Samuel Dumoulin vince la terza Coupe de France © Bruno Bade - LNC
Samuel Dumoulin vince la terza Coupe de France © Bruno Bade - LNC

Francia e Belgio, la Coppa è un pregio

Non esiste solo la Coppa Italia: viaggio nei concorsi delle altre nazioni guida. Oltralpe tris per Dumoulin, tutto ancora aperto nelle Fiandre

Esistono da diverse stagioni ma la loro importanza (sempre relativa, comunque) sta iniziando ad emergere nelle ultime stagioni. Parliamo delle coppe nazionali che raggruppano alcune delle prove che si disputano in un determinato paese e che, alla fine, stilano una classifica riservata agli atleti e alle formazioni.

In Italia sono state 20 le prove che da inizio febbraio (GP Costa degli Etruschi) a fine settembre (Gran Piemonte): in buona sostanza, tutte le prove professionistiche disputate sullo Stivale ad eccezione delle quattro facenti parte del World Tour (Tirreno-Adriatico, Milano-Sanremo, Giro d’Italia e Il Lombardia). Come abbiamo riportato precedentemente, la classifica individuale ha sorriso a Sonny Colbrelli, quella a squadre alla Bardiani CSF e la sottoclassifica destinata agli under 25 è stata portata a casa da Gianni Moscon. Questo, come detto, nella Penisola; ma altrove?

Coupe de France al venticinquesimo atto
Se quella italiana del 2016 è stata la decima edizione, in Francia si è giunti alla numero venticinque. Oltralpe sono sedici le prove in programma, tutte prove di un giorno; mancano inoltre quattro gare professionistiche di un giorno, ossia la Classic Sud Ardèche, la Drôme Classic, il GP de la Somme e la Paris-Bourges, a cui aggiungere le competizioni del World Tour e i campionati nazionali, presenti invece nella versione nostrana.

Il punteggio è uguale per tutte le prove, senza distinzione fra .HC e .1: 50 punti al primo, 35 al secondo, 25 al terzo, 20 al quarto quindi 2 in meno fino all’undicesimo (che ne prende 6), 5 al dodicesimo e 3 a testa per tredicesimo, quattordicesimo e quindicesimo. La classifica a squadre è invece più simile a quella italiana: in ogni gara vengono sommati i piazzamenti dei tre migliori atleti di ciascun team affiliato alla federazione francese. Vince chi ottiene una cifra minore ed ottiene 12 punti; la seconda squadra ne prende 9 e via a scendere di un’unità fino alla nona formazione.

Fra Dumoulin e Planckaert una sfida lunga una stagione: prevale il transalpino
La lotta per il successo ha visto un’appassionante testa a testa: dalla terza prova (il Gp Cholet) ad occupare la vetta con 60 punti era Baptiste Planckaert, corridore di una formazione Continental straniera, la Wallonie Bruxelles. Il belga riusciva ad incrementare con ulteriori 32 punti nel seguente weekend di gara fra Vitré e Paris-Camembert; e il ventottenne scavava un solco già non disprezzabile nel seguente trittico con un quarto posto al Gp de Denain, la vittoria al Tour du Finistère e il settimo posto alla Tro-Bro Léon, giungendo così all’ottava prova con 176 punti.

Alle sue spalle. a quota 98, vi era Samuel Dumoulin; ma il minuto velocista faceva filotto conquistando una via l’altra Roue Tourangelle, GP de Plumelec e Boucles de l’Aulne, portandosi quindi a quota 245 dopo undici prove. La difesa di Planckaert era parziale perché, dopo il quinto posto alla Roue Tourangelle, la sua squadra non era invitata nelle seguenti gare e dovendo consegnare lo scettro all’avversario, davanti a lui di 54 punti.

La riscossa del belga arriva con la vittoria Polynormande, ma il francese, quarto, resta davanti per 24 punti; il margine resta pressoché invariato al Gp de Fourmies con Dumoulin nono e Planckaert decimo. La sfida a contato prosegue al Tour du Doubs, ma ad alta quota: questo perché l’alfiere Wallonie Bruxelles è secondo e quello AG2R La Mondiale è primo, con quest’ultimo che torna a possedere 41 punti di margine.

