Per Wout Van Aert terza vittoria di fila nel Koppenbergcross © DVV Trofee-Belga
Per Wout Van Aert terza vittoria di fila nel Koppenbergcross © DVV Trofee-Belga

E sul Koppenberg Van Aert fece sKoppiare Van der Poel

DVV Trofee, straordinaria prestazione del Campione del Mondo sul muro del Fiandre: un presagio di quello che sarà in futuro?

A vederlo stroncare tutti gli avversari sul muro in pavé del Koppenberg (uno dei versanti, non quello che viene affrontato al Giro delle Fiandre), è inevitabile pensare a quello che potrebbe fare Wout Van Aert appunto alla Ronde. Non perché – da crossomani quali siamo – aspiriamo al grande salto del campioncino di Herentals dal fango alla strada; ma perché, semplicemente, come già scritto, è inevitabile pensarci. Ci pensiamo noi, ci pensano i tifosi di WVA, e sicuramente ci pensa anche lui.

Tantopiù nel giorno in cui giunge la notizia che l’UCI ha accolto la richiesta di licenza della Veranda’s Willems-Crelan, squadra che sale al rango di Professional e nella quale confluisce proprio il ramo crossistico della Crelan sotto le cui insegne gareggia Van Aert. E questa nuova licenza significa la possibilità di essere invitati in tutte le corse principali, compreso il Fiandre. Il cerchio si chiude, insomma. Aprile è lontano, e non sarà facile per Wout tirare a tutta la stagione del cross fino a metà febbraio (come farà), e poi eventualmente farsi trovare pronto un mese e mezzo dopo per stregare gli appassionati della strada che ancora non lo conoscono. Ma mai dire mai.

 

Giornata asciutta, ma il muro fa la differenza
Per tornare ad oggi, al Koppenbergcross, basta dire due cose: la prima è che WVA l’ha vinto per il terzo anno consecutivo; la seconda è che ha fatto polpette degli avversari, procedendo per demolizione, facendoli fuori uno dopo l’altro. Il botto più fragoroso l’ha fatto senza dubbio il suo rivale Mathieu Van der Poel, che a metà gara, non potendone più di fuori giri su quel maledetto muro, ha alzato bandiera bianca, saltando completamente come raramente accade a un fuoriclasse della sua statura.

La gara, seconda tappa del DVV Trofee 2016-2017, è partita con Laurens Sweeck a fare il ritmo e tutti gli altri a ruota, in fila indiana. Giornata serena, terreno asciutto, sarebbe stata una prova destinata a risultare poco selettiva (come il Campionato Europeo di due giorni fa), se non fosse stato per quella micidiale rampa (prima erbosa, poi pietrosa) del finale. Lì, volere o volare, i buoni sarebbero finiti da una parte e i cattivi dall’altra.

Già al secondo giro Van Aert ha dato una prima stoccata, portandosi dietro Toon Aerts e Klaas Vantornout (preceduti nell’ordine al traguardo volante con in palio abbuoni da 15-10-5″); Van der Poel, che come suo solito era partito abbastanza cauto, ha subito fiutato il pericolo e si è prodotto in un primo affondo sul muro, e poi in un terzo giro al fulmicotone che gli ha permesso di rientrare sui battistrada; di lì a poco, in apertura di quarto giro, anche un drappello comprendente Kevin Pauwels, Michael Vanthourenhout e – seppur con qualche affanno – Lars Van der Haar, è riuscito a ricongiungersi con quelli di testa.

 

Le rasoiate di WVA sul Koppenberg prosciugano Van der Poel
Nel gruppetto di 7 così formatosi, Van Aert ha continuato a martellare. Nel corso del quarto giro Vantornout ha tentato un break, ma la sua azione è durata lo spazio di un respiro: a fine tornata, già sulla parte erbosa della rampa, WVA ha sparato un altro colpo da obice, e Van der Poel ha patito pesantemente: un fuorigiri da paura per l’olandese, che ha perso contatto facendo il buco pure ai due che erano alla sua ruota (Van der Haar e Pauwels).

