Il podio finale dell'Eneco Tour 2016 © Bettiniphoto
Il podio finale dell'Eneco Tour 2016 © Bettiniphoto

Terpstra spiana muri e avversari

L’olandese della Etixx ribalta l’Eneco Tour e fa sua la corsa. Ultima tappa a Edvald Boasson Hagen, caduto e ritirato Rohan Dennis

Muri, pavé e pioggia: quando questi tre elementi si presentano tutti assieme in una corsa in Belgio lo spettacolo è assicurato e così può andare anche una sola tappa disegnata bene per rivedere i giudizi su un Eneco Tour che aveva fatto temere a molti che il peso della cronometro a squadre di Sittard-Geleen potesse essere decisamente eccessivo nell’economia della vittoria finale. Proprio nell’ultima giornata è successo di tutto tra attacchi, cadute e contrattacchi: alla fine la vittoria di tappa è andata al norvegese Edvald Boasson Hagen mentre a conquistare la corsa è stato l’olandese Niki Terpstra che riscatta così una stagione abbastanza negativa nonostante i successi al Le Samyn e alla Dwars door het Hageland in Belgio.

Primi 60 km senza fuga
La tappa di oggi, una vera e propria classica come percorso, si poteva dividere in due parti: la prima più veloce ma con alcuni strappi a movimentare subito la corsa, la seconda invece molto impegnativa con un circuito di circa 25 chilometri da ripetere tre volte e che comprendeva nell’ordine il celebre Muur di Geraardsbergen, il Bosberg ed muri meno famosi come quello di Onkerzelestraat e del Denderoordberg. Proprio come in una gara di un giorno, tanti corridori hanno cercato la fuga da lontano e questo ha prodotto un avvio ad andatura notevolissima e soprattutto senza nessun gruppetto capace di evadere dal plotone.

Alla fine dopo più di 60 chilometri è riuscito a partire un drappello di nove corridori che però non ha mai avuto più di 2’30” di vantaggio sul plotone. Il gruppo di attaccanti era composto da Bart Wellens (Lotto Soudal), Roy Curvers (Giant-Alpecin), Carlos Verona (Orica), Brian Van Goethem (Roompot), Marc Sarreau (FDJ), Ruslan Tleubayev (Astana), Lars-Petter Nordhaug (Sky), Simone Antonini (Wanty) ed il colombiano Winner Anacona (Movistar) che per un tratto è stato leader virtuale essendo partito con un distacco di 1’07” da Rohan Dennis. I fuggitivi sono riusciti ad affrontare in testa tutto il primo giro del circuito finale durante il quale ha iniziato a piovere con una certa intensità, ma il plotone nel frattempo si era riportato a meno di un minuto di distanza, e sul secondo passaggio sul Muur hanno iniziato a forzare il ritmo uomini del calibro di Lars Boom, Tony Martin e Edvald Boasson Hagen: davanti, mentre i fuggitivi venivano via via ripresi, ha allungato da solo il belga Tim Wellens con Anacona e Nordhaug ultimi a cedere, ma il corridore della Lotto Soudal ha visto esaurirsi la sua edizione sulle rampe del Bosberg.

Dennis cade e davanti parte l’azione decisiva
Nel tratto di pianura tra Muur e Bosberg, a circa 49 chilometri dall’arrivo, è avvenuto il colpo di scena senza il quale l’esito finale avrebbe potuto essere assai differente: nella prima di un plotone molto allungato e frazionato, c’è stata infatti la caduta del leader Rohan Dennis, finito a terra assieme a Lars Boom e Roy Curvers dopo un contatto in pieno rettilineo. L’australiano si è subito rialzato ma in quel frangente l’ammiraglia era nelle retrovie e Dennis ha dovuto attendere a lungo prima di poter effettuare il cambio della bicicletta e ripartire: in un attimo il leader della corsa è si ritrovato a 1’30” dalla testa della corsa con quattro compagni al fianco che dettavano l’andatura dell’inseguimento.

Con Dennis attardato la classifica si è riaperta per tutti e la Etixx-QuickStep, forte di un’importante superiorità numerica nel primo gruppo, ha iniziato a muovere le due pedine: Bob Jungels ha accelerato ai meno 47, altri cinque corridori si sono accordati al lussemburghese ma è grazie alla scivolata in curva di Dylan Van Baarle, che stava provando a rimettersi in scia con tutto il gruppo dietro, che il drappello di attaccanti ha preso un margine significativo. Con Jungels c’erano davanti anche André Greipel, Olivier Naesen, Chris Juul Jensen, Alexey Lutsenko e Jasha Sütterlin, ma in un attivo di caos sono usciti dal gruppo dei migliori e rientrati in testa anche Niki Terpstra, Edvald Boasson Hagen e Boy Van Poppel. È qui che è nata l’azione che ha deciso la corsa: Sagan, senza compagni già dal Muur, non ha reagito subito ed i 15″ guadagnati dai nove battistrada sono subito apparsi troppi per essere colmati da un’azione solitaria.

