Matteo Pelucchi e Peter Sagan impennano durante un allenamento della Bora Hansgrohe a Valencia © Veloimages.com
Matteo Pelucchi e Peter Sagan impennano durante un allenamento della Bora Hansgrohe a Valencia © Veloimages.com

I team 2017: Bora Hansgrohe

Peter Sagan porta la squadra nell’alta nobiltà; occhio anche a König e Majka, Pelucchi cerca il rilancio

La seconda ed ultima new entry nel circuito principale del ciclismo internazionale risponde al nome di Bora Hansgrohe. A differenza del Bahrain-Merida la formazione tedesca ha alle spalle sette anni di apprendistato fra il livello Continental (prime due stagioni) e Professional (le rimanenti cinque) dove si è messa in luce come una delle compagini più organizzate e professionali del panorama.

Il salto nel massimo circuito è stato propiziato dal maggior impegno economico dell’arrembante main sponsor, dall’ingresso di un secondo patrocinatore di alto rilievo e dall’arrivo dell’azienda di biciclette più in vista al mondo. La quale, per giunta, ha portato al gruppo diretto da Ralph Denk il corridore più noto (e, ci sentiamo di dire, più forte) del globo, l’unica rock star dell’attuale pianeta del pedale.

ROSA
Pascal Ackermann (Ger, 1994), Shane Archbold (Nzl, 1989), Jan Bárta (Cze, 1984), Erik Baska (Svk, 1994), Cesare Benedetti (Ita, 1987), Sam Bennett (Irl, 1990), Maciej Bodnar (Pol, 1985), Emanuel Buchmann (Ger, 1992), Marcus Burghardt (Ger, 1983), Silvio Herklotz (Ger, 1994), Michael Kolar (Svk, 1992), Leopold König (Cze, 1987), Patrick Konrad (Aut, 1991), Rafal Majka (Pol, 1989), Jay McCarthy (Aus, 1992), José Mendes (Por, 1985), Gregor Mühlberger (Aut, 1994), Matteo Pelucchi (Ita, 1989), Christoph Pfingsten (Ger, 1987), Pawel Poljanski (Pol, 1990), Lukas Pöstlberger (Aut, 1992), Juraj Sagan (Svk, 1988), Peter Sagan (Svk, 1990), Aleksejs Saramotins (Lat, 1982), Andreas Schillinger (Ger, 1983), Michael Schwarzmann (Ger, 1991), Rüdiger Selig (Ger, 1989).

L’ANALISI

Rafal Majka © Bora Hansgrohe
Rafal Majka © Bora Hansgrohe

CORSE A TAPPE: Sono sostanzialmente due i leader che si divideranno le responsabilità di comando nei grandi giri e nelle principali corse di una settimana. Ritorna in rosa dopo due anni contrastanti al Team Sky Leopold König: il corridore ceco, che avrà come obiettivo stagionale il Giro d’Italia, punta ad un piazzamento tra i migliori cinque nella Corsa Rosa. Medesimo obiettivo a cui ambisce Rafal Majka per il Tour de France: per il polacco, che come da consuetudine verrà accompagnato dallo “sherpa” di fiducia Pawel Poljanski, forse il traguardo appare più ostico, ma non bisogna di certo sottostimare uno capace di salire sul podio di un grande giro (la Vuelta a España 2015, nel suo caso). Le speranze del ciclismo tedesco per le corse a tappe del futuro sono riposte su Emanuel Buchmann, già campione nazionale e finora affacciatosi ai margini delle top 20 delle classifiche. Utile come gregario sarà il portoghese José Mendes mentre è già all’ultima occasione Silvio Herklotz: il ventiduenne, che qualche stagione fa era indicato come fenomeno del futuro, si è letteralmente perso con il passaggio al professionismo, inanellando prestazioni insufficienti in serie.

 

Matteo Pelucchi © Bora Hansgrohe
Matteo Pelucchi © Bora Hansgrohe

VOLATE: Tantissime le ruote veloci a disposizione dei direttori sportivi, che talvolta potranno scegliere dall’ammiraglia fra più opzioni da utilizzare nel finale. Come spunto di velocità pura l’irlandese Sam Bennett è inferiore a pochi; quello che gli fa difetto, oltre alla resistenza nei percorsi ondulati, è la continuità. Discorso identico che vale per il neoarrivato Matteo Pelucchi; il lombardo cerca però un riscatto dopo un 2016 assai tribolato. Alla lista si aggiunge Pascal Ackermann, vicecampione del mondo tra gli under 23 e tra i tedeschi più interessanti per i prossimi anni. Avranno le loro occasioni anche lo slovacco Erik Baska e il tedesco Michael Schwarzmann, entrambi ancora in fase di crescita e utili all’occasione nel supportare e scortare i compagni di squadra.

 

Peter Sagan © Bora Hansgrohe
Peter Sagan © Bora Hansgrohe

PAVÉ: Sarebbe (e sarà) il leader del team in tre delle quattro categorie in cui stiamo suddividendo questi speciali di presentazione delle squadre, ma ci pare opportuno inserire Peter Sagan nello spazio riservato agli uomini da pavé. Il due volte campione del mondo ha dominato l’ultima Ronde van Vlaanderen (e la Gent-Wevelgem) e punta senza mezzi termini a ripetersi, con il sogno non nascosto di trionfare anche a Roubaix. A supportarlo un discreto gruppo di lavoro, a cominciare dal fedelissimo polacco Maciej Bodnar, dall’esperto tedesco Marcus Burghardt e dall’affidabile lettone Aleksejs Saramotins. Più che utili potranno essere anche lo slovacco Michael Kolar e i teutonici Andreas Schillinger e Rüdiger Selig.

 

Patrick Konrad © Bora Hansgrohe
Patrick Konrad © Bora Hansgrohe

CLASSICHE: Il settore indubbiamente meno competitivo della rosa, fatto salvo ovviamente Sagan. Analizzando gli ordini di arrivo, colui che si è meglio comportato nel passato recente è l’austriaco Patrick Konrad, atleta abile anche nelle prove di una settimana. Potrà avere le sue opportunità anche il neoarrivato australiano Jay McCarthy, corridore dal carattere fumantino ma con un buon talento. Il giovane austriaco Gregor Mühlberger può mostrarsi in qualche prova, così come l’azzurro Cesare Benedetti: il trentino, tra i migliori fugaioli del professionismo, predilige le prove ondulate e si meriterebbe un traguardo prestigioso come ricompensa per le molte azioni in avanscoperta. Discorso che si può estendere al ceco Jan Bárta, colonna del team come Benedetti, capace di ben figurare su qualsiasi terreno (volate escluse).

Ciclismo in Tv

Non ci sono eventi imminenti.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile Versione stampabile