Fabian Cancellara saluta il pubblico accorso al velodromo di Gand per la sua festa finale © Bettiniphoto
Fabian Cancellara saluta il pubblico accorso al velodromo di Gand per la sua festa finale © Bettiniphoto

Ciao Fabian!

Cancellara si ritira: la prima parte dello speciale per ripercorrere la sua carriera

Poco più di un anno fa, era l’11 novembre, Fabian Cancellara aveva annunciato al pubblico che il 2016 sarebbe stata la sua ultima stagione dal ciclista professionista: nonostante un bottino di sette vittorie, il grande campione elvetico non ha avuto ripensamenti e così a 35 anni ha chiuso una carriera fantastica. Il lungo addio si è concretizzato in tre atti: la prova a cronometro vinta ai Giochi Olimpici di Rio lo scorso 10 agosto è stato l’ultimo impegno agonistico ufficiale di Fabian Cancellara, a ottobre c’è stato il congedo con i fans orientali nel criterium che anticipa la Japan Cup, mentre per la grande festa finale ribattezzata “Ciao Fabian” ha scelto il velodromo di Gand dove sabato più di 6000 persone sono accorse per salutarlo.

Per celebrare anche noi Fabian Cancellara proviamo quindi a ripercorrere tutta la carriera di Spartacus con uno speciale in due puntate interamente dedicato a lui.

Cancellara vince il suo primo Mondiale juniores, Pozzato è terzo © Cor Vos
Cancellara vince il suo primo Mondiale juniores, Pozzato è terzo © Cor Vos

Gli exploit giovanili: 1998-2000
Fabian Cancellara nasce a Wohlen bei Bern il 18 marzo 1981 da madre svizzera e padre italiano, emigrato dalla Basilicata da giovane. Cancellara scopre la bicicletta a 13 anni e nelle categorie giovanili mette subito in mostra qualità fuori dal comune, soprattutto nelle prove a cronometro: il primo exploit arriva nel 1998 a Valkenburg quando si laurea campione del mondo della categoria juniores battendo il tedesco Torsten Hiekmann, iridato uscente, e Filippo Pozzato. L’anno successivo a Verona, Cancellara conquista di nuovo il titolo mondiale a cronometro ed entra nell’orbita della corazzata Mapei che lo lascia ancora un anno a maturare tra gli Under23 anche per ragioni di tipo scolastico: si conferma come uno dei talenti più interessanti del panorama internazionale, ma stavolta al Campionato del Mondo trova sulla sua strada il russo Evgeni Petrov che lo batte di 52″ e che poi vincerà anche la gara in linea.

Cancellara a cronometro in maglia Mapei © Watson
Cancellara a cronometro in maglia Mapei © Watson

Il gruppo Mapei: 2001-2002
Il passaggio al professionismo di Cancellara con la maglia dell’allora Mapei-QuickStep si concretizza nel 2001 e nello straordinario gruppo giovani del team inizia a lavorare a stretto contatto con Luca Guercilena che nel corso degli anni sarà il suo allenatore, direttore sportivo, team manager e anche commissario tecnico nella nazionale della Svizzera. Al primo anno vince il prologo e la classifica del Tour of Rhodes in Grecia (terzo finisce un certo Bradley Wiggins) ed inizia a collezionare piazzamenti soprattutto a cronometro, nel 2002 invece le vittorie diventano ben nove tra cui il primo Campionato Nazionale ed il prologo del Giro d’Austria. Al Mondiale arriva un’altra bella conferma delle sue qualità: nonostante la giovane età, a Zolder è nono nella cronometro a solo 1’07” dal vincitore Santiago Botero.

