La planimetria della Vuelta a España
La planimetria della Vuelta a España

Niente Sud, si va sempre e solo su

L’analisi del percorso della Vuelta con le solite tante rampe da garage e poco altro

Pochi tapponi ma tanti finali esplosivi per una corsa più divertente con gli uomini di classifica, anche quelli un po’ più stanchi dalla fatiche di stagione, sempre lì davanti a giocarsela quasi ogni giorno: questa è ormai già da qualche la ricetta degli organizzatori della Vuelta a España al momento del disegno del percorso, una scelta che si sta rivelando azzeccata sebbene sminuisca non poco il livello tecnico della corsa. Anche nel 2016 in Spagna si proseguirà su questa strada, estremizzando addirittura il concetto rispetto al recente passato: quest’anno saranno infatti ben 10 gli arrivi in salita, alcuni con pendenze da far paura.

Anche il disegno planimetrico rispecchia un po’ quanto si è visto nelle ultime edizione, avremo infatti una Vuelta molto concentrata in poche zone della penisola iberica: le prime sette tappe saranno tutte in Galizia, con le prime quattro nella provincia di Ourense, poi ci si sposterà quasi in linea retta da ovest a est e prima della passerella di Madrid avremo cinque tappe decisive nella Comunidad Valenciana. Restano quindi completamente fuori dal percorso regioni come come Murcia oAndalucia e la Sierra de Guadarrama, le montagne attorno alla capitale che spesso sono state decisive per l’esito finale della corsa.

Sab 20/8 – 1a tappa: Ourense – Castrelo de Miño (Cronosquadre, 27.8 km)1a tappaPer il settimo anno consecutivo ad aprile la Vuelta a España sarà una cronometro a squadre che metterà le prime differenze in classifica tra i favoriti. Il percorso è veloce e pianeggiante anche se in alcuni tratti non sarà facile tenere il gruppo compatto. Il tracciato misura complessivamente 27.8 chilometri, una distanza che ricorda la prova che ha aperto la Vuelta 2013 sempre in Galizia: allora vinse l’Astana con le prime 10 squadre racchiuse in 49″ e anche stavolta, salvo incidenti, è difficile pensare che i distacchi al termine della prima giornata siano già rilevanti.

Dom 21/8 – 2a tappa: Ourense – Baiona (160.8 km)
2a tappa
La prima tappa in linea di questa edizione della Vuelta offrirà una chance alle ruote veloci del gruppo sul traguardo di Baiona. L’unica difficoltà della giornata sarà la salita dell’Alto de Fontefria, un’ascesa lunga e dalle pendenze varie: il primo tratto sarà abbastanza impegnativo, poi la strada diventerà poco più di un falsopiano e non dovrebbe creare troppi problemi ai velocisti visto che, quasi sicuramente, a punto della tappa la fuga già ben formata. Un paio di salitelle nei dintorni di Vigo potrebbero essere più indigesti ai fuggitivi che non al gruppo che con ogni probabilità arriverà compatto al traguardo.

Lun 22/8 – 3a tappa: Marín – Mirador de Ézaro (176.4 km)
3a tappa
Al terzo giorno di gara arriva già il primo arrivo in salita. La tappe si correrà quasi interamente lungo le “rias” galiziane: nei primi 100 chilometri non sarà alcuna difficoltà altimetrica, più movimentato invece il secondo tratto del percorso con l’Alto Lestaio e l’Alto Das Paxareiras che scremeranno un po’ il gruppone principale e faranno da antipasto all’ascesa conclusiva in cima alla quale sarà posto il traguardo. La salita del Mirador de Ézaro è un vero e proprio muro di 1800 metri con una pendenza media del 13.8%: nel 2012 a vincere qui fu Purito davanti a Contador, Valverde, Gesink e Froome, quanto basta per capire che nonostante la lunghezza limitata saranno comunque i favoriti per la vittoria finale a giocarsi il successo di tappa qui.

