Chris Froome vince la crono © Twitter
Chris Froome vince la crono © Twitter

Froome riapre i giochi

Nella crono della Vuelta il britannico sfodera una gran prestazione e ora è a 81″ da Quintana: domani la sfida finale

E il giorno della tanto attesa cronometro arrivò: scalatori in difesa, passisti all’attacco, per cercare di muovere le acque prima del redde rationem di domani. La Xàbia a Calp, in un percorso di 37 km sotto un caldo cocente e in una giornata ventosa, ha riaperto la lotta per la Vuelta a España che, prima del via, pareva essere semichiusa. Niente di più sbagliato, quando a pedalare c’è Christopher Froome

Boaro non bene, Lampaert sì
Primo a partire alle 13.47 è stato il canadese Svein Tuft, una volta cronoman ma, con l’incedere dell’età, il trentanovenne della Orica-BikeExchange ha maggiormente privilegiato le doti da gregario. Primo tempo degno di nota Christophe Riblon (AG2R La Mondiale) che fa registrare un parziale di 50’53”. Dopo una decina di minuti lo batte Manuele Boaro: il veneto della Tinkoff si ferma però a 50’03”, tempo non eccezionale come dimostra il nettissimo miglioramento pochi istanti dopo il suo arrivo.

Questo perché taglia il traguardo Victor Campenaerts, giovane specialista di tale esercizio: il belga del Team LottoNl-Jumbo stampa un tempo di 48’20” che diventa di gran lunga quello di riferimento. Per una mezz’oretta l’ex della Topsport rimane tranquillo fin quando a dargli noia è un coetaneo, connazionale nonché ex compagno di squadra tra i fiamminghi. Yves Lampaert migliora infatti i parziali del rivale e si insedia in prima posizione andando sotto per 1″ alla barriera dei 48′.

Ludvigsson va bene, Castroviejo ancor meglio
Discreti specialisti come Daniele Bennati (Tinkoff), Dries Devenyns (IAM Cycling), Moreno Moser (Cannondale-Drapac), Vegard Stake Laengen (IAM Cycling) e Silvan Dillier (BMC Racing Team) vanno lontani. Si inseriscono in discreta posizione sia Thomas De Gendt (Lotto Soudal) che Riccardo Zoidl (Trek-Segafredo) che rispettivamente concludono con 49’06” e 49’03”.

La “pacchia” per Lampaert termina attorno alle 16.15 quando arriva Tobias Ludvigsson: lo svedese, complice un esercizio in continuo crescendo, riesce a superare il belga per meno di 2″, facendo diventare il suo 47’57” il tempo da migliorare. E puntualmente vi riesce nell’intento dopo un quarto d’ora Jonathan Castroviejo: lo spagnolo del Movistar Team migliora in maniera netta tutti gli intermedi e conclude con un eccellente 47’17”, ben 40″ più rapido dell’uomo del Team Giant-Alpecin.

Così così Scarponi, maluccio Formolo
Troppo forte l’iberico per Fabio Felline (Trek-Segafredo), Leopold König (Team Sky) e Luis León Sánchez che comunque non sfigurano timbrando rispettivamente 48’31”, 48’24” e 48’43”. Tra i primi venti della classifica generale non vi è praticamente alcuno specialista: due che avrebbero potuto ben figurare come Alejandro Valverde (Movistar Team) e Ben Hermans (BMC Racing Team) non sono però nella giornata della vita, sfilando ad oltre 2′ da chi è al comando.

Tra chi si trova nella top 10 della generale il primo a percorrere il tracciato è David De la Cruz (Etixx-Quick Step) che si difende come può con 50’08”. Peggio di lui fa Michele Scarponi: il marchigiano dell’Astana Pro Team segna un 50’22”, dal quale forse qualcosina si poteva limare. Chi invece va peggio delle attese è Davide Formolo: il veronese della Cannondale-Drapac, pur non essendo un drago in tale disciplina, naufraga con 51’50” uscendo dalla prima pagina della graduatoria.

Sánchez in lacrime, Talansky sorride
C’è chi riesce a far peggio del veneto: è, ahilui, Samuel Sánchez. Il veterano asturiano stava facendo una più che discreta prova, pagando al secondo intermedio meno di 50″ da Castroviejo. Ma nella fase finale, in un tratto non inquadrato dalle telecamere, scivola rovinosamente battendo il lato sinistro del corpo. Per lui ultimi km in piena sofferenza, impolverato, sanguinante e in lacrime: 53’02” è il suo tempo, e non è detto che sia anche il preludio ad una non partenza domani.

Prima dello spagnolo del BMC Racing Team passa Andrew Talansky che esce con il morale alle stelle dopo la prova: il suo 48’27” lo fa dormire sogni tranquilli per quel che riguarda la top 6 finale. E, con la non buona prestazione di Simon Yates, dà un’ulteriore spinta allo statunitense della Cannondale-Drapac. Perché il britannico della Orica-BikeExchange conclude in un insufficiente 50’18”.

Contador bene, Chaves no. Froome strapazza tutti
Parte forte Alberto Contador, pagando solo 3″ da Castroviejo al primo stop del cronometro; ma con il passare dei km il madrileno della Tinkoff va in calando, chiudendo comunque in maniera soddisfacente con 48’30”. Non altrettanto bene riesce a fare Esteban Chaves: il colombiano della Orica-BikeExchange si difende come può con un tempo di 49’46”, ma certamente non può sfoggiare con il solito sorriso.

Chi, invece, può tranquillamente dare pubblica mostra della dentatura è Christopher Froome: sin dai primissimi metri il keniano bianco pare un uomo in missione e gli intertempi danno ragione alle sensazioni. 28″ meglio di Castroviejo al primo parziale, che diventano 39″ al secondo e 44″ all’arrivo. Uno spaziale 46’33”, ad una media di 47.7 km/h, gli permette di riaprire i giochi di classifica.

Quintana si difende ma ora è incalzato
Perché Nairo Quintana può, in un percorso simile, difendersi sino ad un certo punto: i suoi parziali recitano 46″ da Froome al primo intermedio, 1’33” al secondo e 2’16” al traguardo dove è undicesimo. Ritmo regolare e senza andare in riserva, conscio della forza del rivale e del cospicuo margine che ha potuto amministrare nella giornata odierna.

Ma che, giocoforza, domani sarà ben più che dimezzato: il colombiano del Movistar Team ora guida con 1’21” su Christopher Froome, margine che non può far dormire sogni tranquilli. Al terzo posto a 3’43” è salito Alberto Contador che, stando ai proclami dei giorni scorsi, non si accontenta del gradino più basso del podio: cercherà di riproporre il tranello visto nella frazione di Formigal anche nel giorno sabbatico?

Talansky quinto, Scarponi settimo. Domani l’Alto de Aitana
Il resto della classifica vede Esteban Chaves a 4’54” e ormai tranquillo di tale piazzamento perché il quinto, Andrew Talansky, è a 7’12” e deve difendersi da Simon Yates che lo insegue a 7’32”. Nonostante la giornata non eccellente scala posizioni Michele Scarponi: l’Aquila di Filottrano è settimo a 10’01”, tallonato da Daniel Moreno a 10’08” e da David De la Cruz a 10’11”. Chiude la top 10 a 11’14” Davide Formolo.

Domani, come detto, la sfida finale: da Benidorm, località tanto cara al ciclismo italiano, all’Alto de Aitana: 193 km con tre salite di seconda categoria nella prima metà di gara che possono far venire l’appetito a qualcuno. Una ulteriore asperità della medesima difficoltà che termina ai meno 45 km dal traguardo e a cui seguono solamente tratti di discesa e salita.

Quella finale, lunga 21 km (una rarità nella carrera spagnola) dalla pendenza media del 5.9% e pressoché costante nella seconda metà, dove si è sempre all’8% di pendenza media. Lo scenario giusto dove sparare le ultime cartucce prima della passerella madrilena.

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