Matteo Natali (Mastromarco), Simone Ravanelli (Unieuro-Trevigiani), Umberto Orsini (Colpack), Nikolai Cherkasov (Russia) ed il primo anno Francesco Romano (Palazzago).

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