Mar 23/8 – 4a tappa: Betanzos – San Andrés de Teixido (163.5 km)
4a tappa
Secondo arrivo in salita consecutivo in Galizia anche se stavolta ci si sposterà più verso nord per raggiungere le scogliere di Vixía Herbeira, le più alte d’Europa con i loro 613 metri di altezza. Il profilo della tappa è quello ormai tipico della Vuelta: prima parte un po’ ondulata per dare spazio ad una fuga da lontano che il gruppo dovrebbe andare a riprendere abbastanza agevolmente in vista della salita finale dove ci si giocherà la vittoria di tappa. L’ascesa verso il Mirador de Vixía inizierà quando mancheranno 11.2 chilometri all’arrivo, ma non bisogna farsi ingannare dalla pendenza media del 4.8%: la salita infatti ricorda un po’ quella del circuito olimpico di Rio con 5.5 km all’insù, circa 2000 metri di discesa e poi la strada tornerà a salire fino al traguardo. Le pendenze non sono paragonabili con quelle della giornata precedente, ma tra i meno 3 ed i meno 2 i corridori troveranno un chilometro tutto sopra al 10%, mentre nel finale la strada salirà tra il 6% ed il 7%.

Mer 24/8 – 5a tappa: Viveiro – Lugo (171.3 km)
5a tappa
Dopo due giornate di salita, spazio nuovamente ai velocisti con un’altra tappa tutta galiziana tra Viveiro e Lugo. Un grande premio della montagna di terza categoria a 53 chilometri dal traguardo non creerà problemi neanche alle sprinter più puri (o almeno non dovrebbe) che invece dovranno studiarsi molto bene il finale: ai 2000 metri ci sarà un breve strappetto, poi anche l’ultimo chilometro di fronte alle mura romane del centro storico di Lugo e la strada presenterà una leggera pendenza a salire. Sulla carta non ci dovrebbe essere spazio per andare a segno con un’azione da finisseur, ma tra i velocisti chi sbaglierà la scelta del rapporto potrebbe pagarla cara.

Gio 25/8 – 6a tappa: Monforte de Lemos – Luintra (163.2 km)
6a tappa
In una Vuelta fatta di tante “volate in salita”, questa sesta tappa propone un menù un po’ diverso e per questo andrà seguita con attenzione. La metà di tappa è relativamente facile, ma ci sono un paio di brevi salitelle che potrebbero essere un bel trampolino per far partire una fuga che, in una giornata come quella di oggi, potrebbe anche andare a segno. Negli ultimi 80 chilometri quasi non ci sarà pianura, ma solo una bella sequenza di salite: la più dura, l’Alto Alenza, sarà anche l’unico gran premio della montagna di giornata e misura 10.9 chilometri con una pendenza media di poco superiore al 5.1%. Qui il gruppo potrebbe spezzarsi, ma l’insidia più grande è lo strappo di Pombar, 2000 metri all’8% di pendenza che termineranno a soli tre chilometri dall’arrivo: il vincitore di tappa potrebbe avvantaggiarsi qui, altrimenti sarà volata ma con un gruppo abbastanza ristretto. Forse è un po’ un peccato che questa tappa arrivi così presto e con la classifica ancora non ben delineata, ci sarebbe stato il terreno perfetto per organizzare qualche spettacolare imboscata.

Ven 26/8 – 7a tappa: Maceda – Puebla de Sanabria (158.5 km)
7a tappa
Si parte da Maceda, ancora in Galizia, e si arriva a Puebla de Sanabria nella regione della Castilla y León. È una tappa che si può prestare a molte soluzioni: potrebbe avere successo una fuga da lontano, potrebbe esserci una volata ristretta oppure potremmo vedere anche uno sprint con quasi tutte le ruote più veloci in gruppo. Per tutti i 158 chilometri di pianura ce n’è poca e non sarà facile per le squadre organizzare un inseguimento, ma al tempo stesso non ci sono neanche salite o pendenze tali da pensare ad una grossa selezione da dietro. L’Alto de Padornelo è l’ultima salita di giornata a 18 chilometri dall’arrivo ma si tratta di 7 chilometri al 3.2%, un’ascesa decisamente pedalabile e alla portata di tutti i velocisti in forma: grazie alla discesa avremo quindi un finale molto veloce, attenzione solo agli ultimi 400 metri con una lieve pendenza a salire.

