Simon Yates vince la sesta tappa della Vuelta © Graham Watson
Simon Yates vince la sesta tappa della Vuelta © Graham Watson

Simon vince anche senza il suo Garfunkel

Alla Vuelta a España mossa azzeccata per Simon Yates che attacca nel finale e fa sua la tappa. Terzo Felline, classifica immutata

Molti corridori si sono lamentati nei giorni scorsi della scarsa affidabilità del Garibaldi della Vuelta, che rappresenta in maniera non veritiera le asperità trovate nel corso della giornata. E anche oggi ci saranno sicuramente alcuni che avranno preso sottogamba l’insidiosissimo tracciato di una tappa considerata di medio livello ma rivelatasi alla fine più dura di frazioni contrassegnate come montagnose.

Osservato un minuto di silenzio per le vittime del terremoto
Dopo un giorno dedicato ai velocisti, seppur in un traguardo tutt’altro che semplice come quello di Lugo (e con qualche ostacolo non segnalato di troppo, come può testimoniare il povero Steven Kruijswijk), la Vuelta a España continua sempre nel nordovest del paese. La Monforte de Lemos-Lluintra Ribera Sacra di 163.2 km è una frazione relativamente facile ma nella seconda metà di giornata non vi è alcun tratto pianeggiante. Ivi compreso il finale, con lo strappo di Pombar lungo 2 km, dalla pendenza media dell’8% e con la cima a 3 km dalla conclusione.

Prima del via l’organizzazione della prova spagnola ha indetto un minuto di silenzio in memoria delle numerose vittime del terremoto che ha colpito ieri il Centro Italia: i corridori azzurri hanno occupato la prima fila tenendo un tricolore listato a lutto per omaggiare le troppe vite spezzate. Due i non partenti alle 13.36: hanno abbandonato la corsa il croato Robert Kiserlovski (Tinkoff) e il francese Sébastien Minard (AG2R La Mondiale), acciaccati dopo le cadute di ieri e inabili a risalire in sella per la nuova frazione.

Tanti attacchi, ma quello buono parte quasi dopo un’ora
Subito dopo il via hanno provato l’attacco il francese Loïc Chetout (Cofidis, Solutions Crédits), lo svizzero Simon Pellaud (IAM Cycling) e il tedesco Christoph Pfingsten (Bora-Argon 18), ma il loro tentativo viene immediatamente stoppato dal gruppo. Si susseguono i tentativi: ci prova ancora Chetout seguito prima dal belga Dries Devenyns (IAM Cycling) e l’azzurro Davide Villella (Cannondale-Drapac) ma il terzetto resiste per meno di 5 km. Attorno al km 16 si forma un drappello di diciotto elementi, in un’azione propiziata dal lettone Gatis Smukulis (Astana Pro Team), ma resistono per non più di 8 km.

È poi la volta di un nuovo tentativo di dodici unità, ma stavolta è la Cannondale-Drapac a vanificare il tutto. Al km 45 si forma, finalmente, l’azione buona: a comporla sono in undici, ossia Andrey Zeits (Astana Pro Team), Kévin Réza (FDJ), Laurent Didier (Trek-Segafredo), Jan Bakelants (AG2R La Mondiale), Alberto Losada (Team Katusha), Gert Dockx (Lotto Soudal), Omar Fraile (Dimension Data), Mathias Fränk (IAM Cycling), Valerio Conti (Lampre-Merida), José Mendes e Gregor Mühlberger (Bora-Argon18). Il plotone, stanco dopo un’ora nel quale sono stati percorsi 48.6 km, lascia andare via il plotoncino.

Si ritira López, si muove Fraile
Il numero di 190 corridori in corsa si riduce di un’unità attorno al km 40: abbandona la carovana Miguel Ángel López, vinto dai postumi della caduta che lo ha coinvolto lunedì e nella quale, oltre a diversi ematomi, si è rotto due denti. Per il giovane colombiano dell’Astana Pro Team un debutto in un grande giro assai sfortunato. Il BMC Racing Team controlla l’azione di testa, anche in considerazione della presenza davanti di Mendes: il portoghese in classifica è ventiseiesimo a 2’51” da Darwin Atapuma. Al km 60 il margine degli attaccanti è di 2’04”, che aumenta di poco a 2’15” al km 90 per toccare i 2’35” ai meno 58 km, lì dove inizia l’unico gpm di giornata, l’Alto Alenza.

Dalla fuga attacca Omar Fraile: nessuno prova ad inseguire lo spagnolo che nel 2015 vinse la classifica degli scalatori dell’ultimo grande giro dell’anno. Si spezza anche il restante drappello degli attaccanti (con Kévin Réza staccatosi a causa di un problema meccanico prima della salita): il primo a perdere terreno è Valerio Conti, seguito poi da Gert Dockx. Entrambi verranno riassorbiti dal plotone, nel quale si è messa a lavorare la Orica-BikeExchange, nel corso dell’ascesa. Allo scollinamento la situazione vede Fraile con 1’10” di margine su Bakelants, Didier, Fränk, Losada e Zeits, a 1’50” Mendes e Mühlberger e a 2’30” il gruppo.

In discesa Losada va lungo, in salita per Fraile si fa dura
Nel quale ha iniziato a lavorare, con il solo scopo di tenere al riparo dai pericoli Alberto Contador, la Tinkoff; questo provoca un aumento del vantaggio per Fraile che, al termine della lunga e non semplice discesa, guida con 2’10” sul gruppo e 1’20” sui primi inseguitori. Tra di loro non vi è più Alberto Losada che sbaglia una curva nel declivio, fortunatamente senza conseguenze, ed è costretto ad alzare il piede, venendo riassorbito attorno ai meno 26 km.

