Alberto Contador e Oleg Tinkov: c'eravamo tanto amati! © Inrng.com
Alberto Contador e Oleg Tinkov: c'eravamo tanto amati! © Inrng.com

Tinkov umilia Contador: “È triste, noioso, non beve champagne. Non lo voglio al party d’addio del team”

Lascerà questi schermi tra poche settimane, ma evidentemente Oleg Tinkov ha ancora voglia di tenere la scena ciclistica. In un’intervista rilasciata a CyclingNews.com e pubblicata oggi, il magnate russo proprietario della quasi omonima squadra ha regalato una serie di perle parlando con molto affetto (…) di Alberto Contador.

Riportiamo il virgolettato (senza censure) perché sarebbe ingiusto oscurare anche una sola parola del meravigliosamente sconsiderato discorso di Oleg… dal quale, tra l’altro, emerge un’imprevista spiegazione sul motivo delle recenti numerose cadute di Contador.

“Sono arrabbiato perché non abbiamo vinto il ranking Word Tour perché lui una volta cadeva, un’altra era malato, un’altra si ritirava. Non ha corso il Lombardia e non so se l’abbia fatto apposta, ma comunque non mi piace. Questa è merda. Per i soldi che guadagna, non sarebbe dovuto succedere. Valverde era ammalato tre giorni fa ma ha disputato il Lombardia finendo in top ten. Questa è classe”.

“Contador non sarà al nostro party d’addio perché gli ho detto: sei malato, stai a casa, non puoi portare un virus alla festa e far ammalare gli altri ragazzi prima dei Mondiali. Penso che il party sarà comunque meglio senza di lui perché è una persona triste. Non vuole mai bere champagne ed è sempre attento a quello che mangia perché è mentalizzato sul vincere il Tour de France a luglio. Questo è quello che è successo nel novembre scorso a Mosca. È un atteggiamento stupido, è per questo che poi cade, è troppo severo con se stesso e troppo focalizzato sull’obiettivo. Peter è più rilassato e affabile. Le persone che sono sempre serie sono sempre noiose. Possono andare affanculo. Sono noiosi, hanno una vita terribile”.

Ora aspettiamo con ansia la risposta di Alberto Contador, pur consci che non potrà essere scoppiettante come quella del suo (ancora per poco) datore di lavoro…

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