L'arrivo vittorioso di Jens Keukeleire © Graham Watson
L'arrivo vittorioso di Jens Keukeleire © Graham Watson

Keukeleire nel nome del figlio

Vuelta, il belga vince a Bilbao al termine di una frazione movimentata. Terzo Felline, quarto Sbaragli

Dopo Peña Cabarga la Vuelta a España propone una tipologia di tappa assai rara nel corso di questa edizione: una frazione mossa e senza rampe di garage nel finale!!! E, come surplus, disputata nei Paesi Baschi, il che vuol finalmente dire copiosa presenza di spettatori a bordostrada. Le premesse per una frazione interessante c’erano tutte, e sono state confermate alla prova dei fatti. Ma allora si può fare spettacolo senza pendenze vicine al 30%!

Tanti attacchi ma nessuno si avvantaggia
Il via alle 12.51 da Los Corrales de Bulena in direzione Bilbao, con il traguardo posto dopo 193.2 km. Nel mezzo quattro gpm difficili e di media lunghezza, l’ultimo dei quali (Alto El Vivero, da affrontare due volte), con la cima posta a 13 km dal termine. Nel 2011 il finale affrontato fu simile e nell’ascesa decisiva si mise in luce un certo Christopher Froome che demolì in quell’occasione il plotone: solo Juan José Cobo, vincitore poi di quella Vuelta, fu capace di tenere il ritmo del britannico.

Tantissimi attacchi nei km iniziali: il più importante, partito al km 12 e annullato dal plotone (tirato dagli uomini Astana) al km 20, vedeva la presenza di ben quattordici elementi. Fra di loro Gianluca Brambilla (Etixx-Quick Step), Philippe Gilbert (BMC Racing Team), Sergey Lagutin (Team Katusha) e Pierre Rolland (Cannondale-Drapac). La situazione continua ad essere movimentata fino al km 39, in corrispondenza del quale inizia la prima difficoltà di giornata, il Puerto de las Alisas, vetta di prima categoria.

Parte la fuga: dentro Brambilla e due Sky
E anche nei tornanti all’insù si susseguono gli attacchi: prima sono il quasi padrone di casa Romain Sicard (Direct Énergie) e il redivivo Tejay van Garderen (BMC Racing Team) a provarci, poi si muovono una ventina di elementi fra cui ancora Brambilla, Omar Fraile (Dimension Data) e addirittura Alejandro Valverde (Movistar Team) ma anche in questa occasione il gruppo ha riportato all’ovile i battistrada.

Non succede così invece in un nuovo tentativo, composto da sei elementi: si avvantaggiano Darwin Atapuma (BMC Racing Team), l’onnipresente Gianluca Brambilla (Etixx-Quick Step), Kenny Elissonde (FDJ), Louis Meintjes (Lampre-Merida) e ben due elementi del Team Sky, vale a dire Peter Kennaugh e David López. Tattica che raramente si è vista messa in pratica in casa nerazzurra nel corso delle stagioni. Sui sei riesce a rientrare nel corso dell’ascesa Romain Hardy (Cofidis, Solutions Crédits), particolarmente pimpante in questi giorni.

Cade Atapuma, si ritirato Jeandesboz e Sénéchal
Hanno cercato di rientrare sulla testa anche Marcel Wyss (IAM Cycling) e l’eterno Haimar Zubeldia (Trek-Segafredo), ma per loro non c’è stato nulla da fare. Al termine della discesa al km 63 (i 10 punti in palio al gpm sono stati raggranellati da López) il margine dei sette era di soli 35″; aumenta fino a 2’14” al km 83 quando la fuga è alle pendici dell’Alto La Escrita, dove a transitare in testa è Elissonde, con un paio di minuti di vantaggio sul plotone.

Nella discesa il drappello perde un’unità: causa una (fortunatamente innocua) caduta e le successive visite all’ammiraglia per un cambio di bici e all’automedica per medicazioni, Atapuma perde irrimediabilmente terreno facendosi riprendere dal gruppo. A 85 km dal termine il gruppo, tirato dal Movistar Team, ha ridotto a 1’55” il ritardo dagli uomini al comando, gap che risale a 2’10” ai meno 70 km. Nel frattempo si sono registrati due ritiri, entrambi di corridori francesi: prima ha salutato l’ammalato Florian Sénéchal (Cofidis, Solutions Crédits), poi l’acciaccato Fabrice Jeandesboz (Direct Énergie).

Vanotti tira per tre e la fuga è alla portata del gruppo
Nell’ingresso a Bilbao nella coda del plotone si registra un piccolo incidente che costringe Andew Talansky (Cannondale-Drapac) a mettere piede a terra e a prendere qualche metro di distacco, poi agevolmente annullato. Anche in testa al gruppo c’è una novità: a dare un aiuto agli uomini della maglia rossa arriva un elemento dell’Astana Pro Team, vale a dire il campione lettone Gatis Smukulis. Per questo motivo ai piedi della prima scalata all’Alto El Vivero il margine degli uomini al comando si è ridotto sotto ai 2′.

Già nei primi tratti di salita perde sorprendentemente contatto Hardy, così come avviene qualche minuto più tardi per López. Il più attivo è Elissonde, che è anche colui che passa per primo allo scollinamento; sfortunatamente per le loro e ambizioni aumenta il lavoro dell’Astana Pro Team grazie ad Alessandro Vanotti. Il bergamasco tira il gruppo per tutti i 4200 metri transitando dopo 1’50” ai fuggitivi. Che tornano ad essere cinque nella discesa, visto che López, riuscito a gestirsi bene in salita, torna a fare capolino davanti.

