Anna Van der Breggen, oro nella prova su strada a Rio © AD.nl
Anna Van der Breggen, oro nella prova su strada a Rio © AD.nl

Van der Breggen e Guarnier le superstar 2016

Le pagelle: Dideriksen iridata a soli 20 anni, per l’Italia ottime Longo Borghini, Bastianelli e Cecchini

Anna Van der Breggen – 9.5
La stagione non avrà prodotto una numero uno indiscutibile, ma di certo Anna Van der Breggen di rimpianti difficilmente ne avrà al termine del 2016: per lei due medaglie ai Giochi Olimpici (oro su strada, bronzo a cronometro), altre due al Campionato Europeo (oro su strada, argento a cronometro) più la vittoria alla Freccia Vallone ed il terzo posto al Giro d’Italia. Le sono mancati solo alcuni successi minori (è arrivato solo l’Omloop van de Ijsseldelta) che premiassero, anche dal punto della quantita, una stagione qualitativamente superlativa.

Megan Guarnier – 9.5
Numero 1 sia nella classifica mondiale che in quella del Women’s World Tour, la 31enne statunitense manca clamorosamente a Rio (finisce fuori dalle 10) ma tra maggio e luglio vince consecutivamente Tour of California, Campionato Nazionale, Philadelphia e il Giro Rosa: come se non bastasse aggiungiamo i podio a Trofeo Binda (seconda), Emakumeen Bira (seconda) e Freccia Vallone (terza). Da quando nel 2014 è arrivata alla Boels-Dolmans è cresciuta anno dopo anno: ora è arrivata al top ed il prossimo anno la concorrenza interna alla squadra sarà durissima.

Amalie Dideriksen – 9
Nonostante due titoli Mondiali conquistati nella categorie juniores, nessuno si aspettava potesse imporsi a Doha davanti a tutte le velociste più quotate: e invece la 20enne danese, al secondo annno nella categoria élite, ha sorpreso tutto e sarà lei a vestire la maglia iridata il prossimo anno. Tra gli uomini la Danimarca ha spesso lanciato dei fenomeni nelle categorie giovanili che si sono smarriti con l’età: Amalie però sembra essere davvero di un’altra pasta, siamo curiosissimi di vedere cosa saprà combinare nel 2017 con tante attenzioni addosso.

Elizabeth Deignan – 9
Elizabeth Armitstead si sposa e prende il cognome del marito, l’irlandese Philip Deignan della Sky: lo diciamo subito per evitare confusione. Il suo inizio di stagione è impressionante: vince Het Nieuwsblad, Strade Bianche, Trofeo Binda e Giro delle Fiandre, poi tira un po’ il fiato prima di tornare vincente nella gara a tappe di casa, l’Aviva Women’s Tour. Nelle grandi rassegne arrivano un quinto posto a Rio ed un quarto a Doha: entrambi i percorsi non erano ideali per lei, eppure è arrivata tutte e due le volte molto vicina al podio. Purtroppo è coinvolta anche in una vicenda di mancati controlli antidoping da cui comunque viene assolta subito prima di Rio.

Elisa Longo Borghini – 8.5
Nelle gare importante non è praticamente mai uscita dalle prime cinque anche se poi alla fine il totale delle vittorie stagionali è fermo a quota 2, il campionato italiano a cronometro ed il Giro dell’Emilia: però le medaglie di bronzo alle Olimpiadi e agli Europei hanno il loro bel valore, come i piazzamenti a Strade Bianche, Fiandre, Freccia Vallone, Philadelphia e nelle gare a tappe. Un (grosso) rammarico può essere il Giro Rosa dove è stata una delle più forti in gara: forse era anche nelle condizioni per vincere la corsa, ma il caldo e una condotta tattica rivedibile hanno provocato un passaggio a vuoto terribile del tappone di montagna di Alassio; la certezza è che il podio non è una chimera.

Emma Johansson – 8.5
Atleta di grandissima classe che saluta con l’ennesima stagione di spessore: il momento più alto lo raggiunge ai Giochi Olimpici dove, su un percorso non certo ideale per lei, riesce a bissare l’argento conquistato a Pechino nel 2008. Oltre alla solita lunga lista di secondi e terzi posti (tra cui Strade Bianche e Fiandre), quest’anno Emma Johansson ha messo a referto anche la vittoria di due tappe e della classifica finale dell’Emakumeen Bira, già conquistata nel 2013.