L’occasione per Planckaert di ribaltare la situazione giunge al GP d’Isbergues, penultima prova in calendario, data l’assenza del capoclassifica causa concomitanza con l’Europeo in linea; il belga perde però la possibilità giungendo “solo” terzo e venendo battuto allo sprint da Halvorsen e Feillu. Alla vigilia dell’appello finale la situazione vede Dumoulin comandare con 16 punti; serve dunque la vittoria a Planckaert o comunque un piazzamento sul podio con l’avversario non immediatamente alle calcagna.

Ma la speranza è vana perché al Tour de Vendée si impone Bouhanni e Dumoulin, secondo, fa addirittura meglio di Planckaert costretto alla quinta piazza. La graduatoria vede quindi l’affermazione del trentaseienne francese (già vincitore nel 2012 e nel 2013) con 348 punti contro i 330 del belga, secondo come nel 2015 (allora Bouhanni lo superò per soli 6 punti); avvincente anche la lotta per il terzo posto, dove Romain Feillu (HP BTP-Auber 93) si difende nell’ultima prova dal ritorno di Bryan Coquard (Direct Énergie), con il più esperto che totalizza 123 punti contro i 122 del pistard, che quantomeno ha la consolazione di vincere la graduatoria under 25 precedendo Rudy Barbier a 112 e Clément Venturini a 104.

HP BTP-Auber 93 vince in extremis, beffata l’Armée de Terre
Anche la graduatoria a squadre è stata avvincente sino alla fine; merito non delle squadre World Tour né di quelle Professional, bensì delle piccole Continental. Ad aggiudicarsi lo scudetto, che a differenza del caso italiano non garantisce l’invito automatico a corse dell’anno seguente, è la HP BTP-Auber 93 capace di andare in testa alla classifica solo al termine dell’ultima e decisiva prova: la somma dei piazzamenti di Romain Feillu (quarto), di Alo Jakin (quattordicesimo) e dello stagista Damien Touzé (diciassettesimo) è inferiore di quella di Julien Duval (sesto), di Jimmy Raibaud (decimo) e di Thibaut Ferasse (trentaquattresimo, ma a causa di un guasto meccanico in volata) in rappresentanza dell’Armée de Terre.

Vince dunque la formazione parigina con 108 punti contro i 106 dei rivali, formazione legata all’esercito francese. Terza con 103 punti la Cofidis, Solutions Crédits, ben più distanti tutte le altre; nell’ordine, FDJ (83), Fortuneo-Vital Concept (82), AG2R La Mondiale (80), Direct Énergie (76), Roubaix Lille Métropole (76) e Delko Marseille Provence KTM (60). L’apertura della graduatoria anche alle formazioni del terzo livello sarebbe un’introduzione da effettuare anche in Italia, dove la classifica a squadre 2016 è stata mestamente riservata alla Lampre e alle quattro formazioni Professional.

Novità in Belgio: parte la Napoleon Games Cycling Cup grazie ad un ex pavearo
Per una volta tanto il Belgio si è dovuto accodare; fino allo scorso autunno la patria delle due ruote non poteva contare su un gruppo di corse raggruppate in una classifica unica ai fini della coppa nazionale. A promuovere la competizione è stato un privato (e non l’associazione delle squadre come in Francia e Italia), seppur di spicco, ossia Nick Nuyens. L’ex vincitore del Giro delle Fiandre è riuscito a convincere uno sponsor già presente nel ciclismo e dieci piccoli organizzatori a creare la Napoleon Games Cycling Cup, con tanto di diretta tv (elemento mancata sia in Italia che soprattutto in Francia) assicurata per ogni evento in patria sia sulla emittente pubblica vallone (RTBP) che su una emittente privata fiamminga (VTM) a cui sommare la diffusione paneuropea di Eurosport.

La scala di punteggio prevedere 100 punti al vincitore della prova, 85 al secondo, 72 al terzo, 60 al quarto, 50 al quinto, 45 al sesto e via discorrendo fino ai 2 punti del ventesimo. In più tre traguardi intermedi ravvicinati sulla scia del km d’oro introdotto dall’Eneco Tour: in questo caso ben 17 punti per il vincitore di ciascun traguardo volante, 12 al secondo, 8 al terzo e 4 al quarto. Vi è anche la classifica a squadre copiata pari pari da quella francese; rispetto ai vicini occidentali i belgi hanno però allargato tale graduatoria anche alle formazioni straniere, senza distinzione di nazionalità o livello di appartenenza. Presente inoltre una classifica riservata agli under 23, con punteggi identici a quelli assoluti.