Sulla parte di muro in pavé Van Aert ha completato (per il momento) l’opera, piegando anche la resistenza dei quasi omonimi Vantornout e Vanthourenhout. Con lui rimaneva solo il Campione Europeo Aerts.

Nel quinto giro Van der Poel, ormai prosciugato, si è staccato anche da Van der Haar e Pauwels (che presto si sarebbero ricongiunti con Vanto&Vantho), e da lì in avanti ha continuato a perdere terreno nei confronti di chiunque: subito preso e superato da un gruppetto composto da Michael Boros, Corné Van Kessel, Jens Adams e Laurens Sweeck, sarebbe stato passato a fine settimo giro da Philipp Walsleben e Tom Meeusen, e nell’ultima tornata pure da Dieter Vanthourenhout e Daniel Soete, chiudendo malinconicamente 15esimo a quasi 4′ da Van Aert.

 

Van Aert si invola a metà gara
Ma riprendiamo il racconto dal quinto giro, da WVA che continuava a imporre il suo ritmo indiavolato al povero Aerts, il quale a fine tornata (sul muro: dove, sennò?) ha ceduto dopo aver provato a resistere coi denti e con le unghie. Ma contro il Wout di oggi non c’era proprio nulla da fare.

Alla fine del sesto giro, tirato tutto al comando solitario della corsa, Van Aert aveva 26″ su Aerts, 42″ su Pauwels, Adams (rinvenuto ottimamente) e Van der Haar, 46″ su Vantornout e Vanthourenhout; un giro dopo il margine era salito a 53″ sul gruppetto degli inseguitori, che si era ricompattato risucchiando pure Aerts. Gara finita a due giri dalla fine, in pratica.

Da lì in poi Van Aert un po’ ha gestito (sebbene la formula del DVV Trofee, con classifica a tempo e non a punti, consigli di correre sempre a tutta, anche quando si ha la vittoria in tasca), un po’ è venuto fuori bene Pauwels, che nella penultima tornata ha recuperato da solo 15″; l’ultimo giro non lo contiamo, visto che sul muro WVA è stato più impegnato a dare il cinque a tutti i tifosi che lo acclamavano, che a dar fondo alle ultime energie di giornata.

 

Vittoria netta per WVA, DVV Trofee già quasi ipotecato
Al traguardo Wout Van Aert ha chiuso facendo il segno del 3 (come le vittorie consecutive sul Koppenberg); a 29″ da lui è giunto Pauwels, a 34″ Van der Haar, a 46″ Aerts (che forse avrebbe potuto fare un finale migliore, se non si fosse svenato prima per star dietro a WVA); quinto a 56″ Vantornout, sesto a 1’04” Vanthourenhout, settimo a 1’14” Van kessel, ottavo a 1’18” Adams (che ha patito un problema meccanico nel penultimo giro), nono a 1’34” Sweeck, decimo a 1’44” Boros.

In classifica Van Aert precede Pauwels di 1’52”, Vanthourenhout di 2′, Van der Haar di 2’08”, Adams di 2’19”. Non possiamo dire, con 6 tappe ancora da disputare (la prossima ad Hamme il 27 novembre), che la challenge sia già chiusa, ma certo il rollingstone di Herentals ha messo una mezza ipoteca sulla vittoria del DVV Trofee (non dimentichiamo che la prima tappa, a Ronse, l’ha vinta sempre lui).

Nei prossimi due weekend spazio al Superprestige con le gare di Ruddervoorde (il 6) e Gavere (il 13). Dopo il clamoroso passaggio a vuoto di oggi, Van der Poel avrà ben voglia di riscattarsi; certo il Van Aert visto sul Koppenberg appare al momento difficilmente battibile. Ma si sa che nel cross gli equilibri (specie se il livellamento è quello esistente) sono fatti per essere smontati da una settimana all’altra.

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