Keith Richards e Anita Pallenberg © Affashionate.com
Keith Richards e Anita Pallenberg © Affashionate.com

Di Rocco ripresidente? Tanti cari sticazzi

Cronache del ribrezzo, o di un ciclismo inemendabile, o di Anita Pallenberg, o degli Stones, dei Pink Floyd, di cavalli vincenti e perdenti, della qualsiasi

Anita Pallenberg era una gran figa negli anni ’60. Si fidanzò con Brian Jones, poi lo mollò per Keith Richards, il primo morì, lei poi nel mentre stava con colui che decenni dopo sarebbe stato definito da Elton John “una scimmia con l’artrite” ebbe il tempo di avere una relazione con Mick Jagger. Non andavano tanto per il sottile, va detto, in fondo la donna di Mick, Marianne Faithfull, aveva avuto a che fare in quel certo modo con Keith, tra un festino e l’altro. Sesso libero e viva il rock.

Di Rocco Renato Romeo. Di Rocco Renato Romeo. Di Rocco Renato Romeo. Di Rocco Renato Romeo. Di Rocco Renato Romeo. Di Rocco Renato Romeo. Di Rocco Renato Romeo. Di Rocco Renato Romeo.

Forse quest’ultima stringa l’avevo già scritta quattro anni fa. Non sembra il romanzo di Jack Torrance? E la biciclettina (quello era un triciclo) ce la vedi proprio girare a vuoto, negli spettrali corridoi dell’Overlook, senza una destinazione diversa dall’ennesimo bagno di sangue. Metafore. Redrum.

Mi fa venire in mente pure (Di Rocco Renato Romeo. Di Rocco Renato Romeo. Di Rocco Renato Romeo. Di Rocco Renato Romeo……………..) i rintocchi, pesanti, all’inizio di Time dei Pink Floyd. Solo che io mi sento già nella seconda strofa and then one day you find ten years have got behind you, no one told you when to run, you missed the starting gun, e con un occhio alla quarta perché il sole è lo stesso di allora ma sono io ad essere più vecchio, un po’ più vicino alla fine.

Una volta un caro amico mi disse che l’umanità si divide in cavalli vincenti e cavalli perdenti, e io secondo lui appartenevo ovviamente alla seconda schiera. Non è che avesse torto. Se fossi stato della prima avrei saputo sempre annusare l’aria e andare verso la corrente giusta, mi sarei fatto adottare da Renatino anziché farmici querelare.

Tornando ad Anita Pallenberg, anche se il nome e l’aspetto avrebbero suggerito Scandinavia, era (anzi è, è tuttora tra noi) italiana. Quant’era bella nel fiore degli anni. Quando stava con Mario Schifano ancor più, prima di diventare la fidanzata degli Stones (sì, di tutti, più o meno, bontà sua… Wyman&Watts erano bruttarelli e non avevano certo il carisma degli altri tre. I cavalli vincenti vanno coi cavalli vincenti, da sempre).

Mi dicono che dovrei commentare “ma che te commenti, che te voi commenta’!”, direbbe un Remotti qualsiasi. È successo qualcosa oggi? Siamo andati tutti dal notaio a certificare quanto già sapevamo da tempo. I’ve given all I can, it’s not enough.

Non so chi diceva “se non puoi parlarne bene, non parlarne proprio”, a volte lo applico, ad esempio avevo promesso a Nino del forum che avrei intervistato la Gimondi, ma mi ci è mancata la forza, proprio la voglia, non credetemi quando dirò che non ne ho avuto il tempo materiale. Il finale del film l’avevo già visto, tutto sommato. Irreversible.

Lo scenario desolante in cui l’alternativa è rappresentata da… no, taci. Desolante l’ho già scritto?

È l’Italia, bellezza, e tu non puoi farci niente. È l’Italia di chi ha cognomi importanti, o di chi ha fiancheggiato in passato e ora si riscopre nemico, o di chi è sempre stato nemico ma è ormai sfiatato, tanto che ti chiedi se non sia tutto un gioco delle parti. L’alternativa, di fatto, realmente, totalmente, non c’è. “None!”, come diceva Feffo.

Come lo batti questo mostro qui? Con le sue armi? Sei sconfitto in partenza. Controlla il sistema, il sistema è lui, fa un po’ come je pare. E voi avreste ancora il coraggio di stupirvi che poi centri sempre il quorum che gli serve? Lo dovevano detronizzare dall’alto, ma al CONI se provo a entrarci scivolo per una sostanza strana che c’è per terra, c’è chi dice sia bava di lumache. Cane non morde cane. Cane non Mordecai, la versione di Barney: burp.

Da un alto ancor più alto, allora? Dal governo, per caso? Con una nuova legge sullo sport? Con nuove norme per le elezioni degli organi dirigenti dello sport? (seguono dieci minuti di risate sguaiate).

E io dovrei ora commentare che cosa? Che questo figurino che non voglio più definire e tutto il suo contorno di epicurei stanno esultando per aver vinto cosa? Ma che credete di aver vinto? Siete ridicoli, patetici come i vostri pass per entrare nei palazzi che contano, nei salotti buoni, nei dinner gustosi, agratis, bella la vita genero’. Mi fate ribrezzo.

Non mi va, non ne vale la pena, non c’è in fondo nulla di nuovo da dire, da scrivere, ho altro a cui pensare, stasera ho altro da fare, di molto meglio che scrivere dell’omonimo di quell’altro Renatino. Godo molto di più nell’ubriacarmi, oppure a masturbarmi, o al limite… Anita, Anita, quant’eri bella Anita. Maledetti Stones. Maledetti Strones. Non mi avrete. Ticking away the moments that make up a dull day… all work and no play makes Jack a dull boy. Dull day, dull boy. Bye bye.

Ciclismo in Tv

Non ci sono eventi imminenti.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile Versione stampabile