Chris Froome vince ancora a Peña Cabarga © Twitter
Chris Froome vince ancora a Peña Cabarga © Twitter

Quintana interroga Froome, e la risposta è esatta

Vuelta, a Peña Cabarga il britannico reagisce all’affondo di Nairo, batte il rivale allo sprint e lo avvicina in classifica

La sfida è tra loro due, non si sfugge: Nairo Quintana vs. Chris Froome, e se ai Lagos de Covadonga era stato il colombiano ad apporre un importante sigillo con la conquista della tappa e della maglia rossa, oggi a Peña Cabarga, al ritorno in gara dopo il primo giorno di riposo, è stato il britannico a rispondere con uno squillo che ne segnala non solo lo stato di forma più che positivo, ma anche la volontà di non lasciare nulla di intentato per coronare col successo il suo ennesimo assalto alla Vuelta a España.

Sulla durissima rampa dell’arrivo Nairo ha attaccato per primo, ma la risposta di Chris è stata all’altezza di un vincitore del Tour, e gli ha portato in dote la vittoria dopo una serrata (pur se brevissima: 700 metri) lotta con l’avversario. Tutto in perfetto Vuelta-style, per una frazione che ci lascia una classifica praticamente invariata nella sostanza anche se non nella forma (dato che Froome ha scavalcato Valverde al secondo posto).

 

Una fuga che non voleva partire
Ritmo sostenuto (49.6 orari dopo la prima ora, 46.6 dopo la seconda) e fuga con grandi difficoltà a partire nell’11esima tappa della Vuelta a España 2016, la Colunga-Peña Cabarga di 168.6 km. Come spesso accade in queste situazioni, poi l’attacco – quando ha preso forma – ha coinvolto i corridori di molte squadre. 23 gli attaccanti che si sono mossi al km 48 (a 120 dalla fine), li elenchiamo: Jan Bakelants e Axel Domont (AG2R), Davide Malacarne (Astana), Ben Hermans (BMC), Cesare Benedetti e Christoph Pfingsten (Bora), David Arroyo e Ángel Madrazo (Caja Rural), Pierre Rolland (Cannondale), Merhawi Kudus e Jacques Janse Van Rensburg (Dimension Data), Pieter Serry e Zdenek Stybar (Etixx), Koen De Kort e Johannes Fröhlinger (Giant), Larry Warbasse (IAM), Tiago Machado e Jhonatan Restrepo (Katusha), Kristijan Durasek e Ilia Koshevoy (Lampre), Martijn Keizer (LottoNL), Sander Armée (Lotto Soudal) e Kiel Reijnen (Trek).

I 23 hanno pedalato fino ad avere 5’15” di vantaggio massimo a 90 km dalla fine, poi alla Movistar della maglia rossa Nairo Quintana si è affiancata la Tinkoff di un Alberto Contador dagli intenti bellicosi, sicché è finita la pacchia per quelli davanti, i quali si sono visti recuperare (principalmente per mano – o meglio per gambe – di Sergio Paulinho) gran parte del loro margine, fino a restare con appena un minuto a 30 km dalla conclusione.

Alla Tinkoff andava bene questa situazione (la fuga a un tiro di schioppo) e ha continuato a tenere gli attaccanti a portata di recupero; tra di essi, invece, le cose non andavano più così bene, e tra un tentativo di contrattacco e l’altro i 23 sancivano la fine delle speranze di successo, almeno per oggi.

 

La resistenza di Hermans, l’attacco di Chaves
La fuga è stata ripresa a 5 km dal traguardo, quando la salita era già iniziata da 600 metri e la Movistar aveva nuovamente rilevato la Tinkoff in testa al plotone. Hermans (quello che era messo meglio in classifica tra i 23, 22esimo a 6’55” alla partenza) ha provato a resistere ancora un po’ insieme a Bakelants, poi ai -4.5 se n’è andato proprio da solo, ma anche per lui non ci sarebbe stato niente da fare.

