Fabian Cancellara saluta i tifosi al termine del Giro delle Fiandre 2016 © Bettiniphoto
Fabian Cancellara saluta i tifosi al termine del Giro delle Fiandre 2016 © Bettiniphoto

Ciao Fabian!

La seconda parte dello speciale su Cancellara: dalle vittorie e le polemiche del 2010, all’oro olimpico di Rio

Continuiamo a ripercorrere la straordinaria carriera di Fabian Cancellara: ieri nella prima puntata ci eravamo fermati al 2009, oggi concludiamo con le ultime sette stagioni da ciclista professionista del gran campione elvetico. In totale Cancellara chiude con tre medaglie olimpiche, sette medaglie mondiali, dieci titoli nazionali a cronometro e due in linea, tre Parigi-Roubaix, tre Giri delle Fiandre, una Milano-Sanremo, sette tappe al Tour de France, tre tappe alla Vuelta, tre Strade Bianche, tre E3 Prijs e anche un successo finale al Tour de Suisse.

Cancellara s'invola sul Muur per vince il suo primo Fiandre © Bettiniphoto
Cancellara s’invola sul Muur per vince il suo primo Fiandre © Bettiniphoto

2010, anno di vittorie…
I problemi fisici avevano condizionato la campagna del nord 2009 di Fabian Cancellara che quindi punta a rifarsi l’anno successivo, ma nessuno avrebbe potuto prevedere una superiorità tanto netta quando quella dimostrata dal campione svizzero nelle classiche del 2010. A dire il vero alla Sanremo non riesce ad incidere, ma già la settimana successiva all’E3 Prijs di Harelbeke è irresistibile: prima fa selezione assieme a Boonen e Flecha, poi li schianta nel finale e va a prendersi un successo. Passa un’altra settimana e arriva un altro show clamoroso di Cancellara: al Giro delle Fiandre si ripete il duello con Tom Boonen che però si arrende sul Muur e finisce secondo a 1’15” con Gilbert terzo a 2’11”. Con la vittoria al Fiandre, Cancellara ha nel proprio palmarès tre delle cinque classiche monumento ma, nonostante qualche dichiarazione e le pressioni di parte della stampa, non proverà mai a completare questo “Grande Slam”: in calendario però c’è ancora la Parigi-Roubaix dove sgretola la corsa a circa 50 chilometri dal traguardo per arrivare poi al velodromo di Roubaix con due minuti di vantaggio su Hushovd e Flecha. Gli avversari sono annichiliti e Cancellara fa letteralmente quello che vuole in corsa: nel prosieguo della stagione vince il prologo sia al Tour de Suisse che al Tour de France dove vestirà per altri sei giorni la maglia gialla. Vince ancora l’ultima cronometro del Tour a Pauillac e due mesi dopo a Geelong in Australia diventa il primo corridore a vincere per quattro volte in carriera il Mondiale a cronometro: tutti gli avversari sono staccati di più di un minuto e chiude così la stagione portando a casa tutti quelli che erano i suoi obiettivi principali.

Fabian Cancellara stoppa del gruppo sul traguardo di Spa © Reuters
Fabian Cancellara stoppa del gruppo sul traguardo di Spa © Reuters

…ma anche di polemiche
Il 2010 però non è solo l’anno delle grandi vittorie, ma anche quello delle polemiche e di pesanti accuse che, pur non portando a nulla di concreto, rappresentano una macchia indelebile nella carriera di Fabian Cancellara. Durante il Giro d’Italia, Davide Cassani presenta pubblicamente per prima volta una bicicletta da corsa con un motorino nascosto che assiste la pedalata e lascia intendere che un modello sarebbe stato già usato in corse professionistiche: poco tempo compare in rete un video realizzato dal giovane giornalista italiano Michele Bufalino che accusa Fabian di aver utilizzato quel sistema sia al Fiandre che alla Roubaix, mettendo in risalto movimenti simili a quelli che cui veniva azionato il motorino proprio nelle fasi decisive della corsa e prima delle sue brutali accelerazioni; ad amplificare l’effetto della bomba anche il fatto che in quelle corse Cancellara ha spesso cambiato la bici in gara. Un altro episodio controverso del 2010 è la tappa di Spa al Tour de France con Cancellara in maglia gialla che di fatto stoppa tutto il gruppo per permettere a molti corridori caduti in discesa, tra cui i leader della sua Saxo Bank Andy e Frank Schleck, di rientrare senza perdere terreno in classifica: per molti un gesto di fair play viste le condizioni del tratto di strada incriminato e un segno della sua grande personalità, ma altri invece non hanno gradito che a beneficiarne maggiormente sia stati proprio i suoi compagni di squadra con Andy Schleck che poi vincerà quel Tour dopo la squalifica di Contador.

