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I team 2017: FDJ

I corridori della FDJ durante un'uscita di allenamento © FDJ

Thibaut Pinot punta forte sul Giro, Arnaud Démare su Sanremo e Tour. Presenti gli azzurri Cimolai e Guarnieri

La squadra che vanta nel ciclismo professionistico attuale la sponsorizzazione più longeva (dal 1997, alla pari con i cugini della Cofidis) è la FDJ. La formazione, diretta dal vulcanico ex campione Marc Madiot, ha intrapreso da anni la strada dello sviluppo dei giovani ciclisti transalpini; i risultati dal punto di vista numerico non sono del tutto soddisfacenti visto che solo una manciata di atleti hanno effettivamente compiuto quel salto di qualità tale che abbia permesso loro di sfidare ad armi pari i campioni internazionali.

Tuttavia è indubbio lo sforzo che ha portato una compagine non eccessivamente danarosa, ma sicuramente ben strutturata, a mettersi particolarmente in luce nel 2016 con importanti migliorie tecniche a livello di mezzi (la partnership con Lapierre, ovviamente confermata, ha permesso la progettazione di biciclette assai valide) e di rinnovate modalità di allenamento (la formazione di gruppi di lavoro ristretti e specifici) dando la possibilità ai corridori di esprimersi nel migliore dei modi.

ROSA
William Bonnet (Fra, 1982), Davide Cimolai (Ita, 1989), Arnaud Courteille (Fra, 1989), Mickaël Delage (Fra, 1985), Arnaud Démare (Fra, 1991), Odd Christian Eiking (Nor, 1994), Marc Fournier (Fra, 1994), David Gaudu (Fra, 1996), Jacopo Guarnieri (Ita, 1987), Daniel Hoelgaard (Nor, 1993), Ignatas Konovalovas (Ltu, 1985), Matthieu Ladagnous (Fra, 1984), Johann Le Bon (Fra, 19902), Olivier Le Gac (Fra, 1993), Tobias Ludvigsson (Swe, 1991), Jérémy Maison (Fra, 1993), Lorrenzo Manzin (Fra, 1994), Rudy Molard (Fra, 1989), Steve Morabito (Sui, 1983), Cédric Pineau (Fra, 1985), Thibaut Pinot (Fra, 1990), Sébastien Reichenbach (Sui, 1989), Kévin Reza (Fra, 1987), Anthony Roux (Fra, 1987), Jérémy Roy (Fra, 1983), Marc Sarreau (Fra, 1993), Benoît Vaugrenard (Fra, 1981), Arthur Vichot (Fra, 1988), Léo Vincent (Fra, 1995)

L’ANALISI

Thibaut Pinot © FDJ [1]
Thibaut Pinot © FDJ

CORSE A TAPPE: La stella cometa risponde, come da diversi anni a questa parte, al nome di Thibaut Pinot: dopo un inizio di 2016 da applausi, i problemi per il ventiseienne sono giunti durante il Tour de France, prova a cui lo lega un rapporto di odio e amore assai particolare. E così, dopo la controprestazione di luglio, lo scalatore è finalmente riuscito a convincere la dirigenza a dirottarlo all’amato (pur non avendovi mai preso parte) Giro d’Italia. Nella Corsa Rosa Pinot tenterà l’assalto al podio, risultato possibile non affatto semplice visto il cast dei partenti. L’ipotesi di una sua presenza alla Grande Boucle, in una chiave di cacciatore di tappe, è in piedi; in ogni caso a capitanare la squadra in casa dovrebbe essere l’elvetico Sébastien Reichenbach, gregario di lusso e corridore che può ambire alle top 10. Fatti salvi questi due nomi, gli altri specialisti per tali tipo di prove sono l’esperto svizzero Steve Morabito, che potrebbe scortare Pinot al Giro, e il neoarrivato Rudy Molard, le cui doti si sono viste soltanto a sprazzi. Due i neopro’ su cui porre l’attenzione: il ventunenne Léo Vincent e soprattutto il ventenne David Gaudu, vincitore nella passata edizione di Corsa della Pace e Tour de l’Avenir, che ha tutto per poter essere un nuovo Pinot.

 

Arnaud Démare © FDJ [2]
Arnaud Démare © FDJ

VOLATE: Reduce da una sorprendente (e, per alcuni, controversa) affermazione alla Milano-Sanremo, Arnaud Démare è chiamato ad essere ancora una volta il maggiore fornitore di successi del team. Il venticinquenne ci riproverà nella Classicissima, suo grande obiettivo dell’anno assieme alla prima vittoria in un grande giro, nella fattispecie il Tour de France. Oltre al piccardo, che potrà contare su un bel treno a sua disposizione, potrà lanciarsi negli sprint Davide Cimolai: il ventisettenne friulano, alla prima esperienza all’estero, può mettersi in luce in prove comunque prestigiosi. La linea verde è assicurata dal ventiduenne Lorrenzo Manzin e dal ventitreenne Marc Sarreau, finora disimpegnatisi soprattutto nelle prove nazionali. Torna in corsa dopo la bruttissima caduta occorsagli all’ultima Vuelta Kévin Réza: il possente ventisettenne, spesso abile a mettersi in posizione di sparo, difetta però del necessario spunto veloce per reggere ad altissimo livello.

 

Jacopo Guarnieri © FDJ [3]
Jacopo Guarnieri © FDJ

PAVÉ: La figura di spicco del team anche in questo specifico settore è e sarà Démare; tuttavia potrà essere affiancato come co-capitano da colui che sarà il suo pesce pilota nelle volate, vale a dire Jacopo Guarnieri. Il neoarrivato lombardo vanta qualche piazzamento positivo nelle prove sulle pietre e, in una squadra come questa che non deve controllare la corsa, potrebbe mettersi in luce. Speranze sono riposte anche su Johann Le Bon, ma il ventiseienne non brilla certo per costanza. Più stabile nel suo rendimento Matthieu Ladagnous, ma il trentaduenne molto difficilmente sarà un fattore, così come il quasi coetaneo e connazionale Mickaël Delage. Per il futuro si punta sulla crescita del ventitreenne Daniel Hoelgaard, ma il norvegese appare ancora troppo acerbo.

 

Arthur Vichot © FDJ [4]
Arthur Vichot © FDJ

CLASSICHE: Il due volte campione nazionale Arthur Vichot è il nome buono per queste prove. Il ventottenne appare sempre rimanere in limbo: indubbiamente valido per un certo tipo di gare ma, quando il livello si alza, raramente è tra i papabili per il bersaglio grosso o per le immediate posizioni di spicco. Non un vincente ma un piazzato è Anthony Roux: il ventinovenne, da tenere d’occhio anche nelle brevi e non troppo difficili corse a tappe, garantisce più costanza di rendimento del compagno di squadra. Chi è chiamato ad un’ulteriore crescita dopo un tutto sommato positivo 2016 è Odd Christian Eiking: il ventiduenne norvegese sta ancora apprendendo i dettami ma ha dimostrato di avere qualche colpo dalla sua. Ben più esperto, visto che la carta d’identità recita anni trentacinque, è Benoît Vaugrenard, corridore in (rapida?) fase discendente ma che potrebbe pescare qualche jolly per i piazzamenti.