Kristin Armstrong & Amber Neben – 8.5
Le due veterane statunitensi, 84 anni in due, si sono spartite i due grandi titoli a cronometro in palio quest’anno. La Armstrong ha vinto il terzo oro olimpico consecutivo ma vanta anche un 2° posto al Tour of California; la Neben invece, portacolori della BePink, s’è riprsa la maglia iridata otto anni dopo Varese ma s’è pure portata a casa due tappe e la classifica generale della Route de France.

Katarzyna Niewiadoma – 8
La giovane scalatrice polacca continua a crescere e con nove successi divide il titolo di plurivittoriosa con la compagna di squadra Marianne Vos: spiccano i successi in classifica al Festival Elsy Jacobs e al Giro del Trentino, il successo di peso arriverà a breve. Tanti piazzamenti nelle classiche (seconda all’Europei, sesta a Rio), l’unico vero passaggio a vuoto lo ha sul Mortirolo al Giro quando compromette la sua classifica (finisce poi settima) perdendo più di quattro minuti.

Chantal Blaak – 8
Un avvio di stagione da assoluta protagonista sul pavé vincendo Samyn, Drenthe e Gand-Wevelgem e andando a podio al Het Nieuwsblad e al Fiandre. Nella fase centrale dell’anno cala un po’ di rendimento e lavora per le compagne, poi torna protagonista con il terzo posto in Svezia e la vittoria al Giro d’Olanda: senza dubbio la miglior stagione della sua carriera.

Annemiek Van Vleuten – 8
Una prima parte di stagione di buon livello ma senza grossi acuti (tre vittorie, tutte a cronometro), poi arriva al 7 agosto in uno stato di forma mai raggiunto in tutta la sua vita: sulla salita di Vista Chinesa stacca addirittura Mara Abbott e si lancia verso il titolo olimpico, il sogno dorato però si interrompe bruscamente in discesa con una drammatica caduta dovuta ad un errore nell’impostazione di una curva. Appena un mese dopo aver fatto temere per il peggio, Annemiek torna in gara e domina il Lotto Belgium Tour (due tappe e classifica) sfiorando poi il podio (quinta) al Mondiale a cronometro.

Evelyn Stevens – 8
Irresistibile sulle strade del Giro Rosa con ben tre vittorie di tappa ed un secondo in classifica che senza la discesa del Mortirolo sarebbe potuto essere anche un primo. Finisce sul podio anche alla Freccia Vallone (seconda) ed al Tour of California (terza), mentre ai Giochi Olimpici si è messa a disposizione di Megan Guarnier e Mara Abbott: a Doha ha chiuso la sua carriera ciclistica con il quarto oro personale nella cronometro a squadre per club.

Marta Bastianelli – 7.5
Chissà come sarebbe potuta andare a finire la volata iridata se negli ultimi 2000 metri di gara fosse tutto filato liscio: il quinto posto resta comunque un risultato importante a coronamento di una stagione che l’ha vista conquistare quattro successi internazionali (più l’en-plein al Giro della Campania Open) e altri piazzamenti interessanti. Se continuerà a lavorare sugli sprint come fatto quest’anno, potrà togliersi belle soddisfazioni: in fondo a 30 anni (lì compirà il prossimo 30 aprile) può avere ancora un bel po’ di strada davanti.

Elena Cecchini – 7.5
Per il terzo anno consecutivo si laurea campionessa italiana su strada, impresa riuscita in passato alla sola Maria Canins, ma quest’anno si è aggiudicata anche la classifica finale del Thüringen Rundfahrt in Germania, una delle gare a tappe storiche del calendario internazionale. E aggiungiamo anche un sempre prezioso contributo alla causa della nazionale.

Lotta Lepistö – 7.5
Una delle atlete che è migliorata di più durante l’anno tanto da chiudere terza al Mondiale e seconda nelle prove Women’s World Tour sia di Parigi che di Vargarda. Oltre che in volata sta crescendo molto anche a cronometro: se continuerà su questo cammino, il 2017 sarà l’anno in cui arriverà il suo primo grande successo in carriera.

Chloe Hosking – 7.5
Stagione positiva per la velocista australiana che l’anno prossimo passerà alla Alé Cipollini: per lei vittorie tra cui La Course by Le Tour, Tour of Chongming Island, una tappa al Giro Rosa e il GP Beghelli; il rimpianto è il Mondiale di Doha corso da capitana e dove non è riuscita a fare meglio del 7° posto. A 26 anni può ancora crescere come velocista pura.