A Roubaix vince a sorpresa Vansummeren © Getty Images
A Roubaix vince a sorpresa Vansummeren © Getty Images

Tutti contro Fabian Cancellara
Nel 2011 tutti sono curiosi di vedere se Spartacus saprà ripetersi ai livelli dell’anno precedente passando dalla Saxo Bank alla Leopard-Trek. Nelle grandi classiche di inizio stagione Cancellara è palesemente il più forte anche se meno dominante, ma gli avversari scaricano su lui e la squadra tutte le responsabilità della corsa: il risultato è quindi un periodo di gloria per gli outsider con Matthew Goss che vince la Sanremo (Cancellara 2°), Nick Nuyens fa suo il Fiandre (Cancellara 3°) e alla Roubaix s’impone Johan Vansummeren (Cancellara ancora 2°); per il corridore svizzero arriva solo la vittoria all’E3 Prijs Vlaanderen, ottenuta ancora una volta staccando tutti i rivali. Il resto della stagione è abbastanza avaro di gioie: conquista sì altre quattro vittorie, ma resta a secco al Tour de France (non c’è il prologo) e al Campionato del Mondo a Cronometro viene battuto nettamente dal nuovo fenomeno della disciplina Tony Martin e a causa di un errore di traiettoria finisce addirittura terzo dietro anche a Bradley Wiggins. A Copenhagen Cancellara ci prova anche nella prova su strada, si lancia nella volata finale ma chiude quarto: resterà il miglior risultato della sua carriera in questa gara.

La caduta di Cancellara nella prova olimpica © NOPP
La caduta di Cancellara nella prova olimpica © NOPP

Le cadute condizionano il 2012
Il grande obiettivo del 2012 sono i Giochi Olimpici di Londra ma la strada è lunga prima di arrivare al mese di agosto. La stagione parte bene con una strepitosa vittoria per distacco alla Strade Bianche: vince anche la cronometro della Tirreno-Adriatico e si presenta al via della Sanremo, il giorno prima del suo 31° compleanno, come uno dei favoriti. Nel finale Cancellara attacca con Nibali e Gerrans che poi lo lasciano davanti a tirare per gli ultimi chilometri: si ripropone quindi il Cancellara contro tutti, Fabian ci prova ma è secondo, la vittoria va ad un astuto Simon Gerrans. L’occasione di rifarsi arriva subito, ma la campagna del pavé è per lui stregata: cadute e problemi meccanici lo tagliano fuori sia a Harelbeke che alla Gand, poi in un’altra caduta al Giro di Fiandre si procura una frattura alla clavicola che lo obbliga al ritiro ed a saltare la Roubaix. Al Tour de France vince il prologo per la quinta volta in carriera e tiene la maglia gialla per ben sette tappe: nel frattempo, complice il finale della tappa di Seraing, nasce una sorta di rivalità con l’astro emergente Peter Sagan. L’ottimo Tour de France consente a Fabian di arrivare ai Giochi con ottime credenziali e nella gara su strada si inserisce nella fuga giusta: nel finale, mentre sta provando ad attaccare, sbaglia una curva e cade rovinosamente contro le transenne compromettendo anche la cronometro dove sarà solo sesto; la sua stagione termina a Londra visto che il dolore e la delusione lo spingono a voltare pagina e pensare già al 2013 saltando il Mondiale di Valkenburg.

Cancellara vince la sua terza Parigi-Roubaix © Getty Images
Cancellara vince la sua terza Parigi-Roubaix © Getty Images

Si riprende lo scettro sul pavé
A inizio 2013 la voglia di rivalsa è tanta e, dopo aver scaldato il motore alla Strade Bianche, va subito sul podio della Milano-Sanremo: è l’edizione di Ciolek, della neve, dello stop e della ripartenza, davanti restano solo in sei a giocarsela allo sprint ed il sorprendente tedesco batte Sagan e Cancellara. Arrivati alle classiche del pavé Fabian torna ad essere quello di qualche anno prima e non sbaglia un colpo: a Harelbeke ha il vuoto scattando a poco meno di 40 chilometri e lascia Sagan e soci a più di un minuto, al Fiandre c’è un nuovo duello con il giovane slovacco ma sull’ultima ascesa del Paterberg Cancellara lo stacca e gli rifila quasi un minuto e mezzo negli ultimi 13 chilometri, alla Roubaix invece il belga Sep Vanmarcke riesce a resistergli in scia (c’era anche Zdenek Stybar autoeliminatosi con una caduta) ma deve arrendersi allo sprint una volta entrati nel velodromo. Per Cancellara è la seconda doppietta Fiandre-Roubaix in carriera. Nella seconda parte di stagione l’obiettivo è il Mondiale di Firenze e Cancellara decide di saltare il Tour (si parte dalla Corsica e non c’è un prologo) e sceglie la Vuelta per affinare la condizione in vista della rassegna iridata: nella cronometro è terzo, di nuovo dietro a Martin e Wiggins, qualcuno lo vede favorito per la gara su strada ma il circuito si rivela troppo impegnativo per lui che non riesce a seguire chi attacca e chiude solo decimo a 34″ da Rui Costa.

