Rui Costa vince la 5a tappa della Vuelta San Juan © Bettiniphoto
Rui Costa vince la 5a tappa della Vuelta San Juan © Bettiniphoto

Abu Dhabi, primo urrà con Rui Costa

Il portoghese vince la tappa regina della Vuelta a San Juan, Nibali perde un minuto, Mollema nuovo leader

Dopo un anno e mezzo senza riuscire a conquistare una vittoria, l’ex campione del mondo Rui Costa è riuscito oggi a interrompere questo lungo digiuno nel tappone di montagna della Vuelta a San Juan: il corridore portoghese s’è imposto sull’arrivo in salita dell’Alto Colorado regalando la prima vittoria di sempre alla UAE Abu Dhabi che così ha risposto ai “cugini” della Bahrain-Merida che avevano vinto due giorni fa. Le nuove squadre arabe del World Tour sono quindi partite entrambe molto forte, ma qui in Argentina può sorridere anche la Trek-Segafredo: Rui Costa, infatti, aveva perso un po’ troppo terreno nella cronometro e così il nuovo leader della classifica generale della Vuelta a San Juan è l’olandese Bauke Mollema che ritroveremo protagonista a maggio sulle strade del Giro d’Italia.

La cronaca: tanti in fuga, ma senza successo
La tappa regina di questa 35esima edizione della Vuelta a San Juan è stata molto combattuta fin dai primi chilometri con una ventina di corridori che, approfittando della pianura iniziale, hanno cercato la fuga da lontano: tra questi si sono fatti vedere anche gli italiani Fausto Masnada (Androni), Mirco Maestri (Bardiani). Oliviero Troia (UAE Abu Dhabi) e Alex Turrin (Wilier), con quest’ultimo che però si è lasciato riprendere dal gruppo dopo pochi chilometri. Nel folto gruppo di attaccanti si è infilato anche l’australiano Matthias Brändle, terzo in classifica generale a 7″ da Ramunas Navardauskas, ma il percorso ha favorito altri attacchi.

I battistrada non sono mai riusciti a conquistare un vantaggio di sicurezza per giocarsi la vittoria di tappa e così c’è stato prima l’allungo del colombiano Brayan Ramírez (Medellín-Inder) sul primo gran premio della montagna poi, una volta superata la metà del percorso odierno, sono andati all’attacco Franco López (Virgen de Fátima) e Pedro González (Municipalidad de Pocito) che dopo le prime quattro tappe erano già rispettivamente secondo e primo nella classifica degli scalatori. I due argentini erano ovviamente interessati ai due traguardi di seconda categoria di Baños de Talaca e dell’Alto de la Crucecita, non è un caso quindi che superati questi due passaggi il plotone sia tornato compatto pur mancando ancora circa 40 chilometri al traguardo. In questo frangente è arrivata anche la notizia del ritiro di Elia Viviani, alle prese con qualche problema fisico già dalle prime pedalate di giornata.

Salita lunga ma pedalabile
Come si poteva facilmente intuire alla vigilia, tutto si è giocato sulla lunghissima salita finale verso i 2565 metri dell’Alto Colorado, un’ascesa di circa 16 chilometri con una pendenza media del 4.4%. Su una salita con queste caratteristiche, a cui oggi si è aggiunto anche un vento forte e molto fastidioso, non è facile fare selezione attaccando: un drappello di una ventina di coraggiosi è stato rapidamente ripreso, stessa sorte per il colombiano Julián Cardona che ci aveva provato attorno ai meno 5 chilometri. Salendo di quota e avvicinandosi all’arrivo, il gruppo si è fatto sempre più ristretto e negli ultimi due chilometri hanno dovuto alzare bandiera bianca sia il leader della corsa Ramunas Navardauskas, sia il suo compagno di squadra Vincenzo Nibali.

Rui Costa fulmina tutti nel finale
La lotta per la vittoria di tappa è limitata quindi all’ultimo chilometro con Rodolfo Torres, scalatore colombiano dell’Androni, che si è messo in testa e messo in crisi gli altri sudamericani: in scia a Torres sono rimasti solo Rui Costa e Bauke Mollema, ma ha poche centinaia di metri dal traguardo c’è stata l’accelerazione decisiva del portoghese che messo in croce le gambe dell’olandese della Trek. Con il suo scatto Rui Costa è andato a vincere la tappa con 3″ di vantaggio su Rodolfo Torres mentre da dietro si sono resi protagonisti di una bella rimonta sia l’argentino Ricardo Escuela che lo spagnolo trapiantato in Colombia Oscar Sevilla, rispettivamente terzo a 7″ e quarto a 10″ dal corridore della UAE Abu Dhabi.

Sul traguardo Bauke Mollema ha perso 12″ ed è riuscito ad anticipare l’altro colombiano dell’Androni, il giovanissimo Egan Bernal, e l’argentino Eduardo Sepulveda di 14″, ottavo a 21″ è arrivato un altro ottimo interprete del ciclismo locale, Laureano Rosas. Per Vincenzo Nibali è arrivato un decimo posto di tappa a 57″ da Rui Costa: la prestazione dello Squalo dello Stretto, al debutto stagionale, è stata abbastanza in linea con quelle degli anni precedenti in maglia Astana in questo periodo dell’anno e per il momento, ovviamente, non deve preoccupare anche se Bauke Mollema potrà essere una osso duro alla corsa rosa se saprà confermarsi con continuità anche nel mese di maggio.

Mollema leader: generale chiusa?
A due tappe dal termine la nuova classifica generale vede quindi Bauke Mollema in testa con 14″ di vantaggio su Oscar Sevilla, 16″ su Rodolfo Torres, 20″ su Ricardo Escuela, 26″ su Rui Costa e 27″ su Laureano Rosas: nessuno di questi è abbastanza veloce per poter ribaltare le sorti con gli abbuoni agli sprint intermedi o al traguardo delle frazioni restanti; salvo incidenti di varia natura e non pronosticabili, per la Trek-Segafredo l’unica minaccia potrebbe arrivare dal vento, ma la squadra è ben attrezzata e sempre oggettivamente difficile che possa farsi sfuggire questa Vuelta a San Juan. Nella top10 della generale c’è anche Vincenzo Nibali, ottavo a 1’17” da Mollema, mentre il primo della classifica dei giovani è il talentino Egan Bernal (nono assoluto) che quest’anno potrebbe dare diverse soddisfazioni all’Androni.

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