Wout Van Aert impegnato alla Schaal Sels © Belga
Wout Van Aert impegnato alla Schaal Sels © Belga

Il Belgio raddoppia i team e mette in vetrina Van Aert

Prima parte dell’analisi del mercato delle Professional: novità anche in Irlanda e Israele. Buone scelte per Finetto e Pasqualon

Formalmente la stagione 2016 non è ancora terminata, non tanto a livello di gare (restano da disputarsi solamente due prove in Costa Rica) quanto a livello economico-lavorativo, con i corridori ancora stipendiati dai datori di lavoro per i quali non gareggeranno più. Questo nonostante molti team abbiano tenuto o stiano svolgendo i primi ritiri prestagionali nei quali, puntualmente, si vedono atleti costretti ad indossare l’abbigliamento datato e non quello aggiornato.

La evidente stortura risiede nelle tempistiche del ciclomercato, che permette l’ufficialità dei trasferimenti a partire dal 1 agosto per atleti che saranno a disposizione del nuovo boss dal successivo 1 gennaio. Dopo questa filippica, è giunta l’ora di iniziare ad analizzare in due uscite come si sono mosse le formazioni Professional in vista della prossima stagione, quella del World Tour allargato, dove avranno (potenzialmente) più occasioni di gareggiare assieme ad alcuni (se non tutti) dei diciotto gruppi sportivi del circuito maggiore.

Direct Énergie punta sulla tradizione, la Cofidis sui belgi e sui giovani
La nazione con maggior stabilità, e che presenta al contempo il livello medio più elevato (frutto anche di una professionalità, delle squadre stesse e dell’intero sistema, ben diversa dagli altri paesi), è la Francia. Quattro erano i team nel 2016, quattro saranno quelli del 2017, curiosamente mantenendo tutti la medesima denominazione della stagione che sta per volgere a conclusione.

La palma di formazione più tranquilla se lo merita la Direct Énergie: dopo essere riuscito a confermare il pezzo pregiato Bryan Coquard e aver convinto Thomas Voeckler a correre fino al Tour de France, Jean-Réné Bernaudeau ha compiuto solo due movimenti in entrata ossia il neopro’ Paul Ourselin, attuale campione francese under 23 in linea, e l’esperto Jonathan Hivert, prezioso nelle prove vallonate. Uno l’addio (indolore), quello di Guillaume Thévenot, che torna tra i dilettanti.

Maggior ricambio per i rivali della Cofidis, Solutions Crédits: i due innesti di maggior prestigio sono gli unici stranieri, segnatamente i belgi Dimitri Claeys (dalla Wanty-Groupe Gobert) e Jonas Van Genechten, vincitore di una tappa alla Vuelta a España con la maglia dell’IAM Cycling. Guillaume Bonnafond può essere un gregario per le corse a tappe mentre Jimmy Turgis, già stagista nel lontano 2012, va a far coppia con il più giovane (e talentuoso) fratello Anthony. Completano gli arrivi i baby Dorian Godon e Mathias Le Turnier, talentuose speranze per le salite, mentre sono in sei (o in sette, da verificare la posizione di Anthony Perez) gli addii.

Per la Fortuneo ecco Bouet e Meersman, con la Delko occasione per Finetto
Repulisti generale per la Fortuneo-Vital Concept: dieci partenze (fra cui Fédrigo, Hutarovich e Sørensen) e otto arrivi. Il più importante è sicuramente quello di Gianni Meersman, che abbandona la Etixx per cercare un ruolo da capitano, lui capace di vincere sette volte nel World Tour (comprese due tappe alla Vuelta a España 2016). Dalla formazione belga proviene anche Maxime Bouet, che con gli altri arrivati dalla Cofidis Romain Hardy e Arnold Jeannesson formerà un terzetto interessante per le salite. Dal massimo circuito giungono Maxime Daniel, che sarà l’apripista di McLay, e Laurent Pichon, buon tuttofare. Vi sono infine le aggiunte del cavallo di ritorno Erwann Corbel, riproposto dopo due stagioni tra i dilettanti, e del promettente Elie Gesbert. Squadra che appare più competitiva rispetto a quella del 2016.

La cenerentola d’Oltralpe è la Delko Marseille Provence KTM, che punta ad ottenere la chiamata al Tour de France (o il “contentino” Vuelta a España); sono solo quattro, nessuno dei quali francese, gli arrivi. Il più importante è quello di Mauro Finetto: il veronese potrà trovare diverse corse a lui congeniali in un team che gli permetterà una buona libertà d’azione. Discorso sostanzialmente simile per lo spagnolo Ángel Madrazo mentre il lettone Gatis Smukulis, dopo otto stagioni di puro gregariato nel World Tour, cerca spazio in prima persona. Completa il quartetto lo scalatore colombiano John Anderson Rodríguez, vincitore di tappa al Tour de l’Avenir. Per lui non ci sarà però la guida di Duque: il franco-colombiano, sorprendentemente non confermato (come Galta e Laborie), ha optato per il ritiro dall’attività.

