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I team 2017: Quick-Step Floors

Tom Boonen guida il gruppo della Quick-Step Floors © Breakthrough Media

Una corazzata sul pavé con Tom Boonen all’ultima campagna del nord, anche Ardenne e volate possono dare soddisfazioni

Quando si parla di Quick-Step Floors il primo pensiero va direttamente a Tom Boonen e alla classiche del pavé: il campionissimo belga quest’anno farà la sua ultima campagna del nord per poi ritirarsi dopo la Parigi-Roubaix e attirerà su di sé tutte le attenzioni nei primi mesi dell’anno. La squadra di Patrick Lefévère è costruita per dominare sul pavé e per cogliere successi in grande quantità durante tutto l’arco della stagione: quest’anno deve per forza puntare un 2016 che sulle pietre è stato ampiamente deludente, ma il cui bilancio complessivo è stato salvato dalle 55 vittorie totali, di cui 19 arrivate dal duo Marcel Kittel e Fernando Gaviria.

ROSA
Julian Alaphilippe (Fra, 1992), Jack Bauer (Nzl, 1985), Tom Boonen (Bel, 1980), Gianluca Brambilla (Ita, 1987), Eros Capecchi (Ita, 1986), Rémi Cavagna (Fra, 1995), David De la Cruz (Spa, 1989), Laurens De Plus (Bel, 1995), Tim Declercq (Bel, 1989), Dries Devenyns (Bel, 1983), Fernando Gaviria (Col, 1994), Philippe Gilbert (Bel, 1982), Bob Jungels (Lux, 1992), Iljo Keisse (Bel, 1982), Marcel Kittel (Ger, 1988), Yves Lampaert (Bel, 1991), Daniel Martin (Irl, 1986), Davide Martinelli (Ita, 1993), Enric Mas (Spa, 1995), Maximiliano Richeze (Arg, 1983), Fabio Sabatini (Ita, 1985), Maximilian Schachmann (Ger, 1994), Pieter Serry (Bel, 1988), Zdenek Stybar (Cze, 1985), Niki Terpstra (Ola, 1984), Matteo Trentin (Ita, 1989), Petr Vakoc (Cze, 1992), Martin Velits (Svk, 1985), Julien Vermote (Bel, 1989)

L’ANALISI

Daniel Martin

CORSE A TAPPE: Di gran lunga il settore in cui lo squadrone belga è più scoperto, soprattutto se si pensa alle tre settimane di gara. L’irlandese Daniel Martin è un buonissimo corridore per le classiche più impegnative, ma se la cava bene anche nelle brevi corse a tappe: non è un vincente per natura, ma i suoi piazzamenti importanti riesce spesso a portarli a casa; Martin perde consistenza nei Grandi Giri anche se il 9° posto finale all’ultimo Tour de France potrebbe avergli dato fiducia. Escludendo Julian Alaphilippe, più orientato sulle classiche, l’alternativa migliore è il lussemburghese Bob Jungels, passista-scalatore che allo scorso Giro d’Italia ha vestito la maglia rosa e ha chiuso sesto nella generale: ha 24 anni e margini per migliorarsi ancora. Lo spagnolo David De La Cruz è reduce da un settimo posto alla Vuelta e nel 2017 vuole puntare a far meglio e ad entrare nei primi 5, da seguire invece i giovanissimi Laurens De Plus ed Enric Mas, entrambi classe 1995 e con caratteristiche ideali per le gare a tappe.

 

Marcel Kittel

VOLATE: C’è un gran treno e ci sono gli uomini capaci di finalizzare il suo lavoro. La punta per gli arrivi a ranghi compatti è il tedesco Marcel Kittel che l’anno scorso è andato a segno sia al Giro d’Italia che al Tour de France: è un velocista puro da vittorie di quantità più che di qualità, ma negli ultimi cinque Grandi Giri disputati ha sempre battuto almeno un colpo. Diverse invece le caratteristiche del colombiano Fernando Gaviria, talento purissimo di appena 22 anni: ha tecnica, ha velocità ma ha anche la resistenza per puntare a traguardi non proprio dei più banali e nel 2017, senza l’obiettivo della pista, potrebbe fare un salto di qualità ulteriore su strada. Meritano una citazione anche gli uomini di supporto a queste due stelle, perché il merito delle vittorie è in parte anche loro: l’argentino Maximiliano Richeze è un ottimo ultimo uomo, così come Fabio Sabatini, Matteo Trentin è veloce, completo e sa anche attaccare quando serve, mentre Davide Martinelli è un uomo chiave per i finali e l’anno scorso ha vinto due corse con azioni potenti nell’ultimo chilometro.

 

Tom Boonen

PAVÉ: Tutto ruota attorno alla figura di Tom Boonen che a 36 anni ha esperienza, forza e carisma per far tremare tutti gli avversari: di sicuro Tommeke vorrà chiudere la sua carriera in grande stile ma, come detto, la squadra non può permettersi di restare a secco per due anni di fila, quindi Boonen dovrà comunque dimostrare di avere le gambe per fare il capitano sulla strada. Il secondo uomo sarà l’olandese Niki Terpstra, grande passista, che in carriera ha già vinto la Roubaix e ha fatto podio al Fiandre: l’anno scorso ha vinto Le Samyn, Dwars door het Hageland e l’Eneco Tour, tutte gare con un po’ di muri e pavé, ma le grandi classiche sono un’altra cosa. Grandi ambizioni al nord le ha anche il ceco Zdenek Stybar che vanta podi e piazzamenti, ma non ancora un successo di peso: a 31 anni l’ex iridato di ciclocross proverà a ritagliarsi lo spazio giusto. Una carta interessante in supporto ai tre big sarà anche il già citato Matteo Trentin, ma non va sottovalutata anche la potenziale crescita del belga classe 1991 Yves Lampart, già 7° alla Roubaix nel 2015.

 

Julian Alaphilippe

CLASSICHE: Secondo a Freccia e Liegi nel 2015, secondo a Freccia ed Europeo e quarto alle Olimpiadi nel 2016: Julian Alaphilippe sta girando attorno al grande successo che farebbe svoltare la sua carriera, un vittoria che siamo sicuri che arriverà presto anche perché il francese ha solo 24 anni e tutte le caratteristiche giusto per diventare uno dei migliori al mondo nelle classiche. Al suo fianco, soprattutto per i percorsi più impegnativi, ci sarà l’irlandese Daniel Martin ma per il 2017 è stato ingaggiato anche il campione belga Philippe Gilbert che non sarà più quello dominante di qualche anno fa, ma non va assolutamente sottovalutato. Un corridore che anno dopo anno acquista sempre maggiore fiducia nei propri mezzi è l’italiano Gianluca Brambilla, che punta anche alle brevi corse a tappe, che l’anno scorso ha colpito con un fantastico terzo posto alla Strade Bianche. Altro nome da seguire con grandissima attenzione è quello del ceco Petr Vakoc, classe 1992, che sta crescendo molto bene e che è molto adatto ai finali esplosivi: nel 2016 ha vinto la Freccia del Brabante, ha fatto secondo al GP de Wallonie e quinto all’Europeo e alla Strade Bianche.

Sebastiano Cipriani: