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I team 2017: Dimension Data

Il Team Dimension Data al completo

La squadra africana salva la licenza, ma dietro a Cavendish e Boasson Hagen c’è poco a cui aggrapparsi

Scampato il pericolo di perdere la licenza World Tour grazie all’intervento dell’UCI che ha deciso di rivedere i suoi piani sulla riduzione del numero di squadre, il Team Dimension Data si prepara per la sua seconda stagione nella prima divisione del ciclismo mondiale. La squadra africana ha cambiato poco rispetto al 2016, sarà ancora molto scoperta in alcuni settori e continuerà a riporre quasi tutte le speranze in Mark Cavendish ed Edvald Boasson Hagen che però, da soli, non posso fare più di tanto: se non ci sarà l’esplosione di qualche ragazzo (magari uno dei 13 africani dell’organico), non sarà facile evitare l’ultimo posto in classica.

ROSA
Igor Antón (Spa, 1983), Natnael Berhane (Eri, 1991), Edvald Boasson Hagen (Nor, 1987), Mark Cavendish (Gbr, 1985), Stephen Cummings (Gbr, 1981), Mekseb Debesay (Eri, 1991), Nick Dougall (Rsa, 1992), Berhard Eisel (Aut, 1981), Tyler Farrar (Usa, 1984), Omar Fraile (Spa, 1990), Ryan Gibbons (Rsa, 1994), Nathan Haas (Aus, 1989), Jacques Janse van Rensburg (Rsa, 1987), Reinardt Janse van Rensburg (Rsa, 1989), Benjamin King (Usa, 1989), Merhawi Kudus (Eri, 1994), Lachlan Morton (Aus, 1992), Adrien Niyonshuti (Rwa, 1987), Ben O’Connor (Aus, 1995), Serge Pauwels (Bel, 1983), Youcef Reguigui (Alg, 1990), Mark Renshaw (Aus, 1982), Kristian Sbaragli (Ita, 1990), Daniel Teklehaymanot (Eri, 1988), Jay  Robert Thomson (Rsa, 1986), Scott Thwaites (Gbr, 1990), Johann Van Zyl (Rsa, 1991), Jaco Venter (Rsa, 1987)

L’ANALISI

Igor Antón
Igor Antón

CORSE A TAPPE: Nel 2016 l’unica top10 conquistata da Igor Antón nella classifica finale di una gara a tappe è stata la nona posizione alla Vuelta a Burgos: il basco compirà 34 anni a marzo e gli anni migliori li ha ormai alle spalle, comunque resta uno scalatore interessante che in una giornata buona può ancora puntare a fare risultato. In prospettiva il corridore più interessante è l’australiano Lachlan Morton, scalatore molto spettacolare, che però nella sua prima esperienza nel World Tour ha fallito malamente: adesso ha più esperienza e la carta d’identità segna solo 25 anni. Gli eritrei Merhawi Kudus e Mekseb Debesay non sembrano avere ancora la continuità necessaria a fare risultato, da seguire anche il giovanissimo scalatore australiano Ben O’Connor; per alcune gare a tappe particolari potrebbe venire molto bene anche il britannico Stephen Cummings.

 

Mark Cavendish
Mark Cavendish

VOLATE: È senza dubbio il punto di forza della Team Dimension Data che l’anno scorso ha potuto godere di un Mark Cavendish capace di vincere ben quattro tappe al Tour de France: lo sprinter dell’Isola di Man è la stella della squadra, ha al suo fianco un treno composto da fedelissimi e nel 2017 sarà focalizzato al 100% sulla strada dopo una stagione in cui c’era anche l’obiettivo (raggiunto) di una medaglia olimpica su pista. Il toscano Kristian Sbaragli è già al quinto anno in squadra: è un velocista che vince poco, ma ha caratteristiche che gli consentono di piazzarsi anche quando i percorsi non sono completamente in pianura. La forza della squadra sta anche, come detto, nei suoi uomini per gli ultimi chilometri: Mark Renshaw, all’occorrenza, può diventare lui stesso il finalizzatore se non c’è Cavendish, discorso simile anche per Tyler Farrar, Reinardt Janse Van Rensburg e Bernhard Eisel.

 

Edvald Boasson Hagen
Edvald Boasson Hagen

PAVÉ: L’anno scorso ha conquistato nove vittorie, ma brillano anche e soprattutto alcuni piazzamenti come il 5° posto alla Parigi-Roubaix o il 6° al Campionato del Mondo di Doha: Edvald Boasson Hagen è l’uomo del Team Dimension Data per le classiche del pavé e anche qualcosa di più. Il 29enne norvegese ha grandissimi mezzi fisici ma pecca un po’ in cattiveria e continuità: le vittorie di qualità conquistate in carriera sono relativamente poche in relazione al grande potenziale. Dal gruppo dei velocisti uscirà qualcuno in grado di dare una piccola mano sulle pietre ma, per non obbligarlo a fare tutto da solo, la squadra ha ingaggiato anche il britannico Scott Thwaites che nel 2016 con la maglia della Bora è stato protagonista della miglior campagna del nord della sua carriera con il 2° posto al Le Samyn e l’8° alla Dwars door Vlaanderen come migliori risultati.

 

Nathan Haas
Nathan Haas

CLASSICHE: Nel 2017 l’australiano Nathan Haas dovrà ripartire dai risultati conquistati lo scorso settembre a Québec e Montréal: un sesto e un quinto posto che devono dargli la consapevolezza di essere un corridore che può puntare a fare in quel determinato tipo di corse. In squadra non gli mancherà certo la libertà anche perché le alternative non garantiscono molta affidabilità in più: qualcosa di buono può farlo il britannico Stephen Cummings che a quasi 36 anni sta vivendo le annate migliori della carriera proprio con la maglia della squadra africana, ma resta più che altro un uomo da exploit isolati grazie a fughe da lontano. Un altro uomo che saltuariamente può sperare di ottenere qualche risultato interessante nelle corse di un giorno è il belga Serge Pauwels ma a 33 anni è difficile che gli riesca un colpaccio mai avvicinato in precedenza.