Peter Sagan premiato dopo il Giro delle Fiandre © Yuzuru Sunada - AFP
Peter Sagan premiato dopo il Giro delle Fiandre © Yuzuru Sunada - AFP

Sei il più forte di tutti, Peter Sagan

Il World Tour 2016 si è chiuso nel segno dello slovacco. Movistar ancora regina fra i team, Spagna tra le nazioni (ma col brivido). Annata no per l’Italia

Con Il Lombardia si è chiuso ufficialmente il World Tour 2016 visto che, a seguito delle aspre polemiche (poi prontamente rientrate) tra team professionistici e federazione internazionale, la cronometro a squadre iridata non assegna punti per la graduatoria del massimo circuito. In quello che è stato l’ottavo anno del World Tour, prosecuzione del quadriennio targato Pro Tour, si è assistito ad un maggior equilibrio tra le forze in campo.

Sagan fa sua la classifica individuale, spagnoli fuori dal podio e italiani dalla top 10
Rispetto al 2015, quando il dominante Valverde vinse con 201 punti di margine su Rodríguez, la lotta per la conquista della graduatoria individuale è rimasta viva sino alla fine. O meglio, quasi, perché nessuno dei due contendenti ha preso parte alla Classica delle foglie morte; la prova decisiva è stata dunque l’Eneco Tour, nel quale Peter Sagan ha raccolto quegli 84 punti che gli hanno permesso di riscavalcare Nairo Quintana che lo aveva sopravanzato dopo la vittoriosa Vuelta a España. Il fenomeno di Zilina diviene il primo a far suo il ranking indossando la maglia arcobaleno e riesce a spezzare il dominio spagnolo dei tre tenori Contador, Rodríguez e Valverde, capaci di vincere sei delle sette edizioni precedenti (unico intruso lo spaziale Gilbert del 2011).

Podio senza spagnoli, per la prima volta nella storia, perché sul gradino più basso è salito Christopher Froome forte dei punti accumulati fra Dauphiné, Tour e Vuelta. Alle spalle del keniano bianco due dei precedenti vincitori come Alejandro Valverde e Alberto Contador mentre sesto, nonostante una campagna del Nord dimezzata, il campione olimpico Greg Van Avermaet. Completano la top 10 l’australiano Richie Porte, garanzia nelle corse di una settimana e ora cresciuto anche in quelle di tre, il sempre più convincente francese Romain Bardet, l’astro nascente colombiano Esteban Chaves e il solido irlandese Daniel Martin.

Per la seconda volta in otto anni nessun corridore italiano si è piazzato tra i migliori 10: a guidare le file dell’italico ciclismo è Vincenzo Nibali, dodicesimo (dietro al suo probabile compagno di squadra futuro Ion Izagirre) con 241 punti, medesimo piazzamento ottenuto da Damiano Cunego nel 2009, l’altra annata risultata indigesta ai pedalatori tricolori. In totale nel 2016 sono stati 235 gli atleti andati a punti (a cui aggiungere i 34 che, pur avendo raccolto dei piazzamenti utili, non entrano in classifica in quanto non appartenenti a team World Tour), dato in crescita rispetto al 2015 quando furono 215 (più 48) e sostanzialmente identico al 2014 quando furono 236 (più 43), stagione che però includeva l’ormai defunto Tour de Beijing.

Questa la classifica individuale finale relativamente ai migliori 10 e al miglior italiano
1) Peter Sagan (Slovacchia) – Tinkoff: 669
2) Nairo Quintana (Colombia) – Movistar Team: 609
3) Christopher Froome (Gran Bretagna) – Team Sky: 564
4) Alejandro Valverde (Spagna) – Movistar Team: 436
5) Alberto Contador (Spagna) – Tinkoff: 428
6) Greg Van Avermaet (Belgio) – BMC Racing Team: 420
7) Richie Porte (Australia) – BMC Racing Team: 394
8) Romain Bardet (Francia) – AG2R La Mondiale: 374
9) Esteban Chaves (Colombia) – OricaBikeExchange: 351
10) Daniel Martin (Irlanda) – Etixx-Quick Step: 280
12) Vincenzo Nibali (Italia) – Astana Pro Team: 241

Classifica a squadre: Movistar forza quattro, sul podio Tinkoff e Team Sky
2013, 2014, 2015 e ora 2016. Poker di affermazioni per il Movistar Team nella graduatoria riservata ai gruppi sportivi. La formazione gestita da Eusebio Unzué può contare su due colossi come Quintana e Valverde che garantiscono a priori un bottino elevatissimo; a loro si è aggiunto quest’anno Ion Izagirre, tra i più regolari nelle corse a tappe di una settimana che sono magari secondarie nel palmares di un atleta ma fondamentali per il ranking World Tour.