Cancellara vince il prologo del Tour 2004 © Reuters
Cancellara vince il prologo del Tour 2004 © Reuters

L’esplosione in maglia Fassa Bortolo: 2003-2005
A fine 2002 lo sponsor Mapei lascia il ciclismo e Fabian Cancellara accetta l’offerta della Fassa Bortolo di Giancarlo Ferretti con cui vince subito il prologo sia al Tour de Romandie che al Tour de Suisse. Il primo vero salto di qualità, però, arriva nel 2004 quando a inizio stagione in Spagna si prende addirittura il lusso di battere Erik Zabel in volata grazie alla grande potenza di cui dispone: Cancellara non è solo sinonimo di cronometro e ad aprile dello stesso anno mostra il suo potenziale nelle classiche finendo quarto alla Parigi-Roubaix, ultimo di un gruppetto di testa che comprendeva anche Backstedt, Hoffman e Hammond. Tra la seconda metà del 2004 ed il 2005 Fabian continua a crescere: a luglio vince il prologo del Tour de France e veste per due giorni la maglia gialla, l’anno dopo è nei 10 a Gand-Wevelgem, Parigi-Roubaix e Amburgo per poi chiudere la stagione con il primo podio iridato nella massima categoria, a Madrid infatti è bronzo nella cronometro alle spalle di Michael Rogers e José Ivan Gutiérrez.

Cancellara vince la sua prima Parigi-Roubaix © Keystone
Cancellara vince la sua prima Parigi-Roubaix © Keystone

L’anno magico 2006: Riis, Roubaix, Mondiale
Dopo il primo anno del World Tour la Fassa Bortolo chiude i battenti e Cancellara approda al Team CSC di Bjarne Riis e arriva la vera svolta nella carriera di Spartacus: nella Settimana Santa del pavé prima fa sesto al Fiandre, poi replica lo stesso piazzamento alla Gand ed infine il 9 aprile arriva la Parigi-Roubaix dove lo svizzero conquista il primo successo in carriera in una grande classica. È la Roubaix del treno e della squalifica di Hoste, Van Petegem e Gusev, ma in quel momento Cancellara aveva già staccato tutti ed era solitario al comando della corsa: una spettacolare dimostrazione di forza che praticamente inaugura un decennio di appassionanti sfide con Tom Boonen sul pavé. Il secondo obiettivo stagionale di Cancellara è il Campionato del Mondo a Cronometro a Salisburgo dove si presenta in condizioni di forma superlative: sul tracciato austriaco nessuno riesce anche solo ad avvicinarlo, lo statunitense David Zabriskie è secondo a 1’30”, Alexandre Vinokourov addirittura terzo a 1’50”; dopo i due titoli mondiali da juniores, Fabian diventa il re delle cronometro anche tra i professionisti.

La vittoria a Compiègne in maglia gialla © Trek Segafredo
La vittoria a Compiègne in maglia gialla © Trek Segafredo

Il numero di Compiègne e il bis iridato
La stagione 2007 di Fabian Cancellara parte male e al nord conquista solo un secondo posto a Harelbeke dietro a Boonen; anche l’esordio al Giro d’Italia è abbondantemente sottotono. La svolta arriva con il caldo: vince entrambe le cronometro al Giro di Svizzera, vince il Campionato Nazionale e al Tour de France si veste di giallo dominando il prologo di Londra. Nella terza tappa della Grande Boucle, con addosso la maglia di leader, Cancellara realizza un fantastico capolavoro: a Compiègne si prospetta un braccio di ferro tra fuggitivi e velocisti, ma a 800 metri dall’arrivo Fabian esce dal gruppo, supera il drappello di attaccanti pedalando da seduto con una potenza spaventosa, si alza per rilanciare l’andatura solo negli ultimi 200 metri e riesce a conquistare la seconda vittoria di tappa contenendo la rimonta di Erik Zabel; più avanti andrà vicino al tris sul traguardo di Montpellier. A Stoccarda la conferma del titolo mondiale a cronometro passa praticamente per una formalità: l’ungherese Bodrogi chiude secondo staccato di 52″.