Sab 27/8 – 8a tappa: Villalpando – La Camperona (181.5 km)
8a tappa
Difficile trovare un aggettivo per l’ottava tappa di questa edizione della Vuelta a España, la terza a presentare un arrivo in salita: per ora ci limitiamo ad un ridicola, per non essere troppo offensivi. Per 176 chilometri la tappa sarà tutta in pianura (qualche rischio per il vento), quasi un tavolo da biliardo, tanto che sul sito ufficiale della corsa spagnola questa viene catalogata come tappa pianeggiante e non come tappa di montagna. Negli ultimi 5 chilometri invece lo scenario cambia totalmente ed i corridori si troveranno di fronte il muro spaventoso de La Camperona, già affrontato alla Vuelta 2014 con vittoria di Hesjedal in fuga mentre tra i big Froome staccò di 1″ Purito e di 7″ Contador: a dare il benvenuto sarà una rampa al 25%, poi un chilometro di falsopiano e quindi 3500 metri d’inferno con pendenza media al 15% circa e massima al 22%. I distacchi in classifica generale inizieranno ad aumentare, ma come già accaduto due anni è molto probabile che tutti i più forti arrivino molto vicini su questa parete terribile.

Dom 28/8 – 9a tappa: Cistierna – Alto del Naranco (164.5 km)
9a tappaL’Alto del Naranco è una salita storica del ciclismo spagnolo e fino al 2010 è stato il teatro di una gara di un giorno con un bell’albo d’oro in cui sono presenti anche gli italiani Piepoli, Nocentini e Baliani: cancellata la corsa, la salita è stata inserita nel tracciato della Vuelta Asturias e nel 2013 anche della Vuelta a España che ora la ripropone. Una salitella in partenza farà partire una fuga che potrebbe anche tenere fino in fondo passando attraverso il Puerto de San Isidro e la lunga discesa per avvicinarsi a Oviedo. A 55 chilometri dall’arrivo inizierà la fase cruciale della tappa, ricalcando più o meno quello che era il finale della Subida al Naranco: la prima salita sarà l’Alto de Santo Emiliano (6.2 km al 4.7%), poi in rapida successione i corridori si troveranno ad affrontare Alto de San Tirso, El Padrún (non valido come gpm) e Alto de la Manzaneda prima delle celebre salita finale. L’arrivo, classificato di seconda categoria, presenta una pendenza media del 6.1% lungo 5700 metri: le pendenze più ostiche (tra il 7% e l’8%) sono concentrate nei tre chilometri centrali mentre poco prima del traguardo la strada spianerà per diventare poco più di un falsopiano ma dove servirà avere le gambe fresche per riuscire a rilanciare l’andatura.

Lun 29/8 – 10a tappa: Lugones – Lagos de Covadonga (188.7 km)
10a tappaAncora salita per il terzo giorno consecutivo ma stavolta siamo di fronte ad un traguardo con caratteristiche ben diverse dai due precedenti. La salita dei Lagos de Covadonga è ormai ben conosciuta dagli appassionati visto che questa sarà la 20esima volta che sarà affrontata nel tracciato della Vuelta dal 1983 ad oggi. Dopo la partenza da Lugones la corsa punterà verso Gijón per andare ad affrontare i tanti sali-scendi della costa asturiana: il primo momento cruciale della tappa lo avremo però al chilometro 140 quando i corridori svolteranno verso l’interno per affrontare l’Alto del Mirador del Fito, un salita di 6.2 km con pendenza media del 7.8% e massima del 12%; difficile vedere attacchi già qui perché ci sarà discesa e pianura prima della salita finale, ma le squadre potrebbero sfaldarsi e comunque questa fatica si farà sentire nelle gambe dei corridori nei chilometri successivi, un fatto che non si trova in tutti i precedenti arrivi in quota. Al km 176.5 di gara inizierà quindi l’ascesa verso i Lagos de Covadonga che misura 12.2 chilometri con una pendenza del 7.2%: attenzione però perché la salita è molto più impegnativa perché negli ultimi quattro chilometri i corridori troveranno anche tratti di falsopiano o addirittura in discesa, ma per chi andrà in crisi prima saranno dolori. Se a fare la differenza non sarà la salita, c’è una dura rampa al 12% ai meno due chilometri oppure gli ultimi 200 metri con pendenza al 17%.

