Il Trofeo Senza Fine del Giro d'Italia © Bettiniphoto
Il Trofeo Senza Fine del Giro d'Italia © Bettiniphoto

Chi va al Giro e chi sarà costretto a farsi un giro

Nei prossimi giorni verranno comunicati gli inviti per la Corsa Rosa: Bardiani e Gazprom quasi certe, le altre italiane in lotta. Ma occhio alla sorpresa

Fra poche ore scatterà la prima prova del rinnovato calendario World Tour composto da quasi quaranta prove (trentasette dopo la cancellazione del Tour of Qatar). Al Tour Down Under parteciperanno sette atleti per ciascuno dei diciotto team del massimo circuito a cui si sommano sette corridori selezionati per difendere la nazionale australiana. Come da tradizione la corsa australe non fornisce inviti a squadre Professional che non siano del proprio paese e, data la ricalibrazione degli obiettivi della Drapac (diventata ora la Continental vivaio della Cannondale), il numero di squadre in gara è quindi fermo a quota diciannove.

Gli organizzatori di tutti gli altri eventi del World Tour assegneranno wildcard alle formazioni Professional, le quali sono in spasmodica attesa di definire i loro impegni per la stagione (un inciso: tali tempistiche così dilazionate non fanno altro che danneggiare i team e i corridori e dovrebbero venir ripensate nel prossimo futuro). La prima corsa che accoglierà compagini del secondo circuito mondiale è la Cadel Evans Great Ocean Road Race: domenica 29 gennaio sgomiteranno a Geelong a tredici squadre World Tour anche Aqua Blue Sport, Gazprom-RusVelo, Roompot-Nederlandse Loterij e UnitedHealthcare, oltre all’onnipresente rappresentativa australiana.

Giro d’Italia, a breve le wildcard: chi è (abbastanza) sicuro di esserci
In questi giorni sarà l’ora di uno dei momenti chiave della stagione di molte formazioni: entro il fine settimana RCS Sport svelerà gli inviti per le proprie cinque gare di primo livello. Gli occhi sono ovviamente puntati sul Giro d’Italia, la cui disputa marcherà, in un senso o nell’altro, il destino di ben sei formazioni Professional. Il comitato di selezione degli inviti della Corsa Rosa sarebbe alle prese con notevoli dubbi e, stando ai “si dice”, starebbe cercando di ottenere dall’UCI una deroga, puntando anche sull’eccezionalità data dal centenario della corsa, per poter invitare una squadra in più, magari riducendo ad otto il numero di componenti per team (eventualità non gradita agli squadroni del World Tour).

Chi pare in una botte di ferro è la Bardiani CSF: la formazione emiliana ha dalla sua un progetto chiaro e riconoscibile che punta sui giovani italiani, un’immagine fresca che certo non dispiace a RCS, un curriculum di buone prestazioni al Giro e, dulcis in fundo, il titolo a squadre della Coppa Italia che garantisce, a meno di eventi negativi eccezionali, la certezza della presenza. La seconda squadra che pare avere un impegno a maggio in Sardegna è la Gazprom-RusVelo: invitati a sorpresa un anno fa, i russi si sono ben comportati vincendo a Siusi con Foliforov. Altri elementi che giocano a loro favore sono il miglioramento della rosa durante il mercato (otto acquisti tutti dal World Tour, nessuno come loro), il potentissimo main sponsor, gli accordi con numerosi partner italiani e, con l’emigrazione della Katusha, il nuovo ruolo di team faro del panorama russo. La loro assenza sarebbe sorprendente.

In quattro per due posti: autarchia o si va in Polonia?
La sfida per i due rimanenti posti (difficile che diventino tre, in tal caso RCS Sport avrebbe maggior margine di manovra) si gioca sul filo di lana. Una nuova assenza dal Giro sarebbe un colpo durissimo (se non fatale) per la Androni Giocattoli-Sidermec: la compagine piemontese è in credito con gli organizzatori e si aspetta di riscuoterlo attraverso l’invito alla Corsa Rosa. Dalla sua Gianni Savio può portare un rendimento 2016 positivo con diciannove successi (però dieci dei quali in Cina e sei in Romania), numero migliore delle rivali. Dal punto di vista della competitività il leader Francesco Gavazzi è reduce da un’annata a tutto tondo e punta a ripetersi mentre il talentino Egan Bernal vuole continuare a crescere e a mostrare il suo indubbio talento. Un po’ carente l’aspetto dell’esperienza: dei diciotto atleti in rosa solo quattro (Cattaneo, Marco Frapporti, Gavazzi e Torres) hanno alle spalle la partecipazione ad un grande giro.

L’esperienza è quella che indubbiamente possiede la Nippo-Vini Fantini: la compagine ligure ha ben undici atleti già visti al Giro e con alcuni nomi di indubbio richiamo. Il primo è ovviamente Damiano Cunego: l’assenza del veronese, che è uno dei cinque atleti in attività (gli altri sono Contador, Nibali, Quintana e Scarponi) ad aver conquistato la maglia rosa finale, sarebbe assai sorprendente, pur tenendo in considerazione le prestazioni non eccellenti dell’ultimo periodo. Elementi che guardano in favore della candidatura di tale squadra sono la buona qualità media garantita dal mercato (ingaggiati due vincitori di tappa come Arredondo e Canola e un ex campione italiano come Santaromita), l’importante mercato nipponico che il team rappresenta, la freschezza dell’immagine (con tanto di docuserie trasmessa anche da La Gazzetta dello Sport e all’estero) e un’impressione di professionalità superiore alle concorrenti. Punti carenti sono le precedenti due esibizioni non certo memorabili e la difficoltà a conquistare vittorie e piazzamenti.