Stybar marca Sagan, la fuga guadagna ancora
Niente è cambiato anche quando a 36 chilometri, per colpa di un’altra caduta, dal gruppo di testa hanno perso contatto Boy Van Poppel e soprattutto André Greipel che ha rischiato non poco in vista del Mondiale, mentre uomini come Bouhanni o Kittel neanche hanno preso il via oggi. Davanti la presenza di Bob Jungels al servizio di Niki Terpstra è stata fondamentale per tenere un ritmo alto e regolare, dietro invece si andava a strappi con accelerazioni, rallentamenti e contrattacchi che hanno ridotto il gruppo inseguitori a soli nove uomini: anche qui perfetta la Etixx-QuickStep ha incollato Zdenek Stybar alla ruota di Peter Sagan con una marcatura quasi come quella di Gentile su Maradona ai Mondiali di calcio del 1982.

Sul terzo ed ultimo passaggio sul Muur, a circa 25 chilometri dall’arrivo, è stato Niki Terpstra a farsi carico di forzare ancora l’andatura tra i fuggitivi per aumentare un vantaggio che fin lì non aveva superato i 25″: l’ultimo a resistere al corridore olandese è stato uno scatenato Olivier Naesen, non più sorprendente a questi livelli dopo la bella vittoria a Plouay, ma a seguire sono rientrati subito Edvald Boasson Hagen, poi anche Bob Jungels e più a fatica il tedesco Jasha Sütterlin. Dietro Sagan ci prova, Stybar lo segue con Dumoulin, ma alla fine il gruppetto dei nove con anche Debusschere, Marcato, Lutsenko, Juul Jensen ed i due Izagirre si è ricompattato e s’è ritrovato indietro di 35″.

Van Avermaer rientra sugli inseguitori ma è troppo tardi
Il Chilometro d’Oro posto sul Bosberg ha visto Niki Terpstra portarsi via 9″ di abbuono contro i 4″ di Naesen ed i 3″ di Boasson Hagen, mentre Bob Jungels si è definitivamente staccato dopo una trenata in salita tra il primo ed il secondo sprint. Rimasti in quattro i battistrada hanno continuato a guadagnare sul disorganizzato gruppo inseguitori e a 15 chilometri dall’arrivo la sensazione era che il vincitore finale di questo Eneco Tour fosse ormai deciso: il gap tra i primi due gruppi era infatti di 50″, Dennis aveva finito col ritirarsi e Phinney aveva perso le ruote anche del gruppetto di Gren Van Avermaet che poi è rientrato su quello di Sagan ai meno 13; tutto andava a favore di Niki Terpstra che in più lì davanti poteva godere della collaborazione di due uomini in lotta per il podio, Naesen e Sütterlin, mentre Boasson Hagen lavorava anche lui per la vittoria di tappa.

Tappa a Boasson Hagen, cede Sütterlin
A 7300 metri dalla conclusione gli uomini di testa sono rimasti in tre: il giovane tedesco Jasha Sütterlin si è infatti staccato sulle rampe del Denderoordberg dopo un bel forcing di Olivier Naesen. Negli ultimi chilometri, con la vittoria finale praticamente in tasca, è stato Niki Terpstra a fare il ritmo praticamente senza alcun cambio dai due compagni d’avventura: a Geraarsbergen l’arrivo era posto sui primi 600 metri in leggera salita del Muur, Edvald Boasson Hagen ha preso la testa prima dell’ultimo rettilineo e si è tolto di ruota i due rivali andando a conquistare la vittoria di tappa, l’ottava personale del 2016 ma che non basta a far risalire il Team Dimension Data nella classifica a squadre del World Tour.

Olivier Naesen si è piantato nel finale dopo aver cercato di seguire il ritmo di Boasson Hagen e alla fine è stato anche risuperato da Niki Terpstra: secondo posto quindi per l’olandese della Etixx, terzo per il belga della IAM, entrambi classificati a 1″ dal vincitore. In quarta posizione è arrivato Tom Dumoulin con Greg Van Avermaet a ruota: i due sono arrivati a 42″ e sulla rampetta dell’arrivo sono riusciti a staccare anche Peter Sagan e Wilco Kelderman, arrivati sesto e settimo a 46″, mentre il migliore degli italiani è stato Marco Marcato, 11° a 48″. Crollato invece Sütterlin che dopo aver perso contatto dai primi è finito addirittura a 1’10” finendo addirittura fuori dalla top10 della classifica generale.

Terpstra vince l’Eneco, Sagan il World Tour
Dopo essere arrivato secondo nel 2012, Niki Terpstra ha potuto quindi celebrare la prima vittoria in carriera nella classifica generale dell’Eneco Tour riportando l’Olanda sul grandino più alto del podio che mancava proprio da quella stessa edizione vinta da Lars Boom. Secondo a 31″ è arrivato Olivier Naesen mentre nel finale è stata molto interessante la lotta per il terzo gradino del podio: l’attacco Greg Van Avermaet, infatti, era proprio in ottica classifica generale ma alla fine Peter Sagan ha chiuso con un distacco di 1’00”, il campione olimpico a 1’02” e Jos Van Emden a 1’03”. Grazie ai punti della terza posizione, il campione del mondo e d’Europa in carica è tornato in testa alla classifica individuale del World Tour che vincerà per la prima volta in carriera domenica prossima: Peter Sagan non sarà al via del Lombardia, non ci sarà neanche Nairo Quintana che è l’unico ancora in gioco per la matematica.

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