Wanty cambia molto, arrivano Pasqualon e Vanspeybrouck. Infornata di giovani per la Sport Vlaanderen
Si affianca a Francia e Italia come numero di squadre Professional l’altra nazione regina del ciclismo, vale a dire il Belgio: ma se le due potenze latine hanno mantenuto le proprie squadre, ecco che la patria di Merckx ha raddoppiato la propria presenza, passando da quota due a quota quattro, fattore che determinerà un ovvio mutamento in tema di wildcard per le classiche fiamminghe e ardennesi.

Si è sottoposta ad un’importante operazione di maquillage la Wanty-Groupe Gobert: otto partenze, fra le quali quelle di leader come Bille, Claeys, Gasparotto, Jans e Marcato, ed altrettanti ingaggi. Un ruolo centrale lo avrà Pieter Vanspeybrouck, strappato dai rivali della Topsport, che fungerà da capitano per le prove ondulate. Lo stagista Xandro Meurisse è stato promosso e, statene certi, riuscirà subito ad essere protagonista a buon livello. Dal World Tour giungono due specialisti del pavè alla ricerca di un nuovo slancio: si tratta di Yoann Offredo e di Guillaume Van Keirsbulck, talentuosi quanto incostanti. Oltre all’ex FDJ sono due gli altri francesi in entrata, ossia il neopro’ Fabien Doubey e l’esperto Guillaume Levarlet, entrambi adatti alle salite. L’olandese Wesley Kreder è un corridore completo mentre l’ultimo annuncio è italiano, vale a dire Andrea Pasqualon: il vicentino ha trovato un’ottima sistemazione dove avrà le occasioni giuste per continuare a raccogliere risultati in serie.

Solito turnover per la Sport Vlaanderen-Baloise (dal 2017 scompare il prefisso “Top” nella denominazione): fuori sette elementi, tre dei quali sbarcati nel World Tour e il già citato Vanspeybrouck, e dentro sei neopro’ che puntano a ricalcare le orme dei vari Bakelants, Hermans, De Gendt, Theuns e Vanmarcke, tutti da qui transitati. Il più promettente pare Edward Planckaert, fratello minore del vincitore dell’Europe Tour Baptiste, che come lui è velocista. Sprinta bene anche Christophe Noppe mentre Piet Allegaert e Benjamin Declercq (fratello del partente Tim) sono più adatti a percorsi ondulati. Completano gli innesti, che complessivamente paiono più centrati rispetto a quelli deludenti della passata stagione, Lindsay De Vylder e Kevin Deltombe.

Le debuttanti: Veranda’s con il vecchio Devolder e il campioncino Van Aert, la WB Veranclassic in costruzione
Due, come detto, le novità fra Fiandre e Vallonia: la più interessante e di alto livello pare la Veranda’s Willems-Crelan, formazione rivelazione del 2016 (ventiquattro vittorie stagionali) e che presenta un’anima tanto stradistica quanto crossistica. Rimangono in rosa i plurivincitori Dupont e Kruopis, così come Cordeel, De Bondt, Premont, Van Breussegem e Van Zummeren, tutti nomi buoni. Notevoli anche i nove acquisti: il più prestigioso è Stijn Devolder, due Ronde van Vlaanderen in bacheca e voglioso di tornare a frequentare le prime posizioni sul pavè. Per le prove vallonate spazio a Gaëtan Bille e all’olandese Huub Duijn. Dopo due stagioni nel vivaio della Lotto Soudal torna Michael Goolaerts, interessante elemento per tutte le stagioni, mentre Otto Vergaerde cerca di migliorare il rendimento non buono alla Topsport. Quattro i crossisti: il meno noto è il diciottenne Jappe Jaspers, il più giovane professionista del 2017. Dai Paesi Bassi giunge Stan Godrie, bravo anche allo sprint. Gli ultimi due si portano con sé il cosponsor dall’avventura con la Vastgoedservice: sono Tim Merlier e soprattutto Wout Van Aert. Il campione del mondo di ciclocross ha strabiliato nelle prime esperienze su strada, permettendosi di battere a cronometro Tony Martin; assaggerà per la prima volta le pietre contro i più forti al mondo, e ci sarà da divertirsi.

L’altra nuova squadra Professional a battere bandiera belga è la WB Veranclassic Aqua Project, nuova denominazione della Wallonie Bruxelles. Rispetto al 2016 i valloni cambiano, oltre al nome e alla categoria, anche il capitano, visto che Baptiste Planckaert è stato attratto dalle sirene del World Tour, nel caso specifico con il Team Katusha-Alpecin. La squadra diretta dall’ex Lotto Christophe Brandt deve ancora svelare la composizione della rosa: accanto ad alcuni reduci dell’eccellente stagione come Dernies, Pardini ed altri ancora, sono tre per ora i nomi dei nuovi acquisti ufficiosamente trapelati. Il più importante è quello di Roy Jans, che del team dovrebbe essere il leader; dal Lussemburgo è in arrivo Alex Kirsch mentre dal vivaio del team è pronto ad arrivare Ludovic Robeet. Si fanno altri nomi, come quelli del campione svizzero Jonathan Fumeaux o dell’olandese Reiner Honig, per una formazione interessante ma inferiore come livello rispetto alle tre connazionali.

Tanti cambi per la Roompot mentre la ONE è ancora sul mercato
Undici partenze, dieci arrivi e nove conferme: questi i numeri del mercato della Roompot-Nederlandse Loterij, cifre decisamente poco ordinarie. Solo in due (Lammertink e Tolhoek) salutano per il World Tour, circuito da cui scende Pim Ligthart, alla ricerca di maggior spazio personale. A portare esperienza ci pensa Jens Mouris, pistard con l’amore per il pavè (si ritirerà al termine della stagione sulle pietre) mentre il ritorno tra i professionisti di Coen Vermeltfoort, nel frattempo diventato discreto sprinter, dopo quattro anni di purgatorio è un bel segnale. Per il resto, tanti giovani ingaggiati dalle Continental del paese, dando così un senso alla mission del team di promuovere i talenti locali: dalla defunta Rabobank ecco il terzetto Martijn Budding, Jeroen Meijers e Martijn Tusveld, dalla SEG c’è Tim Ariesen, dal Cyclingteam Jo Piels spunta Elmar Reinders, dalla Metec arriva Oscar Riesebeek e dal Cyclingteam Join’s, oltre a Vermeltfoort, viene promosso Taco van der Hoorn.

Se la sta prendendo con molta calma la dirigenza della ONE Pro Cycling: ad ora i britannici, che si avviano verso il secondo anno di vita, faranno a meno di nove elementi in rosa nel 2016 come Bialoblocki, il ritirato Goss e Mortensen. A compensare le partenze sono sinora solo tre i nuovi volti ufficializzati, tutti al primo assaggio di professionismo: dalla Norvegia il pluripiazzato August Jensen mentre dalle Continental britanniche ecco l’interessante ventunenne Christopher Lawless e il ventiseienne allrounder Thomas Stewart. C’è ancora da lavorare per rendere competitiva la squadra: sul mercato le occasioni di certo non mancano.

Prima volta per Irlanda e Israele: la Aqua Blue intriga con Howard e Nordhaug, la Cycling Academy punta sui giovani
Un progetto nuovo di zecca (a dirla tutta esisteva già una formazione locale in patria – neppure tra le principali, tra l’altro – ma tale squadra continuerà a pedalare tra i verdi prati e le bianche scogliere) è quello del Team Aqua Blue Sport: nato per volontà del businessman Rick Delaney, questo team irlandese conta sedici elementi provenienti da nove paesi diversi e punta ad ottenere diversi inviti per le prove World Tour. E, vedendo la rosa, ne hanno le possibilità: l’uomo di spicco è il norvegese Lars Petter Nordhaug, che nelle prove vallonate ha dimostrato di saperci fare. Dalla Danimarca c’è Lasse Norman Hansen, formidabile pistard che torna a dedicarsi totalmente alla strada; specialista dei velodromi è anche il neozelandese Aaron Gate, che forma la pattuglia oceanica assieme agli australiani Leigh Howard (discreto velocista) e Calvin Watson. L’austriaco Stefan Denifl continuerà a darsi da fare nelle fughe, così come l’olandese Peter Koning (l’altro oranje è la ruota veloce Michel Kreder). Un po’ trascurato è il settore salite, dove lo statunitense Lawrence Warbasse e i neopro’ britannici Mark Christian e l’ex Zalf Daniel Pearson sono le migliori frecce. Dai cugini albionici giungono anche Adam Blythe, attuale campione britannico, e Andrew Fenn, entrambi sprinter incostanti. Gli irlandesi sono solamente tre: si tratta dell’abulico Matthew Brammeier, dello spilungone (è alto oltre 2 metri) Conor Dunne e del rientrante Martyn Irvine, che torna in attività dopo un anno di pausa.

L’altra prima volta riguarda un paese che ha scarsissima (se non nulla) tradizione ciclistica, ovvero Israele. Il primo corridore professionista del paese mediterraneo è stato Ran Margailot, brevemente intravisto nel 2012 alla Saxo Bank. Proprio costui è a capo della Cycling Academy, squadra nata nel 2015 e che ha ottenuto la licenza Professional per il 2017. Sino ad ora sono dieci i corridori ufficializzati: confermati Boivin, Lemus, Raim, Sagiv e Turek, a questa compagine multietnica si sono aggiunti l’australiano Zakkari Dempster, che sarà il collante del gruppo, il passista-scalatore canadese Benjamin Perry, il promettente arrampicatore neozelandese Hamish Schreurs, l’esperto olandese Dennis van Winden e l’allrounder statunitense Tyler Williams. Le trattative per nuovi innesti stanno proseguendo, sia per una questione numerica che per una questione di qualità media.

Dopo questa prima parte, domani analizzeremo le restanti dodici squadre che puntano alla licenza Professional, a cominciare dai quattro team italiani.

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