Il gruppo in una tappa della Vuelta © Graham Watson
Il gruppo in una tappa della Vuelta © Graham Watson

Nessuna sorpresa: la giuria della Vuelta riammette i corridori fuori tempo massimo

Con una decisione scontata ma decisamente ingiusta la giuria della Vuelta a España ha deciso di riammettere tutti i 91 corridori giunti oggi fuori tempo massimo. Costoro se la sono presa decisamente comoda, visto che hanno tagliato il traguardo di Formigal dopo oltre 53′ il vincitore Gianluca Brambilla. Ossia ben 22′ dopo il limite del tempo massimo.

Il pensiero va ai corridori non scalatori ma che hanno dato tutto oggi per rimanere dentro il tempo massimo: basti citare Daniele Bennati, Quentin Jaurégui, Jens Keukeleire e Christoph Pfingsten, decisamente tutto fuorché scalatori. Eppure capaci di terminare 30′ prima dei colleghi ritardatari.

Giusto per dare l’idea, la media tenuta da Brambilla è stata di 40.785 km/h; quella tenuta dagli ultraritardatari di 30.850 km/h. Media peggiore di molti cicloamatori in una giornata caratterizzata da condizioni meteorologiche ideali.

Non è la prima volta che le giurie si fanno intenerire: al Tour 2011 una medesima situazione vide 88 ciclisti giunti fuori tempo massimo nella Pinerolo-Galibier, anche se allora si parlò di un ritardo inferiore ai 3′. Diverso fu il caso al Giro 2003 quando 34 corridori, compresa la maglia ciclamino di Alessandro Petacchi e corridori del livello come Daniele Bennati, Dario David Cioni e Matteo Tosatto, oltre un giovanissimo Bradley Wiggins, vennero mandati a casa al termine della Vicoforte-Chianale.

Tra chi si è rimasto attardato, nota di merito (si fa per dire) alla Direct Énergie e al Team Sky, capaci di mettere 7 uomini tra i ritardatari. 6 a testa per Bora-Argon 18, Lotto Soudal e Team LottoNl-Jumbo. Migliore il Movistar Team, con il solo José Herrada giunto nel gruppetto.

Non tutti l’hanno presa bene: giustamente arrabbiato Jan Bakelants, giunto oggi ventesimo, a cui fa eco Thomas De Gendt, arrivato al quarantaquattresimo posto.

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