Mer 31/8 – 11a tappa: Colunga – Peña Cabarga (168.6 km)
11a tappaDopo il primo meritato giorno di riposo, la Vuelta ripartirà stranamente con un altro arrivo in quota, il quarto di fila: il traguardo è quello di Peña Cabarga che abbiamo già visto nel 2010, nel 2011 e nel 2013. La tappa purtroppo sembra una tristissima copia di quella de La Camperona di qualche giorno prima: 163 chilometri di pianura totale e poi durissima impennata per arrivare al traguardo, non certo il meglio per lo spettacolo. L’ascesa finale non sarà estrema come quella de La Camperona, ma sarà comunque durissima con i suoi 5.6 chilometri al 9.8%: anche già abbiamo detto per altre salite di questa Vuelta, il dato complessivo può trarre in inganno perché qui avremo tre chilometri sopra all’11%, poi quasi 1000 metri di falsopiano e quindi un’altra rampa durissima che toccherà anche tratti al 18% proprio sotto lo striscione dell’ultimo chilometro. Se presa forte, qualcuno potrebbe soffrire parecchio una salita con queste caratteristiche, sebbene la lunghezza relativamente limitata non ci regalerà distacchi da ko.

Gio 1/9 – 12a tappa: Los Corrales de Buelna – Bilbao (193.2 km)
12a tappaA questo punto chi si potrebbe aspettare una tappa facile per far tirare un po’ il fiato ai corridori si sbaglia, anche se la tappa di Bilbao non dovrebbe portare a cambiamenti rilevanti in classifica generale. Lungo questi 193 chilometri i ciclisti dovranno fare i conti con quattro gran premi della montagna, nell’ordine uno di prima categoria, uno di terza e due di seconda: sembra una giornata perfetta per una fuga da lontano visto anche che il Puerto de las Alisas (10 km al 6%) è sì la salita più dura di giornata, ma è anche la prima che verrà incontrata. Il finale potrebbe comunque essere abbastanza movimentato perché gli organizzatori hanno previsto un circuito attorno a Bilbao con due passaggi sull’Alto El Vivero, una bella rampa di 4200 metri con una pendenza media dell’8.5% con l’ultimo gpm che disterà 13 chilometri dal traguardo: il finale è identico alla tappa del 2011 vinta da Igor Antón con una fuga dal lontano, nel gruppo principale invece venne scosso dagli attacchi di Chris Froome e all’arrivo era formato da appena una ventina di corridori.

Ven 2/9 – 13a tappa: Bilbao – Urdax-Dantxarinea (213.4 km)
13a tappa
Con i suoi 213.4 chilometri questa è la tappa più lunga di questa edizione della Vuelta e presenta tutte le caratteristiche classiche dei percorsi in terra basca: di pianura infatti ce ne sarà ben poca, ma le salite non presentano un coefficiente di difficoltà particolarmente elevato e diversi velocisti potrebbero tenere fino in fondo se saranno riusciti, assieme ai loro gregari, a risparmiare energie nelle giornate precedenti. Nel finale di tappa ci sarà un circuito che porterà i corridori a sconfinare in territorio francese per un paio di tratti, l’arrivo (in leggera discesa dopo uno strappetto ai meno 7) invece sarà praticamente sul confine nel comune di Urdax, un paesino che conta appena 400 abitanti.