Una volta presa per la prima volta la leadership al termine del Tour de France i navarri non l’hanno più lasciata, mettendo il sigillo pressoché definitivo con la vittoriosa Vuelta a España. Nulla ha potuto la Tinkoff, all’ultima stagione prima di chiudere i battenti; la compagine del vulcanico milionario Oleg Tinkov ha beneficiato dell’annata stupenda di Peter Sagan e dei piazzamenti comunque non secondari di Alberto Contador, migliorando così il terzo posto del 2014.

Sul gradino più basso del podio sale il Team Sky che bissa il risultato del 2015 ma non riesce a ripetere i secondi posti del 2011 e del 2013 e la vittoria del 2012. Ai piedi del podio il BMC Racing Team che precede una strepitosa Orica-BikeExchange, capace di vincere due classiche monumento su cinque a cui si aggiungono il Tour Down Under e la Classica di Amburgo (oltre che due podi a Giro e Vuelta). A seguire si sono piazzate Team Katusha, Etixx-Quick Step, Cannondale-Drapac, Trek-Segafredo e Astana Pro Team, con la Lampre-Merida unica formazione italiana presente giunta quindicesima.

Questa la classifica a squadre finale
1) Movistar Team (Spagna): 1471 con Nairo Quintana (609), Alejandro Valverde (436), Ion Izagirre (270), Rubén Fernández (88) e Andrey Amador (68)

2) Tinkoff (Russia): 1361 con Peter Sagan (669), Alberto Contador (428), Rafal Majka (110), Roman Kreuziger (86) e Jay McCarthy (68)
3) Team Sky (Gran Bretagna): 1187 con Christopher Froome (564), Sergio Henao (234), Wout Poels (148), Geraint Thomas (121) e Ian Stannard (120)
4) BMC Racing Team (Stati Uniti): 1128 con Greg Van Avermaet (420), Richie Porte (394), Samuel Sánchez (130), Tejay van Garderen (104) e Darwin Atapuma (80)
5) Orica-BikeExchange (Australia): 909 con Esteban Chaves (351), Michael Matthews (184), Adam Yates (144), Simon Gerrans (119) e Caleb Ewan (111)
6) Team Katusha (Russia): 789 con Ilnur Zakarin (239), Alexander Kristoff (229), Joaquim Rodríguez (211), Simon Spilak (60) e Viatcheslav Kuznetsov (50)
7) Etixx-Quick-Step (Belgio): 775 con Daniel Martin (280), Bob Jungels (153), Julian Alaphilippe (146), Niki Terpstra (108) e Zdenek Stybar (88)
8) Cannondale-Drapac (Stati Uniti): 616 con Alberto Bettiol (185), Rigoberto Urán (137), Andrew Talansky (132), Davide Formolo (108) e Davide Villella (54)
9) Trek-Segafredo (Stati Uniti): 565 con Fabian Cancellara (176), Bauke Mollema (160), Fabio Felline (108), Giacomo Nizzolo (90) e Jasper Stuyven (31)
10) Astana Pro Team (Kazakistan): 539 con Vincenzo Nibali (241), Diego Rosa (110), Miguel Ángel López (109), Michele Scarponi (43) e Fabio Aru (36)
11) FDJ (Francia): 516 con Thibaut Pinot (206), Arnaud Démare (154), Sébastien Reichenbach (84), Anthony Roux (56) e Alexandre Geniez (16)
12) Team LottoNL-Jumbo (Paesi Bassi): 506 con Sep Vanmarcke (201), Steven Kruijswijk (118), Wilco Kelderman (74), Robert Gesink (59) e Jos van Emden (54)
13) AG2R La Mondiale (Francia): 482 con Romain Bardet (374), Domenico Pozzovivo (32), Hubert Dupont (32), Pierre Latour (22) e Jean-Christophre Péraud (22)
14) Lotto Soudal (Belgio): 463 con Tim Wellens (130), André Greipel (92), Jurgen Roelandts (90), Tony Gallopin (85) e Tiesj Benoot (66)
15) Lampre-Merida (Italia): 442 con Rui Costa (194), Diego Ulissi (129), Louis Meintjes (85), Sacha Modolo (18) e Valerio Conti (16)
16) Team Giant-Alpecin (Germania): 435 con Tom Dumoulin (149), Warren Barguil (144), John Degenkolb (98), Nikias Arndt (38) e Tobias Ludvigsson (6)
17) IAM Cycling (Svizzera): 418 con Oliver Naesen (162), Jarlinson Pantano (115), Heinrich Haussler (72), Mathias Fränk (39) e Lawrence Warbasse (30)
18) Team Dimension Data (Sudafrica): 290 con Mark Cavendish (80), Edvald Boasson Hagen (79), Nathan Haas (53), Kanstantsin Sivtsov (40) e Stephen Cummings (38)

