Valerio Conti vince alla Vuelta © Graham Watson
Valerio Conti vince alla Vuelta © Graham Watson

Valerio, i Conti tornano

Fuga bidone alla Vuelta: vittoria per il promettente azzurro della Lampre. Il gruppo se la prende comoda

Arriva finalmente il tappone più atteso: da Urdax-Dantxarinea la carovana passerà l’intera giornata in Francia scalando il Col Inharpu, il Col du Soudet, il Col de la Marie-Blanque e il Col d’Aubisque: e proprio su questa mitica vetta pireanaica è posto il traguardo dopo 196 km. Finalmente una frazione disegnata nel solco della tradizione e dalla quale ci si attende molto.

Ma questo è domani: oggi, in una giornata presa con calma dal gruppo, la fuga si è potuta amministrare fino agli ultimi 30 km dove si sono giocati il successo. A prevalere è stato Valerio Conti, uno dei predestinati del ciclismo italiano: il romano della Lampre-Merida con un’azione decisa vince la sua prima corsa dell’anno, la terza da professionista dopo il Gp Beghelli 2014 e la quinta tappa del Tour of Japan 2015.

Si parte in ritardo, si parte veloci
La più lunga frazione della Vuelta a España 2016 si disputa tra Bilbao e Urdax-Dantxarinea: 213,4 km con pianura praticamente assente nella seconda metà di giornata nella quale saranno percorsi 35 km in Francia, come antipasto a quanto si vedrà domani. Quattro i gpm odierni concentrati nei 70 km che vanno dal km 93 al km 163, tutti di terza dì categoria.

Il km 0 viene raggiunto alle 12.17, quindi con 13′ di ritardo sulla tabella di marcia. Sin da subito iniziano a susseguirsi gli scatti e i controscatti per centrare la fuga, ma nessuno riesce a guadagnare più di qualche metro. Attorno al km 12 evadono solo per qualche km Silvan Dillier (BMC Racing Team), Tiago Machado (Team Katusha) e Romain Sicard (Direct Énergie). Al km 19 nasce un nuovo tentativo, composto da dodici elementi.

Dodici in fuga, ci sono Benedetti e Conti. Ed è quella buona
Si tratta di Michael Gogl (Tinkoff), Danilo Wyss (BMC Racing Team), Gatis Smukulis (Astana Pro Team), Tom Stamsnijder (Team Giant-Alpecin), Sergey Lagutin (Team Katusha), Jelle Wallays (Lotto Soudal), Yves Lampaert (Etixx-Quick Step), Vegard Stake Laengen (IAM Cycling), Valerio Conti (Lampre-Merida), Stéphane Rossetto (Cofidis, Solutions Crédits), Cesare Benedetti (Bora-Argon18) e Romain Cardis (Direct Énergie).

Costoro vengono lasciati andare dal plotone che, dopo qualche resistenza (al km 24 è di 17″), diventa subito importante: 1’10” al km 29, 2’40” al km 32, 4’40” al km 35 e 9’37” al km 57. Il gruppo sembra volersi prendere una giornata il più tranquilla possibile e darla subito vinta ai fuggitivi: anche a squadre come Dimension Data, Orica-BikeExchange e Trek-Segafredo, che hanno uomini veloci e non sono coperte in fuga, evidentemente non interessa l’inseguimento.

Lagutin miglior scalatore, il gruppo si rilassa
La tranquillità continua a regnare sovrana nel plotone, come testimonia il margine: si passa da 12’30” al km 64 a 14’37” al km 74 a 15’44” al km 84. In vetta al primo gpm, l’Alto Monte Igueldo (km 99) con Lagutin che precede Stamsnijder e Smukulis, il gap ha toccato i 18’15”, margine che si mantiene pressoché inalterato al km 110 a San Sebastián dove è piazzato il traguardo volante (vinto da Cardis su Benedetti e Stake Laengen).

In cima all’Alto di Aritxulegi (km 130) Lagutin passa davanti a Rossetto e Wallays; il gruppo ha invece oltrepassato la barriera dei 20′ di ritardo, transitando a 20’26”. Cambia poco sull’Alto de Angiña (km 139), visto che Lagutin è ancora primo davanti a Conti e Benedetti mentre il plotone si riavvicina (per modo di dire) a 19’15”. Sul Puerto de Lizaieta (km 181) Lagutin fa quattro su quattro portandosi così in vetta alla classifica degli scalatori. Il ritardo del plotone è risalito a 20’37”.

Abbandona Waeytens, attacca Conti
Mentre dietro si ritira il belga Zico Waeytens (Team Giant-Alpecin) il drappello di testa passa per la prima volta sotto il traguardo ed è ai meno 30.5 km che si registra il primo attacco: prova ad avvantaggiarsi Rossetto, che corre pur avendo sedici punti di sutura sulla coscia sinistra rimediati nella tappa di Lagos di Covadonga. Il francese però non fa strada, venendo presto ripreso: più interessante il tentativo di Gogl e Wallays che riescono ad accumulare 15″ di vantaggio.

Continuano i tentativi, che vedono molto attivo Wyss. Ma in un tratto in salita attacca Valerio Conti: l’azzurro riesce ad andarsene senza che nessuno riesca a prendergli la ruota. Il laziale se ne va prendendosi un bel margine; al suo inseguimento si forma un gruppetto con Gogl, Lagutin, Lampaert, Stake Laengen e Wyss mentre gli altri sei sono più attardati. Il gruppo continua la giornata di recupero attivo visto che il distacco in questa fase supera i 23′.

Conti continua e nessuno lo prende: che vittoria!
Nella discesa Conti aumenta il proprio vantaggio transitando ai meno 10 km con 40″ di margine; nell’ultimo strappetto l’ottimo gregario di Diego Ulissi al Giro d’Italia continua a spingere portandosi a ridosso del minuto di vantaggio, come testimonia l’arrivo dell’ammiraglia guidata da Bruno Vicino. Dietro Gogl cerca di staccarsi, provocando la perdita di contatto di Lampaert ma non facendo abbassare il gruzzoletto del figlio e nipote d’arte.

Che non cessa di spingere e solo negli ultimi 300 metri inizia a scuotere la testa prima di tagliare il traguardo indicando lo sponsor della famiglia Galbusera. Per lui una corsa stupenda in una prova che gli è cara già dal 2014 quando partì, da debuttante, con il dorsale numero 1 in quanto sostituto di Chris Horner.

Secondo posto per Wyss, settimo Benedetti
Alle sue spalle possono giocarsi solo il secondo posto: nella discesa ha saputo rientrare Yves Lampaert e il belga lancia un lungo sprint, venendo però superato da Danilo Wyss, Sergey Lagutin, Michael Gogl e Vegard Stake Laengen, tutti a 55″. Settimo a 1’02” Cesare Benedetti, ottavo Jelle Wallays e nono Gatis Smukulis, entrambi a 1’04”, decimo a 1’08” Stéphane Rossetto.

Dopo gli ultimi due reduci della fuga (Tom Stamsnijder a 1’27” e Romain Cardis a 3’04”) il gruppo giunge con ben 33’54” di ritardo, secondo gap massimo nei grandi giri in questo millennio. Meglio solo la Colmar-Pontarlier del Tour de France quando, nella frazione vinta da Erik Dekker, il plotone tagliò il traguardo 35’54” dopo l’olandese. Non cambia nulla in classifica, con Nairo Quintana che guida con 54″ su Christopher Froome e 1’05” su Alejandro Valverde. Domani si muoverà qualcosa?

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