Mara Abbott – 7
L’ultima grande scalatrice in circolazione ha messo fine alla sua carriera ed in quest’ultimo anno è andata vicino a fare un vero e proprio colpaccio: a Rio negli ultimi chilometri ha sognato l’oro, ma è stata ripresa ad appena 300 metri dall’arrivo finendo poi quarta. Al Giro d’Italia si è piazzata invece quinta palesando ancora una volta i suoi enormi limiti in discesa: la corsa l’ha persa scendendo dal Mortirolo dopo aver bastonato tutte in salita.

Ellen Van Dijk – 7
Per soli 6″ si arresa ad Amber Neben al Campionato del Mondo a cronometro, a Rio invece un clamoroso errore di distrazione le ha fatto perdere il podio olimpico (ha chiuso quarta) e forse addirittura la medaglia d’oro: il titolo europeo sempre a cronometro e altre quattro vittorie sparse per la stagione difficilmente servono ad attenuare i grandi rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato.

Marianne Vos – 7
La fenomenale atleta olandese è tornata in gruppo dopo un anno di lontananza dalle corse e, dopo un rientro graduale nei primi mesi, con nove successi è stata subito la plurivittoriosa della stagione. Però è apparso evidente che la Marianne Vos formato 2016 non è ancora quella di un tempo: le è mancato un successo di peso e ha sofferto un po’ sui percorsi più impegnativi, ma dopo il lungo stop è abbastanza normale.

Giorgia Bronzini – 6.5
Quattro vittorie nel 2016 con due tappe al Giro Rosa, compresa quella molto impegnativa di San Fior, ma per il resto c’è il sesto posto agli Europei, una prestazione generosa a Rio e poco altro di rilevante. Il grandissimo rammarico è per quel malanno che l’ha colpita poche ore prima del via del Campionato del Mondo di Doha dove sarebbe stata sicura protagonista: ci riproverà il prossimo anno a Bergen visto che ha deciso di posticipare il ritiro.

Jolien D’Hoore – 6.5
Sacrifica la prima parte della stagione su strada per l’obiettivo di una medaglia nell’Omnium di Pista ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro: alla fine in Brasile conquista il bronzo dietro alle inarrivabili Trott e Hammer. Su strada mette assieme sette vittorie, tra cui la Madrid Challenge by la Vuelta, unico centro di un certo prestigio: il decimo posto al Mondiale, però, finisce sotto ai mancati obiettivi dell’anno.

Ashleigh Moolman – 6
Punta tanto sui Giochi Olimpici ma, nonostante un tracciato adatto alle sue caratteristiche, non riesce a far meglio del decimo posto. Le vittorie all’Auensteiner-Radsporttage e al Giro della Toscana, uniti ai piazzamenti all’Emakumeen Bira e all’Aviva Women’s Tour salvano la sua stagione.

Lisa Brennauer – 5.5
La 28enne tedesca incappa in una stagione non particolarmente brillante, soprattutto paragonandola alle due precedenti: le vittorie sono solo due, i piazzamenti invece tanti ma il 2° posto alla Gand-Wevelgem e il 6° al Mondiale a cronometro non bastano ad arrivare alla sufficienza.

Kirsten Wild – 5
A 34 anni iniziano a calare sia il numero (sei nel 2016) che la qualità dei successi della possente velocista olandese: al Campionato del Mondo in Qatar ha avuto l’occasione di una vita ma il secondo posto, pur essendo il primo podio in una grande rassegna per nazionale, non è certo il risultato a cui ambiva.

Barbara Guarischi & Valentina Scandolara – 5
Annata difficile per le due italiane classe 1990: tra sfortuna e problemi fisici sono riuscite a mostrare il loro potenziale solo in rare occasioni. Avranno modo di rifarsi nel 2017.

Pauline Ferrand-Prévot – 4
Stagione da dimenticare al più presto per la 24enne francese di Reims che dopo la scorpacciata di titoli tra 2014 e 2015 ha sofferto a lungo per gli infortuni. Dopo la deludente partecipazione olimpica si è fermata per riposarsi e ricaricarsi: nel 2017 ripartirà dalla Canyon-SRAM.

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