Sab 3/9 – 14a tappa: Urdax-Dantxarinea – Aubisque (196 km)
14a tappaLa 14a tappa è senza dubbio la più bella e sulla carta spettacolare di questa edizione, ironicamente l’unica a disputarsi interamente in territorio francese (il gruppo passerà il confine durante il trasferimento verso il km 0): una vera e propria cavalcata pirenaica di quasi 200 chilometri con quattro salite che niente hanno da spartire con le rampe di garage delle frazioni precedenti. I primi 50 chilometri di pianura saranno una sorta di riscaldamento perché le gambe dovranno girare già bene sul Col Inharpu, salita di 11.5 chilometri al 7.1% medio e classificata come prima categoria, niente male come inizio. Dopo la discesa e un po’ di pianura, la strada tornerà a salire e stavolta lo farà per ben 24 chilometri fino alla cima del Col du Soudet: la pendenza media è del 5.2%, ma all’inizio sarà più agevole e nel finale molto più impegnativa ma dal gran premio della montagna mancheranno ancora 84 chilometri all’arrivo. Discesa e pianura porteranno quindi il gruppo all’imbocco della terza salita di giornata e qui potremmo cominciare ad assistere a qualche movimento interessante: il Col de Marie-Blanque misura 9.2% e ha una pendenza media del 7.5%, ma soprattutto sarà posizionato a soli 38 chilometri dal traguardo e una squadra ben organizzata potrebbe provare un forcing per tastare il polso ai rivali. In ogni caso tutto si giocherà verosimilmente sul Col d’Aubisque che fu traguardo di tappa già al Tour de France 2007 (vittoria di Rasmussen subito prima dell’esclusione): per 16.5 km i corridori troveranno pendenze in grado di fare grande selezione, ma se i primi sei chilometri saranno relativamente pedalabile, lo stesso non si può dire con gli ultimi dieci quando la strada salira costantemente tra l’8% ed il 9% e sarà proprio qui che si potrà mettere un mattone pesantissimo nella costruzione della vittoria della Vuelta.

Dom 4/9 – 15a tappa: Sabiñánigo – Sallent de Gállego (118.5 km)
15a tappaLe fatiche della durissima giornata precedente si faranno sentire, ma i corridori di alta classifica dovranno recuperare in fretta perché dovranno subito fare i conti con un’altra tappa di montagna. La frazione sarà di quelle brevissime, appena 118.5 chilometri, ma proprio per questo motivo potrebbe diventare combattutissima dal primo all’ultimo metro e subito dopo il chilometro 0 ci sarà un breve strappo che potrebbe già spezzare il gruppo. Se si andrà a tutta fin dall’inizio anche due salite non particolarmente difficili come l’Alto de Petralba (6.3 km al 5%) e l’Alto de Cotefablo (12.5 km al 4.3%, ma con un tratto di respiro in meno) potrebbero fare molti più danni del previsto, come ad esempio fece il Passo della Mendola nella tappa di Andalo all’ultimo Giro d’Italia. Il Cotefablo era presente anche nella tappa della Vuelta 2013 che presentava come qui l’arrivo in salita a Sallent de Gállego: l’ascesa finale ha la caratteristica di essere assai poco costante alternando rampe dure a tratti quasi pianeggianti o addirittura in leggera discesa, solo negli ultimi 3500 la pendenza rimarrà costante attorno al 7%, forse anche qualcosa di più. Sembra un arrivo ideale per corridori dotati di resistenza ed esplosività, ma attenzione perché proprio qui nel 2013 Vincenzo Nibali perse ben 22″ da Chris Horner che quella Vuelta per 37″.

Lun 5/9 – 16a tappa: Alcañiz – Peñíscola (156.4 km)
16a tappa
La carovana si sposta verso sud per l’ultimo blocco di tappe decisive nella Comunidad Valenciana: prima del secondo ed ultimo giorno di riposo ci sarà una tranquilla tappa di trasferimento che è già stata messa nel mirino da tutti i velocisti iscritti. La tappa si può dividere sostanzialmente in due parti: i primi 90 chilometri sono un lungo falsopiano in leggera salita, gli ultimi 65 chilometri invece saranno quasi tutti in discesa o in pianura con il gruppo che potrà fare grande velocità per andare a riprendere i fuggitivi. Onestamente dovrebbe succedere qualcosa di assai clamoroso per non vedere uno sprint a ranghi compatti sul traguardo di Peñíscola.

Mer 7/9 – 17a tappa: Castellón – Llucena (177.5 km)
17a tappaNella terza ed ultima settimana di corsa non poteva mancare uno dei classici arrivi-muro. Gli organizzatori sono andati a scovare sopra a Llucena l’inedito traguardo di Mas de la Costa, una salita di 3800 metri con pendenza media del 12.5% ed un paio di tratti in cui si andrà anche sopra al 20%: a questo punto della corsa, o la classifica sarà ancora estremamente equilibrata, oppure è difficile che un arrivo come questo possa sconvolgere gli equilibri. Prima del muro finale i corridori troveranno comunque un percorso abbastanza accidentato con due gran premi della montagna di seconda categoria (Alto del Desierto de las Palmas e Alto de la Serratella) e uno dei terza categoria (Alto de Benasal): non stiamo parlando di ascese particolarmente complicate o vicine al traguardo, quindi potrebbero interessare al massimo ai primi fuggitivi, ma vanno comunque messe in conto per far capire che non stiamo parlando di una tappa assurda come quella de La Camperona.

