Professionisti

Promesse che vogliono essere realtà

16.12.2016 18:28

Undici corridori che hanno le carte in regola per prendere il volo: da Moscon a Colbrelli, da Formolo a Benoot


Nelle fare le previsioni per la stagione 2017 sarebbe facile indicare come possibili grandi protagonisti corridori come Peter Sagan, Greg Van Avermaet, Chris Froome, Nairo Quintana o Vincenzo Nibali: il discorso diventa ben diverso se invece si vuole provare prevedere quelle che saranno le rivelazioni del prossimo anno. Noi di Cicloweb.it abbiamo selezionato 11 nomi di corridori non di primissima fascia ma che potranno essere protagonisti o anche solo piacevoli sorprese: ci sono giovani in rampa di lancio, corridori in cerca di conferme ad alto livello, altri vogliosi riscatti o anche atleti più esperti che per cui il 2017 potrebbe essere un grande occasione.

Gianni Moscon (Team Sky)
Nella sua prima stagione da professionista, il giovane talento trentino è stato protagonista di ottime prestazioni su terreni differenti: i risultati migliori sono arrivati nelle brevi corse a tappe con vittoria all'Arctic Race of Norway, il terzo posto alla Coppi e Bartali e piazzamenti al Poitou-Charentes e nello Yorkshire, ma Moscon ha fatto bene anche nelle classiche ondulate di Québec e Montréal e non ha sfigurato quando è stato chiamato a testarsi sul pavé. Il corridore della Sky è un classe 1994 e un grande avvenire davanti: forse è presto per aspettarsi un successo di grande prestigio già nel 2017, ma se avrà la liberta di provarci non ci stupiremmo se dovesse andarci molto vicino.

Pierre Latour (AG2R La Mondiale)
Lo scalatore transalpino ha 23 anni e due stagioni alle spalle in cui ha fatto vedere ottime cose sui percorsi di alta montagna. Nelle brevi corse a tappe minori Latour vanta già una bella serie di piazzamenti nelle zone alte della classifica, ma quest'anno si è preso la soddisfazione di vestire per un giorno la maglia di leader al Giro di Svizzera prima ammalarsi e ritirarsi. Per lui anche bella vittoria di tappa in fuga alla Vuelta, un 10° posto al Lombardia e una top20 alla Freccia Vallone: da lui ci aspetta un ulteriore salto di qualità e, con una maggiore continuità di rendimento, potrà togliersi belle soddisfazioni anche nelle corse di più alto livello.

Tiesj Benoot (Lotto Soudal)
Se si pensa alla classiche del nord, il primo nome che viene in mente in prospettiva futura è senza debbio quello di Tiesj Benoot, corridore della Lotto Soudal che compirà 23 anni il prossimo 11 marzo: nei primi due anni da professionista è già arrivato nei primi 10 al Giro delle Fiandre, alla Dwars Door Vlaanderen, al Le Samyn, all'E3 Harelbeke, all'Omloop Het Nieuwsblad e pure alla Strade Bianche. Ora che Fabian Cancellara si è ritirato, e che anche per Tom Boonen è ormai prossimo il momento di appendere la bicicletta al chiodo, in tanti vedono proprio Tiesj come uno dei principali candidati e prenderne il testimone: ci sta girando intorno e quindi già il prossimo potrebbe battere un bel colpo.

Jasper Stuyven (Trek-Segafredo)
Restiamo in Belgio e sul pavé con un ragazzo di cui si parla bene già da tempo e che da Under23 ha fatto podio sia alla Roubaix che alla Liegi di categoria: il debutto tra i professionisti di Jasper Stuyven è stato meno vistoso di quello di Benoot, ma alla Trek-Segafredo ha potuto godere dei consigli di un grande come Fabian Cancellara e quest'anno ha colto i primi frutti vincendo la Kuurne-Bruxelles-Kuurne e piazzandosi 5° all'E3 Harelbeke e 9° all'Omloop Het Nieuwsblad. Stuyven ha un buono spunto veloce e si difende bene anche sul passo: è un classe 1992 ed il prossimo anno sulle pietre potrebbe essere un outsider da tenere bene sotto controllo.

Michael Valgren (Astana)
Nel suo palmarès ci sono due vittorie consecutive alla Liegi Under23, ma non è insolito vedere corridori danesi andare fortissimo a giovani e poi perdersi con il salto tra i professionisti: Valgren aveva fatto molto bene al debutto nel 2014, si era un po' smarrito nel 2015 e quest'anno è ritornato protagonista con la vittoria al Giro di Danimarca ma soprattutto con il secondo posto all'Amstel Gold Race battuto solo da Enrico Gasparotto. Nel 2017 per lui ci sarà il passaggio all'Astana che a 24 anni gli darà l'opportunità di fare la sua corsa nelle classiche delle Ardenne, in particolare Amstel e Liegi che gli si addicono molto: sarà la stagione della verità.

