Professionisti

Il ciclismo italiano fa un salto verso la modernità

22.12.2016 17:13

Dal 2017 metà del calendario nazionale in diretta tv: una piacevole novità che può propiziare un rilancio del movimento


Quante volte in tutti questi anni abbiamo visto soffrire enormemente o addirittura scomparire molte delle più affascinanti e storiche classiche del calendario italiano senza che nessuno degli enti preposti facesse nulla per salvarle? E quando volte abbiamo dovuto ripetere che il prodotto sarebbe potuto essere molto più appetibile sia in Italia che all'estero se valorizzato a dovere attraverso azioni coordinate che coinvolgessero tutti gli organizzatori delle nostre corse?

Onestamente, la speranza di assistere ad un cambiamento si stava facendo sempre più piccola stagione dopo stagione fino a che ieri un'intervista su Tuttobiciweb a Enzo Ghigo, presidente della Lega del Ciclismo Professionistico, ha finalmente aperto nuovi orizzonti per il futuro: il 2017 potrebbe essere veramente un anno di svolta per il ciclismo italiano in televisione.

La boutade (ma non poi tanto) di Cicloweb premonitrice
Qualche mese fa, delusi per l'ennesima dal non aver potuto assistere in diretta ad uno spettacolare Giro dell'Emilia, qui su Cicloweb avevamo lanciato la proposta volutamente un po' (ma non troppo) provocatoria di regalare i diritti televisivi delle corse italiane ad un gruppo straniero come i belgi di Sporza che, oltre ad occuparsi della produzione delle immagini, avrebbe potuto rivendere le immagini in tutto il mondo. Non sappiamo se siano state proprio quelle righe a far realizzare a qualcuno che l'idea non era poi così strampalata, fatto sta che l'accordo appena stretto da una finalmente attiva Lega del Ciclismo Professionistico va proprio in quella direzione: e, nota ancora più positiva, non c'è stato neanche bisogno di viaggiare fino in Belgio ma a quanto abbiamo potuto apprendere è bastato raggiungere l'Emilia.

Metà gare in diretta tv, le altre in differita
Nel 2017 avremo quindi più corse del calendario italiano in diretta televisiva e con la possibilità che queste vengano trasmesse anche all'estero, il tutto con costi minori rispetto a quelli attuali per gli organizzatori. Il progetto coinvolge tutte le corse non organizzate da RCS Sport che continuerà a gestirsi in proprio: qualcuno lo ha accolto subito con grande entusiasmo, altri invece hanno avuto delle perplessità iniziali e sono stati più titubanti, ma alla fine tutti gli organizzatori sono andati dalla stessa parte. In attesa di scoprire tutti i dettagli dell'accordo, che verranno svelati con una conferenza stampa a metà gennaio a Milano, sappiamo che i diritti delle corse italiane verranno in sostanza regalati ad una società che si farà carico di tutti i costi di produzione: la stessa società si occuperà poi di rivendere i diritti in Italia e all'estero, allargando gli orizzonti anche al campo del satellite, degli streaming via Internet e dei social network.

Secondo i piani iniziali metà delle gare coinvolte in questa piccola rivoluzione continueranno ad avere la classica differita, la grande novità sta per l'altra metà (una decina di corse) che invece potrà godere di una trasmissione in diretta: tra queste verranno ovviamente privilegiate le gare Hors Catégorie come Giro del Trentino (pardon, Tour of the Alps), Giro dell'Emilia, Tre Valli Varesine, Trofeo Laigueglia, GP di Larciano e GP Beghelli, ma tra le altre si parla anche di una possibile rotazione per garantire a tutte le corse almeno una diretta ogni tot anni; una stagione potremo quindi avere la fortuna di vedere live il GP Costa degli Etruschi, quella dopo il Trofeo Matteotti, quella dopo ancora il Giro dell'Appennino, ma aspettiamo gennaio per saperne di più.

Gli organizzatori risparmiano, la platea aumenta. Ora tocca agli sponsor
In ogni caso nell'immediato per gli organizzatori delle corse la notizia forse migliore viene dal fatto di non dover più sborsare i soldi per la produzione delle immagini che, nel caso delle differite, rappresentavano circa il 10% del budget complessivo: un colpo non da poco per chi è in difficoltà da anni e questo potrebbe tradursi in un gruzzoletto da reinvestire per migliorare l'organizzazione generale, oppure ancora meglio per attirare al via alcune squadre World Tour che con la sola presenta aumenterebbero il prestigio della corsa e l'interesse da parte del pubblico.

L'aumento dell'audience è il secondo grande obiettivo che si pone la Lega del Ciclismo Professionistico con questo accordo. RAI Sport ha già preso i diritti per la stagione 2017, ma una nuova fetta di pubblico potrebbe arrivare se le immagini fossero trasmesse, ad esempio, anche sulla piattaforma Sky grazie a BikeChannel, su canali stranieri o magari sui principali siti internet di informazione (specializzati e non) che potrebbero essere interessati ad avere degli highlights della varie prove. Se il numero di persone raggiunte aumenta, di conseguenza aumenterà anche l'interesse da parte degli sponsor completando quindi un circolo che potrebbe portare grandissimi benefici a tutto il mondo del ciclismo italiano.
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