L'arrivo solitario di Mathieu Van der Poel a Valkenburg © Cauberg Cyclocross
L'arrivo solitario di Mathieu Van der Poel a Valkenburg © Cauberg Cyclocross

Van der Poel sente bene il richiamo di casa

Coppa del Mondo di cross: a Valkenburg Mathieu vince, Van Aert cade e chiude secondo. Impresa di Gioele Bertolini tra gli Under

La diarchia del ciclocross internazionale continua a comandare sicura e spedita. Se non è Wout Van Aert a vincere, sarà Mathieu Van der Poel; se non è Mathieu Van der Poel, sarà Wout Van Aert. Oggi a Valkenburg – forse anche per ragioni di mero campanile – è toccato all’olandese.

Una gara che più asciutta non si poteva, il che a quelle latitudini non è il più scontato dei fattori, ha dato vita a una battaglia scorrevole decisa – come già accaduto in questa stagione – da un errore. È stato WVA a sbagliare una pedalata, uscendo da una curva veloce, immettendosi su un rettilineo infido, perdendo il controllo del mezzo e andando giù. Il che, nel codice dei due contendenti eccellenti, si è tradotto automaticamente in: strada spianata per il rivale.

E così la terza tappa di Coppa del Mondo, la prima in Europa dopo il doppio appuntamento settembrino americano dominato dall’iridato, è finita dritta dritta nel palmarès di Mathieu Van der Poel. Con Van Aert che, nell’ottica di salvare il salvabile (ovvero molto, visto che il belga è primo nella classifica di challenge), si è prodotto in un finale turbo che gli ha permesso di risalire fino alla seconda posizione. E torniamo all’assunto di base: primo e secondo, secondo e primo, la canzone non si discosta quasi mai da questo ritornello.

 

All’inizio è Van Aert a fare la corsa
Il più veloce in partenza è stato Lars Van der Haar, che poi è scivolato in curva autocondannandosi a una lunga rincorsa destinata comunque a non portarlo nelle posizioni nobili. Appena Larsino si è fatto da parte, Van Aert ha occupato la scena, trenando per scrollarsi di dosso un ottimo Michael Vanthourenhout, e rimanendo solo al comando fino al quarto dei nove giri della prova.

Al contrario, Van der Poel era partito abbastanza cauto, ma che fosse lì lì per emergere lo si vedeva a occhio nudo già nelle prime tornate. Infatti: al quarto giro è stato proprio lui a porre fine all’interregno solitario di WVA, raggiungendo il giovane rivale e procedendo con lui per un paio di giri.

Dietro, nel frattempo, non si andava a spasso: e grazie agli sforzi di Vanthourenhout prima, e di Tom Meeusen poi, un quartetto di inseguitori ha raggiunto i battistrada al sesto giro. Coi due citati, i rispettivi compagni di squadra Kevin Pauwels e Toon Aerts. Poi Aerts – già al limite – ha perso presto contatto, e su un forcing di Van Aert su una delle due scalinate naturali del circuito anche Pauwels si è staccato.

 

L’attacco di Mathieu, la caduta di Wout
Al settimo giro Van der Poel ha deciso che era ora di involarsi, e – detto fatto – ha preso margine. Van Aert ha proseguito come un tarantolato ma senza riuscire a staccare a sua volta Meeusen e Vanthourenhout; la foga di inseguire MVDP ha giocato un brutto scherzo al Campione del Mondo all’ottavo giro, allorché il ragazzo è incappato nella già citata caduta. Andando giù Wout ha travolto pure Meeusen, mentre Vanthourenhout si è limitato a mettere piede a terra, per poi ripartire più veloce che poteva. Su Meeusen si è riportato Pauwels, mentre Van Aert – alle prese con un problemino meccanico – si è ritrovato ancora più indietro.

Ma non si è perso d’animo: risolto il guaietto alla bici, il belga si è presto – ancor prima della fine dell’ottavo giro – riportato sui due esperti connazionali, quindi sul suo forcing Pauwels si è definitivamente staccato.

Nel nono e ultimo giro Van Aert ha staccato in apertura Meeusen, per poi compiere un prodigioso recupero che l’ha portato a riprendere il tenacissimo Vanthourenhout e a superarlo dopo l’ultima scalinata; tanta la rabbia che aveva in corpo che, se avesse avuto a disposizione un altro mezzo giro, WVA avrebbe probabilmente raggiunto anche Van der Poel, che nel frattempo aveva ottimamente gestito un mezzo minuto di margine, senza più prendere rischi ma badando solo di portare senza danni la bici all’arrivo.

Van der Poel si è così imposto con 14″ su Van Aert; Vanthourenhout ha chiuso terzo a 21″, Meeusen quarto a 34″, Pauwels quinto a 49″; e poi Aerts a 56″, Van der Haar a 1’07”, Corné Van Kessel a 1’22”, Laurens Sweeck a 1’28” e Tim Merlier a 1’33”. Gli unici due italiani in gara, i fratelli Samparisi, hanno chiuso molto lontani dai primi: 42esimo Nicolas, 48esimo Lorenzo.

In classifica Van Aert domina con 230 punti; Sweeck (oggi deludente) è ancora secondo a 174, a lui si avvicinano Vanthourenhout (166), Pauwels (164), Aerts (154) e Meeusen (137). La prossima gara è in programma il 20 novembre a Koksijde in Belgio.

 

Le altre gare: un Gioele Bertolini formato maxi!
Per il cross italiano grandi notizie sono giunte dalla prova Under23: esattamente come un anno fa ha vinto Gioele Bertolini, a cui evidentemente questo circuito piace proprio. L’azzurro, favorito dalla gara asciutta, ha fatto corsa parallela coi migliori, arrivando a giocarsi il successo in uno sprint a due con l’olandese Joris Nieuwenhuis, e battendolo nettamente.

A circa mezzo minuto sono arrivati il belga Quinten Hermans, poi il ceco Adam Toupalik, quindi l’altro olandese Sieben Wouters; solo sesto Eli Iserbyt, il belga Campione del Mondo di categoria nonché vincitore della Coppa 2015-2016. In 16esima e 17esima posizione Stefano Sala e Jakob Dorigoni, più indietro gli altri due azzurri (24esimo Nadir Colledani, 37esimo Antonio Folcarelli). Essendo quella di Valkenburg la prima tappa di CDM Under 23, Bertolini è anche leader della classifica. Vedremo come si evolverà il suo percorso nella challenge.

Tra le donne successo dell’iridata Thalita De Jong in solitaria, davanti all’altra olandese Sophie De Boer e alla belga Sanne Cant; nona Alice Maria Arzuffi, 29esima Sara Casasola, 40esima Francesca Baroni, 47esima Elena Valentini. La classifica è guidata da De Boer con 198 punti, a seguire la francese Caroline Mani (173) e l’americana Amanda Miller (157).

Tra gli juniores infine vittoria belga con Yentl Bekaert e podio completato dal francese Antoine Benoist e dall’altro belga Andreas Goeman. Ben sei italiani in gara, i loro piazzamenti: 20esimo Patrick Favaro, 27esimo Filippo Fontana, 30esimo Edoardo Xillo, 31esimo Lorenzo Calloni, 32esimo Giulio Galli e 46esimo Alberto Brancati. Anche qui si trattava della prima prova in calendario, per cui la classifica rispecchia l’ordine d’arrivo.

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