La seconda e difficile salita (che, stranamente, non è stata considerata valida per la classifica degli scalatori) vede un cambio di colori nel drappello della maglia rossa: si mette a tirare il Movistar Team che si mostra interessata a vincere la frazione con Alejandro Valverde. Contemporaneamente si fanno sempre più scarse le forze di Fraile che vede rapidamente ridursi anche il margine: ai meno 20 km, ovvero sia quando mancano 2 km allo scollinamento, il basco vanta solo 20″ su Bakelants, Fränk e Zeits (Didier si è staccato ai meno 25 km) e 1’10” sul plotone.

Ripreso Fraile, contrattacca un eccellente Fränk
Il ventiseienne spagnolo della Dimension Data è stato riassorbito dai tre ai meno 19 km e immediatamente parte in contropiede Fränk che riesce a vincere l’opposizione altrui: al suo inseguimento provano a coalizzarsi Bakelants e Zeits mentre Fraile cambia subito rapporto e riduce il ritmo per attendere il gruppo (raggiunto ai meno 18.5 km). L’elvetico si lancia giù a tutta nella discesa assai tecnica per guadagnare margine, così come (soprattutto) Bakelants e Zeits provano a ricucire la situazione.

Ma ai meno 15 km la situazione vede il capitano dell’IAM Cycling pedalare con 28″ sulla coppia all’inseguimento e 52″ sul gruppo, sempre portato a spasso dagli uomini del Movistar Team. Si fa ancor più rosea per il futuro corridore dell’AG2R La Mondiale visto che ai meno 10 km può contare su 32″ sugli immediati inseguitori e 1′ sul gruppo controllato dal campione spagnolo José Joaquín Rojas.

Lavora sempre la Movistar mentre dietro si cade: De Clercq tutto insanguinato
Non ci sta però la formazione dell’Embatido: ai meno 9 km il margine dell’uomo in fuga è diminuito a 51″, ai meno 8 km a 44″, ai meno 7 km a 38″. Proprio in questo tratto nella coda del plotone si registra una caduta: in una curva a destra finiscono fuori nel lato esterno della carreggiata Bart De Clercq (Lotto Soudal), Kristijan Durasek (Lampre-Merida), Louis Meintjes (Lampre-Merida) e un elemento della Caja Rural-Seguros RGA. Il più sofferente è il belga che presenta una copiosa perdita di sangue sul gomito destro.

Ai meno 6 km si sposta un monumentale Rojas e lascia spazio a Rubén Fernández proprio quando inizia l’ultima difficoltà altimetrica della giornata: il plotone va a riprendere Bakelants e Zeits poco dopo l’arco dei meno 5 km quando sono solo 25 i secondi di vantaggio dell’uomo di testa. Ma ai meno 4.5 km attacca proprio un corridore del Movistar Team, ossia Daniel Moreno; lo va a catturare Simon Yates (Orica-BikeExchange) che gli si francobolla a ruota senza dare un cambio.

Yates scappa via e vince, Felline buon terzo
Fino quando, ai meno 4 km, il britannico scatta secco, salta Moreno, riprende Fränk ai meno 3.7 km e gli scatta in faccia ai meno 3.6 km. Il gemello del secondo del Tour 2016 continua la sua azione mentre dietro si susseguono gli scatti: tocca soprattutto a Ben Hermans (BMC Racing Team) che si aggrega a Fränk e Moreno. Ma Yates è andato via alla perfezione visto che ai meno 2 km transita con 27″ su i tre inseguitori e 40″ sul gruppo, margine che resta inalterato anche all’ultimo km.

L’anglosassone taglia il traguardo a braccia alzate e coglie il quarto successo della carriera; alle sue spalle giunge a 20″ Luis León Sánchez (Astana Pro Team). Terzo a 22″ un ottimo Fabio Felline (Trek-Segafredo) che dimostra ancora una volta di essere tornato ai livelli che gli competono dopo il bruttissimo incidente che lo ha visto coinvolto nel tratto neutralizzato dell’Amstel Gold Race.

Non cambia nulla in classifica, domani spazio ai velocisti
Completano la top 10 il belga Ben Hermans (BMC Racing Team), il francese Kenny Elissonde (FDJ), lo spagnolo Daniel Moreno (Movistar Team), lo svizzero Mathias Fränk (IAM Cycling), tutti giunti a 22″; quindi ottavo lo spagnolo Alejandro Valverde (Movistar Team), nono il francese Romain Hardy (Cofidis, Solutions Crédits) e decimo l’australiano Simon Clarke (Cannondale-Drapac), che con il resto dei big hanno tagliato il traguardo a 29″ dal vincitore.

In classifica la situazione non cambia: rimane sempre leader Darwin Atapuma (BMC Racing Team) che mantiene 28″ su Alejandro Valverde, 32″ su Christopher Froome (Team Sky), 38″ su Nairo Quintana (Movistar Team) ed Esteban Chaves (Orica-BikeExchange), 1’07” su Samuel Sánchez (BMC Racing Team), 1’12” su Leopold König (Team Sky), 1’14” su Peter Kennaugh (Team Sky), 1’22” su Gianluca Brambilla (Etixx-Quick Step) e 1’28” su Simon Yates. Domani si va da Maceda a Puebla de Sanabria; 158.5 km con i velocisti potranno provare a darsi da fare, sempre che l’altimetria non inganni ancora una volta.

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