Gio 8/9 – 18a tappa: Requena – Gandía (200.6 km)
18a tappaÈ una delle due tappe di questa Vuelta a superare la barriera dei 200 chilometri di lunghezza ma di certo non rientra tra le più difficili di questa Vuelta. Il percorso tra Requena e Gandía presenta un po’ di dislivelli nella prima parte con il Puerto de Casa del Alto come principale protagonista: è un colle di seconda categoria grazie alla sua lunghezza (più di 13 km) ma le pendenze non spaventano nessuno specie se affrontate come qui nei primi 70 chilometri di tappa. Purtroppo per la fuga, la seconda parte del tracciato sarà molto più facile da gestire per il gruppo che non avrà problemi ad organizzarsi e andare a riprendere tutti in vista di un nuovo arrivo allo sprint.

Ven 9/9 – 19a tappa: Xàbia – Calp (Cronometro, 37 km)
19a tappaL’unica cronometro individuale arriva al terzultimo giorno di gara e avrà un’importanza vitale nell’economia della corsa. Questi 37 chilometri strizzano l’occhio ai grandi specialisti perché non ci sono salitelle che possano spezzare il ritmo e alcune sezioni un po’ più tortuose non faranno che favorire chi ha un maggior feeling con la bicicletta da cronometro: per contro bisogna tenere in considerazione che siamo ormai alla 19esima tappa e quindi anche i corridori meno portati con questo tipo di esercizio avranno la possibilità di limitare i danni se avranno ancora della energie da spendere. In ogni caso da questa prova potrebbero uscire fuori distacchi molto interessanti e che potrebbero dare un volto diverso alla classifica generale: vietato sbagliato perché il margine di recupero sarà ridottissimo.

Sab 10/9 – 20a tappa: Benidorm – Alto de Aitana (193.2 km)
20a tappaSarà l’Alto de Aitana l’ultima e decisiva salita di questa edizione della Vuelta con i suoi 21 chilometri tutti all’insù. La salita finale sarà preceduta da quattro gran premi della montagna di seconda categoria che difficilmente avranno alcuna rilevanza dal punto di vista tattico, ma saranno importanti per appesantire un po’ le gambe di tutto il gruppo e consentire di emergere a chi è arrivato fin qui più fresco degli altri. Dal Puerto de Tudons, la penultima salita, i corridori avrebbero potuto svoltare subito a sinistra per imboccare gli ultimi 7 km della salita di Aitana, invece gli organizzatori hanno voluto allungare un po’ la tappa aggiungendo un piccolo anello che abbasserà leggermente la quota di partenza della salita finale: la pendenza media degli ultimi 21 chilometri è del 5.9%, ma aumenta se si considerano solo gli ultimi 14 dove ci sarà poco spazio per rifiatare. L’Alto de Aitana è una salita che porta bene ai corridori italiani: nei tre precedenti in cui la Vuelta è arriva in cima troviamo il secondo posto di Gilberto Simoni nel 2001, la vittoria di Leonardo Piepoli nel 2004 ed infine quella di Damiano Cunego nel 2009.

Dom 11/9 – 21a tappa: Las Rozas – Madrid (104.8 km)
21a tappaClassica passerella finale per le vie di Madrid per mettere la parola fine su questa Vuelta e, come l’anno scorso, ad anticipare l’arrivo degli uomini la capitale spagnola ospiterà una spettacolare gare femminile. Il cuore del circuito finale sarà Plaza de Cibeles che non sarà solo il traguardo finale: in ognuno dei nove giri da 5.8 km i corridori passeranno praticamente tre volte da Cibeles salendo prima verso Plaza de Colón, poi svoltando verso la Gran Vía ed infine verso il Paseo del Prado e la Fuente de Neptuno andando a formare una sorta di T. Saranno strade per velocisti, o tutt’al più per turisti.

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