Mathias Frank vincitore sul muro di Mas de la Costa @ Bettiniphoto
Mathias Frank vincitore sul muro di Mas de la Costa @ Bettiniphoto

Fränko tiratore

Lo svizzero azzecca il colpo giusto e vince alla Vuelta. Quinto posto per Cataldo, i big si controllano

Dopo una frazione interlocutoria e un giorno di riposo, i corridori ancora presenti alla Vuelta a España hanno affrontato, sotto il sole cocente, la diciassettesima tappa da Castellón al Camins de Penyagolosa. 177.5 km ondulati ma non impegnativi, ad eccezione degli ultimi 3.8 km: questi compongono l’Alto Mas de la Costa, classica rampa di garage della Vuelta con pendenza media del 12.5% e tratti al 21%, per giunta da oltrepassare pedalando su uno sfondo di cemento.

Non parte Van Emden, non parte la fuga…
Subito dopo il via ufficiale alle 13.07, al quale non si è schierato Jos Van Emden (Team LottoNl-Jumbo), iniziano i primi scatti: a dar fuoco alle polveri è Tiago Machado (Team Katusha) che ci prova assieme ad altri sei elementi al km 3 non prendendo margine. Così come nulla da fare pochi minuti dopo per Axel Domont (AG2R La Mondiale), Lilian Calmejane (Direct Énergie), Omar Fraile e Jaco Venter (Dimension Data), seguiti da Kenny Elissonde (FDJ) e Pieter Serry (Etixx-Quick Step).

Nella prima ascesa di giornata, l’Alto de Desierto de las Plamas (km 20), si muovono Gianluca Brambilla (Etixx-Quick Step) David López (Team Sky), Matvey Mamykin (Team Katusha) e Yuri Trofimov (Tinkoff) ma anche in questo caso non vanno lontano. Allo scollinamento i 5 punti in palio vengono presi da Fraile che, superando Alexandre Geniez (FDJ) e Trofimov, si porta a soli 3 punti dalla maglia a pois di Elissonde. Continua a non formarsi la fuga fino al km 36, quando nasce il tentativo del giorno.

Fino al km 36. Davanti anche Cataldo, Gesink, König e Sbaragli
Sono ben ventisette gli attaccanti: Imanol Erviti e José Herrada (Movistar Team), Michael Gogl (Tinkoff), Michal Golas e Leopold König (Team Sky), Silvan Dillier (BMC Racing Team), Robert Gesink e Bram Tankink (Team LottoNl-Jumbo), Magnus Cort Nielsen e Simon Gerrans (Orica-BikeExchange), Dario Cataldo (Astana Pro Team), Mathieu Ladagnous (FDJ), Haimar Zubeldia (Trek-Segafredo), Axel Domont (AG2R La Mondiale), Pavel Kochetkov (Team Katusha), Bart De Clercq (Lotto Soudal), Kristian Sbaragli (Dimension Data), Clément Chevrier, Mathias Fränk e Marcel Wyss (IAM Cycling), Kristijan Durasek (Lampre-Merida), Stéphane Rossetto (Cofidis, Solutions Crédits), Christoph Pfingsten e Scott Thwaites (Bora-Argon 18), Pello Bilbao e Jaime Rosón (Caja Rural-Seguros RGA) e Perrig Quemeneur (Direct Énergie).

Costoro hanno 24″ di vantaggio sul gruppo al km 42 che diventano 4′ al km 62: sui battistrada provano a riportarsi anche Maxime Bouet (Etixx-Quick Step) e José Mendes (Bora-Argon 18). Semaforo rosso per il portoghese mentre il francese riesce a rientrare al km 66. In vetta alla seconda asperità, l’Alto de la Sarratella (km 82.5), è Sbaragli che passa per primo, davanti a Pfingsten e Erviti. Il gruppo giunge dopo circa 5’25”.

Il vantaggio cresce, dietro lavora la BMC (a cui manca Van Garderen)
E continua ad aumentare il vantaggio del gruppo di testa toccando i 7’24” ai meno 70 km. Anche nella terza salita, l’Alto de Benasal (km 109), è Sbaragli che si prende il bottino massimo davanti a Pfingsten e a Ladagnous in una giornata poco significativa per il destino della classifica degli scalatori. Alle loro spalle il gruppo non è più controllato dagli uomini del Movistar Team: si danno da fare gli elementi del BMC Racing Team, interessati a difendere la vetta della graduatoria a squadre dall’attacco proprio dei navarri, presenti davanti con due atleti.

Ma la formazione elvetico-statunitense aveva perso nel corso dei primi 50 km uno degli otto ancora in gara: ha salutato la compagnia Tejay van Garderen, protagonista dell’ennesima corsa senza mordente. A lavorare così sono così soprattutto il vincitore di lunedì Jempy Drucker e Danilo Wyss, che fanno in modo di portare il gap sotto ai 6′ ai meno 55 km.

Cataldo e Fränk cercano il colpaccio
I rossoneri diminuiscono però l’incedere e il margine tocca a scavallare la barriera sopracitata ai meno 45 km, riscendendo a 5’45” ai meno 30 km. Proprio quando davanti iniziano gli scatti: a muoversi per primo è Bouet che però non si avvantaggia. In contropiede si lancia Cataldo sul quale si riporta Fränk: l’abruzzese e lo svizzero creano un gap e collaborano, facendo in modo di avere ai meno 25 km 15″ sugli ex compagni di fuga e 5’40” su gruppo maglia rossa, sempre tirato da Drucker aiutato da Darwin Atapuma.

Riescono a guadagnare, Cataldo e Fränk, che ai meno 20 km hanno raddoppiato il vantaggio sugli inseguitori e sono tornati a possedere 6′ sul gruppo, margini mantenuti inalterati anche ai meno 15 km e ai meno 10 km, nonostante il lavoro svolto da Golas e Tankink nel plotone di mezzo e da Atapuma in quello dietro. Al traguardo volante di Llucena ai meno 8.9 km gli inseguitori, dai quali si è staccato uno sfinito Tankink, passa a 25″ mentre il gruppo, ora tirato dagli Orica-BikeExchange, ha accelerato transitando dopo a 5′.

Fränk attacca e se ne va, dal gruppo ci prova Hermans
Ai meno 3.8 km inizia, con una deviazione sulla sinistra della carreggiata, la arcigna salita che presenta subito pendenze a doppia cifra, per giunta su una sede stradale assai ristretta. Cataldo e Fränk possono contare ancora su 22″ di vantaggio e vanno su affiancati; altrettanto il gruppo fino ai meno 3.3 km quando attacca, sorprendentemente, Sbaragli sul quale si riporta Bilbao. Il gruppo inizia al salita 4’25” dopo con il solito José Joaquín Rojas (Movistar Team) in prima posizione.

Si spezza ai meno 2.8 km la coppia di testa, con Fränk che si avvantaggia, così come fa Bilbao con Sbaragli che viene ripreso e saltato dagli altri uomini del drappello. Va avanti senza indugio lo svizzero, passando ai meno 2 km con una dozzina di secondi su Cataldo e 20″ sugli inseguitori dove il più pimpante pare Gesink. Nel frattempo il gruppo principale è ridotto quasi ai minimi termini, con Ben Hermans (BMC Racing Team) e Matvey Mamykin (Team Katusha) che guadagnano una manciata di secondi; la coppia dura fino ai meno 2.2 km quando il belga distanzia il russo.

Lo svizzero continua e va a vincere, Cataldo quinto
Cataldo viene ripreso da Gesink, Herrada e König ai meno 1.2 km con Fränk sempre davanti con 15″. Gesink mostra di stare finalmente bene staccando i tre colleghi sotto l’arco dell’ultimo km provando a lanciarsi sul battistrada; ma l’olandese non ce la fa e anzi, viene ripreso da König ai meno 300 metri. Con somma gioia di Fränk che può andare a cogliere un meritato successo per lui e per l’IAM Cycling: un enorme peccato che tale formazione chiuda a fine stagione, in quello che è stato il miglior anno della breve storia.

Dietro allo svizzero, che fa sventolare la bandiera rossocrociata in una frazione montagnosa della Vuelta per la prima volta nel terzo millennio (l’ultimo fu Alex Zülle nel 1999), al secondo posto a 6″ giunge Leopold König, a 11″ Robert Gesink, a 14″ Pello Bilbao, a 16″ Dario Cataldo, a 29″ José Herrada, a 48″ Axel Domont, a 57″ Bart De Clercq, a 1’02” Kristijan Durasek e a 1’04” Haimar Zubeldia.

Contador attacca ma non guadagna. Classifica immutata, Scarponi guadagna un posto
Il gruppo dei big conosce un cambio di ritmo attorno ai meno 1500 metri: merito di Alberto Contador (Tinkoff) che attacca e in un battibaleno raggiunge Hermans e Mamykin. Il madrileno riesce a guadagnare qualche secondo fino a quando su di lui non si riportano Esteban Chaves (Orica-BikeExchange) e Nairo Quintana (Movistar Team), in un’azione originata dalla maglia rossa. Come ormai di consueto, Christopher Froome (Team Sky) sale del suo ritmo prima perdendo terreno e poi, ai meno 800 metri, rientrando sui tre rivali.

Succede lo stesso nel tratto finale: ai meno 600 metri accelera Chaves subito seguito da Contador e Quintana mentre il britannico li lascia sfogare e li va a riprendere ai meno 50 metri dal termine, arrivando con loro a 3’27” dal vincitore di giornata. Il migliore degli altri uomini di classifica è l’esperto Jean-Christophe Péraud che arriva a 4’05”. A seguire Ben Hermans a 4’15”, Michele Scarponi a 4’16”, Andrew Talansky a 4’18”. Matvey Mamykin a 4’20”, Davide Formolo e Simon Yates a 4’23”, Daniel Moreno a 4’25”, Alejandro Valverde a 4’57”, Sergio Pardilla a 4’31”, George Bennett a 4’44”, David De la Cruz a 4’56”, Luis Ángel Maté a 4’59”, Egor Silin a 5’10” e un deludente Samuel Sánchez a 5’27”.

Invariate le prime quattro posizioni di classifica: Quintana conserva 3’37” su Froome, 3’57” su Chaves e 4’02” su Contador. Yates ora è a 6’03”, Talansky a 7’34”, Sánchez a 8’12”, Formolo a 8’13”, Scarponi a 8’28” e De la Cruz a 8’52”. Domani nuova giornata agevole: da Requena a Gandía 200.6 km riservati ai velocisti o, se ne avessero forza e voglia, ad altri coraggiosi fuggitivi.

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