Spagna ancora regina tra le nazioni, ma quanta sofferenza! Mai così male l’Italia
Solo nel 2011 la bandiera rossa-giallo-rossa non aveva sventolato sul pennone più alto; e così l’affermazione della Spagna nella classifica per nazioni 2016 non giunge certamente inaspettata. I sudditi di Re Felipe hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per aggiudicarsi la graduatoria; merito degli “ex sudditi” della Colombia che, con l’accoppiata Chaves-Urán stratosferica a Il Lombardia, avevano quasi fatto lo scherzetto ai rivali.

Ma a salvare l’onor patrio ci ha pensato, tanto per cambiare, Alejandro Valverde: il murciano, giungendo sesto nella gara bergamasca, ha accumulato 40 punti che sono stati di vitale importanza in quanto la differenza finale tra le prime due nazioni è stata di soli 29 punti. 1475 dunque per la Spagna e 1446 per la Colombia, per un duello mai così ristretto. Basti guardare le differenze del passato: nel 2015 la Spagna diede 839 all’Italia, nel 2014 furono 764 (sempre all’Italia), nel 2013 furono 808 (ancora a noi), nel 2012 la Gran Bretagna fu distante 723 punti, nel 2010 Italia lontana 515 punti mentre nel 2009 il distacco degli azzurri fu di 772 punti.

Storicamente la rivale più agguerrita della potenza spagnola è stata l’Italia; questo, per i nostri rappresentati, è stata la peggior stagione dall’introduzione del World Tour. Un mestissimo settimo posto, con il solo Nibali a scavalcare quota 200; una minima consolazione risiede nel fatto che, messinese a parte, gli altri quattro elementi che portano punti azzurri sono corridori ancora non pienamente maturati dal punto di vista agonistico. Ai ventisettenni Rosa e Ulissi si affiancano il ventiseienne Felline e il ventitreenne Bettiol, rivelazione della seconda parte di calendario. Il toscano della Cannondale-Drapac è anche l’unico con 23 anni o meno ad essere presente tra i migliori 40 della classifica individuale, cogliendo un’eccellente ventesima piazza.

La débâcle tricolore fa contenti altri paesi: è il caso della Gran Bretagna, che con 1050 punti è terza e torna sul podio dopo il 2012. Quarta a 1024 la giovane Francia (i più anziani a portare punti sono i ventiseienni Bardet e Pinot), davanti al Belgio con 1003 e l’Australia con 908. Detto del settimo posto italiano a 773. completano la top 10 i Paesi Bassi a 683, la Slovacchia (o per meglio dire, Peter Sagan) a 669 e la Svizzera a 416 nell’ultimo anno in cui ha potuto contare su Cancellara.

Questa la classifica per nazioni finale relativamente alle migliori 10
1) Spagna: 1475 con Alejandro Valverde (436), Alberto Contador (428), Ion Izagirre (270), Joaquim Rodríguez (211) e Samuel Sánchez (130)
2) Colombia: 1446 con Nairo Quintana (609), Esteban Chaves (351), Sergio Henao (234), Rigoberto Urán (137) e Jarlinson Pantano (115)
3) Gran Bretagna: 1050 con Christopher Froome (564), Adam Yates (144), Geraint Thomas (121), Ian Stannard (120) e Simon Yates (101)
4) Francia: 1024 con Romain Bardet (374), Thibaut Pinot (206), Arnaud Démare (154), Julian Alaphilippe (146) e Warren Barguil (144)
5) Belgio: 1003 con Greg Van Avermaet (420), Sep Vanmarcke (201), Oliver Naesen (162), Tim Wellens (130) e Jurgen Roelandts (90)
6) Australia: 908 con Richie Porte (394), Michael Matthews (184), Simon Gerrans (119), Caleb Ewan (111) e Mathew Hayman (100)
7) Italia: 773 con Vincenzo Nibali (241), Alberto Bettiol (185), Diego Ulissi (129), Diego Rosa (110) e Fabio Felline (108)
8) Paesi Bassi: 683 con Bauke Mollema (160), Tom Dumoulin (149), Wout Poels (148), Steven Kruijswijk (118) e Niki Terpstra (108)
9) Slovacchia: 669 con Peter Sagan (669)
10) Svizzera: 416 con Fabian Cancellara (176), Michael Albasini (106), Sébastien Reichenbach (84), Mathias Fränk (39) e Steve Morabito (11)

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