Jakob Fuglsang (Astana)
A 31 anni (32 a marzo per la precisione) forse non è del tutto correre parlare di rivelazione, ma ad essere sinceri siamo molto curiosi di vedere cosa saprà combinare il danese nella stagione 2017: dopo aver vissuto la concorrenza interna prima dei fratelli Schleck e poi di Nibali e Aru, il prossimo anno Fuglsang potrà andare al Tour de France come capitano unico. Finora ha avuto questa chance solo una volta in carriera nel 2013 e ha chiuso al settimo posto: la squadra lo apprezza e ha molta fiducia in lui, la medaglia d'argento conquistata nella prova in linea dei Giochi Olimpici di Rio potrebbe aiutare Fuglsang dal punto di vista del morale.

Sonny Colbrelli (Bahrain Merida)
Dopo cinque stagioni da professionista con la Bardiani, per il 26enne corridore bresciano si spalancano finalmente le porte del World Tour con il passaggio alla Bahrain-Merida: inutile quindi dire che c'è grande attesa nel vederlo all'opera in calendario denso di corse di grande prestigio. Il 2016 è stata di gran lunga la miglior stagione in carriera di Colbrelli: nella prima parte dell'anno la perla è stato il podio all'Amstel Gold Race (ma ha anche vinto Lugano ed era nei 10 alla Sanremo), poi con l'arrivo dell'estate è diventato irresistibile con 6 vittorie e 14 top10 tra agosto e settembre. Nel 2017 potrà scegliersi con cura gli obiettivi e sarà sicuro di avere un calendario di avvicinamento adeguato: non sempre è stato così in passato.

Joe Dombrowski (Cannondale-Drapac)
Il 25enne americano è uno scalatore puro con caratteristiche che forse mal si sposano con il ciclismo moderno. Nel 2012 vinse il GiroBio staccando Fabio Aru sul Terminillo prima e sul Gavia poi, ma da professionista non è riuscito ancora a fare un salto di qualità: i primi due anni alla Sky, anche a causa di qualche problema fisico, sono stati un incubo mentre nel 2015 e nel 2016 si è leggermente ripreso con il passaggio alla Cannondale. Quest'anno è piaciuto soprattutto nell'ultima settimana del Giro d'Italia, segno che il ragazzo qualche numero lo ha: sono stati solo piccoli segnali, ma ci piacerebbe vederlo ad alti livelli sulla salite europee.

Davide Formolo (Cannondale-Drapac)
24 anni e tre stagioni da professionista alle spalle: anche per Davide Formolo il 2017 sarà una stagione importantissima per il prosieguo della sua carriera. Il suo terreno di caccia preferito sono le corse a tappe ed il prossimo anno dovrà ripartire dai migliori risultati di quest'anno, ossia il quarto posto al Giro d'Italia ma soprattutto la nona posizione finale alla Vuelta a España: è ancora relativamente giovane e ha spazio per fare un vero e proprio salto di qualità, ma se davvero ha le doti per puntare a qualcosa di più di semplici piazzamenti dovrà iniziare a farlo vedere già dal prossimo anno perché tra i suoi coetanei c'è chi va già fortissimo.

Rubén Fernández (Movistar)
Nel 2013 vinse il Tour de l'Avenir con una grande esibizione nel tappone di Saint François Longchamp: era già professionista con la Caja Rural e quello l'aveva senza dubbio aiutato. Nel seguito della sua carriera aveva continuato ad cogliere qua e la buoni piazzamenti nelle brevi gare a tappe ma erano sempre passati un po' inosservati fino alla Vuelta a España di quest'anno dove ha vestito per un giorno la maglia rosa di leader della generale e soprattutto è stato uno dei gregari più preziosi di Nairo Quintana in salita. La Movistar lo ha blindato con un contratto fino al 2019: l'augurio è che nel 2017 possa ritagliarsi spazi sempre maggiori, magari proprio al Giro d'Italia.

Lachlan Morton (Dimension Data)
Corridore australiano che compirà 25 anni a gennaio, scalatore puro e attaccante spettacolare. Il World Tour l'aveva già assaportato con la Garmin, ma dopo belle prove in Utah e Colorado nel 2013 è entrato in crisi psicologica ed è dovuto ripartire sempre negli Stati Uniti in una squadra Continental: quest'anno si è ritrovato e ha vinto nettamente il Tour of the Gila per poi ripetersi al Tour of Utah. Nel 2017 tornerà nella massima categoria con la Dimension Data ed è un corridore che vogliamo seguire con grande attenzione: adesso sembra senza dubbio più maturo per non incappare negli stessi problemi del 2014.
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