Cancellara stacca Sagan sul Paterberg © Gruber
Cancellara stacca Sagan sul Paterberg © Gruber

Triplo podio nelle classiche monumento
Nell’inverno tra il 2013 ed il 2014 si inizia a parlare con sempre maggiore insistenza di un possibile tentativo da parte di Fabian Cancellara di battere il Record dell’Ora: ci sono anche alcuni test, poi l’UCI cambia il regolamento e non se fa più nulla. La prima parte di stagione è comunque sempre incentrata sulle classiche e Cancellara riesce a vincere il suo terzo Giro delle Fiandre battendo in volata un gruppetto con Van Avermaet, Vanmarcke e Vandenbergh: in precedenza sempre grazie ad una volata si era piazzato secondo (per la terza volta!) alla Milano-Sanremo battuto solo dal norvegese Kristoff. Alla Roubaix è ancora protagonista ma la corsa fa meno selezione del previsto e la QuickStep gioca bene la propria superiorità numerica: Niki Terpstra scappa via e va a vincere, Cancellara è terzo; l’ultima che Spartacus ha concluso una Classica Monumento è stato alla Milano-Sanremo del 2010. Nella seconda parte di stagione vince solo il Campionato Nazionale a Cronometro e salta addirittura la prova contro il tempo dei Campionati del Mondo di Ponferrada per puntare tutto sulla gara in linea: la scelta non da i frutti sperati, ancora una volta chi attacca in salita ha una marcia in più e Fabian deve accontentarsi dell’undicesima posizione.

Cancellara va ko al Tour de France © Getty Images
Cancellara va ko al Tour de France © Getty Images

Tanti infortuni seri nel 2015
La carta d’identità inizia ad essere un peso ma Cancellara conquista subito due vittorie tra il Tour of Oman e la Tirreno-Adriatico: la Sanremo si conclude con una volata di gruppo ma stavolta arriva solo un settimo posto. Poco male, si dirà, perché è sul pavé che Cancellara riesce a dare il meglio di sé: vero, ma la stagione delle classiche del nord per lui finisce subito perché cade all’E3 Prijs e soffre due microfratture alle vertebre che lo tengono lontano dalle corse per più di due mesi. Tornato in forma, al Tour de France fallisce l’assalto alla maglia gialla nella cronometro inaugurale di Utrecht (finisce terzo), ma Cancellara conquista il simbolo del primato il giorno successivo in una tappa caratterizzata da ventagli e maltempo: il 29° giorno in giallo, record tra chi non ha mai vinto il Tour de France, è purtroppo un’altra giornata sfortunata per lui che cade verso Huy e riporta altre due fratture alle vertebre. Stavolta dopo un mese e mezzo è già in gruppo perché c’è la Vuelta e un Mondiale da preparare: le condizioni di forma e un problema di salute lo costringono al ritiro già alla terza tappa e così Cancellara è costretto a saltare il Mondiale di Richmond. Tutti i problemi di quest’annata travagliata lo spingono ad annunciare che il 2016 sarà il suo ultimo anno da professionista.

Cancellara gioisce con la medaglia al collo © Bettiniphoto
Cancellara gioisce con la medaglia al collo © Bettiniphoto

Il gran finale con l’oro olimpico
Chi si aspetta un Fabian Cancellara demotivato all’ultimo anno di carriera si sbaglia di grosso: il 30 gennaio è già vittorioso in Spagna al Trofeo Serra de Tramuntana, prova della Challenge Mallorca in cui stacca tutti gli avversari. A febbraio vince la cronometro della Volta ao Algarve davanti a Tony Martin e poi va a fare uno spettacolare tris alla Strade Bianche: sulle durissime pendenze del muro finale di Santa Caterina va a prendere Brambilla, stacca Sagan e poi piega la resistenza di Stybar proprio all’ingresso di Piazza del Campo di Siena. Alla Tirreno-Adriatico riesce a vincere la cronometro finale e arriva alla Milano-Sanremo con già quattro vittorie in saccoccia: nel finale della Classicissima si prova ma non riesce ad evitare un arrivo in volata. Il programma sul pavé è quello classico, ma stavolta è lui a doversi arrendere allo strapotere di Peter Sagan: Cancellara finisce 4° sia a Harelbeke che alla Gand-Wevelgem, al Fiandre invece è secondo ma il campione del mondo aveva tagliato il traguardo 25″ prima di lui; Cancellara ci riprova alla Parigi-Roubaix ma è messo fuori gioco da una caduta, fortunatamente senza conseguenze fisiche serie. Nel suo ultimo anno decide di schierarsi al via del Giro d’Italia per cercare la vittoria di tappa che gli manca nel palmarès: non riuscirà a trovarla chiudendo 8° nella cronometro in Olanda e 4° in quella del Chianti. Il Tour de France è solo un allenamento in vista dei Giochi Olimpici, nonostante inizialmente fosse scettico sulla sua partecipazione visto il percorso durissimo: la gara in linea è oggettivamente proibitiva per lui, a cronometro invece compie un vero e proprio capolavoro e riesce a battere di 47″ Dumoulin e di più di un minuto Froome, Castroviejo e Denis su un tracciato non certo ideale per lui vista la media finale di 45.3 km/h. A Rio de Janeiro Cancellara chiude da vincente la sua favolosa carriera e già ora tanti appassionati di ciclismo lo rimpiangono.

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