La rimanente squadra italiana è la Wilier Triestina-Selle Italia: il team diretto da Angelo Citracca ha dalla sua l’impegno di due affermati e storici patrocinatori del ciclismo italiano, particolare non di poco conto in questo momento. Altro fattore è la presenza di Filippo Pozzato: a prescindere dai risultati, del sandricense si parla sempre e, parafrasando Glauco Benetti in Boris il Film, lui “aiuta a far sbiettà” giornali e tv. Il livello medio della squadra non è affatto malvagio con Belletti, Busato, Fedi, Koshevoy e il bronzo iridato under 23 Mareczko; manca, tuttavia, un corridore che possa ben figurare in un grande giro così come non sono indimenticabili i risultati delle ultime tre esibizioni al Giro.

La mina vagante per le formazioni italiane risponde al nome di CCC Sprandi Polkowice: la compagine polacca, reduce da un 2016 sottotono rispetto all’eccellente 2015, si è ridimensionata nell’organico e mantenendo come capitano il solo Paterski, a cui affiancare Simone Ponzi che spera di aver esaurito le cadute e le conseguenti fratture per un bel pezzo. Una squadra con Bialoblocki, Hirt, Kurek, Paterski, Ponzi, Samoilau, Schlegel, Sisr e Taciak (giusto per citare nove tra gli elementi più competitivi) non scalderebbe il cuore degli appassionati e non sposterebbe alcun tipo di equilibrio in corsa. Qual è dunque la ragione per cui considerare questa come una candidatura possibile? Semplice. Nel 2018, stando alle indiscrezioni, il Giro d’Italia numero 101 partirà dalla Polonia (ancora da definire la località) e l’invito al sodalizio arancione sarebbe la vetrina per iniziare a promuovere l’evento. Per sciogliere tutti gli annosi dubbi basta attendere ancora pochi giorni, per capire chi sarà soddisfatto e chi no. E in tanti dovrebbero far parte della seconda lista.

Per il Tour sfida serrata fra Delko e Wanty
Come avvenuto negli anni passati RCS Sport ha il potere di ricompensare almeno in parte le formazioni deluse con gli inviti per le altre prove, a cui aggiungere anche le altre diciassette Professional. Tra di loro anche le due new entry Aqua Blue Sport e Israel Cycling Academy che hanno apertamente dichiarato di essere ottimiste nell’ottenere inviti sia per la Strade Bianche che per la Milano-Sanremo, prova quest’ultima a cui appare scontata la presenza di Cofidis e Direct Énergie.

Ecco, proprio queste due compagini paiono già sicure di essere al via sia del Tour de France che della Vuelta a España grazie al giusto mix di talento, sponsor e nazionalità. Per la Grande Boucle dovrebbe esserci un solo posto in ballo: assai probabile la (giusta) riconferma della Fortuneo-Vital Concept, per la rimanente wildcard la lotta parte ristretta a Delko Marseille Provence KTM e Wanty-Groupe Gobert. I primi, indubbiamente sotto la sufficienza nel 2016, hanno provato a rinforzare il roster e si augurano di poter competere nella corsa di casa. L’avversario è però di quelli tosti perché i belgi sono probabilmente la Professional migliore al mondo; per cercare di accattivarsi le simpatie di ASO hanno riconfermato il giovane transalpino Martin e gli hanno aggiunto i connazionali Doubey, Levarlet e Offredo. La defezione degli ultimi giorni dell’esperto Westra causa problemi personali potrebbe rappresentare una diminutio nel dossier, che comunque può essere avvantaggiato dal passaggio della Grande Boucle 2017 dalla Vallonia, ovvero sia la patria della squadra.

Così invece alla Vuelta. Meno spazio in Belgio, più in Germania e Svizzera
Anche per la Vuelta a España pare esserci solo un posto libero poiché, detto di Cofidis e Direct Énergie, appare inverosimile non avere la Caja Rural-Seguros RGA al via della corsa di casa. In lizza dovrebbe entrarci la “perdente” della sfida Tour fra Delko e Wanty a cui punta ad aggiungersi la Fortuneo, con i bretoni che hanno fatto sapere di voler provare a partecipare a due grandi giri nel medesimo anno. Scenario che però appare di difficile attuazione nel 2017. Così come appare probabilmente prematura l’ipotesi di vedere la Manzana Postobón in gara: i colombiani, pur avendo due spagnoli in rosa e diversi giovani promettenti, devono essere prima testati in corse d’alto livello ma più facilmente gestibili come le corse a tappe di una settimana.

Dando uno sguardo al resto del panorama, novità importanti sono attese dalle prove belghe visto il raddoppio delle formazioni tricolori tra le Professional: alle storiche Sport Vlaanderen e Wanty si sono aggiunte Veranda’s Willems e WB Veranclassic, le quali dovrebbero vedersi garantire inviti nelle sette prove casalinghe (otto con l’Eneco Tour). Tutto libero invece per le quattro prove svizzere e tedesche causa promozione (Bora), retrocessione (Roth) e chiusura (Stölting) delle tre squadre interessate e spazio sempre presente negli appuntamenti spagnoli. Allestire un bel calendario può essere più facile, anche in caso di bocciatura dal Giro.

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La vignetta di Pellegrini

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