Van Aert neanche esulta alla conclusione della prova di Spa © Sporza
Van Aert neanche esulta alla conclusione della prova di Spa © Sporza

Stambecco Van Aert, stoppa il dominio di Van Der Poel

A Spa il campione del mondo riapre il Superprestige dopo 4 successi dell’olandese. Terzo un gagliardo Aerts

Col Superprestige a Spa la stagione di ciclocross entra nel suo mese più intenso, quello di dicembre, quando finalmente i percorsi cominciano a farsi meno scorrevoli e più impegnativi e scivolosi, per l’umidità e il ghiaccio, sciolto o rappreso, che si forma nella notte. Ed è qui che si divide il grano dal loglio, e che emerge il crossista puro dal talento più geometrico e all-around; e qui che Wout Van Aert le suona, eccome se le suona, a Mathieu Van Der Poel, così come era accaduto già in un’altra occasione quest’anno, al Koppenbergcross. Anche se in questo caso la sconfitta è meno clamorosa, e la battaglia è stata resa più piacevole dalla presenza di un terzo incomodo, quel Toon Aerts che sembrava esser diventato campione europeo quasi per caso, e invece si sta sempre più lanciando nel ruolo di outsider delle due figure attualmente dominanti nel panorama mondiale. Una giornata che lo ha visto gasarsi, andando spesso a “saltare” su un dosso artificiale del percorso per la gioia di spettatori e fotografi.

Il Golgota di Spa; Van Der Poel prende l’iniziativa
Se parliamo di Spa (nota a tutti per le acque termali e per il Gp del Belgio di Formula 1, uno dei circuiti più storici e affascinanti del panorama mondiale) parliamo di Vallonia, quindi percorsi fondamentalmente diversi da quelli che possiamo trovare nelle Fiandre: tratti in salita più lunghi e pendenze impegnative anche sugli arrivi in asfalto. Ma ciò che più caratterizza Spa è il “muro” nella prima parte di percorso, 30 metri di parete da percorrere necessariamente a piedi con la bici in spalla, neanche si salisse al Golgota (e sì che a lungo abbiamo anche visto le 3 croci…). Un percorso che favorisce Van Aert e la sua capacità di spingere in salita, che sia in bici o a piedi. Nonostante ciò, dopo un primo giro al comando è arrivata l’accelerazione al secondo di Van Der Poel, che ha fatto saltare qualunque schema e messo spalle al muro tutti. Tranne Toon Aerts, che riusciva ad affiancarsi a Van Aert nell’inseguimento.

Van Aert superiore a piedi, stacca tutti alla prima difficoltà
Al quarto giro è già evidente dove e come Van Aert farà la differenza, andando a chiudere su Van Der Poel sul Golgota; ne segue una fase di studio che dura un paio di giri, mentre dietro i distacchi si allargano e Kevin Pauwels riesce abbastanza agevolmente a isolarsi per il quarto posto. Al sesto dei nove giri previsti i fatti che decidono la prova; Van Aert comincia a sgasare e su una rampa in salita Aerts si pianta letteralmente, perdendo il contatto con la testa (anche la sua, visto che all’avvio del Golgota si dirigerà dalla parte sbagliata); poco dopo il Golgota è fatale anche a Van Der Poel, che inciampa nel tentativo di seguire lo stambecco Wout, completamente a suo agio nella scalata. Finisce così; Van Aert guadagna secondi su secondi, mentre Van Der Poel si limita a tenere a debita distanza Aerts.

3 punti ora tra Van Der Poel e Van Aert
Al traguardo Van Aert (che, in completa trance agonistica, non si accorge di aver finito la prova) rifila mezzo minuto netto a Van Der Poel; Aerts si prende la soddisfazione di raggiungere l’olandese al traguardo. Pauwels arriva a 1’25”, con gli altri contendenti a poca distanza; Un esausto Sweeck giunge quinto a 1’32”, Meeusen (ultimo a cedere a Pauwels) a 1’38”, Jens Adams a 1’40” e Walsleben a 1’53”. Dopo Vantornout, partito bene ma poi ceduto, a 2’19”, si vede Stephen Hyde, il crossista americano del momento, che in top ten aveva chiuso una prova altrettanto dura, quella di Coppa del Mondo dell’Iowa: finisce a 2’30”.
Ora 3 punti separarano Van Der Poel e Van Aert, col primo a 74 ed il secondo a 71, nel Superprestige; un distacco all’apparenza minimo, reso pesante dal fatto che questi due atleti si sono sempre classificati nelle prime due posizioni. Praticamente Van Aert dovrà vincerle tutte, per sperare di riprendersi il primato; e così sarebbero pari. Al terzo posto, ormai solitario, Laurens Sweeck a 61 punti.

Giornata sfortunata per la Arzuffi, vince Cant
Sotto le attese la prova di Alice Arzuffi, che ha saggiato il duro e ghiacciato terreno di Spa alla partenza, causa caduta; un incidente che non le ha permesso di fare corsa di vertice tra le donne, sebbene sia riuscita a rimontare posizioni. Pur forando nel giro finale, Alice ha concluso all’ottavo posto, a 2’48” dalla campionessa del mondo Thalita De Jong, che non aveva partecipato finora a nessuna prova del circuito, su Sanne Cant (a 13″) e Christine Majerus (a 25″). La Cant domina saldamente la classifica, tallonata a distanza da Ellen Van Loy, mentre la Arzuffi è attualmente quarta a 39 punti ed è pienamente in lizza per salire sul podio a fine challenge.

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