Quintana allunga su Froome al traguardo © Bettiniphoto
Quintana allunga su Froome al traguardo © Bettiniphoto

Aitana incorona Quintana, Chaves idolo di giornata

Attacco del capitano Orica a 45 km dalla fine e podio ai danni di Contador. Il giovane Latour vince la tappa, Felline terzo assapora la maglia verde

 

Poteva essere una giornata a tutta Colombia, con Quintana che andava a conquistare la seconda Vuelta campesina a 30 anni di distanza da Luis Alberto Herrera ed Esteban Chaves che siglava un numero spettacolare partendo a 40 km dal traguardo per andare a prendersi il suo secondo podio stagionale in un GT. A mangiarsi la ciliegina sulla torta è stato però Pierre Latour, talento francese in mano all’Ag2r, che ha strappato il successo, dopo un duello rusticano, al più esperto nonché rognoso Darwin Atapuma. Una sensazione di deja-vu per lo scalatore BMC, che anche al Giro, sulla salita di Sant’Anna di Vinadio, si è dovuto piegare all’ultima tappa utile ai rapporti impossibili di Rein Taaramae. Un finale emblematico di una Vuelta che temevamo risultasse noiosa come il Tour e invece ci ha gustato alquanto, col duello tra Quintana e Froome risolto dal colpo di mano di Formigal e i continui capovolgimenti di fronte tra Chaves e Contador per il podio, terminati alla penultima tappa che ha sancito la superiorità del giovane sul più vecchio. Un Contador che aveva fatto bene i conti sul ritiro, e che dovrà accontentarsi di un 2017 da chioccia, come fu Ivan Basso per lui, con quale casacca ancora non si sa.

Lussazione per Samu Sanchez, non parte
Gasato dalla mirabolante prova a cronometro di ieri, Froome non intendeva arrendersi oggi all’esito delle 19 tappe passate di questa Vuelta ed ha giocato tutte carte in suo possesso per tentare di mettere in difficoltà Quintana, anche se rispetto al Tour le parti si sono invertite e la superiorità anche di squadra del colombiano è risultata evidente. Chi invece si è dovuto arrendere all’evidenza di una radiografia è il povero Samuel Sánchez, caduto ieri nel finale della crono valenciana: un ruzzolone che gli è valso una lussazione alla clavicola. Senza questa caduta, l’asturiano avrebbe concluso la Vuelta in top ten. Una perdita quasi doppia per la BMC invece, che ha rischiato di perdere all’ultima tappa la leadership della classifica a squadre.

Sky irrequieta, Fraile riconquista la maglia a pois
Sulla prima salita, il Coll de Rates, si scatena la bagarre per avviare la fuga, ma soprattutto la lotta per la maglia a pois, che vede combattere punto su punto Omar Fraile e Kevin Elissonde da più di una settimana: in questo frangente è lo spagnolo a scollinare per primo e prendere 5 punti che risulteranno decisivi per superare il rivale, il quale paga un momento di appannamento. In discesa si avvia la macchina Sky, che spezza il gruppo e sorprende Contador, costringendo la Tinkoff a chiudere. Dopodiché sulla seconda salita, l’Alto de Vall de Ebo, Kennaugh e Konig tenteranno di portare via una fuga, ma vengono controllati da Valverde e Daniel Moreno. Gli unici a riuscire ad evadere in questa fase sono Luis León Sanchez Gil (Astana), uno degli uomini più combattivi di questa Vuelta, e Rudy Molard (Cofidis). Gli animi degli Sky finalmente si chetano, e quando il duo arriva a prendere più di un minuto, parte un contropiede più corposo, composto da Joaquin Rojas (Movistar), Pierre Latour (AG2R), David Lopez (Sky), Darwin Atapuma (BMC), Yury Trofimov (Tinkoff), Damien Howson (Orica), Fabio Felline (Trek), Lilian Calmejane (Direct Energie), Valerio Conti (Lampre), Clement Chevrier (IAM), Mathias Frank (IAM), Benjamin King (Cannondale), Bart de Clercq (Lotto Soudal), Pavel Kochetkov (Katusha) e Robert Gesink (Lotto NL). Ad essi si aggrega all’ultimo momento Kenny Elissonde, ma è troppo tardi per prendere punti sul terzo Gpm di giornata, l’Alto de Tollos.

Frattura esposta di tibia e perone per Rojas Gil
Comincia così una fase di gara tranquilla per il gruppo ed in costante tensione per i fuggitivi, visto che i due di testa non hanno alcuna intenzione di farsi riprendere dai 16 inseguitori (rovinando i piani a Ellissonde, tra l’altro). Mentre il vantaggio sul gruppo Quintana si dilata, sfiorando i 14′, tra i primi e gli insegutori si mantiene sempre una distanza di un paio di minuti. In questa fase ci rimette tibia e perone José Joaquin Rojas, cadendo in un tratto in discesa a 100 km dall’arrivo e finendo fuori strada. La Movistar lascia il controllo della corsa alla Orica, lasciando intendere che gli australiani preparino uno scherzetto a Contador come avvenne già nella tappa dell’Aubisque. Ed infatti…

Le mosse della Orica, l’attaco di Chaves
Sul Puerto de Tudons, che altro non è se non una frazione di un altro versante dell’Alto de Aitana, gli uomini di Chaves fanno esplodere lo stanco gruppo: rimangono neanche in 30 con Contador isolato. È il momento propizio per Chaves, che scatta anche se mancano ancora 45 km. Il madrileno non sa cosa fare: prima scatta, poi si rende conto che è il modo migliore per distruggersi e aspetta il rientro di Trofimov dal gruppo dei fuggiaschi. Ma anche Chaves ha una carta da giocare ed è Howson, che dalla discesa del Tudons fino alle prime rampe dell’Aitana sarà determinante per far dilatare il margine del compagno, facendolo arrivare a 2′ sul gruppo Quintana tirato da Trofimov.