Fabian Cancellara celebra l'oro olimpico di Pechino © Jacky Naegelen - Reuters
Fabian Cancellara celebra l’oro olimpico di Pechino © Jacky Naegelen – Reuters

Sanremo e doppio podio olimpico: il 2008 è un altro capolavoro
A inizio 2008 Fabian Cancellara sceglie l’Italia per regalare altre fantastiche perle ai suoi tifosi. Vince subito per la prima volta la Strade Bianche, allora era ancora la Montepaschi Eroica, poi si aggiudica la Tirreno-Adriatico ed infine completa l’opera con il successo alla Milano-Sanremo in Lungomare Italo Calvino grazie ad un’altra devastante accelerazione da finisseur con Pozzato e Gilbert che completano il podio staccati di una manciata di secondi. Muri e pavé stavolta non gli sorridono: entra nel velodromo di Roubaix assieme a Boonen e Ballan e allo sprint viene battuto dal campione fiammingo e deve accontentarsi del secondo posto. Dopo due vittorie da finisseur in Svizzera e una tappa a cronometro al Tour de France, Fabian Cancellara si presenta ai Giochi Olimpici di Pechino con i favori del pronostico per l’oro a cronometro, prova che ad Atene lo vide piazzarsi decimo: lo svizzero però sorprende tutti già nella prova in linea chiudendo terzo (poi diventerà secondo con la squalifica di Rebellin) su un percorso decisamente impegnativo; qualche giorno dopo conquista la sua seconda medaglia personale vincendo la cronometro davanti a Larsson e Leipheimer. A 27 anni Cancellara ha già un palmarès che sarebbe ottimo fosse anche quello di un’intera carriera: nei piani ci sarebbe ancora l’assalto al terzo Mondiale a cronometro consecutivo ma a fine stagione la stanchezza prende il sopravvento e Fabian neache si presenta al via a Varese.

Cancellara trionfa al Tour de Suisse @ Keystone
Cancellara trionfa al Tour de Suisse @ Keystone

2009: i problemi, il Tour de Suisse ed il Mondiale di Mendrisio
A inizio 2009 tutto gira per il verso storto e Fabian Cancellara perde quasi tutta la prima parte di stagione: lo svizzero non riesce a superare alcuni problemi fisici e, tra un ritiro e l’altro, si trova a sempre a rincorrere la miglior condizione; saltare la Sanremo non basta, al Fiandre arriva un altro ritiro e alla Roubaix non riesce ad essere competitivo. Una delle stelle della squadra di Bjarne Riis, ormai diventata Team Saxo Bank, si rifà con gli interessi nella seconda parte di stagione: gli organizzatori del Tour de Suisse predispongono un tracciato su misura per il campione casa, lui si fa trovare pronto e vince le due cronometro e la classifica generale grazie ad un’eccellente difesa nelle poche salite presenti. Questo successo apre le porte ad un dibattito sul potenziale di Cancellara nelle grandi corse a tappe considerando anche il fatto di aver già raggiunto buona parte dei suoi altri obiettivi: in ogni caso lo svizzero mai in carriera proverà anche solo minimamente a fare classifica in una gara a tappe di tre settimane; nel 2009 tra Tour e Vuelta comunque vestirà per 11 giorni (6 in Francia, 5 in Spagna) la maglia di leader della classifica. A fine stagione c’è il Campionato del Mondo di Mendrisio in Svizzera dove Fabian punta con decisione anche alla prova su strada, uno dei pochi successi di peso che ancora gli mancano: la cronometro non gli sfugge (Larsson finisce a 1’27”, Martin addirittura a 2’30”) ma nella gara in linea, nonostante i vistosi miglioramenti in salita, deve arrendersi prima a Cadel Evans, poi nel finale vede sfumare di poco anche il podio e chiude quinto. Fabian darà l’assalto al Mondiale su strada anche in altre occasioni, ma resterà sempre giù dal podio.

(Fine prima parte)

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