Groenewegen contro Terpstra, ma i belgi non stanno a guardare
Il vernissage è rappresentato da Le Samyn di inizio marzo, con tanto di assolo di Niki Terpstra; l’olandese, pur assente, mantiene la leadership anche al termine della Handzame Classic vinta da Erik Baska davanti a Dylan Groenewegen, con quest’ultimo ad issarsi nella seconda piazza della generale dietro al connazionale (134 a 130). Il ventitreenne balza al comando grazie alla vittoria nella terza prova, la Heistse Pijl di inizio giugno. Assenti entrambi i contendenti alla Halle-Ingooigem di fine giugno, dove a prevalere è Dries De Bondt.

Dopo un luglio di pausa si riprende ad inizio agosto con la Dwars door Het Hageland; a vincere la corsa (rinata dopo tre stagioni di stop grazie alla creazione del circuito) e a tornare in vetta è Niki Terpstra che, a metà kermesse, guida con 234 punti contro i 230 di Groenewegen e i 176 del francese Florian Sénéchal. Le prime due posizioni non mutano, causa concomitante assenza degli sfidanti, neppure dopo il Grote Prijs Jef Scherens del 21 agosto conquistato da Dimitri Claeys. Nuovo è invece il terzo incomodo, ossia Dries De Bondt, avvicinatosi a 219 punti grazie all’ottavo posto.

E proprio il venticinquenne della Verandas Willems compie un sorprendente sorpasso ai danni sia di Terpstra che di Groenewegen alla Koolskamp-Kampioenschap van Vlaanderen di metà settembre; non tanto per il piazzamento sul traguardo (è settantottesimo e ultimo, la vittoria al compagno di squadra Timothy Dupont) quanto per i 24 punti conquistati grazie ai due secondi posti in altrettanti traguardi volanti. A cambiare le sorti della graduatoria ci si è messa la giuria del Tour de l’Eurométropole di domenica 2 ottobre ritenendo entro i limiti della regolarità la volata di Dylan Groenewegen nella quale il campione olandese ha stretto il rivale Oliver Naesen. La vittoria dell’alfiere del Team LottoNl-Jumbo lo riporta prepotentemente in vetta con 330 punti contro i 248 di De Bondt, i 234 di Terpstra e i 230 di Sénéchal.

Manca la conclusione, che fa Groenewegen? Tra le squadre margine per la Lotto Soudal, Gaviria primo tra i giovani
La penultima prova del calendario è il Memorial Franck Vandenbroucke disputatosi lo scorso martedì e vinto da Arnaud Démare: assenti Groenewegen e Terpstra, sono stati De Bondt e Sénéchal a conquistare punti pesanti. Il primo, andando in fuga e conquistando 16 punti (due terzi posti) nei traguardi volanti; il secondo giungendo quattordicesimo e raggranellando 14 punti. Il balzo più importante lo fa invece chi era quinto in classifica con 219 punti, ossia Timothy Dupont: il belga, anch’egli della Verandas Willems, ha concluso al sesto posto la gara ed è transitato quarto al secondo traguardo volante, fa un triplo salto issandosi al secondo posto.

Al termine della manifestazione manca solamente la Nationale Sluitingsprijs di martedì 11 ottobre. Se è sicura l’assenza di un Terpstra già in Qatar, non ha invece ancora sciolto la riserva Groenewegen che potrebbe provare a misurarsi prima di volare in tutta fretta a Doha: sono 330 i punti dell’olandese volante contro i 268 di Dupont, i 264 di De Bondt e i 244 di Sénéchal. Tutti invece sicuri protagonisti a Putte-Kapellen e volenterosi di iscrivere per primi il loro nome nell’albo d’oro.

Ancora non assegnata, seppur più definita, è la graduatoria delle squadre: comanda la Lotto Soudal con 57 punti contro i 51 del Team LottoNl-Jumbo e i 46 della Etixx-Quick Step. Già noto infine il nome del vincitore della classifica riservata agli under 25: trionfa Fernando Gaviria a quota 378 punti, matematicamente sicuro a fronte dei soli 225 del primo avversario, il tedesco Nils Politt.

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