Maximiliano Richeze vince l'ultima tappa della Vuelta a San Juan 2017 © Bettiniphoto
Maximiliano Richeze vince l'ultima tappa della Vuelta a San Juan 2017 © Bettiniphoto

Richeze super Atomico, Quick Step cinquebellezze

Vuelta a San Juan, l’argentino bissa il successo di ieri con una sparata nel finale. Gran fuga di Nibali, a Mollema la generale

Certe volte capita di dover attendere a lungo, e talvolta invano, un qualche cenno di vita da parte dei grandissimi del pedale nelle prime corse della stagione. Quest’anno il trend pare completamente ribaltato visto che in Australia, fra il classico Tour Down Under e il più recente Cadel Evans Great Ocean Road Race, si sono messi in luce Porte e Chaves, Froome e Sagan. Lo stesso discorso vale per le prove del Challenge Mallorca, con Greipel vincente e Quintana e Valverde in prima linea, e con l’odierno Gp La Marseillaise dove Pinot ha mostrato il colpo di pedale giusto in salita.

Non fa eccezione la Vuelta a San Juan, giunta oggi all’ultima delle sette tappe nella prima edizione aperta ai professionisti. Gaviria, Boonen e Viviani protagonisti delle volate, Mollema e Rui Costa nelle salite. E oggi, con una azione decisamente inattesa, anche un certo Vincenzo Nibali.

Troppo caldo, un giro in meno. Navardauskas si lancia all’attacco
Sì, perché nei 122 km (16 in meno rispetto a quanto preventivato causa gran caldo che ha consigliato la riduzione di una tornata del circuito) conclusivi della trentacinquesima prova sanjuanina, il messinese è stato grande protagonista. Otto i non partenti, fra cui gli azzurri Riccardo Cenghialta (Unieuro Trevigiani-Hemus 1896), Davide Plebani (Nazionale italiana) e Edoardo Zardini (Bardiani CSF). Numerosi i tentativi nei primi km, con l’argentino ex Caja Rural Josué Enzo Moyano (Municipalidad de Pocito) primo a tentare l’assolo.

La prima azione serie vede protagonista sei elementi: gli immancabili argentini Julián Barrientos (Equipo Bolivia), Juan Pablo Dotti e Gonzalo Najar, entrambi del SEP San Juan, il cileno Edison Bravo (Nazionale cilena), il colombiano Julián Arredondo (Nippo-Vini Fantini) e nientemeno che Ramunas Navardauskas (Bahrain-Merida). La presenza del lituano, settimo in classifica a soli 52″ da Mollema, fa però reagire i gregari dell’olandese che si prodigano per andare a recuperare il drappello, con il baltico che comunque riesce a passare in testa al primo traguardo volante al km 31 raccogliendo tre secondi di abbuono.

Nuovo tentativo, e c’è Nibali! Il siciliano diventa il leader virtuale
Una volta ripreso tale plotoncino se ne è sganciato un altro, stavolta di tre elementi: i soliti Barrientos e Dotti a cui si aggiunge un nuovo elemento del neonato Bahrain-Merida, ossia il già citato Vincenzo Nibali. Il terzetto viaggia di comune accordo in una prima ora particolarmente movimentata, come testimoniano i 49 km/h tenuti ad una temperatura vicina ai 40°. La Trek lavora a fondo dietro ma il margine degli uomini di testa supera quota 1’30”; per tale motivo Nibali, che in classifica si trova all’ottavo posto a 1’17”, indossa la virtuale maglia di leader e inizia a sperare nel colpaccio.

Ai meno 40 km il gap è addirittura salito sopra i 100″, con Najar che anticipa Nibali nel secondo traguardo volante. Nella pancia del gruppo si registra una caduta: coinvolti gli argentini Franco López (Agrupación Vírgen de Fátima), Héctor Lucero (Municipalidad de Pocito), Juan Molina (Nazionale argentina), Rubén Ramos (Nazionale argentina), Andrei Sartassov (SEP San Juan) e lo spagnolo Miguel Ángel Benito (Caja Rural-Seguros RGA).

