Gli atleti della Orica-Scott impegnati ad inizio gennaio © Facebook

I team 2017: Orica-Scott

La formazione rivelazione dello scorso anno cerca la riconferma con Chaves, Ewan, Gerrans e i gemelli Yates

In un anno si è portata a casa due delle cinque grandi classiche (Paris-Roubaix e Il Lombardia) ed è andata a podio sia al Giro d’Italia che alla Vuelta a España, segnalandosi positivamente anche in molte delle altre prove di spicco del calendario internazionale. La Orica-Scott punta a confermarsi nell’élite del ciclismo con i propri talenti, per la maggior parte ancora giovani, provando a salite ancora un gradino nella scala gerarchica. Sempre con il sorriso sul volto, come da tradizione della compagine australiana, competitiva tanto in strada quanto dal punto di vista comunicativo e promozionale.

ROSA
Michael Albasini (Sui, 1980), Sam Bewley (Nzl, 1987), Esteban Chaves (Col, 1990), King Lok Cheung (Hkg, 1991), Mitchell Docker (Aus, 1986), Luke Durbridge (Aus, 1991), Alexander Edmondson (Aus, 1993), Caleb Ewan (Aus, 1994), Simon Gerrans (Aus, 1980), Jack Haig (Aus, 1993), Mathew Hayman (Aus, 1978), Michael Hepburn (Aus, 1991), Damien Howson (Aus, 1992), Daryl Impey (Rsa, 1984), Christopher Juul Jensen (Den, 1989), Jens Keukeleire (Bel, 1988), Roger Kluge (Ger, 1986), Roman Kreuziger (Cze, 1986), Luka Mezgec (Slo, 1988), Magnus Cort Nielsen (Den, 1993), Rubén Plaza (Esp, 1980), Robert Power (Aus, 1995), Svein Tuft (Can, 1977), Carlos Verona (Esp, 1992), Adam Yates (Gbr, 1992), Simon Yates (Aus, 1992)

L’ANALISI

Esteban Chaves © Orica-Scott
Esteban Chaves © Orica-Scott

CORSE A TAPPE: Fino a poche stagioni fa questa era la tipologia di corridori carente nel sodalizio australe. Pian piano la tendenza è stata invertita, facendo diventare la squadra una delle più valide e complete in tale ambito. La figura principale risponde al nome di Esteban Chaves, reduce dalla stagione del salito fra i grandi del panorama con i podi a Giro e Vuelta (e la vittoria a Il Lombardia). Il ventiseienne colombiano, il cui piano di gare non è ancora stato svelato (dovrebbe saltare il Giro per debuttare al Tour), punta a ripetere l’eccellente 2016 e, perché no, a migliorarlo, magari con la conquista di una corsa a tappe di una settimana. Ad aiutarlo, e a prendersi il ruolo di leader in alcune occasioni, è arrivato Roman Kreuziger: il trentenne ceco è corridore capace di togliersi delle soddisfazioni personali non da poco pur lavorando all’occorrenza come gregario. Un bell’acquisto, anche in chiave classiche. Se, come detto, il sudamericano pare orientato a schierarsi in Francia, il suo posto come leader alla Corsa Rosa potrebbe essere assegnato in una sfida in famiglia: i due principali indiziati rispondono infatti ai nomi di Adam e Simon Yates. I promettenti gemelli del ciclismo britannico, abili nelle gare di una settimana, hanno vissuto nel 2016 una decisa crescita anche nei grandi giri, con il primo giunto quarto (e miglior giovane) al Tour e il sesto (da gregario e con vittoria di tappa) alla Vuelta. Preziosi gregari ed eventuali capitani nelle prove non ritenute fondamentali saranno il ventiquattrenne Damien Howson, il ventitreenne Jack Haig e il ventiquattrenne spagnolo Carlos Verona.

 

Caleb Ewan © Orica-Scott
Caleb Ewan © Orica-Scott

VOLATE: Lasciato partire l’ingombrante Matthews il velocista principe della squadra diventa Caleb Ewan: l’australian-coreano è partito subito forte nei criterium di inizio mese in patria e vuole confermarsi nell’imminente Tour Down Under. Il ventiduenne avrà in Italia gli appuntamenti più importanti della stagione visto che ha dichiarato di puntare alla vittoria nella Milano-Sanremo (finora mai affrontata) e di conquistare almeno una tappa al Giro d’Italia. Come prezioso apripista che, all’occorrenza, può agire in prima persona c’è Luka Mezgec: il ventottenne sloveno è forse uno degli uomini Orica che meno ha impressionato nel 2016 e, con il contratto in scadenza, è chiamato a migliorare. Il secondo velocista è diventato dunque Magnus Cort Nielsen: il biondissimo ventitreenne danese, vincitore in due occasioni all’ultima Vuelta, pare finalmente aver preso le misure al massimo circuito. Le stesse che deve ancora trovare Alexander Edmondson, ventitreenne dal buon spunto veloce ma che appare ancora acerbo.

 

Mathew Hayman © Orica-Scott
Mathew Hayman © Orica-Scott

PAVÉ: Alzi la mano chi, un anno fa, si sarebbe aspettato la conquista dell’Inferno del Nord da parte di un elemento della compagine australiana. E invece a sorprendere tutti, lui per primo, è sbucato dal nulla Mathew Hayman, valoroso gregario ma nulla più. Assai complicato che il trentottenne possa riconfermarsi; maggiormente nelle sue corde un piazzamento alle spalle dei migliori, e comunque sarebbe un risultato ben accetto. Il leader del futuro e del presente è però Jens Keukeleire: il ventottenne belga, anch’egli capace di imporsi nell’ultima Vuelta, ha spesso flirtato con il grande risultato, trovando sempre sulla sua strada più di qualcuno migliore di lui. Sarà arrivata la sua ora? Come valido supporto c’è Luke Durbridge; il venticinquenne, valente anche come cronoman, ha mostrato miglioramenti sulle pietre ed ha dalla sua l’età ancora giovane pur essendo nel giro ormai da diverse annate.

 

Simon Gerrans © Orica-Scott
Simon Gerrans © Orica-Scott

CLASSICHE: Altra specialità della casa, dove il team può sommare numerosi ed eterogenei talenti per cercare la conquista dei risultati prestigiosi. Chaves, Kreuziger e i gemelli Yates rientrano tranquillamente anche in tale area, come dimostra il loro palmares. Chi, tuttavia, anche per l’età non più verde, possiede la lista trofei più lunga è Simon Gerrans: il trentaseienne australiano è dato in buona forma e punta a far bene sin da subito, provando a tenere la condizione fino alle amate classiche vallonate. Lo scaltro (ma talvolta maldestro, con le innumerevoli cadute di cui è protagonista) australiano sarà spalleggiato dal coscritto Michael Albasini, corridore elvetico che garantisce sempre alti standard di rendimento. L’esperienza è propria anche di Daryl Impey, trentaduenne sudafricano che rappresenta una sicurezza su moltissimi terreni (e che è capace, come Albasini, di giocarsi le proprie carte ove ve ne fosse la possibilità). La freschezza è rappresentata da Robert Power: il ventunenne australiano, prodigio tra gli under 23 dove ha fatto incetta di gare – molte delle quali in Italia -, ha vissuto un 2016 da dimenticare causa problemi fisici che gli hanno impedito di debuttare fino ad estate inoltrata, riuscendo comunque a salire sul podio a fine stagione alla Japan Cup. Il futuro, se la salute lo assiste, è tutto dalla sua parte.

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