Nairo Quintana esulta dopo aver tagliato il traguardo © Javier Belver - Vuelta a España
Nairo Quintana esulta dopo aver tagliato il traguardo © Javier Belver - Vuelta a España

Quintana un razzo, Froome un pazzo

Vuelta, Nairo vince la sfida dei Lagos de Covadonga, Chris prima perde tanto, poi recupera alla grande. Contador bene a metà

Dopo due giornate montagnose in cui la fuga è andata in porto la vittoria di tappa torna ad andare ad un uomo di classifica in quella che è stata la prima, avvincente tappa della Vuelta edizione 2016. Ad imporsi è Nairo Quintana, che diventa il terzo colombiano dopo Lucho Herrera e Oliviero Rincón a timbrare in tutte e tre le grandi corse a tappe. Ma a fare notizia, più del solito, è la condotta di gara tenuta da Chris Froome, stavolta ancora più azzardata di quanto gli è abituale.

Tante cadute, e in tre sono costretti al ritiro
L’ultima frazione prima del giorno di riposo presenta, come nei due giorni presenti, un arrivo in salita. Dopo La Camperona e l’Alto de Naranco tocca ai Laghi di Covadonga, appuntamento classico con la Vuelta a España. Anche in quest’occasione il percorso tracciato per arrivare ai 1110 metri slm del traguardo non è dei migliori visto che vi è solo una salita, pur impegnativa come l’Alto del Mirador de Fito, ad anticipare i difficili 12.2 km finali con rampe che toccano anche il 17%.

Da Lugones il via è stato dato alle 12.34 per una frazione lunga 188.7 km. Partenza assai rapida e particolarmente caotica, con tante scivolate a susseguirsi: il primo a finire a terra è Darwin Atapuma (BMC Racing Team) ma l’ex maglia rossa riesce a rientrare. Anche al km 15 si deve fare i conti con una nuova caduta e stavolta sono ben tre i corridori costretti a terminare anzitempo la corsa: si tratta di Bartosz Huzarski (Bora-Argon 18), fratturatosi una clavicola, Markel Irizar (Trek-Segafredo), che va a casa con un paio di denti rotti, e Kévin Réza (FDJ).

Ci prova Malacarne, ma nulla di fatto. Brambilla attardato
Il gruppo diminuisce l’andatura per permettere a chi ha perso terreno di rientrare ed al km 30 la situazione vede ancora un nulla di fatto, nonostante un tentativo un km prima di Omar Fraile (Dimension Data) e Johan Le Bon (FDJ). Al km 36 ci provano Yukiya Arashiro (Lampre-Merida), Axel Domont (AG2R La Mondiale), Davide Malacarne (Astana Pro Team), Luis Ángel Maté (Cofidis, Solutions Crédits) e Pierre Rolland (Cannondale-Drapac) ma riescono a rimanere in avanscoperta per 5 km.

Nel frattempo un’ulteriore caduta e tra i coinvolti c’è la maglia verde Gianni Meersman (Etixx-Quick Step): a causa di tale scivolone una trentina di elementi perde contatto e, tra loro, vi è anche il nono in classifica Gianluca Brambilla (Etixx-Quick Step). Il vicentino riuscirà a rientrare assieme agli altri in prossimità del km 65, anche perché è finalmente partita la fuga di giornata.

Parte la fuga, dentro anche Feline e Moser
A comporla sono in sedici, ossia Dmitriy Gruzdev (Astana Pro Team), Ben Hermans (BMC Racing Team), José Gonçalves (Caja Rural-Seguros RGA), Joe DombrowskiMoreno Moser e Pierre Rolland (Cannondale), Luis Ángel Maté (Cofidis, Solutions Crédits), Tobias Ludvigsson (Team Giant-Alpecin), Vegard Stake Laengen (IAM Cycling), Egor Silin (Team Katusha), Victor CampenaertsRobert Gesink (Team LottoNl-Jumbo), Louis Vervaeke (Lotto Soudal), Jan Bakelants (AG2R La Mondiale), Omar Fraile (Dimension Data) e Fabio Felline (Trek-Segafredo).

Il plotone lascia fare e al km 75 i battistrada hanno già un margine di 3’07”; dietro però, forse scottati dagli ultimi giorni, non vogliono concedere troppo vantaggio visto che al km 85 è di 2’04” il distacco fra le parti, che riaumenta a 3′ al km 90 e a 3’15” al km 100. Ai meno 75 km il margine risale a 3’45” per poi toccare addirittura i 5’30” ai meno 65 km: in tale tratto il leader virtuale diventa Ben Hermans, che al mattino stazionava al ventunesimo posto a 4’21” da David De la Cruz.

Campenaerts macina km e il vantaggio risale
Il gruppo però non ci sta e riduce lo svantaggio: ai meno 46 km dal termine, dove inizia la prima asperità del giorno, la differenza è di 3’20”. L’Alto del Mirador del Fito è una difficoltà di 6.2 km al 7.8% di pendenza media con punte superiori all’11%. Tra i battistrada solo uno canta e porta la croce: dal fondo alla cima a tirare è quasi esclusivamente il solo Campenaerts, totalmente sacrificatosi alla causa di capitan Gesink. Il suo ritmo provoca la perdita di terreno per Gruzdev e Moser, ancora affaticato dalla fuga di ieri che lo ha visto concludere (non senza rammarico) al terzo posto. Sia l’azzurro che il kazako si rialzeranno e saranno riassorbiti dal plotone in discesa.

A giocarsi in punti in palio sono Fraile e Maté, con il primo che ha la meglio: i due guadagnano qualche secondo nella discesa, ma verranno poi ripresi dai dodici alle loro spalle. In salita il gruppo si rilassa e Imanol Erviti e Rory Sutherland portano avanti la carovana senza alcun problema, tanto che i velocisti riescono a tenersi a galla. Allo scollinamento il gap è risalito fino a 5′.

Vervaeke si muove, dietro si tira a tutta
Dietro l’accordo tende a scemare, con tanto di evidenti strali lanciati da Fraile; a lavorare prova sempre Campenaerts, ma le forze del belga sono sempre più al lumicino. Al traguardo intermedio di Cangas de Onis (km 167) passa per primo Silin davanti a Felline e Gonçalves; il gruppo, in fortissima rimonta, si presenta al passaggio volante a 3’10”. La salita inizia ai meno 12 km e subito si stacca uno stremato Campenaerts mentre Felline non pare brillante.

Nel gruppo si fa sempre più seria la contesa e, assieme ai Movistar (in questo tratto il più attivo è soprattutto Jonathan Castroviejo), si mette a lavorare la Etixx-Quick Step con Pieter Serry. In questo modo il margine scende ancor più e all’imbocco della salita è di 2’30” il vantaggio degli uomini di testa. Dove, ai meno 11.3 km, si registra il primo attacco: protagonista Vervaeke a cui nessuno risponde. Ludvigsson si stacca, Felline prova a rimanere attaccato ma il torinese appare sempre più in difficoltà.

Froome si stacca presto. Rolland cerca il colpaccio
Rolland cerca di riportarsi ai meno 10.6 km, riuscendo a mettersi a ruota del belga duecento metri più tardi. Una trentina di secondi dopo riescono a riportarsi sotto anche Gonçalves, Maté, Silin e Stake Laengen. Silin parte ai meno ai meno 10 km ma non va da nessuna parte. Gesink e Dombrowski provano a rientrare dal plotoncino di testa dal quale si è staccato Vervaeke.

Il gruppo, sempre trainato dal Movistar Team, continua a ricucire e ha inizio la classica selezione da dietro. Ma, con enorme sorpresa, tra chi si stacca ai meno 10 km c’è anche il dorsale 21, che risponde al nome di Christopher Froome. Il britannico si attacca alla radiolina e, scortato da Peter KennaughDavid López, prova a rientrare sul gruppo dove José Herrada continua a menare le danze. Non un bel segnale per il tre volte vincitore del Tour de France.

Dani Moreno tritatutto, in sette nel gruppo
Froome si trova assieme, oltre ai due gregari, ad Darwin Atapuma, Jack Haig, José Mendes e Andrey Zeits. Il gruppo maglia rossa ai meno 9 km si presenta con una ventina di elementi e ora viene condotto da Daniel Moreno. Nel frattempo davanti ha attaccato Rolland che, ai meno 8 km, vanta una decina di secondi su Silin e su un Gesink in forte rimonta; dietro provano a reagire Gonçalves, Maté e Stake Laengen mentre Dombrowski appare in riserva.

Si fa sempre più ridotto il plotoncino della maglia rossa ed aumenta il gap di Froome, Kennaugh e López: ai meno 8 km paga 30″ dalla testa del gruppo Quintana, dove Moreno ha provocato una nuova frattura e facendo nuove vittime illustri fra le quali Louis Meintjes e la maglia rossa David De La Cruz. Moreno, Valverde, Quintana, Contador, Chaves, Scarponi, König: questa la composizione del gruppo dei big.

Froome inizia la risalita ma Contador e Quintana non aspettano
Gesink e Silin rientrano su Rolland ma il terzetto dura poco perché l’olandese si sbarazza della compagnia iniziando a pedalare come nei giorni belli. Dietro Kennaugh riporta su Froome andando a riprendere Meintjes, Samuel Sánchez e De la Cruz. A cambiare i piani è Alberto Contador: il madrileno attacca in maniera violenta ai meno 7 km e il solo Quintana lo tiene. La sfida sui pedali, bellissima, è una boccata d’ossigeno rispetto al tradizionale ciclismo in salita di questo 2016: i due campioni se ne vanno e il solo, bravissimo Michele Scarponi insegue a pochissimi metri.

Il colombiano e lo spagnolo vanno, giustamente, d’accordo andando a riprendere gli elementi della fuga. Dietro ha iniziato la sua risalita Froome che, con la solita condotta di gara basata sui watt e non sulle sensazioni, riprende e passa in carrozza tutti. Il capitano del Team Sky si riporta in breve tempo alla ruota di Chaves e Yates, andando dopo un paio di minuti di riposo a tirare e a staccare prima il connazionale, poi il colombiano, quindi Brambilla e Valverde.

Froome salta tutti come birilli mentre Quintana parte da solo
Scarponi riesce a rientrare su Contador e Quintana ai meno 5 km che continuano ad accelerare per guadagnare margine su Froome. Gesink intanto prosegue la sua marcia, ma il margine si fa sempre più ridotto sul primo inseguitore. Che, dai meno 4 km, risponde al nome di Quintana: il colombiano pedala forte come lui sa fare e vince la resistenza di Contador che viene aiutato dall’ex fuggitivo Fraile. Froome intanto si fa sempre più vicino, con Valverde capace di restare con lui.

Quintana raggiunge e supera Gesink ai meno 2.5 km andando via con il consueto rapporto lungo, da scalatori di un tempo. Diversa la pedalata di Froome che riesce, con Valverde, a riprendere Contador e Scarponi andando a formare un quartetto: il britannico frulla e lascia sul posto Contador, che prova a resistere nonostante le difficoltà. Non ce la fa neppure Scarponi, e anche Valverde deve alzare bandiera bianca. Ai meno 1000 metri Quintana conserva 30″ su un arrembante Froome che riprende Gesink e un Fraile combattivo.

Tappa e maglia per Quintana, Gesink toglie 2″ di abbuono a Froome
La discesa e gli ultimi 200 metri di salita sono una passerella per Nairo Quintana che raccoglie la prima vittoria in carriera alla Vuelta. Con uno scatto negli ultimi metri Gesink riesce a prendersi il secondo posto, a 24″ dal vincitore; terzo a 25″ Froome, quindi Fraile, Valverde e Scarponi sesto a 28″, Chaves a 1’02”, un Contador in difficoltà a 1’05”, Yates a 1’09” e Felline decimo a 1’11”.

La classifica torna ad essere guidata da Nairo Quintana che si approssima al giorno di riposo con 57″ su Valverde, 58″ su Froome, 2’09” su Chaves, 2’54” su Contador, 2’57” su König, 3’03” su De la Cruz, 3’06” su Yates, 3’14” su Scarponi e 3’20” su Sánchez. Domani, come detto, relax prima della Colunga-Peña Cabarga: 168.6 km con un nuovo finale all’insù. Altra sfida diretta fra Quintana e Froome: si preannuncia una nuova lotta con una ripetizione della diversità di stile fra il classico andino e il rivoluzionario keniano.

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