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I team 2017 – Trek-Segafredo

La Trek-Segafredo in allenamento a Maiorca © Trek-Segafredo

Grandi cambiamenti nel team di Guercilena: Contador e Degenkolb i nuovi capitani

Aria di cambiamento, più che di rinnovamento, nella Trek-Segafredo, al settimo anno di gestione Guercilena e prossimo a diventare una squadra molto italiana, col crescente impegno di Segafredo che, si vocifera, l’anno prossimo potrebbe diventare il main sponsor. La squadra volta inevitabilmente pagina, visti i ritiri pesanti di Fabian Cancellara, Fränk Schleck e Ryder Hesjedal, ma resta comunque la formazione a più alta età media, anche per la scelta del nuovo capitano, che è ricaduta su Alberto Contador. Il fardello della leadership verrà diviso con John Degenkolb, altro acquisto di peso per un team che ha fatto scommesse particolari e potrebbe arrivare a fine anno con risultati lusinghieri come con cocenti delusioni.

ROSA
Eugenio Alafaci (Ita, 1990), Fumiyuki Beppu (Jpn, 1983), Julien Bernard (Usa, 1992), Mathias Brändle (Aut, 1989), Andre Cardoso (Por, 1984), Marco Coledan (Ita, 1988), Alberto Contador (Spa, 1982), Gregory Daniel (Usa, 1994), Koen De Kort (Ola, 1982), John Degenkolb (Ger, 1989), Laurent Didier (Lux, 1984), Fabio Felline (Ita, 1990), Michaell Gogl (Aut, 1993), Ruben Guerrero (Por, 1994), Jesús Hernández (Spa, 1981), Markel Irizar (Spa, 1980), Bauke Mollema (Ola, 1986), Giacomo Nizzolo (Ita, 1989), Jarlinson Pantano (Col, 1988), Mads Pedersen (Dan, 1995), Gregory Rast (Svi, 1980), Kiel Reijnen (Usa, 1986), Peter Stetina (Usa, 1987), Jasper Stuyven (Bel, 1992), Edward Theuns (Bel, 1991), Boy van Poppel (Ola, 1988), Haimar Zubeldia (Spa, 1977).

L’ANALISI

Alberto Contador © Trek – Segafredo

CORSE A TAPPE: Sarà l’ultima stagione di Alberto Contador? Ormai è chiaro che il madrileno sta valutando di anno in anno, in base a ciò di cui è capace, se vale la pena continuare. In ogni caso la Trek-Segafredo ha deciso quest’anno di investire su di lui, e sarà uno dei principali contendenti al Tour de France. Al Giro d’Italia invece andrà coi galloni di capitano Bauke Mollema, finalmente dimostratosi valido nei GT durante lo scorso Tour. A parte il fedelissimo Hernández e l’austriaco Gogl, Contador non ha portato con sé nessuno: a disposizione sua e di Mollema ci sarà ciò di cui il team già disponeva, oltre che lo stambecco colombiano Jarlinson Pantano, reduce dallo smantellamento della IAM. I gregari sono dunque uomini di grande esperienza come André Cardoso e l’eterno Haimar Zubeldia, che ad aprile compirà 40 anni, e l’americano Peter Stetina, in lentissima ripresa dal terribile incidente del Giro dei Paesi Baschi 2015.

 

Giacomo Nizzolo © Trek-Segrafredo

VOLATE:Giacomo Nizzolo si è guadagnato sempre più spazio nel team, e durante la scorsa stagione ha dimostrato di essere un corridore affidabile anche negli appuntamenti più importanti,  non solo quando fa il velocista. Ma sarà comunque lo sprinter di riferimento del team, con l’obiettivo di sbarazzarsi della nomea del piazzato. Si è ritagliato la sua credibilità in Belgio, ma il ruolo di Edward Theuns potrebbe diventare quello di sprinter semplice, visto che nelle corse del pavé più importanti si vedrà adesso chiuso da Degenkolb; dove il livello degli sprinter non è altissimo potrebbe fare capolino Kiel Reijnen, specie nelle corse americane, oppure Boy van Poppel, sebbene l’olandese nelle ultime due stagioni si sia defilato nel ruolo di apripista, dove si comporta al meglio Marco Coledan.

 

John Degenkolb © Trek-Segafredo

PAVÉ: Dopo l’addio di Cancellara, la maglia della Trek continuerà a scintillare in testa al gruppo col vincitore di Sanremo e Roubaix 2015, anche se John Degenkolb è reduce da un 2016 decisamente scalognato; la voglia di far bene però è tanta e non può che essersi acuita, come ha dimostrato nella commovente prova del Mondiale di Doha. E alle sue spalle c’è un team anche migliore di quello che ha lasciato alla Sunweb-Giant. A cominciare da Jesper Stuyven, autore di una magistrale prova nell’ultima edizione della Kuurne-Bruxelles-Kuurne, e dall’espertissimo Grégory Rast, che più volte si è rivelato importante per Cancellara tra Fiandre e Roubaix. La carta in più potrebbe essere il giovane Mads Pedersen: corridore dalle grandi attese, visto il doppio successo ai mondiali juniores, è veloce e lo ha dimostrato nell’ultima edizione della Gent-Wevelgem Under 23.

 

Fabio Felline © Trek-Segafredo

CLASSICHE: Nelle corse di un giorno lontano dalle Fiandre la coperta dei Trek è, invero, un po’ corta. Oltre a Mollema, che l’anno scorso ha sorpreso tutti a San Sebastian, l’unico della formazione americana che può farsi valere sulle Ardenne è Fabio Felline: il torinese è figlio di una crescita lentissima e misurata, ma costante. L’anno scorso poteva essere l’anno della consacrazione, ma l’assurdo e rischioso incidente all’Amstel Gold Race ha ritardato il discorso di un anno. Di sicuro avrà carta bianca, l’unica cosa che gli verrà chiesta e di dare anche una mano ai capitani nei GT. Qualcun altro del team proverà a mettersi in luce nelle corse di un giorno, visto lo spazio: nelle corse minori potrebbero esserci possibilità per il portoghese Rubén Guerreiro, che all’esordio tra i prof al Tour Down Under ha risposto “presente!”. Corridore longilineo e molto stiloso nella pedalata, potrebbe essere anche un buon crack nelle corse a tappe, ma le cose migliori l’anno scorso le ha fatte nelle più dure gare in linea, vincendo il Palio del Recioto e andando sul podio della Liegi Under 23.

Nicola Stufano: