Il podio della prova élite femminile di Zeven © UCI Cyclocross World Cup
Il podio della prova élite femminile di Zeven © UCI Cyclocross World Cup

Arzuffi e Bertolini, il futuro è già il presente

A Zeven la ventiduenne coglie il primo podio in Coppa del Mondo; buon quarto posto tra gli under 23 per Bertolini. Tra gli uomini Van der Poel incontenibile

La Coppa del Mondo di Ciclocross è al giro di boa, e in un’annata così ricca di prove come raramente era stato in tempi recenti, capitano tappe anche un po’ anonime, come quella di Zeven, in Germania, 60 km a nord-est di Brema. Anonime nel percorso, un vallonato veloce da passisti puri senza la possibilità di distacchi larghi in termini di secondi, che esalta i crossisti più moderni capaci di viaggiare un’ora in apnea, e che permette ai ciclisti nostrani di farsi valere, specialmente ai giovani emergenti Arzuffi e Bertolini: specialmente per Alice si tratta di una giornata da incorniciare, col suo primo podio in Coppa del Mondo a seguito di una crescita costante.

Il primo podio in Coppa del Mondo di Alice Arzuffi
Il risultato della lombarda è il compimento di un percorso di maturazione avviato dal suo ingresso nella categoria élite, che ha trovato la svolta nella scelta di snobbare le corse italiane per concentrarsi a tempo pieno sui circuiti più importanti: Supeprestige in particolare. Dopo aver dimostrato nell’ultimo mese di essere poco sotto le migliori, oggi Alice Arzuffi si è trovata a competere a massimo livello in una gara abbastanza incerta, dove la campionessa del mondo Thalita De Jong non è riuscita a fare subito la differenza come in altre situazioni, venendo ripresa dalle rivali.

Ci è riuscita invece Sanne Cant, tornata in gran spolvero e all’attacco già al terzo giro. Ripresa da Katie Compton, ha comunque piegato la resistenza della britannica, vincendo di 6″; dietro, la Arzuffi si trovava a rivaleggiare con la belga Ellen Van Loy e le olandesi De Jong, De Boer e Kaptheijns per un posto al podio, vincendo la pugna all’ultimo giro in volata sulla leader di coppa, Sophie De Boer, insomma un’atleta non proprio vogliosa di lasciare punti. Arzuffi e De Boer giungono a 22″, poi la De Jong a 28″ e la Kapthejins a 33″. L’altra azzurra presente, Chiara Teocchi, ha chiuso 19ª a 2’12”, dopo aver provato nel primo giro a restare agganciata alle migliori.

Bertolini in lizza per la Coppa Under 23
L’annullamento nella settimana precedente della prova di Koksjide può essere considerato una benedizione per Gioele Bertolini, vincente a Valkenburg; era la prova nella quale avrebbe sofferto più belgi e olandesi. Sul “campo neutro” di Zeven oggi si è difeso molto bene, controllando la testa della corsa per due terzi della gara. Troppo forte poi il ritmo di Joris Nieuwenhuis ed Eli Iserbyt dopo, con l’olandese che riusciva a staccare il predestinato belga nel corso dell’ultimo giro, infliggergli 20″ e portarsi in testa alla Coppa del Mondo.

Per Bertolini è quarto posto a 30″ dietro Quinten Hermans, che lo batte in volata, e secondo posto nella classifica di Coppa acon100 punti. Buona prova anche per gli altri due azzurri presenti, con Nadir Colledani che raggiunge un dignitoso 14° posto a 1’40” e Jakob Dorigoni (al primo anno, ricordiamolo) poco dietro, 16° a 1’57”.

Gli élite: Van Der Poel rimonta su Van Aert
E per una volta lasciamo in secondo piano gli élite, anche perché il canovaccio di questa Coppa del Mondo, complice un regolamento che lascia poche possibilità a chi non partecipa a tutte le prove, lascia poco spazio all’immaginazione: Van Der Poel va a vincere tutte le tappe e Van Aert si sbatte il giusto per finirgli appena dietro.

E dire che in questa tappa, giusto per dare un po’ di margine allo spettacolo, è stato il campione del mondo a prendere l’iniziativa, attaccando al secondo giro con a ruota il coraggioso Meeusen, l’unico che, gambe o no, abbia il coraggio di contrastare i due di testa. La resistenza di Meeusen dura un giro, nel frattempo Van Der Poel riprende in mano la situazione, salta Tom e poi va a riprendere anche Van Aert, più o meno a metà gara.

Dopo un giro di calma per tirare il fiato, l’olandese riparte in maniera perentoria, ed il campione del mondo non prova nemmeno a seguirlo: corsa decisa con quattro giri d’anticipo, con Van Aert che accuserà 21″ di ritardo al traguardo. Per il discorso podio, Meeusen come spesso gli accade perde nella seconda fase e viene ripreso da Kevin Pauwels, il quale riesce a saltarlo e a prendersi il terzo posto a 31″, che gli consente di mantenere il secondo posto in Coppa del Mondo (ma a distanze ovviamente siderali da Van Aert). Meeusen è quarto a 53″ e comunque soddisfatto per il coraggio dimostrato, così come Clément Venturini, unico atleta non-Benelux che attualmente riesca a cavarsela ad alto livello: è quinto a 1’08”, segno di crescita costante.

Poi Laurens Sweeck a 1’24”, Corné Van Kessel a 1’32”, Gianni Vermeersch a 1’38”, Michael Vanthourenhout a 1’53”. Il primo degli atleti di casa è Marcel Meisen, che si guadagna con le unghie e con i denti il decimo posto a 1’59”, mentre Philip Walsleben non è stato mai in gara (addirittura 44esimo). E i fratelli Samparisi? Ancora più dietro: Lorenzo 45°, Nicolas (guadagnatosi un’inquadratura per un salto di ostacolo non proprio efficiente) 53°. Prossimo appuntamento con il circuito UCI è per domenica 18 dicembre a Namur, nel tradizionale Cyclocross de la Citadelle.

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