Il colpo di reni di Peter Sagan e André Greipel © Bettiniphoto
Il colpo di reni di Peter Sagan e André Greipel © Bettiniphoto

Sagan viene benissimo in foto(finish)

Il campione del mondo vince anche la 4a tappa dell’Eneco Tour e conquista la maglia di leader, André Greipel battuto per un soffio

Se da questo Eneco Tour ci si aspettavano indicazioni importanti da parte dei velocisti in vista del Campionato del Mondo di Doha, allora la prima conclusione che si può trarre dopo le prime quattro tappe è che anche in Qatar l’uomo da battere rischia di essere Peter Sagan: dopo il successo di ieri ad Ardooie, oggi l’iridato in carica della Tinkoff ha fatto il bis a St-Pieters-Leeuw superando Alexander Kristoff e riuscendo ad uscire vincitore dal fotofinish con il rimontante André Greipel, secondo sul traguardo davvero per un’inezia. Sagan non sarà il più potente e veloce in assoluto, ma ha una capacità ineguagliabile di leggere i movimenti del gruppo, riesce a farsi trovare sempre sulla ruota giusta o a passare in varchi che solo lui vede: in uno sprint un po’ caotico o comunque poco organizzato le chance dello slovacco di arrivare al grande risultati sono maggiori rispetto a quelle di altri corridori.

Boonen caduto e ritirato
La tappa odierna dell’Eneco Tour ha proposto finalmente un percorso un po’ più accidentato rispetto a quello dei primi giorni, tuttavia questo non è bastato ad impedire l’arrivo a ranghi compatto. Purtroppo, però, dopo pochi chilometri è subito arrivata una brutta notizia: Tom Boonen è caduto urtando abbastanza violentemente il suolo con la testa e, ricordando l’incidente dell’anno passato ad Abu Dhabi, il corridore fiammingo della Etixx-QuickStep è subito stato trasportato in ospedale per accertamenti; fortunatamente gli esami non hanno riscontrato fratture o altri problemi seri, ma di certo questo incidente non aiuta l’avvicinamento di Boonen ai Mondiali.

Poco spazio per la fuga
Al momento della caduta era già uscita dal gruppo la fuga che ha caratterizzato la prima parte di questa tappa: dopo la beffa di ieri negli ultimi metri, Mark McNally (Wanty) ci ha riprovato subito e stavolta con Sjoerd Van Ginneken (Roompot) e la coppia Bert Van Lerberghe (Topsport) e Brian Van Goethem (Roompot) già vista in azione da lontano nella prima tappa di questo Eneco Tour. Oggi il gruppo non ha voluto correre il minimo rischio con i battistrada ed i quattro fuggitivi stati riacciuffati al chilometro 140 di gara, a circa 60 dall’arrivo: il loro vantaggio massimo era stato di poco inferiore ai cinque minuti, ma si è capito per presto che oggi non sarebbe stata giornata per i fuggitivi della prima ora.

Tanti attacchi negli ultimi 60 chilometri
Il plotone si è ricompattato proprio in prossimità di un breve settore di pavé di 800 metri e di uno strappo di 1200 metri al 6%: l’olandese Tom Dumoulin ha provato ad approfittare di questo doppio trampolino portandosi dietro Daniel Oss, Georg Preidler, Lars-Petter Nordhaug, Chris Juul-Jensen e Marco Haller, ma il gruppo è andato a chiudere su questo drappello di attaccanti in meno di cinque chilometri. Stesso destino per per Nelson Oliveira e Nico Denz, scattati ai meno 49, e pure per un gruppo molto più numeroso in cui figuravano anche il leader Rohan Dennis e Edvald Boasson Hagen che è rimasto davanti con una manciata di secondi di vantaggio per appena quattro chilometri. Una ventina di chilometri molto divertenti in cui strade strette e ondulato hanno favorito un po’ di anarchia.

L’Astana muove Gruzdev e Grivko
In contropiede a 39 chilometri sono scattati dal gruppo Dmitriy Gruzdev e Andriy Grivko che facevano parte anche del precedente tentativo ma erano rimasti passivi: la coppia dell’Astana si è messa subito a fare sul serio arrivando a guadagnare circa 35″ sul gruppo principale. Per circa 25 chilometri Gruzdev e Grivko non hanno dato cenno di alcun tipo di cedimento ed il loro vantaggio è rimasto costante attorno ai 30″ anche quando dal plotone si sono avvantaggiati due passistoni come Tony Martin e Tom Dumoulin che al massimo sono arrivati a 10″ dalla coppia al comando.

Solo ai meno 13 nel Chilometro d’Oro, oggi messo in un tratto in leggera salita, da dietro di sono riavvicinati ai due uomini dell’Astana: Grivko ha fatto il pieno di abbuoni facendo un bel balzo in classifica, nei primi due sprint invece l’unico secondo ancora disponibile è andato a Tony Martin, il terzo invece l’ha preso il belga Jasper Stuyven che è uscito tutto solo dal gruppo riportandosi in poche pedalate su Grivko e Gruzdev. Al comando della tappa quindi si è formato un terzetto e il ritmo è aumentato: da 8″ il vantaggio era tornato a 12″ ma, dopo il brivido causato da una moto scivolata all’uscita di una rotonda che ha sfiorato i tre, il gruppo è rifatto sotto a poco più di due chilometri dal traguardo ed a nulla è servito un ultimo disperato tentativo solitario di Stuyven.

In volata contatto Sagan-Démare
Ai 1500 metri nelle posizioni di testa del gruppo c’è stata una caduta che ha tagliato fuori dallo sprint uomini veloci come Michael Matthews, il primo a finire a terra, Jens Debusschere o il nostro Sacha Modolo. Nella volata il primo a partire lungo è stato Alexander Kristoff che ha provato ad approfittare di una leggera curva verso destra per anticipare un minitreno della FDJ: Peter Sagan si è incollato alla ruota del norvegese della Katusha e proprio in questo frangente è entrato leggermente in contatto con Arnaud Démare che era all’interno e che, vistosi leggermente stretto, ha risposto con un deciso colpo di gomito; tutto regolare per la giuria anche perché il francese è sembrato avere sempre spazio sufficiente per passare.

Tappa e maglia per il campione del mondo
Nonostante il tocco, Sagan non è si è scomposto ed è andato a superare Kristoff mentre da dietro risaliva forte André Greipel che era rimasto un po’ chiuso nelle prime due volate di questo Eneco Tour: entrambi sono arrivati al colpo di reni e solo l’esame del fotofinish ha certificato la difesa riuscita di Peter Sagan per il successo numero 13 del 2016. Kristoff e Démare hanno chiuso rispettivamente terzo e quarto, poi troviamo Dylan Groenewegen quinto, John Degenkolb sesto e Giacomo Nizzolo ancora una volta come migliore degli italiani in gara anche se stavolta non è andato oltre la nona posizione.

Grazie ai 10″ di abbuono per la vittoria, Peter Sagan è balzato in testa alla classifica generale con 7″ di vantaggio su Rohan Dennis, 12″ su Jos Van Emden e 20″ su Andriy Grivko: distacchi che comunque sono destinati ad essere rivoluzionati domani visto che in programma ci sarà una cronometro a squadre di circa 21 chilometri a Sittard-Geleen che potrebbe avere un’importanza decisiva nell’economia di questo Eneco Tour.

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