Duello rusticano tra Atapuma e Latour
Nel frattempo, l’inseguimento tra gli uomini di testa e gli inseguitori prosegue sul Tudons, con l’unica nota dell’assurdo incidente accorso a Clement Chevrier, il quale ha urtato un beota in mezzo alla strada per farsi vedere dalle telecamere mentre era in testa al gruppo. L’ultima salita è fatale al duo Sanchez Gil-Molard, con lo spagnolo che prova ad andare su del suo passo, tallonato a distanza da Valerio Conti. La musica cambia allo scollinamento del Tudons (5 km all’arrivo), con Sanchez Gil che esplode e Fränk, Atapuma e Latour che rientrano e sorpassano anche Conti. È Atapuma a prendere il pallino della situazione, con lo svizzero che non riesce a stargli dietro, a differenza del giovane francese. E mentre i due si bastonano di santa ragione, dietro si intravede un sornionissimo Felline (distanze lunghe e salite lunghe sono il suo terreno ideale) che quasi li riprende all’ultimo chilometro, salvo poi scoppiare alle ulteriori accelerazioni di Latour. Che negli ultimi 200 metri apre il gas per l’ennesima volta e va a prendersi il suo secondo successo da professionista, staccando di 2″ Atapuma e di 17″ Felline.
Latour dunque come Elissonde tre anni fa, per la terza vittoria francese in questa Vuelta: chissà che il futuro sia più favorevole a questo cavallo di razza, mentre il connazionale oggi ha perso la maglia a pois per un punto, con Fraile che si conferma per il secondo anno di fila. Un altro cambio di maglia è quello della verde: tra il terzo posto al traguardo volante e quello finale, Felline conquista questo inaspettato traguardo, arrivando a quota 100 contro i 97 di Quintana ed i 93 di Valverde; ma gli toccherà sprintare domani, per difendersi dall’inesauribile fame di successi dell’Embatido, che la maglia verde l’ha indossata tre volte negli ultimi 4 anni.
Gli altri della fuga?  Solo in 8 non vengono ripresi da Chaves. Frank giunge a 40″, Gesink a 1’03”, De Clercq a 1’28”, Molard a 2’02” e Calmejane a 3’01”.

Quintana controlla tutte le frullate
Chaves continua la sua cavalcata senza perdere nemmeno un secondo nella prima fase della salita, che vede il suo compagno Yates scattare più per rovinare il ritmo di Trofimov che per impensierire il quinto posto di Talansky. Negli ultimi 5 km, la faccenda si anima, con König che allunga, Contador che si porta sotto e Quintana che chiude il buco: ne nasce la prima frullata di Froome, alla quale Quintana risponderà con altrettanta agilità. Ne seguiranno altre due, con lo stesso esito, coi due che staccano tutti gli altri. Chaves arriva dunque a 3’17”, Quintana a 4’03” permettendosi con uno scattino di staccare di due secondi Froome sul traguardo, plaudente al rivale più che al suo terzo secondo posto alla Vuelta in 6 anni, per lui ormai una bestia nera. Talansky stacca Contador e giunge a 4’34”, contro i 4’41” del madrileno, che perde la terza posizione finale per 13″. Poi Yates a 5’04” e De La Cruz a 5’10”. Finale calante per gli italiani in classifica: Formolo chiude la tappa 24esimo a 6’06” ma mantiene la top ten, diversamente da Scarponi che chiude a 9’35”: era in crisi già sul Tudons.

Davide Formolo chiude nono
La generale si delinea dunque così: Quintana batte Froome per 1’23”, Esteban Chaves di 4’08” e Contador di 4’21”. Talansky conferma una non deprecabile quinta piazza a 7’43”, mentre Simon Yates si dimostra abile non meno del fratello in un Gt: chiudendo sesto a 8’33” è la maglia bianca “virtuale” della corsa spagnola (quella reale, della classifica combinata, andrà ovviamente a Quintana). Morale alto anche per David De La Cruz, settimo a 11’18”, che potrà raccontare un giorno di aver fatto classifica anche in un GT; si conferma ottavo a 13’04” Daniel Moreno, miglior gregario di Quintana in classifica, mentre Formolo nono a 13’17” è il miglior italiano. George Bennett, da buon vicario di Kruijswijk, si piazza in top ten a 14’07”, superando un altro vicario, Scarponi, undicesimo a 15’33”.  Dopo c’è Valverde, 12esimo a 15’57” ma solo per la crisi nella tappa dell’Aubisque: senza di essa, sarebbe potuto essere il primo atleta della storia recente a finire in top ten in tutti e 3 i GT nello stesso anno.

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