Fernando Gaviria vince la Paris-Tour © Twitter
Fernando Gaviria vince la Paris-Tour © Twitter

Gaviria, ma si umiliano così gli avversari?!?

Infinita, spettacolosa volata di Fernando alla Parigi-Tours. Vittoria su Démare e Van Genechten, Trentin quarto

La concomitanza con la settimana iridata appena iniziata ha mostrato i suoi effetti sulla Paris-Tours: gli organizzatori della gloriosa competizione francese hanno infatti deciso di modificare la fase finale della centodecima edizione della corsa, con lo scopo di attrarre un maggior numero di pezzi grossi tra i velocisti, all’ultima rifinitura prima del viaggio verso il torrido Qatar.

Sette in fuga, c’è anche lo scalatore Barguil
Partenza pochi minuti dopo le 11 da Dreux, cittadina ad una settantina di km dalla capitale transalpina. E sin da subito scatti e controscatti per cercare di creare l’azione di una giornata lunga 252 km, distanza quasi identica a quella prevista domenica prossima nel Medio Oriente. La fuga di giornata, composta da sette elementi, si forma attorno al km 25: presenti i francesi Warren Barguil (Team Giant-Alpecin), Arnaud Gérard (Fortuneo-Vital Concept) e Kévin Lebreton (Armée de Terre), gli olandesi Floris Gerts (BMC Racing Team) e Brian Van Goethem (Roompot-Oranje Peloton), lo svizzero Pirmin Lang (IAM Cycling) e il belga Maarten Wynants (Team LottoNl-Jumbo).

Il margine preso dopo 40 km si aggira sui 2’30”, che aumenta di poco nel resto della tarda mattinata e del primo pomeriggio. Tra i sette battistrada il più “esperto” di attacchi è Gérard: il trentaduenne è ben alla terza evasione nelle ultime cinque edizioni della classica francese. Prima partecipazione invece per Barguil, che chiude un anno non indimenticabile in una gara a lui non adatta. Chiude invece per sempre l’IAM Cycling, all’ultima esibizione della quadriennale storia; probabile anche che questa sia stata l’ultima volta da professionista per il trentunenne Lang, ancora senza squadra per il 2017.

Il gruppo li tiene a tiro per tutto il giorno
Nel gruppo si danno da fare le formazioni dei velocisti come la Cofidis, Solutions Crédits (per Nacer Bouhanni), la Dimension Data (per Mark Cavendish), la FDJ (per Arnaud Démare) e la Lotto Soudal (per Jens Debusschere). A metà gara il vantaggio dei sette si mantiene nei pressi dei 3’30” mentre inizia a scendere una volta passati i meno 100 km; ai meno 70 km il gap era di 2’40”, ai meno 60 km di 2’20” e di 2′ ai meno 50 km.

Importante invece l’accelerazione del plotone, favorito anche da una fase con vento alle spalle, per merito soprattutto di Frederik Frison della Lotto Soudal; il gruppo, quasi in fila indiana, transita ai meno 40 km a soli 50″ dai sette, il cui destino appare ovviamente segnato. Impietosito, o meglio saggio, è però il gruppone che, conscio della distanza ancora elevata che manca al traguardo, preferisce diminuire l’andatura, lasciando riguadagnare qualcosa alla fuga che passa ai meno 30 km con 1’05”.

Ci prova Van Avermaet ma non è giornata. Fuga ripresa ai meno 15 km
Torna a rialzare il ritmo la Dimension Data che fa ridiscendere il margine; sulla classica Côte de Crochu c’è un uomo che tenta l’evasione, e non è uno qualsiasi. Scatta infatti Greg Van Avermaet (BMC Racing Team): alla ruota del campione olimpico si accodano Bert De Backer (Team Giant-Alpecin), Kristian Sbaragli (Dimension Data) e un portacolori dell’Armée de Terre, raggiunti poco dopo da Flavien Dassonville (HP BTP-Auber 93). Durano però lo spazio di un paio di km, con Etixx-Quick Step e Lotto Soudal messisi a tirare a testa bassa.