La Trek ricuce la situazione, Nibali è neutralizzato
I quattro gregari rimasti a Mollema, ossia Eugenio Alafaci, Matthias Brändle, Marco Coledan e Gregory Daniel, si danno un gran daffare, e i risultati si vedono: il margine dei battistrada diminuisce progressivamente e quando inizia l’ultimo giro di 16 km Nibali e co. possono contare solamente su 45″ di vantaggio. La progressione continua a favore del gruppo, con il trio che possiede solamente una dozzina di secondi al cartello dei meno 10 km.

Dotti e Najar non ce la fanno più e si rialzano; non così Nibali, che continua lo sforzo cercando di andare a conquistare la vittoria di tappa. Alle sue spalle dal gruppo iniziano scatti e controscatti, tutti annullati dopo pochissimi istanti. Il leader del Bahrain-Merida viene definitivamente ripreso attorno ai meno 3 km; per lui il bilancio della settimana in terra argentina non può che essere positivo, con le prime sensazioni che prefigurano una condizione di base più che incoraggiante.

Sparata super di Richeze, il successo è suo. Quick Step sugli scudi
I tentativi continuano anche dopo il riassorbimento del siciliano; ci prova Germán Nicolas Tivani, ma il ventunenne argentino della Unieuro Trevigiani-Hemus 1896 non va da nessuna parte. Attorno ai meno 2 km parte di gran carriera un corridore della Quick Step Floors: l’identità è quella del beniamino di casa Maximiliano Richeze. El Atomico, questo il suo soprannome, si esibisce in un’azione da manuale e, sfruttando la scarsa coordinazione delle squadre nel gruppo, può prendere un margine di sicurezza che riesce a portare sin sul traguardo, che taglia a braccia alzate e acclamato dalla folla.

Per il trentatreenne, da anni residente nel vicentino, è il bis dopo l’affermazione di ieri, giunta in quel caso al termine di una fuga. Il dominio della Quick Step Floors, vincitrice di ben cinque (due per Gaviria, altrettante per Richeze e una con Boonen) delle sette tappe disputate, prosegue con il secondo posto di Tom Boonen (un altro già pimpante) che regola il plotone, giunto a 3″.

Malucelli ancora sul podio, Mollema vince la classifica
Alle spalle di Tommeke bel terzo posto per Matteo Malucelli (Androni-Sidermec) che, in una sfida tutta italiana, ha la meglio su Andrea Guardini (UAE Abu Dhabi) e Nicola Ruffoni (Bardiani CSF). Completano la top 10 l’argentino José Luis Rivera (Municipalidad de Pocito), il solito Ramunas Navardauskas, il giovane Attilio Viviani (Nazionale italiana), l’argentino Daniel Juarez (Asociación Civil de Mardan) e l’altro azzurro Mattia Viel (Unieuro Trevigiani-Hemus 1896).

La classifica generale non conosce modifiche: la vittoria va a Bauke Mollema (Trek-Segafredo), che inizia il 2017 nel migliore dei modi. In seconda piazza a 14″ c’è l’eterno spagnolo Óscar Sevilla (Medellin-Inder), terzo a 16″ il colombiano Rodolfo Torres (Androni-Sidermec), che chiude un mese di gennaio positivo dal punto di vista agonistico per la compagine piemontese. A seguire si sono piazzati l’argentino Ricardo Escuela (Agrupación Vírgen de Fátima) a 20″, il portoghese Alberto Rui Costa (UAE Abu Dhabi) a 26″, il tre volte detentore del titolo Laureano Rosas (Nazionale argentina) a 27″, Navardauskas a 49″, Nibali a 1’15”, il colombiano Egan Bernal (Androni-Sidermec) a 1’29” e il belga Pieter Serry (Quick Step Floors) a 1’31”.

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