Brambilla ultimo ad arrendersi, bell’attacco Devenyns. Contador ci prova
Nel declivio si fa sempre più pressante l’azione kazaka con Vanotti ed un altro azzurro, ossia l’abruzzese Dario Cataldo: il loro lavoro fa in modo che al passaggio al traguardo ai meno 29 km i cinque al comando vantano solo 30″ di vantaggio. Che si azzerano completamente ai meno 17.5 km, con Brambilla ultimo ad arrendersi giusto poche centinaia di metri prima dell’inizio dell’ultima asperità del giorno.

Il primo ad attaccare è Dries Devenyns (IAM Cycling), autore di una stagione fantastica: il belga va via in agilità e guadagna subito un bel margine sul gruppo, tirato dal solito José Joaquín Rojas. A lanciarsi all’inseguimento del futuro uomo Etixx ci prova Andrey Zeits (Astana Pro Team) subito marcato e saltato da George Bennett (Team LottoNl-Jumbo). Anche tra i big si cerca di movimentare la tappa: Alberto Contador prova un netto cambio di ritmo, ma il capitano della Tinkoff viene subito controllato e tenuto a bada da Daniel Moreno e Alejandro Valverde.

Il belga continua il tentativo, dietro non c’è accordo
Dopo il tentativo innocuo del madrileno vanno in avanscoperta altri uomini: il primo è il giovane russo Matvey Mamykin (Team Katusha) che viene seguito in vari momenti da Jan Bakelants (AG2R La Mondiale), David De la Cruz (Etixx-Quick Step), Davide Formolo (Cannondale-Drapac), Mathias Fränk (IAM Cycling), Daniel Moreno (Movistar Team) e Luis León Sánchez (Astana Pro Team). Allo scollinamento Devenyns conserva una ventina di secondi su Bennett, una trentina sul drappello dei sei ed una quarantina sul plotone.

In discesa nulla da fare per i contrattaccanti che vengono raggiunti dal gruppo: non così per Devenyns che ai meno 5 km, proprio quando termina la discesa, conserva 20″ su Bennett e 30″ sul plotone maglia rossa, tirato da Haimar Zubeldia per la Trek-Segafredo, che comprende una quarantina di elementi. Ma che non è organizzatissimo, vuoi per i pochi gregari a disposizione delle ruote veloci presenti e vuoi per i tentativi di evasione che si susseguono.

1300 metri di troppo, allora spazio alla volata. Vince un neopapà
Bennett viene ripreso prima dei meno 4 km, mentre 1000 metri più tardi sono solo dieci i secondi che Devenyns conserva. Il trentatreenne viene riassorbito ai meno 1.3 km, ma non dal plotone: a riacciuffarlo per primo è il sempre attivo Mamykin marcato stretto da Simon Yates (Orica-BikeExchange) e da Zubeldia. I quali, a loro volta, vengono ripresi ai meno 600 metri.

La volata parte ai meno 200 metri e appare subito caotica, vuoi per la ridotta presenza di velocisti: sul lato destro della carreggiata si lancia Jens Keukeleire e nessuno riesce ad avvicinarlo. Il belga della Orica-BikeExchange festeggia nel migliore dei modi la (prima) paternità arrivata giusto pochi giorni prima della partenza della corsa spagnola; per lui si tratta del secondo successo dell’anno dopo quello conquistato nella prima frazione del Giro di Slovenia.

Bouet secondo, delusi Felline e Sbaragli
Secondo posto per un arrabbiato Maxime Bouet: il francese della Etixx-Quick Step è uno scalatore dal più che buono spunto veloce. Per lui, prossimo sposo della Fortuneo-Vital Concept, si sarebbe trattato del modo migliore per approcciare la nuova avventura. Terzo e quarto posto per due corridori italiani, entrambi parimenti delusi visto che erano tra i più accreditati per il successo odierno: gradino più basso del podio per Fabio Felline (Trek-Segafredo) che continua a confermare di essersi messo alle spalle la caduta dell’Amstel Gold Race e quarto posto per Kristian Sbaragli (Dimension Data), che non è riuscito a ripetere la vittoria conquistata dodici mesi fa a Castellón.

A seguire sono giunti Luis León Sánchez (Astana Pro Team), Pello Bilbao (Caja Rural-Seguros RGA), Jan Bakelants (AG2R La Mondiale), Alejandro Valverde (Movistar Team), Silvan Dillier (BMC Racing Team) e Mathias Fränk (IAM Cycling).

Nessun problema per gli uomini di classifica che, per questo motivo, rimangono nelle medesime posizioni del mattino; Nairo Quintana è maglia rossa con 54″ di vantaggio su Christopher Froome, 1’05” su Alejandro Valverde, 2’34” su Esteban Chaves, 3’08” su Alberto Contador e 3’09” su Leopold König, con Michele Scarponi (Astana Pro Team) miglior italiano in ottava posizione a 3’34” dal capoclassifica. Domani altra frazione movimentata, seppur in misura minore rispetto ad oggi: da Bilbao a Urdax sono 213.4 km (prima volta oltre i 200 km) con tanto di 35 km in Francia.

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