La fuga si sfalda prima perdendo Lebreton sulla salitella precedente, Barguil nel falsopiano successivo e Lang ai meno 17 km, e poi venendo riassorbita ai meno 14.5 km, nonostante un Wynants particolarmente sugli scudi come già accaduto domenica scorsa al Tour de l’Eurométropole. Sono Bora-Argon 18, FDJ e Lotto Soudal le formazioni maggiormente attive in tale fase, ancora non entrata nella lotta all’arma bianca. Sergey Lagutin prova l’affondo ai meno 13 km; alla ruota del russo del Team Katusha si appiccica ancora De Backer, con il belga parecchio recalcitrante nel collaborare inizialmente.

Cofidis in azione, Team Sky a controbattere
I due riescono a guadagnare una dozzina di secondi sul gruppo, controllato da Cofidis, Solutions Crédits e dalla solita Lotto Soudal, ma vengono sempre tenuti a portata d’occhio dai gregari degli uomini veloci. Tanto che il loro tentativo viene cancellato ai meno 5.9 km. Sempre gli immarcescibili gregari della Lotto Soudal, stavolta in collaborazione con IAM Cycling e Team Sky, portano il plotone all’ingresso della città, tra le culle dell’architettura gotica.

La Cofidis prende di petto la situazione con il classico treno (Cyril Lemoine, Geoffrey Soupe e Christophe Laporte) che si forma già ai meno 3 km, con il primo elemento che lavora fino allo striscione dei meno 2 km quando entra in azione il barbuto Soupe. Ad affiancarsi ai rossi arriva ai meno 1.6 km il Team Sky con Andy Fenn e Luke Rowe a tener davanti Elia Viviani; e sono loro ad entrare davanti nell’ultimo km.

Sparata fantastica di Gaviria, non ce n’è per nessuno. Quarto Trentin, ora tutti a Doha
A sorprendere tutti è un uomo della Etixx-Quick Step; non è uno dei passistoni, oggi impegnati con successo nella cronosquadre mondiale, né gente come Stybar o Trentin, mezzepunte di giornata. È proprio il deputato a fare lo sprint, Fernando Gaviria, a lanciarsi ai meno 700 metri dalla ottava posizione del plotone; il colombiano, da fenomenale pistard, coglie il momento giusto e, con la sua ben nota abilità di tenere l’alta andatura per un km, riesce a resistere ai tentativi del gruppo.

Settima vittoria nella prima stagione da professionisti pressoché perfetta (su strada, in pista invece è mancato nell’appuntamento olimpico) e primo americano a vincere in 110 anni di storia. Secondo posto per Arnaud Démare (FDJ) che dà continuità alla condizione già mostrata ultimamente. A seguire il belga Jonas Van Genechten (IAM Cycling), che regala la gioia del podio nel giorno dell’addio. Quarto il vincitore di un anno fa Matteo Trentin (Etixx-Quick Step), felicissimo per il colpaccio del compagno di squadra.

Quinto Bryan Coquard (Direct Énergie), che a Doha non ci sarà, sesto un Mark Cavendish (Dimension Data) ancora senza la giusta condizione dopo la settimana alle prese con l’influenza, settimo Nacer Bouhanni (Cofidis, Solutions Crédits) rimasto un po’ chiuso nel finale, ottavo Jens Debusschere (Lotto Soudal), nono Luka Mezgec (Orica-BikeExchange) e decimo Jempy Drucker (Lotto Soudal).

Più indietro Elia Viviani, che non ha lanciato lo sprint. Ora nuova sfida fra i velocisti qui presenti fra sette giorni; e allora se ne saranno aggiunti anche altri, per conquistare quanto di più ambito ci sia per uno sprinter. Occhio a chi tale maglia l’ha già fatta sua, seppur in altro settore; ma vincere aiuta a vincere, e Fernando Gaviria da questo punto di vista è un golosone come pochi altri.

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