Proprio ai -5 (o qualcosa meno) dal gruppo è scattato Matvey Mamykin (Katusha), ma la sua azione non ha avuto ampio respiro: il ritmo di Rubén Fernández per la Movistar non permetteva grosse evasioni, e ai -2.9 ha permesso l’aggancio a uno stremato Hermans.

Si è dovuto attendere fino ai -1.8 per assistere finalmente allo scatto di un uomo di classifica, con Esteban Chaves (Orica) che ha imposto un interessante cambio di ritmo quando la strada – dopo una breve spianata – si è inerpicata verso la rampa finale al 15%.

Alejandro Valverde (Movistar) ha guidato in prima persona l’inseguimento di un gruppo che ormai era ridotto a una decina di unità, ma l’azione del colombiano è risultata essere particolarmente ficcante, visto che gli ha permesso di guadagnare quasi 20″.

 

L’affondo di Quintana, la reazione vincente di Froome
All’ultimo km è stato Leopold König (Sky) a rilanciare il ritmo in gruppo, quindi Valverde ha fatto un’altra trenata e ai 700 metri è partito secco Nairo Quintana, chiamando all’immediata reazione Chris Froome. Sono bastati 100 metri ai due per riportarsi su Chaves (che nel frattempo si era piantato), mentre Alberto Contador non è riuscito a saltare sul trenino buono.

Ai 600 metri Froome ha provato una sgasata, ma la maglia rossa ha risposto senza scomporsi più di tanto; da dietro quello che emergeva meglio era König, ma intanto la linea d’arrivo si avvicinava rapidamente ed era ormai il momento delle volate.

Quella per la vittoria ha premiato il migliore spunto di Froome, che ha così conquistato per la seconda volta il traguardo di Peña Cabarga (aveva già trionfato qui nel 2011, la sua prima vittoria in maglia Sky tra l’altro). Quintana è arrivato in scia all’avversario, quindi a 6″ Valverde ha preso di forza il terzo posto sprintando su König e Contador.

A 13″ ha chiuso Simon Yates (Orica), a 14″ Michele Scarponi (Astana), Chaves è arrivato a 19″ e la top ten è stata completata da Pierre-Roger Latour (AG2R) a 22″ e da Samuel Sánchez (BMC) a 30″; 11esimo David De La Cruz (Etixx) a 36″, e da citare anche il 14esimo posto di Davide Formolo (Cannondale) a 51″. Brutta giornata invece per Gianluca Brambilla, staccatosi già ai 3 km e arrivato poi a 5’14”.

 

Nella generale Froome scavalca Valverde
Nairo Quintana è ben saldo in maglia rossa, ma ora Froome lo guarda negli occhi, direttamente dal secondo posto, a cui è approdato scavalcando Valverde. 54″ secondi tra il primo e il secondo della generale, con il murciano a 1’05” e Chaves e Contador a inseguire (2’34” il ritardo di Esteban, 3’06” quello di Alberto). König continua a star lì aspettando l’evolversi degli eventi (è sesto a 3’09”), Yates sale al settimo posto a 3’25” e anche Scarponi approfitta della piccola defaillance di De La Cruz per guadagnare una posizione: 3’34” il distacco del marchigiano, 3’45” quello dello spagnolo; anche qui è Samu Sánchez a chiudere la top ten, a 3’56” da Quintana. Dopodiché i distacchi si fanno più ampi (Formolo tredicesimo paga 5’44”). Brambilla è crollato dall’undicesima alla 24esima posizione a 9’09”.

Domani, dopo quattro arrivi in salita consecutivi, la Vuelta approda ai Paesi Baschi con la 12esima frazione, la Los Corrales de Buelna-Bilbao di 193.2 km. Il percorso si presta alle fughe, anche se l’Alto El Vivero, da ripetere due volte negli ultimi 45 km, potrebbe chiamare all’azione qualche big. È una tipica salita da Giro dei Paesi Baschi, anzi diciamo che proprio l’intero finale è tipico della breve corsa a tappe locale; e lì in genere lo spettacolo non manca: vedremo se sarà così anche in questo caso.

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