Mathieu Van der Poel vince il Superprestige di Gieten © Beobank-Corendon
Mathieu Van der Poel vince il Superprestige di Gieten © Beobank-Corendon

Van der Poel-Van Aert, la sfida è Superprestigiosa

A Gieten prima tappa del SP a Mathieu, ma Wout impreca per un salto di catena a 100 metri dal traguardo dopo un gran testa a testa

Chi pensava che la stagione 2016-2017 del ciclocross potesse essere un monologo woutvanaertiano ha ricevuto oggi una risposta alquanto fragorosa da quel di Gieten, sede della prima tappa del Superprestige, nonché contesto del primo atto della Grande Sfida (con le maiuscole, of course) tra i due ragazzi d’oro della specialità. E la G.S. si è conclusa con il successo – forse un po’ a sorpresa – di Mathieu Van der Poel, al termine di una battaglia durata 11 giri e conclusasi a spallate e salti di catena su una rampa di sabbia, subito prima del rettilineo finale su cui l’olandese della Beobank-Corendon si è presentato in vantaggio e pronto a raccogliere i primi applausi di stagione.

Considerando che si è trattato solo di un primo assaggio, peraltro in condizioni ambientali abbastanza agevoli, ovvero niente maltempo, niente fango, niente temperature gelide, c’è solo da leccarsi i baffi per quel che sarà da qui a febbraio. Quando ci si chiedeva chi avrebbe potuto riempire il vuoto che Sven Nys avrebbe lasciato (per chi non lo sapesse, questa mitologica creatura si è ritirata al termine della stagione scorsa), non si sarebbe potuto sperare di meglio: due maestosi rappresentanti della specialità, giovanissimi, uno belga e l’altro olandese, pronti a dare luogo a una rivalità che caratterizzerà il cross per molti anni a venire (a meno che qualcuno di loro non ceda alle lusinghe della strada). Ne scriveremo, di righe dedicate ai due.

 

Clima clemente, e dopo due giri già si capisce tutto
Le già accennate condizioni del circuito di Gieten non hanno favorito oggi un’immediata selezione, Tim Merlier ha tirato a lungo nel primo giro prima di cadere su un tratto a ostacoli, ma al primo passaggio dall’arrivo i partecipanti alla prima tappa del Superprestige erano praticamente tutti insieme, in fila indiana.

Però già al secondo giro la gara ha preso una fisionomia precisa, con un quartetto che ha preso margine, formato da due uomini Telenet (Tom Meeusen e Toon Aerts) e dai due menzionati galletti, Wout Van Aert e Mathieu Van der Poel. Quest’ultimo aveva saltato la trasferta americana di Coppa del Mondo, in quanto reduce da un intervento chirurgico alle ginocchia che ne ha ritardato la preparazione: per questo motivo, si poteva pensare che il giovane olandese avrebbe potuto non tenere fino in fondo; lui ha però fatto di tutto (riuscendoci) per dimostrare che non era così.

Già alla terza tornata MVDP ha dato un saggio di quello che avrebbe potuto fare sulla sabbia che caratterizzava due importanti tratti del circuito, forzando nel primo dei due settori e prendendo metri di vantaggio. Nel corso dello stesso giro Van Aert ha guidato l’inseguimento e Mathieu è stato ripreso, ma di nuovo sulla sabbia, su una dura rampa nel finale, ha accelerato. Stavolta WVA non si è fatto sorprendere e si è involato insieme al rivale: li (e ci) attendevano 8 giri di testa a testa.

 

Van der Poel-Van Aert, dominio malgrado Sweeck
La nobile coppia ha continuato a guidare la corsa, pur con un margine non enorme sugli inseguitori, tra i quali via via prendeva forza e coraggio Laurens Sweeck. Al quinto giro, ancora una volta sulla rampa sabbiosa, Van der Poel ha attaccato, dimostrando che quel passaggio sarebbe stato lo snodo decisivo della gara.

L’olandese è rimasto al comando da solo per più di mezzo giro, ma poi è caduto malamente sugli ostacoli (fin lì li aveva sempre saltati in bici, mentre gli altri li passavano a piedi), e Van Aert – che comunque non era lontano – ha potuto sorpassarlo. Poco male per MVDP, il quale si è prontamente rialzato e in un amen si è riportato sull’iridato.

Un paio di giri a comandare la corsa, poi i battistrada hanno un po’ ridotto l’andatura, o forse è stato Sweeck da dietro ad aumentarla, fatto sta che quest’ultimo è riuscito a rifarsi sotto e a ricongiungersi coi due all’inizio della nona tornata. Non è però durato troppo in quella posizione: già alla fine dello stesso giro, su un forcing di Van Aert sulla sabbia, Sweeck si è nuovamente staccato, stavolta in maniera definitiva.

 

Testa a testa appassionante, vince MVDP ma che iella per WVA
Al decimo e penultimo giro Van der Poel ha fatto le prove generali, piazzando l’ennesima stoccata sulla rampa sabbiosa e prendendo qualche secondo di vantaggio su Van Aert. Il Campione del Mondo ha avuto fretta di chiudere sull’avversario e l’ha fatto nella prima parte dell’undicesimo giro, ma soprattutto nella sua testa prendevano corpo le possibili contromisure da adottare per evitare che MVDP lo fregasse sulla rampa conclusiva.

Detto fatto, Van Aert ha operato in modo da prendere lui in testa il difficoltoso settore sabbioso, e in questo modo l’ha messa sul piano del corpo a corpo col rivale: intanto non mi piazzi il solito scatto, dopodiché vediamo chi ne ha di più fino in cima.

Così ha fatto WVA, guidando per tutta la prima parte del settore; ma Van der Poel ha estratto il classico coniglio dal cilindro, imbucandosi all’interno sulla curva in discesa che immetteva sulla rampa decisiva, e costringendo l’avversario a scendere di bici per stringere i tempi. Sulla duna, spettacolo puro, anche MVDP si è messo la bici in spalla e i due hanno proceduto appaiati fino in cima, con Van Aert che è riuscito – tagliando in maniera spettacolare una traiettoria dall’esterno all’interno – a sbucare in testa.

Ma al momento di rimontare in sella, l’amara sorpresa per il belga: la catena, forse troppo sollecitata da spallate, allargamenti, sali&scendi, era saltata. Due pedalate a vuoto, qualche secondo per rimetterla a posto, e l’avversario si era bello che involato verso il successo, col traguardo vicinissimo.

Un incidente – a 100 metri dalla fine o poco più – che ci ha tolto l’emozione dello sprint a due, ma che rinfocola senza dubbio l’epopea nascente della rivalità tra i campioncini. Van Aert ha chiuso a 8″ dal vincitore, a 13″ si è piazzato Sweeck, quindi a 16″ Jens Adams, a 22″ Aerts, a 25″ Klaas Vantornout, a 39″ Meeusen, a 42″ Merlier, a 43″ David Van der Poel e a 58″ Lars Van der Haar, lontano dalla miglior condizione. Fuori dalla top ten un Kevin Pauwels ancora tutto da registrare.

Mathieu Van der Poel guida la classifica del Superprestige con 15 punti contro i 14 di Van Aert, e vedremo come proseguirà la grande lotta. Se ne riparlerà il 16 ottobre a Zonhoven, mentre domenica prossima a Ronse prenderà via il DVV Trofee (nuova denominazione dell’ex Bpost Bank) con il GP Mario De Clercq.

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